22 Dicembre 2012 - Categoria: cristianesimo, eventi straordinari

“Non sono venuto a portare la pace, ma la spada” (Mt 10-34):Natale 2012 Dopo Cristo di Ange de Clermont

Siamo dunque al 2012 dopo Cristo, anno più anno meno, e i cristiani di tutto il mondo festeggiano questa ricorrenza che è momento forte del ciclo liturgico della Chiesa Cattolica di cui facciamo parte toto corde pur sapendo che in essa c’è da una parte la radiosa luce di Cristo e dall’altra la miseria degli uomini per i cui peccati Cristo è morto e risorto ed è salito al Padre e che verrà nella gloria alla fine dei tempi per giudicare il mondo. Questo mondo che in questo particolare momento storico attraversa una crisi economica rilevante. Anche in Italia come ben sanno le famiglie la recessione si fa sentire e a cui si è cercato di far fronte spremendole con numerosi balzelli. Speriamo che si mettano dei limiti a questa efferatezza e che i famosi e famigerati tecnici riescano a dare un avvio alla ripresa diversamente, prima o poi, questi nostri governanti potrebbero finir male.

La disoccupazione di giovani e meno giovani produce solo sconforto e talvolta disperazione al punto che non è raro sentire che molti ricorrono al suicido per la disperazione di non poter far fronte alle difficoltà. La macchina mostruosa e tristemente efficiente messa su dai cervelli freddi e senza cuore di Equitalia porta via soldi, beni e spesso l’unica casa in cui sia possibile abitare. Ogni debito si moltiplica senza fine in modo automatico calpestando tutto e tutti. Non si guarda in faccia a nessuno e se non si paga ti mettono all’asta la casa che i corvi neri, con moneta contante, a vil prezzo, acquistano per incrementare il proprio arricchimento. Una vergogna assoluta in una nazione che si dice cristiana. I befera partoriscono altri befera che ingrassano sulle spalle dei poveri siano essi giovani siano adulti siano anziani. La classe dirigente comunemente detta casta ingrassa anch’essa fino al giorno in cui l’indignazione popolare non riporterà, davanti alle piazze del potere, la ghigliottina, per tagliare la testa a questi miserabili che sul lavoro della gente onesta hanno creato i loro privilegi. Cominciamo tutti a non poterne più di queste squallide soperchierie. I rincari dei beni essenziali per vivere non finiscono più e lo stipendio o la pensione si assottiglia sempre più. Miliardi di euro si spendono per tenere all’ingrasso degli autentici maiali dal volto stolido i cui stipendi aumentano anch’essi automaticamente. Enti di sottogoverno vanno ad accrescere il portafoglio di chi è già un privilegiato. Si vedano le fondazioni bancarie! Gli strati più indifesi della popolazione vengono espropriati dell’essenziale per vivere.

Pare che la rivoluzione cristiana, obliata dai maiali ingrassati, non serva più. Si aggiunga a questo la perdita della fede nelle aspettative escatologiche e la riduzione dell’uomo a vile materialità. Da tutto questo può nascere la disperazione delle masse e la brutalità di una carneficina che produrrà solo desolazione.

I porci ingrassati, gli sfruttatori, le variegate mafie, il malgoverno e la giustizia grifagna, gli esattori senza scrupoli riflettano perché se Iddio volge il suo volto altrove la loro fine con la peggiore delle morti è segnata. Bastino gli esempi della rivoluzione francese e russa, e le atrocità della prima e della seconda guerra mondiale come esemplare ammonimento.

Cristo è certamente il re mite della pace, ma è anche il giudice severo per il quale ogni torto sarà appianato sia in questa vita sia nella vita eterna. Il soffio beffardo di Satana pervade gli animi dei più variegati sfruttatori del popolo di Dio e l’Arcangelo San Michele è impaziente di eseguire gli ordini che riceve per fare giustizia di tutti coloro che di umano hanno solo il volto, ma dentro sono soltanto dei demoni destinati al braciere eterno. Il Dio Bambino non è venuto a portare la pace, ma la spada (Mt 10-34). Chi ha orecchie per intendere intenda!

Ai collaboratori, agli amici, ai visitatori del nostro blog facciamo i più affettuosi auguri di un Natale del Signore sereno e di un anno di giustizia e di pace.(A. T.)

