8 Dicembre 2015 - Categoria: cultura

Svolto con successo il convegno della lingua gallurese a Palau a cura di M. M.

Foto convegnoSi è celebrata con pieno successo anche quest’anno la “Giornata Internazionale della Lingua Gallurese” giunta ormai alla sua terza edizione. Anche stavolta la grande sala consiliare del Comune di Palau si è riempita in ogni ordine di posti con un pubblico di almeno 150 presenze. La manifestazione, tenutasi sabato 5 dicembre, era organizzata dal Comune di Palau col supporto dell’Accademia della lingua gallurese rappresentata dal dott. Mario Scampuddu che, introducendo i lavori, ha presentato gli Atti del Convegno 2014 freschi di stampa. Il Comune di Palau era rappresentato dal sindaco Francesco Pala e dalla delegata alla cultura Rachele Sanna. Le relazioni scientifiche sono state svolte da Mauro Maxia dell’Istituto Sardo-Corso di Formazione e Ricerca (titolo: “Italiano Sardo e Gallurese tra i giovani di una comunità ai confini della Gallura”), dal prof. Eduardo Blasco Ferrer dell’Università di Cagliari (titolo: “Alcune considerazioni sul linguaggio giovanile in Gallura”), dal prof. Jean-Marie Comiti dell’Università di Corte (Francia) che ha riferito su “Le rappresentazioni degli studenti corsi sul gallurese”, dal prof. Alain Di Meglio della stessa Università di Corte che si è soffermato sul tema “Les Bouches de Bonifacio constituent-elles une frontière linguistique ou sociolinguistique?” e dal prof. Elton Prifti dell’Università di Mannheim (Germania) che ha presentato delle “Riflessioni pragmalinguistiche sulla situazione dei giovani nell’area limitrofa sardo-gallurese”. Sono intervenuti anche i consiglieri regionali Pierfranco Zanchetta e Giuseppe Meloni chi si sono impegnati a portare in Regione l’esigenza di salvaguardare e valorizzare il gallurese. Durante il dibattito che è seguito alle relazioni sono intervenuti anche la prof.ssa Vanna Ledda e il prof. Stefano Palmas, dirigente scolastico del locale Istituto di Istruzione Superiore, che si sono soffermati sulle problematiche relative all’insegnamento scolastico delle lingue regionali. Al pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda alla quale, oltre agli organizzatori e agli studiosi, hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni culturali rappresentati dal prof. Quintino Mossa della Consulta Intercomunale del Gallurese.

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3 Dicembre 2015 - Categoria: cultura

Convegno di studi: la Sardegna e la prima Guerra mondiale, martedì 16 e mercoledì 17 dicembre, a Sassari, a cura di Angelino Tedde

Brigata SassariNel pubblicare questo programma del convegno, che, grazie ad un collega abbiamo ricevuto dal Continente, a quanta pare organizzato dalle Università di Cagliari e di Sassari, dobbiamo rilevare che non si sta facendo alcuna pubblicità. Non è bello che lo si faccia a fine anno del centenario della prima guerra momdiale e della formazione della Brigata Sassari, quasi questa rivisitazione non interessi più a nessuno. Eppure il numero dei relatori e i temi trattati sono interessantissimi. Invito coloro che possono parteciparvi a farlo, altrimenti resterà solo un convegno per i 25 relatori.

Il convegno come è spiegato nel programma prevede cinque sessioni dal titolo: I un quadro generale, II per una storia militare, III politica e istituzioni, IV le ricadute economiche e sociali della Grande Guerra, V il mito della grande guerra.
I relatori provengono in gran parte dall’Università degli Studi di Sassari, Cagliari, ma anche Bologna, Roma, Tuscia, Iglesias, Calcinato, Siena, nom mancano studiosi non accademici.
I temi toccano la memorialistica e la storiografia, l’interpretazione storiografica, politica e società in Sardegna durante la guerra, la prima medaglia d’oro della Brigata Sassari che non era affatto ad un sardo, la storia e il mito della Brigata, il culto della memoria in una famiglia borghese, le fonti, scienziati sardi al fronte, l’incidenza in Italia e in Europa della Grande Guerra, deputati e senatori nel triennio bellico, il neutralismo di Francesco Cocco-Ortu, la Chiesa e la Grande Guerra, la figura di Emilio Lussu, Gramsci e la guerra,trasformazione della mentalità dei soldati sardi durante la prima Guerra Mondiale anche in una prospettiva comparata,i problemi dello Stato tra centralismo e autonomismo nella stampa repubblicana tra Guerra e dopoguerra, il mondo politico sardo tra neutralismo e interventismo, dall’interventismo al combattentismo, l’itinerario intellettuale di Camillo Bellieni,la popolazione della Sardegna prima e dopo la Grande Guerra, un confronto tra il censimento del 1911 e quello del 1921,le fonti archivistiche per la storia della prima Guerra mondiale, lettere dei soldati sardi nella Grande Guerra,prigionieri austroungarici nelle miniere sarde, La Fondazione “Brigata Sassari” per gli orfani di guerra (1919-1923), I monumenti ai caduti della Grande Guerra: due esperienze a confronto, La Brigata Sassari in letteratura, Il mito della Grande Guerra nella musica, La Guerra e la Brigata Sassari, nell’immaginario visivo degli artisti sardi , La Brigata Sassari e il cinema
Cimiteri monumentali come fonte per lo studio delle famiglie della Grande Guerra, Lutti e frivolezze: mode femminili e moralità negli anni di Guerra,
I parchi delle rimembranze di Cagliari e Iglesias , I parchi delle rimembranze nel Sassarese e nel Nuorese.
I titoli delle relazioni sono davvero avvincenti e forse ridondanti. Il convegno si svolge agli inizi della Novena di Natale e si tratta di due giornate straripanti e troppo dense. Peccato che ci si sia mossi, rispetto ad altre istituzioni private come i Lions, piuttosto tardi anche se è gradevole vedere che le due università sarde, una volta tanto, lavorano insieme, superando le storiche barricate tra loro. (Angelino Tedde)

