22 Novembre 2014 - Categoria: lingua/limba

La latinizzazione linguistica della Sardegna di Massimo Pittau

 Massimo PittauLa latinizzazione linguistica della Barbagia costituisce una autentica grande aporia, ossia un problema che non soltanto si configura come di difficile soluzione, ma addirittura si presenta come sconcertante nella sola formulazione dei suoi termini. Che sono i seguenti: la Barbagia, nel suo più ampio significato di intera zona montana della Sardegna centrale, durante i 7 secoli della dominazione romana sull’Isola si è sempre caratterizzata come la “zona resistenziale”, quella che non solo si è sempre opposta alla penetrazione militare e politica dei Romani, ma addirittura spesso li ha attaccati nelle zone dei bassopiani e delle pianure, anche a danno di popolazioni sarde ormai pacificamente soggette ai dominatori. A questo fatto ampiamente documentato in termini storiografici si oppone in maniera evidente e perfino vistosa la circostanza che i Barbaricini hanno finito col farsi totalmente e radicalmente latinizzare sul piano linguistico, tanto che hanno conservato fino al presente un parlare di indubitabile matrice latina; non solo, ma hanno anche conservato un parlare che risulta il più fedele o il più strettamente connesso alla madre lingua latina non soltanto rispetto a tutti gli altri parlari sardi, ma addirittura rispetto a tutte le altre parlate neolatine o romanze che sono derivate dalla lingua latina.

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19 Novembre 2014 - Categoria: eventi straordinari

Accademia Sarda e i suoi collaboratori sono vicini alla nostra stimata poetessa per la perdita della madre

 

Giovanna Muzzoni

Giovanna Muzzoni

E’ scomparsa in questi giorni a 92 anni  la cara signora

GIOVANNA MUZZONI

amata madre della nostra poetessa Maria Sale.
A Maria e alla sua famiglia, a tutti i familiari la redazione di Accademia Sarda porge le più profonde condoglianze e assicura preghiere di suffragio per l’anima eletta.

Sappiamo che la signora è stata una donna esemplare, diremmo biblica, forte e operosa. Non c’è migliore elogio di questo per una donna cristiana e saggia che ha saputo allevare una numerosa prole e avviare ad una vita onorata e laboriosa i suoi figli.

Crediamo di fare un omaggio a Maria e a tutti i familiari riportando questi versi del Siracide

 

Beato il marito di una donna virtuosa;
il numero dei suoi giorni sarà doppio.
Una brava moglie è la gioia del marito,
questi trascorrerà gli anni in pace.
Una donna virtuosa è una buona sorte,
viene assegnata a chi teme il Signore.
Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce,
in ogni tempo il suo volto appare sereno.
La grazia di una donna allieta il marito,
la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.
E’ un dono del Signore una donna silenziosa,
non c’è compenso per una donna educata.
Grazia su grazia è una donna pudica,
non si può valutare il peso di un’anima modesta.
Il sole risplende sulle montagne del Signore,
la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.

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18 Novembre 2014 - Categoria: assistenza, memoria e storia, storia

Comuni e Province e i bambini abbandonati di Cristina Sotgia

1) Le forme di assistenza ai fanciulli abbandonati.

 bambinoIn Italia l’esigenza di una legge uniforme e specifica di assistenza all’infanzia abbandonata, con l’introduzione di fondamentali miglioramenti, si fa sentire in maniera più pressante a partire dall’unificazione nazionale. Questo perché dopo il 1861, tra i diversi ordinamenti esistenti nel paese in materia di infanzia abbandonata, non vi era alcuna omogeneità. Ciò determinava una diversità di organizzazione dell’assistenza ai trovatelli tra regione e regione[i] che faceva sentire particolarmente la mancanza di una legge nazionale.

Più precisamente, erano motivo di differenziazione i metodi di raccolta dei fanciulli abbandonati, soprattutto tra il centro-nord ed il sud d’Italia. Infatti, nei Comuni meridionali, e principalmente in Sicilia, alla fine dell’Ottocento esistevano ancora moltissime ruote, mentre esse erano state quasi tutte abolite negli altri Comuni del Regno.

Non è facilmente spiegabile questa resistenza alla chiusura di un mezzo di accettazione dei bambini quale era il torno, considerato ormai incivile anche dai contemporanei e ritenuto dalle Deputazioni provinciali causa di numerosi abusi con conseguente aggravio dei bilanci delle amministrazioni locali.