 

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21 Dicembre 2012 - Categoria: eventi culturali, recensioni

La raccolta poetica “Versos de vida paesana” di Giuseppe Concas “Mutzigone” pubbilcata dalla collana curata da Lugi Ladu di Cristoforo Puddu

 Giuseppe Concas (classe 1932 e noto come “Peppe Mutzigone”) è poeta dalla riflessione ed ispirazione “veloce”, attinta dal ricco coltivo della vitale tradizione lirica popolare e scuola estemporanea, che nel suo continuo e puntuale versificare in rima plasma unici quadri dal carattere e sapore “licantzu” locale.

A buon titolo, dopo la recente stampa di “Versos de vida paesana”, il poeta nativo dello storico rione “Coronas”, è ora da annoverare come “memoria storica” della comunità di Bolotana. La monumentale pubblicazione di oltre cinquecento pagine -curata dal cireneo e appassionato cultore della poesia in limba Luigi Ladu che, con caparbio impegno e competenza, porta avanti ormai da diversi anni l’apprezzata collana “Poètas de Sardigna”- è da considerarsi una vera e propria “Opera omnia” dell’autore marghinese. In considerazione della vasta produzione poetica proposta dal Concas, viene da credere che il “poetare” -in cui concilia forma e contenuti; ossia una poesia significante e di significato- sia il suo linguaggio d’uso comune e identificativo del suo abituale discorrere, ragionare e comunicare. La capacità narrativa e di sintesi del poeta è rappresentata, in modo chiaro, dal blocco di sonetti (ben oltre gli ottanta) che chiudono l’opera con un vasto campionario di argomenti trattati. Nelle composizioni di “Peppe Mutzigone”, sviluppate con senso della memoria e rivissute con una emozione presente e partecipe, figurano soprattutto gli amici di una vita; le vicende umane, sociali, politiche e le manifestazioni di fede religiosa che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora il centro del Marghine. L’offerta poetica del Concas è rappresentata da tanto e significativo materiale “documentario” per garantire la conservazione di quel prezioso patrimonio della memoria storica locale.

Luigi Ladu, nella prefazione a “Versos de vida paesana”, ripercorre la biografia umana e poetica dell’autore e ne sottolinea la semplicità e naturalezza dell’autodidatta dai sani e tradizionali valori.

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19 Dicembre 2012 - Categoria: versos in limba

“Mi lu naras?” de Giangavino Vasco de Bortigali

“,Mi lu naras, o mama

it’est chi depo fagher
po diventare mannu e virtuosu?”
Fizu meu diciosu,
cherio cumpiagher
custu disizu ch’in coro as a brama.
Ammenta, prenda mia,
ch’in cussos ojos tuos
sa vida ancora s’est como atzendinde;
su coro s’est tinghinde,
in custos tempos cruos,
de su colore ‘irde ‘e pitzinnia.

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15 Dicembre 2012 - Categoria: versos in limba

Sighimi de Giuanna Elies de Osile

Sighimi, si pro te est amore
e ti ripito sighimi
fin’a fundu, fin’a macchine
in custa terra amena cando pioet
e nues mannas passan in chelu.
Sighimi, ‘ettadi e lassadi andare
in sas currentes de su pessamentu
e lassa, frimma, frimma su corpus tou
debile debile a sas forzas mias.

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15 Dicembre 2012 - Categoria: lingua/limba, narrativa

S’istòria de amore de Elia e Diamante- Contu de foghile- de Teresa Serra a contivizu de Domitilla

S’istòria de amore de Elia e Diamante -Su mulinu ‘e su ‘entu e su lagu segretu de Codinarasa-

Elia fit su fizu de su padronu de su mulinu ‘e su ‘entu, fit unu giovanu bravu e trabagliadore. Su babbu cando andaiat in chirca de molenda lu lassaiat in molinu a nde contivizare s’andamentu, teniat contu sos afares, grascias a Deus de molenda nd’aiant meda e cando bi andaiat calchi poberitu a marghinare su trigu, issu nde li torraiat sempre in pius, e gai est chi s’aiat fatu sa fama de benefatore.Su mulinu de su ‘entu est collocadu in sa punta de Codinarasa, ma Elia cando podiat falaiat a intro de ‘idda pro agatare sos amigos. Una die faeddende cun un’amigu, benit a ischire de una damigella chi essiat a ispassizare cun sa mamatita, totu naraiant chi fit una bellesa, Elia fit curiosu de la ‘idere.Su giualzu de sa famìlia de sa damigella, beniat a su mulinu a marghinare su laore pro su bestiamine e su trigu pro sos bisonzos de sa domo.

