11 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

La vita tribolata di Giovanni Andrea Tedde – Cossiga (Chiaramonti, 1804-1855) di Ange de Clermont

 Il trisavolo Giovanni Andrea Tedde-Cossiga

alberoDopo aver rilevato alcuni dati e connotati del quadfravolo Matteo Tedde-Pinna, passiamo al nostro beneamato trisavolo lasciando andare gli altri sette tra sorelle e fratelli per proprio conto e osserviamo attentamente il nostro, che come abbiamo già visto nacque 18 aprile del 1804, l’anno dell’incoronazione di Napoleone a Notre Dame de Paris. Il poveretto aveva solo 15 anni quando nel 1819 gli morì il padre Matteo. Sicuramente fu vezzeggiato a lungo dalla madre Domenica Cossiga, dalle tre sorelle e dagli altri quattro fratelli, essendo il minore della nidiata.

Costui, nel 1827, giusto l’anno dell’emanazione del Codice Civile e Criminale di Carlo Felice, che nel 1823 aveva istituito pure le scuole normali elementari, contrasse matrimonio a soli 23 con Chiara Giovanna Maria Cossu, figlia di Francesco e di Giovanna Maria Satta, di 22 anni, era nata, infatti nel 1805. Forse Francesco era imparentato con l’illustre chiaramontese che in quell’anno vinse il concorso come Rettore della Chiesa di San Pietro di Ploaghe.

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9 Novembre 2014 - Categoria: eventi culturali

Convegno a Codrongianos su Saccargia (1116-2014)

 Venerdì 14 novembre a Codrongianos si terrà un convegno dal titolo Il Condaghe di Fondazione dell’Abbazia di Saccargia. Siete tutti invitati. Per vedere il programma premere su questo collegamento: Loc a3Loc a3 (416.54 KB) – Chenàbura 14 de santandria in Codrongianos si faghet un’addobiu intituladu Su Condaghe de Fundatzione de s’Abbadia de Sacargia. Seis totus cumbidados. Pro bìdere su programma carcare custu ligàmene:Loc a3Loc a3 (416.54 KB)  –  Friday, November 14 in Codrongianos will host a conference entitled Il Condaghe di Fondazione dell’Abbazia di Saccargia (TheCondaghe of Foundation of the Abbey of Saccargia). You are all invited. To see the programclick on this linkLoc a3Loc a3 (416.54 KB).
 

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8 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

Quei prolifici nostri quadravoli di Matteo Tedde -Pinna e Domenica Cossiga di Chiaramonti di Ange de Clermont

alberoNelle ore pomeridiane in cui la gente se ne sta in casa a pennicare a volte me ne vado a spasso per il mio paese natale. Paese mio, ma anche dei miei antenati fino alla quarta generazione di ascendenti[1].
In una di queste passeggiate pomeridiane, il primo degli antenati a venirmi incontro in Carruzzu Longu è Matteo Tedde-Pinna. Costui, nacque il 3 settembre 1756, a 28 anni, il 13 maggio 1784, sposò Domenica Cossiga, nata l’8 ottobre 1764,  più giovane di lui di 8 anni e quindi ventenne. 

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7 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

I. L’esposizione in Sardegna di Cristina Sotgia

 bambinoIl problema dell’infanzia abbandonata assume rilevanza in Sardegna nei primi anni dell’Ottocento e stimola una più vasta presa di coscienza che investe soprattutto le amministrazioni civiche.

Infatti, le autorità comunali sono coinvolte direttamente nel sostenere le spese per il mantenimento degli esposti, secondo quanto sanciva una disposizione ministeriale del 6 giugno 1807[i].

Viene spontaneo domandarsi quali istituzioni provvedessero all’assistenza dei trovatelli nell’isola prima di questa data.

Un apporto significativo per poter dare una risposta esauriente in merito ci è dato dalla consultazione della tesi di laurea svolta dalla dott. Carmelana Nuvoli sul tema “L’infanzia abbandonata ad Alghero dal Settecento al Novecento”. Nel suo lavoro l’autrice sottolinea come nel Settecento il fenomeno delle esposizioni non rappresenti per l’isola un problema preoccupante, dato il numero relativamente limitato degli esposti.

