Gli asili di Carità di Ferrante Aporti di Lucia Palmas
Il termine latino AXYLUM ha designato a lungo genericamente un ospizio o ricovero per persone incapaci di provvedere a sé stesse, ma dal sec.XIX è stato progressivamente ristretto alle istituzioni per l’infanzia in senso non solo assistenziale. A partire da questo periodo, l’asilo infantile indica quella istituzione prescolastica che accoglie l’infanzia per lo più dai tre ai sei anni di età.
In passato l’educazione dei fanciulli prima dell’età scolastica era affidata alla famiglia, che poté avvalersi dell’aiuto di apposite istituzioni un tempo quasi esclusivamente filantropiche, assumendo in seguito finalità educative e varie denominazioni in relazione ai particolari fini istituzionali (asili d’infanzia, sale d’asilo, giardini d’infanzia, case dei bambini, scuole materne).
L’importanza dell’educazione dei fanciulli a partire dalla più tenera età è rintracciabile in tutta la letteratura pedagogica, anche se questo processo in apposite istituzioni inizia solo nel XIX sec.
Già a partire dal XVII sec. il boemo Comenio (1592-1570) aveva parlato nella sua più importante opera “Didactica Magna” di scuola materna, da realizzarsi in ogni casa, per bambini dai tre ai sei anni, in cui era basilare il rapporto affettivo. Egli dava importanza alla prima età che comincia con l’atto del concepimento e copre i primi sei anni di età per questo periodo egli disegna la scuola del grembo materno, o scuola materna, che dovrà esistere presso ogni famiglia e ipotizza in aiuto dei genitori un “Informatorium scholae maternae”. Comenio, però, non pensa alla scuola materna come istituto tecnicamente predisposto e preparato ad accogliere bambini fuori dalla famiglia. Il pensiero di Comenio appartiene alla pedagogia dell’infanzia, non è rivolta ad una scuola dell’infanzia: il suo è un argomentare sulla coscienza educativa che deve essere patrimonio dei genitori e in modo particolare e naturale della madre, alla quale è affidato il compito di allevare il bambino, e quello di trasmettere le basi per l’insegnamento morale e intellettuale unito a quello etico-religioso . Se in Comenio è necessario distinguere la “pedagogia dell’infanzia” dalla “scuola dell’infanzia”, anche altri pedagogisti dopo Comenio come Loke, Rousseau, Pestalozzi Lambruschini ecc., esprimono convinzioni ed idee pedagogiche, ma non parlano ancora di istituzioni prescolastiche.
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