8 Maggio 2013 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, storia

Cenni geografici economici e sociali su Chiaramonti dal 1850 al 1970 di Cristina Urgias

Unknown-1Nella prima parte di questo lavoro si è accennato a quello che è stato lo sviluppo degli asili infantili in Sardegna mettendo in risalto come questo processo sia stato lento, difficile e spesso ostacolato dalle difficoltà di disporre sia di mezzi strettamente finanziari sia di personale educativo.

D’altra parte vi è da considerare che l’economia della Sardegna è contrassegnata dall’attività agro-pastorale in cui anche i bambini si rendono utili con i loro piccoli servizi (raccogliere la legna, le ghiande, badare al gregge per i maschietti e badare ai piccoli a aiutare le madri per le femminucce) che di certo non spingeva le popolazioni a richiedere una struttura educativa e assistenziale che avesse favorito la loro educazione extrafamiliare.

C’è da sottolineare anche che dalla seconda metà dell’Ottocento sino alla seconda metà del Novecento si sviluppò nelle varie circoscrizioni comunali la pastorizia stanziale che portava gli abitanti a risiedere nelle campagne dove i mezzi di sussistenza potevano essere procurati più agevolmente tanto che  i bambini, tenuti al seno sino al compimento del secondo anno di vita, venivano precocemente utilizzati per piccole attività che si svolgevano nelle tradizionali abitazioni di campagna. Nei 390 piccoli, medi e grandi comuni dell’isola tuttavia si notavano in modo evidente le frotte dei bambini che spesso venivano avviati alla piccola delinquenza e abbandonati a se stessi dai membri della famiglia impegnati a procacciarsi da vivere.

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8 Maggio 2013 - Categoria: cristianesimo, memoria e storia

Suor Laura, Figlia della Carità, serva dei poveri di M. Cristina Manca

   Mi mancheranno le chiacchierate quasi quotidiane con Suor Laura dopo la Messa serale. In realtà chiamarle “chiacchierate” è riduttivo. Meglio definirle conversazioni (brevi ma sostanziali) sulla vita alla luce della fede. Della fede profonda di suor Laura, capace di risvegliare la mia fede poverissima.

Che cosa potrebbe fare una suora di più grande?Unknown

Forse per questo moltissimi le volevano bene, le confidavano con fiducia le proprie afflizioni, le comunicavano con affetto le proprie gioie, le chiedevano preghiere; e sia che fossero lieti o afflitti si allontanavano da lei sentendosi sollevati e migliori.

   A me piacevano anche i suoi aneddoti riguardanti la sua professione di infermiera all’ospedale o qualche episodio della sua lunghissima vita. Sapeva raccontare. Ma soprattutto, e la si avvicinava per questo, sapeva pregare, ascoltare, accogliere, consolare, donare, sopportare, perdonare, amare. Con semplicità. Con l’agevolezza dei piccoli del Signore.

   Sana nel fisico nonostante la veneranda età, lucida nella mente, precisa nella parola, arguta nel pensiero, forte nell’animo, umile nel carattere, allegra nello spirito, finissima nel porsi, limpida nell’anima, santa nel cuore, questa suorina di novantadue anni era una persona pienamente realizzata.

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6 Maggio 2013 - Categoria: letteratura sarda

Lu nodu drentu de Giuseppe Tirotto. I prèmiu Ittiri 2013 Cuncursu “Limbas e Ammentos”

Unknown-2Don… don… don… E ca’ sarà mortu? Aia dittu mamma, intindendi la spiradda.

Uhmm! Aia murrugnaddu eu, bièndimi l’ultimu guttigghju di caffellatti, cumenti a dì, e ca’ si n’affutti, ca’ vi pensa a la morti a sedigianni diciasettanni. Più tardu unde Brandanu, lu cafè cu’ lu biliardu, tra li rurrù aia cumpresu ch’era mortu calcunu, eh, appiccaddu a la trai, in casa soia, emmu, chiss’ommu sempri dabbareddu, mììì, Zandria Caru, chiddu chi a spricà una paràula… booh, ca’ la sa palchì dabboi… ohhh, megliu a eddu che a noi…

Zandria Caru? Ca’! eu lu cunniscia bè a Zandria, era umbè d’anni chi no lu frequentava, parò da minnoreddu, tandu sì…

Altri tempi. La campagna ancora tinia, vi si pudia campà e, a riffa e raffa, campava edda matessi. Noi aiami la bedda tanca di Lu Trogliu a un pagghju di chilometri da casa. Degi ettari quasi tutti in piana, cun una tanchitta sarradda a muru undi fagiami l’ortu e un muntigghju abbarraddu a banda pa’ sbruccavvi calchi fiaddu, Lu tuttu arriccuddu da una casa cu’ lu vacchili e una straurdinaria funtana chi buttava scetti d’eva chi andagia dabboi a pianà dui balzi manni manni chi silviani a l’ortu. Tanca adatta pa’ suminavvi triggu. Eh, si ni suminava babbu! In laògliu fili di boi laurendi e muntoni di missadori a làmpadda, pa’ finì cun la triulera candu la trebbia fagia stazioni propriu unde noi. Candu v’era bisognu babbu chjammava l’ommi di fiducia soi, màssimu pa’ missà. Zandria Caru v’era sempri, ma no solu pa’ missà, agghjuddava a babbu puru i’ li vigni chi aìami in altri perri, a dà contu a bisidolci e fava in altri tanchi ancora e i’ l’ortu chi fagiani a mezzaparu. Unu di casa, quasi.