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5 Novembre 2014 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, narrativa

Su Tribunale de sa Pubblica Ciarra de Idda de Anghelu de sa Niéra

Foto di Mario Unali

Foto di Mario Unali

-Compare Braghe’ abba’ ite estire mutzu cussa pitzinna.-
-Compa’ no c’at pius pudore. Ello in tempos antigos sas feminas non ti faghiant bidere mancu sos pes.-
-Ello, narat compare Frassetto, deo las aia custrintas a torrare a sas muddeddas de su tempus de sa grande gherra.-
Abbascende sa oghe su vicesindigu narat:-Malasorte su fascismu at arruinadu totu, A bos ammentades cando in Cudinarasa andaimus a fagher s’adunada, Ite bellas coscias comare Pedrutza!-
Palombaro:- Tando si chi fimus allipuritzados. Bellas coscias cando faghiant sos brincos!-
-Abbaidade custa pitzinna ch’est passende como, s’ident finzas sa tittas.-
Narat su Nuvvesu.
-Male da ogni dolle dolle, compares mios, custa però est frantzesa.-
Ripicat tiu Braghetta.
Tiu Matzone:- Deo, a custu puntu, las aia custrintas a si covacare e poi si sos piseddos allipuritzados li si etant che su trau a s’aca…ma lasssamus perdere. Ma fiza de chie est cussa?
-Sa mama est frantzesa! narat tiu Palombaro.-
-Custas frantzesas faghent s’agamu!- Ripicat tiu Frassetto.
Su rellozu de cheja sonat mesudie.
Su vicesindigu s’inde pesat e:- Como est ora de ustare est. Bastat cun custos loroddos, ello chi parimus feminas!.-
Compare Palombaro:-Compa’ nois semus omines e su chie est un imbagliu lu devimus zuigare.-
-Beru beru, como andamus a bustare! A istasero!-
Su Pubblicu Tribunale de sa Ciarra at finidu su dibattimentu e como andant totu a domo a mandigare che sette canes, a matta franca.

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5 Novembre 2014 - Categoria: cristianesimo

La Regina della Pace parla a Medjugorje, ma il mondo è sordo di Ange de Clermont

imgresMolti uomini e donne, per credere, chiedono segni dal cielo, ma le voci dell’aldilà ripetono che chi non ha fede continua a non averne anche con i segni come preferisce dire San Giovanni, miracoli come dicono altri evangelisti.
I segni o miracoli servono a corroborare la fede, ma di per sé non danno la fede. Personalmente, ho creduto e credo  senza badare ai segni o ai miracoli, e non ho pellegrinato nei santuari riconosciuti dalla Chiesa cattolica. Sono stato a Medjugorje, in un enclave croata della Bosnia, abitata intorno soprattutto da musulmani, luogo di pellegrinaggi da tutto il mondo che la Chiesa non ha riconosciuto come luogo di particolari segni, per quanto ci siano sei veggenti che dicono di vedere quotidianamente la Vergine che si proclama Regina della Pace e che ha più volte dato  segni con guarigioni del corpo e dello spirito.

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4 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

Donna Lucia Tedde di Chiaramonti (Nulvi,1705-Chiaramonti,1760 (?)) di Angelino Tedde

amazzoniDa qualche settimana il Dipartimento di Storia ecc. ha voluto “glorificare” lo storico della Chiesa Raimondo Turtas, ormai ottantatreenne e sempre impegnato affannosamente alla revisione del suo libro sulla storia della Chiesa in Sardegna. In quell’occasione è stato presentato il volume Mauro Sanna ( a cura di) Historica et Philologica, Studi in onore di Raimondo Turtas,AM&D EDIZIONI, Cagliari 2014.
Il titolo d’interesse è quello di Mons. Francesco Amadu,Le scuole dei Gesuiti a Ozieri (1690-1773) da p.472 a p.482. Tra le altre notizie si legge:”In tale situazione, i Gesuiti non potevano ovviamente rinchiudersi nelle aule scolastiche per insegnare a ragazzi e giovani. Effetti più fruttuosi e duraturi si ebbero infatti con l’opera di persuasione mandata avanti nella Sardegna settentrionale dai Padri, il più famoso dei quali fu sicuramente il padre Giovanni Battista Vassallo.

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1 Novembre 2014 - Categoria: narrativa

“Amóri cuàtu e ..miciuràtu” di Maria Teresa Inzaina

Una coppia di anziani-Tandu stanotti drommi in casa toia?- Sapia ghjà la risposta Paulina ma, primma chi Vitu aissia fattu torra di sì cu lu capu e dittu calchi cosa, aìa agghjuntu cun tonu dulci e primurosu:

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