2 Dicembre 2015 - Categoria: cultura

Rapporti tra lo Stato italiano, la Santa Sede, le istituzioni cattoliche

Chiesa CattolicaCostituzione della Repubblica italiana Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
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Lo Statuto albertino definiva la religione cattolica come “la sola religione di Stato”. Gli artt. 7 e 8 della Costituzione repubblicana vedono il superamento del concetto stesso di “religione di Stato” e disciplinano i rapporti tra Stato e confessioni religiose sulla base di due principi: il principio della distinzione degli ordini e il principio di bilateralità. Alla Chiesa cattolica vengono comunque riconosciute indipendenza e sovranità.
Il fenomeno religioso viene considerato sostanzialmente estraneo all’ordinamento dello Stato. Il principio di bilateralità riconosce comunque alle istituzioni religiose la possibilità di negoziare accordi con lo Stato, secondo il modello delle relazioni internazionali, nelle materie di loro competenza. Con l’art. 7 la Costituzione recepisce i Patti Lateranensi, cioè gli accordi sottoscritti l’11 febbraio 1929 da Mussolini (per l’Italia) e dal Cardinale Gasparri (per la Santa Sede). Il 18 febbraio 1984 è stato sottoscritto tra il Governo italiano e la Santa Sede un nuovo accordo, contenente “modifiche consensuali del Concordato lateranense”: si tratta di un documento che, ispirato ai principi di eguaglianza e neutralità espressi dalla Costituzione repubblicana e, al tempo stesso, più consono ai valori espressi dal Concilio Vaticano II, ha introdotto rilevanti novità nei rapporti tra Stato e Chiesa, riaffermando il principio di laicità dello Stato. Si è così concretizzato quel principio pattizio, esplicitato nell’ultima parte di questo art. 7, in base al quale lo Stato italiano si impegna a stabilire di comune accordo con la Chiesa ogni modifica dei Patti Lateranensi. È da osservare che se tale accordo non viene raggiunto, diventa necessaria una Legge costituzionale che, tramite abrogazione di questo articolo, consenta la revisione unilaterale dei Patti.

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27 Novembre 2015 - Categoria: cultura

La terza giornata internazionale di lingua gallurese di Mauro Maxia

mauro-2Il prossimo 5 dicembre a Palau si terrà la Terza Giornata Internazionale della Lingua Gallurese. Il programma prevede i saluti del Sindaco Francesco Pala e della Delegata alla cultura Rachele Sanna. Introdurrà i lavori il dott. Mario Scampuddu, rappresentante dell’Accademia di la linga gadduresa e infaticabile organizzatore dell’evento ormai da tre anni. Il dott. Scampuddu presenterà il volume contenente gli atti della seconda edizione del convegno, tenutasi nel 2014, i quali sono pubblicati dall’editore Taphros di Olbia. Successivamente vi saranno le relazioni scientifiche che prevedono i contributi dello scrivente, del prof. Eduardo Blasco Ferrer (Università di Cagliari), prof. Jean-Marie Comiti (Università della Corsica), prof. Alain Di Meglio (Università della Corsica) e prof. Elton Prifti (Università di Mannheim, Germania). Al pomeriggio i lavori proseguiranno con una tavola rotonda alla quale, oltre ai relatori, potranno partecipare cultori e operatori culturali interessati alla valorizzazione delle lingue minoritarie e del gallurese in particolare.
Per le foto dei relatori e degli organizzatori collegarsi al sito http://maxia-mail.doomby.com/
Vi mando il programma dettagliato dell’evento con l’invito, augurando di potervi incontrare nell’occasione.

Programma

Sessione mattutina 9,30 Saluto del Sindaco
9,40 Saluto dell’Assessore alla Cultura
9,45 Introduzione del dott. Mario Scampuddu (Accademia della Lingua Gallurese)
10,00 Prof. Mauro Maxia (Istituto Sardo-Corso di Formazione e Ricerca) “Italiano sardo e gallurese tra i giovani di una comunità ai confini della Gallura”
10,30 Prof. Eduardo Blasco Ferrer (Università di Cagliari) “Alcune considerazioni sul linguaggio giovanile in Gallura”
11,00 Prof. Jean-Marie Comiti (Università della Corsica) “Le rappresentazioni degli studenti corsi sul gallurese”
11,30 Prof. Alain Di Meglio (Università della Corsica) “Les Bouches de Bonifacio constituent-elles une frontière linguistique ou sociolinguistique?”
12,00 Prof. Elton Prifti (Università di Mannheim, Germania) “Riflessioni pragmalinguistiche sulla situazione dei giovani nell’area limitrofa sardo-gallurese”
Sessione pomeridiana
16,00 Tavola rotonda

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26 Novembre 2015 - Categoria: cultura