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4 Maggio 2013 - Categoria: cristianesimo, cultura

Isaia passato e presente: rimprovero ad un popolo iniquo i cui sacrifici senza una condotta retta non servono a niente

1 Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme nei giorni di Ozia, di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda.

Unknown-12 Udite, cieli; ascolta, terra,
perché il Signore dice:
«Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi si sono ribellati contro di me.
3 Il bue conosce il proprietario
e l’asino la greppia del padrone,
ma Israele non conosce
e il mio popolo non comprende».
4 Guai, gente peccatrice,
popolo carico di iniquità!
Razza di scellerati,
figli corrotti!
Hanno abbandonato il Signore,
hanno disprezzato il Santo di Israele,
si sono voltati indietro;
5 perché volete ancora essere colpiti,
accumulando ribellioni?
La testa è tutta malata,
tutto il cuore langue.
6 Dalla pianta dei piedi alla testa
non c’è in esso una parte illesa,
ma ferite e lividure
e piaghe aperte,
che non sono state ripulite, né fasciate,
né curate con olio.

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2 Maggio 2013 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, memoria e storia

Ricordando Maria Scanu ved. Schintu, madre dolce e amabile di sei figli di Ange de Clermont

Maria Scanu ved. Schintu

Maria Scanu ved. Schintu

Il nostro blog spesso parla di personaggi e studi storici, ma non disdegna periodicamente di cercare di ricostruire ritratti di persone che diremmo comuni, ma che tali non sono.

La memoria e la storia di figure che sono vissute in paese o che tornano dai luoghi dell’emigrazione o che si dedicano alla poesie o che svolgono arti mestieri fanno parte dei contenuti che apprezziamo dal momento che, da quasi un secolo, la microstoria fa parte a pieno titolo della storia delle nazioni.

Certo non è consuetudine ricordare una mamma, ma per noi è importante motivo di riflessione da presentare alle nuove generazioni che vivono quasi con la fobia di mettere al mondo i figli che sono secondo Cicerono “seminarium reipubblicae” semenzaio dello Stato.

Appena un mese è trascorso dalla scomparsa di Maria Scanu,82 anni, vedova di Flavio Schintu, gestore da una vita della locale agenzia di credito agrario prima e del Banco di Sardegna poi. Un uomo promotore di eventi sportivi e amante dello sport lui stesso, almeno finché ha potuto praticarlo. Persona affabile e disponibile, cattolico praticante e coerente nei principi. Di lui avremo modo di parlare in altra occasione.

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29 Aprile 2013 - Categoria: cultura, discipline scientifiche

Un incontro encomiabile dedicato all’illustre chimico e antifascista Prof. Michele Giua di Paolo Amat di San Filippo

Unknown-10“Carissimo Angelino

Come da programma, si è svolto, venerdì 26 Aprile, a Castelsardo, il Convegno, promosso dal Club Lyons di quella città, per onorare la memoria del Suo concittadino, scienziato e politico integerrimo, Michele Giua.

Mi è stata riservata una accoglienza indimenticabile, un’ospitalità fraterna da parte di Paolo Corso e della moglie Tina, e un’accoglienza, da parte dei soci del Club Lyons commovente.

Erano presenti anche cinque miei ex studenti, ora Ingegneri chimici, che mi hanno testimoniato un affettuoso ricordo di quando avevano frequentato le mie lezioni.

Ho avuto il piacere di conoscere il Tuo amico professor Patatu, persona simpaticissima, che mi ha dato una graditissima novella: nel Deutsche Museum di Monaco ha scoperto che c’è una sala dedicata al professor Michele Giua.

Puoi immaginare la mia gioia.

Tutti sono stati molto gentili con me; Castelsardo è una interessantissima antica cittadina con una splendida rocca fortificata, dalla quale si gode una incantevole vista sul mare. Nei ristoranti nei quali abbiamo pranzato e cenato, ospiti dei Lions abbiamo goduto di squisiti e raffinati menù, degni di locali a cinque stelle.

Unknown-11Nel Convegno sono state lette delle toccanti lettere del professore alla famiglia, durante la sua dura detenzione. Soprattutto il pomeriggio, l’uditorio, altamente qualificato, ha avuto contezza del grande amore del professore oltre che per la Sua famiglia, anche per la Sua città, e delle pesanti angherie che Lui stava subendo solo per essersi dichiarato contrario al Regime, la cui descrizione particolareggiata era stata depennata dalla censura di regime.

