4 Maggio 2013 - Categoria: cristianesimo, cultura

Isaia passato e presente: rimprovero ad un popolo iniquo i cui sacrifici senza una condotta retta non servono a niente

1 Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme nei giorni di Ozia, di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda.

Unknown-12 Udite, cieli; ascolta, terra,
perché il Signore dice:
«Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi si sono ribellati contro di me.
3 Il bue conosce il proprietario
e l’asino la greppia del padrone,
ma Israele non conosce
e il mio popolo non comprende».
4 Guai, gente peccatrice,
popolo carico di iniquità!
Razza di scellerati,
figli corrotti!
Hanno abbandonato il Signore,
hanno disprezzato il Santo di Israele,
si sono voltati indietro;
5 perché volete ancora essere colpiti,
accumulando ribellioni?
La testa è tutta malata,
tutto il cuore langue.
6 Dalla pianta dei piedi alla testa
non c’è in esso una parte illesa,
ma ferite e lividure
e piaghe aperte,
che non sono state ripulite, né fasciate,
né curate con olio.

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2 Maggio 2013 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, memoria e storia

Ricordando Maria Scanu ved. Schintu, madre dolce e amabile di sei figli di Ange de Clermont

Maria Scanu ved. Schintu

Maria Scanu ved. Schintu

Il nostro blog spesso parla di personaggi e studi storici, ma non disdegna periodicamente di cercare di ricostruire ritratti di persone che diremmo comuni, ma che tali non sono.

La memoria e la storia di figure che sono vissute in paese o che tornano dai luoghi dell’emigrazione o che si dedicano alla poesie o che svolgono arti mestieri fanno parte dei contenuti che apprezziamo dal momento che, da quasi un secolo, la microstoria fa parte a pieno titolo della storia delle nazioni.

Certo non è consuetudine ricordare una mamma, ma per noi è importante motivo di riflessione da presentare alle nuove generazioni che vivono quasi con la fobia di mettere al mondo i figli che sono secondo Cicerono “seminarium reipubblicae” semenzaio dello Stato.

Appena un mese è trascorso dalla scomparsa di Maria Scanu,82 anni, vedova di Flavio Schintu, gestore da una vita della locale agenzia di credito agrario prima e del Banco di Sardegna poi. Un uomo promotore di eventi sportivi e amante dello sport lui stesso, almeno finché ha potuto praticarlo. Persona affabile e disponibile, cattolico praticante e coerente nei principi. Di lui avremo modo di parlare in altra occasione.

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29 Aprile 2013 - Categoria: cultura, discipline scientifiche

Un incontro encomiabile dedicato all’illustre chimico e antifascista Prof. Michele Giua di Paolo Amat di San Filippo

Unknown-10“Carissimo Angelino

Come da programma, si è svolto, venerdì 26 Aprile, a Castelsardo, il Convegno, promosso dal Club Lyons di quella città, per onorare la memoria del Suo concittadino, scienziato e politico integerrimo, Michele Giua.

Mi è stata riservata una accoglienza indimenticabile, un’ospitalità fraterna da parte di Paolo Corso e della moglie Tina, e un’accoglienza, da parte dei soci del Club Lyons commovente.

Erano presenti anche cinque miei ex studenti, ora Ingegneri chimici, che mi hanno testimoniato un affettuoso ricordo di quando avevano frequentato le mie lezioni.

Ho avuto il piacere di conoscere il Tuo amico professor Patatu, persona simpaticissima, che mi ha dato una graditissima novella: nel Deutsche Museum di Monaco ha scoperto che c’è una sala dedicata al professor Michele Giua.

Puoi immaginare la mia gioia.

Tutti sono stati molto gentili con me; Castelsardo è una interessantissima antica cittadina con una splendida rocca fortificata, dalla quale si gode una incantevole vista sul mare. Nei ristoranti nei quali abbiamo pranzato e cenato, ospiti dei Lions abbiamo goduto di squisiti e raffinati menù, degni di locali a cinque stelle.