Un orribile sacrilegio in Spagna, patria di Santa Teresa d’Avila, di San Giovanni della Croce, di Sant’Ignazio di Loyola di Miriam di Castello

Ostia SantaSalve, le invio una notizia che ho letto stamattina

UN ORRIBILE SACRILEGIO in Spagna

Articolo pubblicato da CORRISPONDENZA ROMANA 25 novembre 2015
IL SACRILEGIO PIU’ GRAVE MAI OSATO
(di Mauro Faverzani)

Abel Azcona ha 27 anni ed è originario di Pamplona. (…). Si è recato in diverse chiese di Pamplona e Madrid durante la S. Messa, ha finto di comunicarsi e ha trafugato l’Ostia consacrata.
Questo per ben 242 volte.
Poi ha usato le particole per comporre con esse, dopo averle gettate a terra, la parola pedofilia.
Tutto questo, si noti bene, col Corpo di Cristo.

La profanazione è evidente.
E lo è anche il reato contro i sentimenti religiosi, regolato dall’art. 525 del Codice Penale spagnolo, che condanna chiunque si faccia beffa di dogmi, credenze, riti o cerimonie.
A peggiorar le cose, la mostra dal titolo Desenterrados, allestita proprio in questi giorni da Azcona a Pamplona.
Dove ha esposto anche l’opera blasfema in questione.
Pietosamente riscattata da una persona, che ha preferito rimanere anonima:
ha tolto le Ostie consacrate dall’esposizione e le ha trasferite in una parrocchia, per por fine al sacrilegio. Solo in parte, però.
Purtroppo sono rimasti i pannelli con le immagini, che raffigurano minuziosamente le varie fasi della sua realizzazione.

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26 Novembre 2015 - Categoria: storia

Suelli: delibere del Consiglio Comunitativo di Franesco Carboni

Comune di Suelli

Comune di Suelli

Società ed economia a Suelli nella prima metà del XIX secolo.

1 .Il Consiglio Comunitativo.: nomina di consigliere contestata.
L’esenzione dall’incarico di consigliere per una persona anziana.
La fornitura di legna alla comunità.
Concessione del pascolo nei vacui della vidazzone.La situazione nelle campagne e l’economia.
La produzione agricola nel 1844..Appalto dei salti demaniali di San Cosimo e di Curadoria.,
Lo scontro per il pascolo tra i nobili don Bartolomeo Casu e don Ferdinando Dedoni.
La tormentata trebbiatura nel centro abitato del notaio Stanislao Lai e la comunità di Suelli.
Viabilità e carri di antica foggia,
Privativa della carne.La fornitura di carne alla comunità(pag.17).
Operatori sanitari: la nomina dei chirurghi della comunità.
2, Il Capitolato barracellare(pag. 18).
3.Conti barracellari(pag.25).
4.Suelli nella società feudale( pag.29).
-Donazione di Suelli di mille starelli di grano all’arcivescovo don Antonio Parragues de Castillejo( 20 luglio 1564) e Capitoli di grazia dei diritti feudali.(pag.29)
– 1597 Un memoriale dei vassalli sulla introduzione del bestiame forestiere
– L’abolizione del feudo nel 1836 con Carta Reale del 19 dicembre 1835. .

-1.I documenti del Consiglio Comunitativo di Suelli sono presenti nell’Archivio di Stato di Cagliari,in particolare nel fondo della Segreteria di Stato e Guerra , seconda serie .vol.370.
.In data Suelli 2 gennaio 1826 Gavino Sirigu informa il vicerè:
“Ieri primo giorno dell’anno venne nominato per nuovo consigliere di questo villaggio di Suelli Antioco Mereu dello stesso luogo e ciò dal nuovo sindaco Giuseppe Marrocu senza che nessuno degli altri consiglieri abbia dato per tal nomina voto alcuno, secondo la relazione che questa mattina mi ha fatto il maggiore di giustizia che a tal nomina intervenne per non esser potuto io intervenire a motivo d’esser stato in altri affari occupato. Io come ministro di giustizia devo partecipare all’E.V. che il detto consigliere Mereu fu nello scorso anno da me carcerato per ordine dell’Intendente Generale e ciò per aver fatto vari imbrogli nell’anno del suo sindacato, perchè non potea nè vole va pagare una buona parte del donativo reale che si avea scialaquato per le taverne, in conseguenza già per tutto questo come per essere il medesimo nullatenente non deve in modo alcuno occupare il detto impiego, come altresì pare che non possa stare nell’impiego di sindaco il succennato Marrocu
per esser il medesimo sotto processo che io medesimo li costrussi nello scorso anno per l’insulto che dentro il popolato fece di giorno a Pietro Melis di questo stesso villaggio e per esser depositario di questo Monte di soccorso tutto contro il Regio Editto:
il pubblico si lagna continuamente di quanto sovra e gli stessi generali clamori mi hanno indotto a farlo presente alla E.V. per lasciarmi quelle provvidenze che crederà più necessarie su questo proposito.
Attendendo intanto i pregiatissimi ordini dell’E.V. passo a raffermarmi col più ossequioso rispetto. dell’E.V.
Suelli li 2 gennaio 1826.”.
Il 15 febbraio 1845 il vicerè comunica all’Intendente Provinciale di Cagliari:”Raffaele Siddi del villaggio di Suelli meritando per le sua avanzata età d’anni ottanta di esser esonerato dalla carica di Consigliere , autorizzo la E.V. a dispensarverla e di surrogargli altro idoneo soggetto a termini delle leggi.
Prego Dio”.