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13 Dicembre 2012 - Categoria: filologia

La Madonna di Bonaria di Cagliari e Buenos Aires capitale dell’Argentina di Massimo Pittau

 Il santuario della Madonna di Bonaria è molto conosciuto e venerato a Cagliari, ma anche in tutta la Sardegna.

Madonna di Bonaria (CA)

Tutti i Cagliaritani e tutti i Sardi, escluso qualcuno che sia fornito di una certa cultura storica, sono convinti che il relativo toponimo significhi «Buona Aria»; si tratta però di una convinzione del tutto errata, la quale è effetto di una vecchia paretimologia od etimologia popolare e di una conseguente errata traduzione nel catalano Bon Aire.

In realtà l’antica denominazione del luogo era Bagnaria, che era un adattamento pisano dell’originario appellativo lat. balnearia «bagni, bagni pubblici» (vedi Bangiárgia, Donori). Ed infatti nel relativo sito di Cagliari sono stati trovati i resti di terme romane, fra cui un bel mosaico, raffigurante divinità marine e adesso conservato nel locale Museo Archeologico. D’altra parte è molto significativo il fatto che nel secolo scorso il pur dotto Alberto La Marmora, constatando l’impaludamento del mare in quel sito, affermava che si sarebbe dovuto mutare il suo nome di Bonaria in quello di Malaria!

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8 Dicembre 2012 - Categoria: eventi culturali

Prèmiu Literàriu “Nanneddu Chighine” 2012 Ittireddu de Domitilla Mannu

Su 24 de sant’Andria, in Ittireddu in sa sede de su Museu, s’est congruida sa de 22 editziones de su Prèmiu Literàriu “Nanneddu Chighine”. B’at de li dare bantos a custa biddighedda ca tenet fizos chi li faghent onore e custu Prèmiu literàriu nd’est una testimonia. Su caminu sinnadu dae su biadu de Mateu Spensatellu est sighidu a primore e de seguru , est custa sa mezus manera pro l’ammentare e pro nde onorare sa memòria. Mancari devende parare cara a dificultades meda, massimu a totu finantziàrias, sos ammanizadores de su Prèmiu, cun s’agiudu de Teta Spensatellu e de s’Assòtziu “Issir”, annoant e testimoniant, annu cun annu, su sentidu fungudu de amore pro sa cultura e ” pro sa limba sarda, chi cun s’imprenta sua, nos at dadu sa prima identidade comente fizos de custa terra” custas sunt peraulas chi si legent in su verbale de sa giuria. Cun custos cumbinchimentos fungudos e fortes custu Prèmiu at fundamentos bonos e de seguru at a andare a in antis pro annos meda. Est istadu imprentadu su libereddu cun totu sas operas premiadas e meressit de èssere sinnialada sa presentada, piena de cussideros e de meledos de giudu de Franco Campus, Presidente de s’Assòtziu “ Issir “. Ocannu de poesias nd’at arrividu pius pagas de s’annu passadu, ma su livellu est altu meda, e custu est unu sinnu de importu. Sas poesias tocant sos anneos de sa vida e de sa sotziedade, sa fide ch’est benzende mancu, sas dificultades de sas famìlias, sa mancàntzia de trabagliu, su disisperu de sa gioventude, s’indiferèntzia de sos politicos e de sos “meres” de s’economia, chi non si leant perunu pessamentu de sos bisonzos de sa zente.

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8 Dicembre 2012 - Categoria: cristianesimo, memoria e storia

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria post. di Ange de Clermont

L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico proclamato dal Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878), l’8 dicembre 1854, con la Bolla“Ineffabilis Deus” che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale  fin dal primo istante del suo concepimento:

« (…) affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli. »

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