Unknown-11Nel Convegno sono state lette delle toccanti lettere del professore alla famiglia, durante la sua dura detenzione. Soprattutto il pomeriggio, l’uditorio, altamente qualificato, ha avuto contezza del grande amore del professore oltre che per la Sua famiglia, anche per la Sua città, e delle pesanti angherie che Lui stava subendo solo per essersi dichiarato contrario al Regime, la cui descrizione particolareggiata era stata depennata dalla censura di regime.

Io, naturalmente, quando ho parlato del Professore mi sono commosso, e l’uditorio l’ha apprezzato, tranne,il noto  ortaggio,  che ha tentato di fare dello spirito sul predicato del mio cognome, predicato che pure non era comparso nella locandina del programma, giustificando così, una volta di più, la sua appartenenza all’ortofrutta. Probabile debolezze del venir meno della sua autostima nonostante la sua ossessiva attività pubblicistica. Il mondo è fatto però anche di questi individui.

Avrei avuto piacere di incontrarTi, ma ciò potrà sempre accadere in futuro.

Un abbraccio fraterno

Paolo”

Carissimo Paolo, avevo programmato la venuta a Castelsardo, ma un pò il tempo e un pò lo stato di salute mi hanno impedito di venire. Sono lieto però che ti abbia fatto, tra gli altri gli onori di casa, Carlo, stimato socio del club di Castelsardo e mio caro amico fraterno oltre che compaesano. Mi spiace delle solite sparate dell’altro pur contiguo arcinoto personaggio che per la verità non è la prima volta che scantona anche se non lo fa che per celia. L’uomo è fatto così e penso che un  pò d’invidia per te e per i tuoi antenati, essendo l’uomo di origini ortofrutticole, lo abbia inavvertitamente spinto a celiare sul tuo predicato, quando davvero non era il caso trattandosi di un convegno o seminario che voleva essere serio e dedicato al grande chimico.

Ho ricevuto il testo del prof. che hai distribuito che se me lo mandi su file pubblico volentieri su Accademia sarda, diversamente lo faccio scannerizzare da qualche amico.

Mi spiace di non esser potuto venire a Castelsardo. Spero di non perdere un’altra occasione per incontrarci.

Un abbraccio

Angelino

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27 Aprile 2013 - Categoria: c'est la vie, memoria e storia, politologia

International email di Frantzisca Passiu

Unknown-9“Qui tutto scorre liscio e questi ultimi due giorni il sole ci ha concesso la sua presenza anche in questo paese che sembra dimenticare spesso.

In questo giorni ho scritto sulle cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono dell’Inghilterra: le due facce della stessa medaglia.

Considero Londra un “mondo a parte” e credo che abbia più cose in comune con altre metropoli come New York o Sidney piuttosto che con qualsiasi altra città dell’Inghilterra o del Regno Unito.

Detto questo, l’elenco che segue rischia di cadere inevitabilmente in una serie di stereotipi, ma spero di non offendere la sensibilità di nessuno. In ogni caso, ecco alcune riflessioni e osservazioni su Londra e dintorni.

L’inghilterra è indubbiamente popolata da una grande varietà di etnie di diversa provenienza, con propria lingua, religione e cultura. Questo fa sì che il razzismo come lo intendiamo noi venga ridotto ai minimi termini, dato che non esiste un gruppo etnico dominante rispetto agli altri.

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27 Aprile 2013 - Categoria: storia

La città di Roma fondata dagli Etruschi ? di Massimo Pittau

Unknown-8Molti autori greci, ormai soggiogati anche sul piano psicologico e su quello culturale, dalla potenza dei dominatori Romani, fecero a gara per dimostrare che in effetti Roma era una “fondazione greca”. Uno dei più importanti di questi autori, Dionigi di Alicarnasso, si lasciò sfuggire a denti stretti la frase secondo cui «molti degli scrittori sostennero che la stessa Roma era un città Tirrena» (cioè Etrusca). Ebbene, numerose e consistenti prove linguistiche sono in grado di dimostrare che effettivamente Roma come città fu fondata, non dai Latini o dai Sabini, bensì dagli Etruschi.