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20 Novembre 2015 - Categoria: cultura

Condanna del terrorismo da parte di 2500 Iman di Francia

Gli imanGli Iman delle 2500 moschee di Francia ai musulamni

Ecco il testo scritto dagli Imam di Francia:
“Cari musulmani e care musulmane,
L’islam, la religione della pace è divenuto ostaggio nelle mani di estremisti e di ignoranti. L’islam esiste in Europa da un secolo. Esso ha vissuto sempre in armonia e in coesistenza con le società europee fino all’arrivo di qualche musulmano che conoscete perché pregano con noi all’interno delle nostre moschee. Essi sono dei giovani che sono nati in Europa, che non parlano la lingua araba e che non hanno alcun titolo in teologia musulmana. Noi abbiamo utilizzato degli imam venuti dall’estero che non parlano nemmeno la lingua francese e che non conoscono i veri problemi che questi giovani francesi ed europei affrontano in seno delle società occidentali.
Cari musulmani e care musulmane,
da anni si dice che l’islam all’occidentale non somiglia all’islam che si è conosciuto. Secondo l’ideologia di questi islamisti ignoranti, l’islam della tolleranza, dell’umanesimo e dell’apertura e del dialogo interreligioso è divenuto un tradimento e una collaborazione con l’occidente, tanto che gli imam tolleranti sono stati minacciati all’interno delle loro stesse moschee da questi estremisti che hanno scelto la durezza e l’odio contro chiunque è differente, anche se i differenti sono musulmani.

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20 Novembre 2015 - Categoria: c'est la vie, cahiers de doléances

Ansie e timori corrono nelle email per le stragi di Francia di Miriam di Castello e Ange de Clermont

stragi ISalve, Ange de Clermont, in un trafiletto di un quotidiano di oggi ho letto la seguente notizia:

“Dopo la strage di venerdì scorso a Parigi il direttivo di Assadakah Sardegna – Centro Italo Arabo e del Mediterraneo ha chiesto alla Regione Sardegna e al presidente Francesco Pigliaru di bloccare qualsiasi accordo con il Qatar, il più grande finanziatore del terrorismo in Siria e in Iraq che si accinge a diventare il più grande investitore della Gallura e sta mettendo le mani sulla sanità e su altri settori dell’economia isolana come il turismo e l’immobiliare”.

Un saluto fraterno.

Miriam di Castello

 

stragi II“Salve, gentile Miriam, la cosa più corretta sarebbe quella di verificare la veridicità di questa notizia e se fosse vera bisognerebbe bloccare definitivamente i lavori del San Raffaele e i contratti con la Costa Smeralda. I primi a subirne i contraccolpi sarebbero quei mille che dovrebbero essere assunti.
A meno che non si tratti di una notizia messa in giro ad arte dalla lobby medica che ha sempre osteggiato la costruzione del San Raffaele e il suo funzionamento. Credo che anche a Milano don Verzé a suo tempo fosse odiato dallo strapotere dei medici pubblici e dalle cliniche private.

Noi privi di mezzi investigativi che cosa possiamo farci? A detta di Putin 40 ditte occidentali fornirebbero le armi ai terroristi islamici. La fame del denaro porta l’occidente al suicidio. L’Arabia Saudita,  alleata degli USA, è il massimo finanziatore dello stato islamico, sunnita, contro l’Iran sciita. Se a questi epigoni di Saddam Hussein si togliessero armi e petrolio si sgonfierebbero come palloni sgonfiati.

Il problema più grave è però il fascino di migliaia di giovani europei che si sentono vocati a fare i becchini di quella terra che li ha allevati, educati e formati.
Quando la Francia laica ha abiurato dalla fede cattolica e ha favorito ogni sorta di libertinaggio intellettuale e morale che tipo di  giovani musulmani e no potrebbe allevare?

Non ci resta che difenderci e pregare. Nei messaggi di Medjugorje la Vergine ha previsto tanto male, ma anche detto che prima o poi verrà la Pace.

Io, in questi giorni, vivo abbastanza addolorato.

Ho letto con piacere i passi che mi hai spedito e ti ringrazio.
Si tratta di un tempo in cui viviamo morendo.
Mai visto tanto sfacelo nel corso dei miei 79 anni di vita. Siamo alla buccia.

