7 Marzo 2014 - Categoria: discipline scientifiche

“Donna” di Santa Teresa di Calcutta “Femina” traduz. di Maria Sale

Santa Teresa di Calcutta

Santa Teresa di Calcutta

DONNA

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.

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6 Marzo 2014 - Categoria: cahiers de doléances, cristianesimo, cultura

Radio Maria la si ascolta a scrocco, su 100 ascoltatori solo 2 contribuiscono – di A. T.

Radio MariaRadio Maria è ormai universalemte conosciuta, nata ad Erba (Como) ha figliato un pò in tutti i continenti quasi 70 figlie che hanno preso il nome della madre, giusto Radio Maria. Per campare queste numerose figlie e altre che si fanno avanti nei paesi poveri occorrono aiuti finanziari periodici o quanto meno una tantum. D’altra parte Radio Maria, oltre ad offrirti la Santa Messa mattutina, il rosario e le lodi, nel corso della giornata offre catechesi da parte di vari esperti, consulenza medica di ogni genere, tavole rotonde di approfondimento su tematiche di attualità sia di giorno che di notte e l’opportunità della preghiera nelle ore del giorno e della notte.

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4 Marzo 2014 - Categoria: versi in gallurese

Parauli di Qoèlet, di Davide fiddholu, re di Ghjerusalè traduz. di Maria Teresa Inzaina

Ecclesiaste 1

Salomone Qoelet

Salomone Qoelet

Vanitài di li ‘anitài, dici Qoèlet,
vanitai di li ‘anitài, chi tuttu vanitài è.
A l’omu  cosa felma di dugna so’ affannu
candu sutt’a lu soli s’arrineca?.
Anda  ghjnirazioni, un’alta ‘eni
ma  gali illu so’ ghjru la tarra sempri sta.
E si pesa lu soli  e lu soli si cala,
disicendi lu locu da und’ a nascì torra.
Lu ‘entu suffiigghja  a mezudì,
e a tramuntana ghjra;
ghjra e poi ‘olta e a li so’ lolghi torra.

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3 Marzo 2014 - Categoria: lingua/limba, narrativa

Su chi no ischimus… S’omine antigu de Renzo Rosa

 

Renzo RosaBi fuit dae ora, in sos montes de su montiferru, tottu l’ischian, ma nisciunu nde faghiat contu. Fuit pitticcu lanzu e tottu pilosu.
Viviad’in d’una grutta, de “sa pattada” una zona de su montferru sutta ‘e badde ulbara inue sun sas antennas de sa televisione.
Cuss’omine antigu fuid inie dae cando s’agattat sa Sardigna.
Curriat cantu unu crabolu, e in sas albures pariad una moninca.
Tottu sos antigos de cussa zona l’han bidu peri sos montes, in cumpagnia de mazzones e polcrabos, ma non de faghian contu.
S’antigu omine ‘e su montiferru da ‘e semper viviat’inie, liberu in mesu sos a animales arestes, e sena tenner fastizzos perunos.

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3 Marzo 2014 - Categoria: lingua/limba

“Umbras” di Maria Sale, poetessa di Chiaramonti

spera disoleIn lughes  impiuradas,
chentza paghe,
traessan
umbras  ventureras,
in sas iscazas de sole
chi arrustit sas sidas
in sa terra arrumbada
a zigantes de rocca,
inue sas dies
calan
in sa terra granida.

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26 Febbraio 2014 - Categoria: toponomastica

II. Vita quotidiana e morte apparecchiata a Chiaramonti nell’Ottocento (1827) di Angelino Tedde

 Premessa

Chiesa di San Matteo Claudio Coda

Chiesa di San Matteo Claudio Coda

Nel 1827, nella Comune di Chiaramonti, come in tutti gli altri quasi 300 villaggi della Sardegna, la vita si svolgeva soprattutto intorno al campanile di San Matteo al Monte verso cui le strade principali del paese tendevano a convergere, quali i carruggi, chiamati con vario nome: carruzzu longu, carruzzu ‘e ballas, carrela longa, piatta, carrela de su putu. Qualche sentiero campestre convergeva verso il Cunventu de sos Padres de su Carmine, detto appunto Caminu de Cunventu; altro carruggio saliva al contrario verso s’Oratoriu de su Rosariu, mentre dalla Piatta si scendeva verso s’Oratoriu de Santa Rughe e quindi a s’istradone che pericolosamente, a forma di serpente, da sa Rughe costeggiava la vasta e profonda conca, o depressione, di Putugonzu fino agli spuntoni di roccia alla periferia dell’allora centro abitato e poi proseguiva pericolosamente come sterrata lungo il pendio del monte per confluire nella sterrata prediale per Martis, passando per Erva Nana.
A sa Niera si stagliava superba, rispetto alle poche case basse adiacenti, quella che era stata il palazzo della nobile e grande possidente, mezzo chiaramontese e mezzo nulvese, donna Lucia Delitala Tedde, passato nelle mani agli oriundi ozieresi nobili Grixoni. Più a valle, a non molti metri di distanza dal palazzo Grixoni, si stagliava il palazzo dei possidenti Migaleddu che più tardi, con l’alleanza matrimoniale con un maresciallo dei carabinieri toscano, costituiranno la fortuna dei Rottigni, promotori come si sa della modernizzazione del villaggio tra Otto e Novecento. I beni di donna Lucia, valutati in 10 mila scudi, nel 1760 (probabile anno della sua morte violenta) erano stati devoluti, secondo testamento, dalla nobildonna, grazie all’assistenza spirituale di un gesuita, dopo l’esilio a Villafranca di Piemonte, al collegio gesuitico di Ozieri. I resti del patrimonio, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, amministrati da una commissione apposita ozierese, che li dissiperà, giungeranno alla mensa vescovile di Sassari e successivamente, questi resti dei resti, verranno devoluti alla costruzione dell’attuale Chiesa di San Matteo e della Santa Croce nell’area di sedime dell’abbattuto omonimo oratorio.