Many Greek authors, at that time also psychologically and culturally captivated by the power of the Roman rulers, competed in demonstrating that in reality Rome was a “Greek foundation”. One of the most important of these authors, Dionysius of Halicarnassus, let out reluctantly the sentence: “several writers told that Rome itself was a Tyrrhenian city”(that is, Etruscan). Well, much consistent linguistic evidence does demonstrate that in fact Rome was founded by Etruscans and not by Latins or Sabines. 

È cosa abbastanza nota che dopo la conquista della Grecia da parte dei Romani, molti autori greci, ormai soggiogati non soltanto sul piano militare e politico ma anche su quello psicologico dalla potenza dei dominatori, fecero a gara per dimostrare che in effetti Roma era una “fondazione greca” (κτίσις ελληνική). E ciò fecero anche fondandosi sulla paretimologia del nome di Roma, fatto derivare abusivamente dall’appellativo greco ρώμη (rhōmē) «forza». Era questa indubbiamente una etimologia del tutto campata in aria, anche perché è illogico ritenere che all’inizio, quando Roma non era altro che un piccolissimo centro abitato, coloro che le diedero il nome potessero prevedere l’incredibile sviluppo futuro, militare politico e culturale, di Roma, che sarebbe finita con l’essere considerata il caput mundi.

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23 Aprile 2013 - Categoria: eventi straordinari, memoria e storia

Il discorso di un uomo saggio e responsabile ai grandi elettori alla Camera dei Deputati

Aula della Camera dei Deputati, 22/04/2013

 

Unknown-5Signora Presidente, onorevoli deputati, onorevoli senatori, signori delegati delle Regioni,

lasciatemi innanzitutto esprimere – insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate – la gratitudine che vi debbo per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E’ un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze : e apprezzo in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia.

So che in tutto ciò si è riflesso qualcosa che mi tocca ancora più profondamente : e cioè la fiducia e l’affetto che ho visto in questi anni crescere verso di me e verso l’istituzione che rappresentavo tra grandi masse di cittadini, di italiani – uomini e donne di ogni età e di ogni regione – a cominciare da quanti ho incontrato nelle strade, nelle piazze, nei più diversi ambiti sociali e culturali, per rivivere insieme il farsi della nostra unità nazionale.

Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest’aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica.

Avevo già nello scorso dicembre pubblicamente dichiarato di condividere l’autorevole convinzione che la non rielezione, al termine del settennato, è “l’alternativa che meglio si conforma al nostro modello costituzionale di Presidente della Repubblica”. Avevo egualmente messo l’accento sull’esigenza di dare un segno di normalità e continuità istituzionale con una naturale successione nell’incarico di Capo dello Stato.

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18 Aprile 2013 - Categoria: eventi straordinari

Saluto (affettuoso e commosso) a Papa Francesco di Luciano Caimi

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il saluto che Prof. Luciano Caimi,professore ordinario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano-Brescia ci ha inviato in occasione dell’elezione di Papa Francesco.

Unknown-1Nessuno (o quasi) lo indicava nella prima fila dei papabili, anche se l’eco dell’ampio consenso ricevuto, a quanto sembra, nel precedente Conclave non si era del tutto spenta. Ma, ancora una volta il collegio cardinalizio ha saputo sorprendere. Così la scelta è caduta sull’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, ben noto agli «addetti ai lavori» per le qualità distintive del suo ministero episcopale all’insegna di una forte spiritualità, di un grande senso della sobrietà e di un’intensa vicinanza ai bisognosi.

In un tempo di sempre più esasperata esposizione mediatica della figura del papa, i primi gesti e le prime parole del neo-eletto, subito diffusi su scala planetaria, assumono grande rilievo. È stato vero anche nel caso di Francesco. Già la scelta del nome contiene un programma d’inequivocabile chiarezza. Come per il «Poverello» d’Assisi, il nuovo Papa, venuto «dalla fine del mondo», è chiamato a mettere tutte le sue energie di mente e di cuore per il rinnovamento della comunità ecclesiale. Ecclesia semper reformanda, recita un antico adagio. Oggi lo avvertiamo particolarmente vero. In questi anni, troppe «rughe» hanno deturpato il volto della santa Chiesa di Dio. Non è il caso di comporre la lista delle «deviazioni», tanto è chiara a ciascuno di noi. Purtroppo, molte contro-testimonianze sono giunte anche dai vertici della gerarchia. A distanza di tempo, sentiamo risuonare in tutta la sua drammaticità la denuncia della «sporcizia» nella Chiesa da parte dell’allora card. Ratzinger, nel commento a una Via Crucis al Colosseo (forse l’ultima presieduta da Giovanni Paolo II).