Io, naturalmente, quando ho parlato del Professore mi sono commosso, e l’uditorio l’ha apprezzato, tranne,il noto  ortaggio,  che ha tentato di fare dello spirito sul predicato del mio cognome, predicato che pure non era comparso nella locandina del programma, giustificando così, una volta di più, la sua appartenenza all’ortofrutta. Probabile debolezze del venir meno della sua autostima nonostante la sua ossessiva attività pubblicistica. Il mondo è fatto però anche di questi individui.

Avrei avuto piacere di incontrarTi, ma ciò potrà sempre accadere in futuro.

Un abbraccio fraterno

Paolo”

Carissimo Paolo, avevo programmato la venuta a Castelsardo, ma un pò il tempo e un pò lo stato di salute mi hanno impedito di venire. Sono lieto però che ti abbia fatto, tra gli altri gli onori di casa, Carlo, stimato socio del club di Castelsardo e mio caro amico fraterno oltre che compaesano. Mi spiace delle solite sparate dell’altro pur contiguo arcinoto personaggio che per la verità non è la prima volta che scantona anche se non lo fa che per celia. L’uomo è fatto così e penso che un  pò d’invidia per te e per i tuoi antenati, essendo l’uomo di origini ortofrutticole, lo abbia inavvertitamente spinto a celiare sul tuo predicato, quando davvero non era il caso trattandosi di un convegno o seminario che voleva essere serio e dedicato al grande chimico.

Ho ricevuto il testo del prof. che hai distribuito che se me lo mandi su file pubblico volentieri su Accademia sarda, diversamente lo faccio scannerizzare da qualche amico.

Mi spiace di non esser potuto venire a Castelsardo. Spero di non perdere un’altra occasione per incontrarci.

Un abbraccio

Angelino

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27 Aprile 2013 - Categoria: c'est la vie, memoria e storia, politologia

International email di Frantzisca Passiu

Unknown-9“Qui tutto scorre liscio e questi ultimi due giorni il sole ci ha concesso la sua presenza anche in questo paese che sembra dimenticare spesso.

In questo giorni ho scritto sulle cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono dell’Inghilterra: le due facce della stessa medaglia.

Considero Londra un “mondo a parte” e credo che abbia più cose in comune con altre metropoli come New York o Sidney piuttosto che con qualsiasi altra città dell’Inghilterra o del Regno Unito.

Detto questo, l’elenco che segue rischia di cadere inevitabilmente in una serie di stereotipi, ma spero di non offendere la sensibilità di nessuno. In ogni caso, ecco alcune riflessioni e osservazioni su Londra e dintorni.

L’inghilterra è indubbiamente popolata da una grande varietà di etnie di diversa provenienza, con propria lingua, religione e cultura. Questo fa sì che il razzismo come lo intendiamo noi venga ridotto ai minimi termini, dato che non esiste un gruppo etnico dominante rispetto agli altri.

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27 Aprile 2013 - Categoria: storia

La città di Roma fondata dagli Etruschi ? di Massimo Pittau

Unknown-8Molti autori greci, ormai soggiogati anche sul piano psicologico e su quello culturale, dalla potenza dei dominatori Romani, fecero a gara per dimostrare che in effetti Roma era una “fondazione greca”. Uno dei più importanti di questi autori, Dionigi di Alicarnasso, si lasciò sfuggire a denti stretti la frase secondo cui «molti degli scrittori sostennero che la stessa Roma era un città Tirrena» (cioè Etrusca). Ebbene, numerose e consistenti prove linguistiche sono in grado di dimostrare che effettivamente Roma come città fu fondata, non dai Latini o dai Sabini, bensì dagli Etruschi.

Many Greek authors, at that time also psychologically and culturally captivated by the power of the Roman rulers, competed in demonstrating that in reality Rome was a “Greek foundation”. One of the most important of these authors, Dionysius of Halicarnassus, let out reluctantly the sentence: “several writers told that Rome itself was a Tyrrhenian city”(that is, Etruscan). Well, much consistent linguistic evidence does demonstrate that in fact Rome was founded by Etruscans and not by Latins or Sabines. 

È cosa abbastanza nota che dopo la conquista della Grecia da parte dei Romani, molti autori greci, ormai soggiogati non soltanto sul piano militare e politico ma anche su quello psicologico dalla potenza dei dominatori, fecero a gara per dimostrare che in effetti Roma era una “fondazione greca” (κτίσις ελληνική). E ciò fecero anche fondandosi sulla paretimologia del nome di Roma, fatto derivare abusivamente dall’appellativo greco ρώμη (rhōmē) «forza». Era questa indubbiamente una etimologia del tutto campata in aria, anche perché è illogico ritenere che all’inizio, quando Roma non era altro che un piccolissimo centro abitato, coloro che le diedero il nome potessero prevedere l’incredibile sviluppo futuro, militare politico e culturale, di Roma, che sarebbe finita con l’essere considerata il caput mundi.

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