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15 Novembre 2014 - Categoria: cahiers de doléances

Ingegneri, architetti, geometri, artigiani del ferro e del legno, muratori e imbianchini: un esercito famelico dà l’assalto ai condominii! di Ange de Clermont

restauriLa fame è una brutta cosa specie quando  è provocata da una serie di concause imperscrutabili su cui gli studiosi, a lume di candela, vanno a far ricerca. Lasciamoli ricercare, l’importante che restino a pancia vuota. La fame è una pessima cosa e quando l’industria del mattone si ferma tutto il corteo, anzi l’esercito che sta ai loro piedi va a cercare chi divorare. Mai visti ingegneri, architetti, geometri, muratori, imbianchini, idraulici affrontare una crisi così feroce. Sono alla fame e vanno a caccia. Alzano gli occhi al cielo e che cosa vedono? Tutti penseranno che vedono le stelle, il sole e la luna, macché, vedono i palazzi e le palazzine dove ancora si annidano con i loro piccoli risparmi le famiglie dei condomini. Vanno alla  ricerca disperata dei capicondomino, più pomposamente detti amministratori, e li eccitano con promesse tangentiste ad osservare parti precarie da “mettere in sicurezza” ecco la parola magica, “mettere in sicurezza” il tetto, le facciate, i passi carrai, i portoni e centomila altre insicurezze.

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11 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

La vita tribolata di Giovanni Andrea Tedde – Cossiga (Chiaramonti, 1804-1855) di Ange de Clermont

 Il trisavolo Giovanni Andrea Tedde-Cossiga

alberoDopo aver rilevato alcuni dati e connotati del quadfravolo Matteo Tedde-Pinna, passiamo al nostro beneamato trisavolo lasciando andare gli altri sette tra sorelle e fratelli per proprio conto e osserviamo attentamente il nostro, che come abbiamo già visto nacque 18 aprile del 1804, l’anno dell’incoronazione di Napoleone a Notre Dame de Paris. Il poveretto aveva solo 15 anni quando nel 1819 gli morì il padre Matteo. Sicuramente fu vezzeggiato a lungo dalla madre Domenica Cossiga, dalle tre sorelle e dagli altri quattro fratelli, essendo il minore della nidiata.

Costui, nel 1827, giusto l’anno dell’emanazione del Codice Civile e Criminale di Carlo Felice, che nel 1823 aveva istituito pure le scuole normali elementari, contrasse matrimonio a soli 23 con Chiara Giovanna Maria Cossu, figlia di Francesco e di Giovanna Maria Satta, di 22 anni, era nata, infatti nel 1805. Forse Francesco era imparentato con l’illustre chiaramontese che in quell’anno vinse il concorso come Rettore della Chiesa di San Pietro di Ploaghe.

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9 Novembre 2014 - Categoria: eventi culturali

Convegno a Codrongianos su Saccargia (1116-2014)

 Venerdì 14 novembre a Codrongianos si terrà un convegno dal titolo Il Condaghe di Fondazione dell’Abbazia di Saccargia. Siete tutti invitati. Per vedere il programma premere su questo collegamento: Loc a3Loc a3 (416.54 KB) – Chenàbura 14 de santandria in Codrongianos si faghet un’addobiu intituladu Su Condaghe de Fundatzione de s’Abbadia de Sacargia. Seis totus cumbidados. Pro bìdere su programma carcare custu ligàmene:Loc a3Loc a3 (416.54 KB)  –  Friday, November 14 in Codrongianos will host a conference entitled Il Condaghe di Fondazione dell’Abbazia di Saccargia (TheCondaghe of Foundation of the Abbey of Saccargia). You are all invited. To see the programclick on this linkLoc a3Loc a3 (416.54 KB).
 

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8 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

Quei prolifici nostri quadravoli di Matteo Tedde -Pinna e Domenica Cossiga di Chiaramonti di Ange de Clermont

alberoNelle ore pomeridiane in cui la gente se ne sta in casa a pennicare a volte me ne vado a spasso per il mio paese natale. Paese mio, ma anche dei miei antenati fino alla quarta generazione di ascendenti[1].
In una di queste passeggiate pomeridiane, il primo degli antenati a venirmi incontro in Carruzzu Longu è Matteo Tedde-Pinna. Costui, nacque il 3 settembre 1756, a 28 anni, il 13 maggio 1784, sposò Domenica Cossiga, nata l’8 ottobre 1764,  più giovane di lui di 8 anni e quindi ventenne. 

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7 Novembre 2014 - Categoria: memoria e storia

I. L’esposizione in Sardegna di Cristina Sotgia

 bambinoIl problema dell’infanzia abbandonata assume rilevanza in Sardegna nei primi anni dell’Ottocento e stimola una più vasta presa di coscienza che investe soprattutto le amministrazioni civiche.

Infatti, le autorità comunali sono coinvolte direttamente nel sostenere le spese per il mantenimento degli esposti, secondo quanto sanciva una disposizione ministeriale del 6 giugno 1807[i].

Viene spontaneo domandarsi quali istituzioni provvedessero all’assistenza dei trovatelli nell’isola prima di questa data.

Un apporto significativo per poter dare una risposta esauriente in merito ci è dato dalla consultazione della tesi di laurea svolta dalla dott. Carmelana Nuvoli sul tema “L’infanzia abbandonata ad Alghero dal Settecento al Novecento”. Nel suo lavoro l’autrice sottolinea come nel Settecento il fenomeno delle esposizioni non rappresenti per l’isola un problema preoccupante, dato il numero relativamente limitato degli esposti.

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