Una dì di primmu stiu, cand’eru steddhu, li scoli erani ghjà finiti, andèsi cun babbu a cilcà dui capi vaccini chi, no era la primma ‘olta, c’erani mancati da la sera innanzi. Mi piacìa andà cu iddhu in campagna candu pudìa e no mi parìa ‘eru, libbaru da lu studiu, di pudé fà insembi una beddha caminata a l’aria maseda e pulita. Iscisimi chizzu, ch’era più friscu e vi sarìa vulutu tempu. Lassata la macchina a pocu ghjettu da lu paesi, a lu cumenciu d’una straditta bianca, attraissata da unu riareddhu, bisugnàa sighì a pedi pa una semita in mez’a mureddhi a siccu priculanti e carragghjati, a tratti, da fraschi spaltichinati chi calche unu , pa pudé passà, aìa discarratu.
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Commenti disabilitati su “La fura” di Antonio Meloni & Maria Teresa Inzaina . Leggi tutto
La cerimonia si è svolta nella sala Angioi che era praticamente gremita. Alla serata, che è stata allietata da alcuni intermezzi musicali, ha partecipato anche il dott. Angelo Mura, in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di cui è vice presidente.
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Commenti disabilitati su Mauro Maxia: premiato dalla Giunta del Volontariato della Provincia di Sassari . Leggi tutto

Santa Teresa di Calcutta
DONNA
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
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Commenti disabilitati su “Donna” di Santa Teresa di Calcutta “Femina” traduz. di Maria Sale . Leggi tutto
Radio Maria è ormai universalemte conosciuta, nata ad Erba (Como) ha figliato un pò in tutti i continenti quasi 70 figlie che hanno preso il nome della madre, giusto Radio Maria. Per campare queste numerose figlie e altre che si fanno avanti nei paesi poveri occorrono aiuti finanziari periodici o quanto meno una tantum. D’altra parte Radio Maria, oltre ad offrirti la Santa Messa mattutina, il rosario e le lodi, nel corso della giornata offre catechesi da parte di vari esperti, consulenza medica di ogni genere, tavole rotonde di approfondimento su tematiche di attualità sia di giorno che di notte e l’opportunità della preghiera nelle ore del giorno e della notte.
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Commenti disabilitati su Radio Maria la si ascolta a scrocco, su 100 ascoltatori solo 2 contribuiscono – di A. T. . Leggi tutto
Ecclesiaste 1

Salomone Qoelet
Vanitài di li ‘anitài, dici Qoèlet,
vanitai di li ‘anitài, chi tuttu vanitài è.
A l’omu cosa felma di dugna so’ affannu
candu sutt’a lu soli s’arrineca?.
Anda ghjnirazioni, un’alta ‘eni
ma gali illu so’ ghjru la tarra sempri sta.
E si pesa lu soli e lu soli si cala,
disicendi lu locu da und’ a nascì torra.
Lu ‘entu suffiigghja a mezudì,
e a tramuntana ghjra;
ghjra e poi ‘olta e a li so’ lolghi torra.
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Bi fuit dae ora, in sos montes de su montiferru, tottu l’ischian, ma nisciunu nde faghiat contu. Fuit pitticcu lanzu e tottu pilosu.
Viviad’in d’una grutta, de “sa pattada” una zona de su montferru sutta ‘e badde ulbara inue sun sas antennas de sa televisione.
Cuss’omine antigu fuid inie dae cando s’agattat sa Sardigna.
Curriat cantu unu crabolu, e in sas albures pariad una moninca.
Tottu sos antigos de cussa zona l’han bidu peri sos montes, in cumpagnia de mazzones e polcrabos, ma non de faghian contu.
S’antigu omine ‘e su montiferru da ‘e semper viviat’inie, liberu in mesu sos a animales arestes, e sena tenner fastizzos perunos.
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Commenti disabilitati su Su chi no ischimus… S’omine antigu de Renzo Rosa . Leggi tutto
In lughes impiuradas,
chentza paghe,
traessan
umbras ventureras,
in sas iscazas de sole
chi arrustit sas sidas
in sa terra arrumbada
a zigantes de rocca,
inue sas dies
calan
in sa terra granida.
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Commenti disabilitati su “Umbras” di Maria Sale, poetessa di Chiaramonti . Leggi tutto
Premessa

Chiesa di San Matteo Claudio Coda
Nel 1827, nella Comune di Chiaramonti, come in tutti gli altri quasi 300 villaggi della Sardegna, la vita si svolgeva soprattutto intorno al campanile di San Matteo al Monte verso cui le strade principali del paese tendevano a convergere, quali i carruggi, chiamati con vario nome: carruzzu longu, carruzzu ‘e ballas, carrela longa, piatta, carrela de su putu. Qualche sentiero campestre convergeva verso il Cunventu de sos Padres de su Carmine, detto appunto Caminu de Cunventu; altro carruggio saliva al contrario verso s’Oratoriu de su Rosariu, mentre dalla Piatta si scendeva verso s’Oratoriu de Santa Rughe e quindi a s’istradone che pericolosamente, a forma di serpente, da sa Rughe costeggiava la vasta e profonda conca, o depressione, di Putugonzu fino agli spuntoni di roccia alla periferia dell’allora centro abitato e poi proseguiva pericolosamente come sterrata lungo il pendio del monte per confluire nella sterrata prediale per Martis, passando per Erva Nana.
A sa Niera si stagliava superba, rispetto alle poche case basse adiacenti, quella che era stata il palazzo della nobile e grande possidente, mezzo chiaramontese e mezzo nulvese, donna Lucia Delitala Tedde, passato nelle mani agli oriundi ozieresi nobili Grixoni. Più a valle, a non molti metri di distanza dal palazzo Grixoni, si stagliava il palazzo dei possidenti Migaleddu che più tardi, con l’alleanza matrimoniale con un maresciallo dei carabinieri toscano, costituiranno la fortuna dei Rottigni, promotori come si sa della modernizzazione del villaggio tra Otto e Novecento. I beni di donna Lucia, valutati in 10 mila scudi, nel 1760 (probabile anno della sua morte violenta) erano stati devoluti, secondo testamento, dalla nobildonna, grazie all’assistenza spirituale di un gesuita, dopo l’esilio a Villafranca di Piemonte, al collegio gesuitico di Ozieri. I resti del patrimonio, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, amministrati da una commissione apposita ozierese, che li dissiperà, giungeranno alla mensa vescovile di Sassari e successivamente, questi resti dei resti, verranno devoluti alla costruzione dell’attuale Chiesa di San Matteo e della Santa Croce nell’area di sedime dell’abbattuto omonimo oratorio.
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