Un affettuoso saluto.
Ange de Clermont”

“Salve, Ange de Clermont, non so se quella di ieri sia una notizia vera né so se sarebbe auspicabile o meno per i sardi una eventuale interruzione del progetto, ma una cosa è certa: la proprietà di una porzione vitale di Sardegna apparterrà ad una nazione mussulmana.

Certo una nazione mussulmana bella, elegante, raffinata, ricchissima come nelle favole delle “Mille e una notte”, una nazione giovane, scattante, intraprendente, colta, intelligente sino alla genialità. Basta guardare in fotografia la straordinaria architettura delle loro città, l’armonia estetica che in esse regna.

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17 Novembre 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Sa vida e sa morte:misteru e ipantu di Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Sa vida, est comente sa die, naschet a s’avrèschida e finit a sa calada de su sole pro isparire in sa note funguda de s’eternidade.
Sa vida est un impedradu abbolotadu in su cale ignaros nos incaminamus atraessende immensos oceanos, intzertos nos tucamus in sas alturas de sas chimas de sas muntagnas de nie, a duos didos dae su chelu.
Currimus sena ischire in tancas birdes e in sa soledade de sos desertos sena fine, pienos de malannos e de isfidas chi bene o male dèpimus assumere in sas istajones de s’esistèntzia nostra. Finas a cando a sa tzega e in s’iscussèntzia , nos agatamus in s’ùrtimu tretu de sa caminera, ue unu sigundu fat’a s’àteru arrivimus a cumprire sos ùrtimos passos prima de isparire in su fatale nudda. Fatu a nois giughimus su pesu de unu barriu de ammentos chi, pariant issos pèrdidos in fundu a su coro, ma… pro incantu s’ischidant tot’in d’unu, pro nos accumpangiare a manu tenta in sas ùrtimas ischintzidas de sos ogros. S’accuntentare de vìvere sena si fàghere sa pregunta: it’est sa vida? Sa vida no est vida. Sa morte.
Sa morte est ateretantu misteriosa comente est sa vida, andamus a issa dae su primu sigundu de s’esistèntzia nostra. Passu a passu, nos incaminamus verso sa note sena fine. Pro integrare de nou sas intraglias de sa terra chi nos est mama. Sa terra, custa terra chi nos at nutridu, chi nos at fatu creschere, chi nos at bidu riere e pranghere, custa terra chi amamus e chi nos at imparadu a nos amare, Custa terra chi carignamus, chi petigamus e trasformamus in bene o in male. Custa terra est s’ùnica mama nostra, padrona e maistra de isse e, de onnia cosa e de ogni frutu sou, pro su cale tenet in issa : fortza, odiu e amore. Sa terra est sa crae de ogni misteru , issa si leat su diritu de sa nuda propriedade subra nois e subra totu su chi vivet, issa no che furat a sa lughe de su sole, issa no bortulat, nos trìullat e cun issa dèpimus istare, in s’eternu abbratzu sou a su cale pèrunu èssere ùmanu nd’at iscàmpiu. Tando, finas ch’in vida apo a èssere in su meu, apo a chircare de bìdere sas cosas simples chi sa vida mi dada cun sa mirada de affetu sintzeru. Finas chi, m’ apo a seriare su carignu de su bentu in sos pilos mios colore de prata, finas chi, sos rajos de su sole ant a rifletere in issos sos giogos de umbras e de lughes. Intre su passadu e su presente deo ando, chirchende de bìdere sas bellesas cuadas in sa lughe de sos ogros de sas pessones caras a su coro meu . am.sechi

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17 Novembre 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Le stragi di Parigi e la necessaria reazione per fermare questi pazzi fanatici di Ange de Clermont

attentato a ParigiEpisodi cruenti come quelli di Parigi, compreso quello di gennaio di quest’anno, ci spingono a riflettere.

Com’è possibile che dei giovani, vestiti di nero, imbracciando armi di morte, sparino ad altri giovani che erano a teatro per ascoltare un concerto di musica rock e contemporaneamente coordinati tentino di far strage in un caffè, in un ristorante, in un campo sportivo affollato e in altri due siti parigini? La fortuna ha voluto che non in tutti i luoghi prescelti per le stragi abbiano potuto mettere a segno il loro piano terroristico.

Com’è possibile che sparino con freddezza a dei coetanei dei quali l’unica colpa era quella di amare la musica, di sorseggiare un caffè, di consumare un pasto fuori casa, di vedere una partita di pallone?

La risposta più razionale sarebbe la vendetta per la partecipazione della Francia ai bombardamenti sul mobile e fantomatico califfato installatosi tra Siria e Iraq.

Alla luce della loro presunta fede islamica sarebbe quella di punire la licenziosità del popolo francese.

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