Le prime parole e i primi gesti di un Papa, dicevo, sono rivelatori. Nei media, l’apparizione di Francesco al balcone della basilica vaticana è stata scandagliata in ogni piega. Vale comunque la pena richiamarne gli aspetti salienti.

imagesSul piano teologico-ecclesiologico, la ricercata insistenza circa la funzione di vescovo di Roma, a partire dalla quale prende consistenza il ministero petrino, inteso come il «presiedere nella carità» la vita della Chiesa universale che pulsa nelle Chiese locali, costituisce una sottolineatura di grande importanza. Riafferma un dato di dottrina ben noto, ma non sempre tenuto vivo. La ragione di ciò sta nella debordante enfasi sulla figura del papa, cresciuta in modo esponenziale negli ultimi decenni a seguito di almeno due fattori concorrenti: l’applicazione dei media nella «narrazione» quasi quotidiana della vita dei pontefici e l’effetto mediatico di una personalità straordinaria come quella di Giovanni Paolo II (effetto continuato, ma non con la stessa forza d’impatto, sotto Benedetto XVI). Oso auspicare che anche su questo versante si possa giungere a maggiore sobrietà espositiva.

Sobrietà, del resto, che mi sembra cifra connotativa di papa Francesco. Lo abbiamo notato la sera dell’elezione e nei giorni successivi, osservando i suoi paramenti liturgici (per nulla ricercati) e l’abbigliamento personale: quelle scarpe nere così cromaticamente distoniche rispetto al bianco della talare, ma nel medesimo tempo quasi icona plastica di un desiderio di mettersi in cammino con tutti i fratelli e le sorelle nella fede! Sì, perché quella del camminare insieme da parte del vescovo di Roma con il suo popolo è stata un’altra chiara indicazione venuta dal balcone di San Pietro. Rinvia inequivocabilmente alla splendida immagine della Chiesa come «popolo di Dio», evocata dal II cap. della Lumen gentium. Un’immagine densa anche d’implicanze pastorali. Purtroppo non posta in adeguato rilievo nella riflessione e nella corrente prassi ecclesiale.

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13 Aprile 2013 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

Il pessimismo ce lo regala il demonio (Papa Francesco) di Ange de Clermont

Unknown-17Ho appena letto, su un blog di matrice paesana, un pezzo per un verso esaltante sulle iniziative del passato e per altro deprimente sul presente. Io penso che dobbiamo andare gloriosi delle iniziative del passato: industrie, sport, locali ricreativi e iniziative varie, ma non dobbiamo deprimerci se ora queste industrie e iniziative di vario genere sono passate come sono passati gli uomini di Chiaramonti o no che le hanno realizzate. Fugit irepparabile tempus, il tempo passa inesorabilmente e con esso le realizzazioni e gli uomini che ne sono stati protagonisti. Tutto ciò che è stato fatto di positivo passa alla storia vale a dire alle ricostruzioni degli storici che avranno voglia di rievocarle, mentre noi dobbiamo vivere nel ricordo positivo di ciò che è stato, ma guardare al presente. Quel mondo evocato faceva parte di un mondo contadino e di una rivoluzione che è detta agraria prima e industriale poi dagli studiosi, ora viviamo in un’epoca post-moderna ed esattamente in quella dell’informatica che da pure molti frutti anche se i progetti virtuali che pure producono lavoro e denaro, letteratura e opere d’arte non si possono vedere con  la monumentalità del passato. A parte il momento critico che noi, insieme all’economia globale viviamo, non possiamo certo dire che stiamo peggio del passato e che non possiamo procurarci i prodotti che vogliamo, semplicemente cliccando sul nostro calcolatore.

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