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23 Febbraio 2014 - Categoria: c'est la vie, cahiers de doléances

La nuova generazione dei politici:una speranza? Chi lo sa! Una marea di critiche incomprensibili di Ange de Clermont

AngelinoVista e sperimentata la triste condizione dei giovani, per quanto mi tenga lontano dalla politica, ho sempre sperato che questi prendessero le redini del governo per raddrizzare la situazione. Così è avvenuto che con un ragionevole colpo di mano il PD ha deciso di lanciare con estrema velocità il trentottenne giovane Renzi, sindaco di Firenze, ma attivo in politica si può dire da cinque minuti dalla nascita. Si poteva pure attendere qualche annetto per due motivi; 1. perché Letta è un enfant prodige di studi e di esperienza politica; 2. perché mi pare stesse facendo un buon lavoro in sintonia caon Napolitano e con gli altri giovani che aveva intorno. Aveva chiesto 18 mesi e non più per avviare le più importanti riforme. Purtroppo, quello che è stato per 5 0 anni il peccato originale dei democristiani che erano specializzati nel far durare i governi 6 mesi, 9 mesi, a volte 18 mesi, sta diventando un difetto della sinistra del PD & C. Lo si è visto del resto in questi ultimi vent’anni: nessun governo ha superato la soglia dei 18 mesi, sembra quasi che i due partiti, il primo di allora e il secondo di adesso, soffrano di quella malattia che ci fa correre spesso in toilette. Il buon Letta c’era appena 10 mesi, se non erro, al governo, senza capo e né coda, spedito a casa. Arriva l’infornata, credo sia la prima volta, di giovani e giovanissimi; un governo paritario tra uomini e donne, e va bene, eppure Napoltiano pare fosse freddo al giuramento, Letta giustamente obtorto collo ha passato la campanella come avviene nei club dei sedicenti intellettuali e diciamo pure lobbysti ammantati di buone intenzioni, giovani e vecchi da me senza andare a cercare gente storcono il naso. I comici comincino a darsi da fare, altri fanno il confronto di Renzi col giovane Craxi, altri staccano la spina col PD. Boh, non ci capisco più niente  di questa politica, forse son vecchio e sotterrato per capirne qualcosa. Non erano forse questi i giovani di belle speranze e quasi tutti svegli fin da piccoli e con un curriculum vitae et studi eccellenti che avrebbero potuto remare a favore della disoccupazione giovanile, di quella meno giovane e rimettere in piedi l’Italia come i bravi tecnici hanno messo in piedi la Concordia? Niente da fare! Piovono critiche in primo luogo su Renzi, già in pectore di separazione dalla moglie che per fortuna lo ha raggiunto con i tre figli! Inizia la macchina del fango a muoversi, macchina collaudata con Berlusconi. I magistrati iniziano a fare l’esame di coscienza sull’attività di Renzi per dirgli: -Bada non toccarci, siamo gl’intoccabili se no ti facciamo fare la fine di Craxi e di Berlusconi.- Insomma per questa Italia non c’è alcuna speranza né per i giovani né per i meno giovani. Dobbiamo per forza attendere la vittoria di Grillo? Il guru comico che s’è messo in testa di moralizzare l’Italia e che dice che anche Renzi è al servizio dei corrotti? Possibile che in Italia non ci siano i famosi cinquanta soggetti che sono graditi al buon Dio? Dobbiamo finire come i sodomiti e i gomorriti in un mare di fuoco? Che tristezza cari visitatori! Non urlate avete tutti ragione, ma intanto l’Italia va a fondo! Che Iddio Santo, Forte e Immortale abbia misericordia di noi e ci salvi!

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23 Febbraio 2014 - Categoria: memoria e storia, storia

Erminio Ferraris a cura di Palo Amat di San Filippo

 FerrarisNato a Ronco Scrivia il 15 febbraio 1852 si era laureato in Fisica-Matematica nel 1869. Orfano di padre era venuto a lavorare in Sardegna come tecnico nelle miniere di Masua e di Malacalzetta. Nei suoi tre anni di lavoro in questo ruolo si fece stimare per le sue qualità. Recatosi, nel 1871 in Germania per frequentare l’Accademia Montanistica di Freiberg, si laureò colà in Ingegneria Mineraria, nel 1874. Per completare la sua formazione tecnica lavorò come operaio per un certo periodo nelle officine Escher Wyss di Zurigo. Sposatosi in quella città, fu nominato, nel 1875 su proposta di Roberto Cattaneo che era diventato, l’anno prima, suo patrigno, direttore di Monteponi.

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