Programma del Convegno

Sassari martedì 15 dicembre, ore 16.00,

Aula Magna dell’Università
Saluti della autorità

I sessione: Un quadro generale

Nicola Labanca (Università di Siena), Per un’interpretazione storiografica della Grande Guerra
Manlio Brigaglia (Università di Sassari), Memorialistica e storiografia sulla prima Guerra mondiale in Sardegna
Francesco Atzeni (Università di Cagliari), Politica e società in Sardegna durante la prima Guerra mondiale.
Giuseppina Fois (Università di Sassari), La Brigata Sassari. La storia, il mito, la storiografia
Luciano Marrocu (Università di Cagliari), “I sardi ottimo materiale di guerra”
Gian Paolo Brizzi (Università di Bologna), Guido Brunner, prima medaglia d’oro della Brigata Sassari
Aldo Accardo (Università di Cagliari), Il culto della memoria in una famiglia borghese

Sassari, mercoledì 16 dicembre,
ore 9.00 II sessione: Per una storia militare

Paolo Pozzato (Bassano del Grappa), La Brigata Sassari e la storia militare della Grande Guerra
Cecilia Tasca (Università di Cagliari), Le liste di leva. Fonti per lo studio della Grande Guerra
Mauro Pellegrini (Calcinato), La Brigata Sassari a Calcinato (1915) Daniele Sanna (Sassari), Gli studi promossi dallo Stato Maggiore in occasione del 50° anniversario.
Il caso della “Sassari” Giuseppe Caboni (Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell’ Autonomia),
Il tenente Emilio Lussu Maria Gavina Pinna (Torino),
Il generale Giuseppe Musinu
Giuseppe Zichi (Università di Sassari), I garibaldini sardi nelle Argonne
Giannarita Mele (Università di Cagliari) Trasformazione della mentalità dei soldati sardi durante la prima Guerra mondiale anche in una prospettiva comparata
Giancarlo Nonnoi (Università di Cagliari), Scienziati sardi al fronte

Sassari, mercoledì 16 dicembre, ore 15.30
II sessione: Politica e istituzioni

Guido Melis (Università di Roma “La Sapienza”), Come ha inciso la Grande Guerra nel sistema istituzionale italiano ed europeo? Francesco Soddu (Università di Sassari), I deputati della Sardegna nel triennio bellico
Salvatore Mura (Università di Sassari), I senatori della Sardegna nel triennio bellico
Giuseppina Sanna (Università di Sassari), Il neutralismo di Francesco Cocco Ortu
Leonardo Rapone (Università della Tuscia), Gramsci e la Guerra Francesca Pau (Università di Roma “La Sapienza”),
I problemi dello Stato tra centralismo e autonomismo nella stampa repubblicana tra Guerra e dopoguerra
Maria Luisa Di Felice (Università di Cagliari), Il mondo politico sardo tra neutralismo e interventismo
Luca Lecis (Università di Cagliari), I cattolici, la Chiesa e la Grande Guerra Gian Giacomo Ortu (Università di Cagliari),
Attilio Deffenu dal socialismo al combattentismo
Antonello Mattone (Università di Sassari), Dall’interventismo al combattentismo. L’itinerario intellettuale di Camillo Bellieni

Sassari, giovedì 17 dicembre, ore 9.00 IV sessione:
Le ricadute economiche e sociali della Grande Guerra.

Giuseppe Puggioni (Università di Cagliari), La popolazione della Sardegna prima e dopo la Grande Guerra. Un confronto tra il censimento del 1911 e quello del 1921
Carla Ferrante (Archivio di Stato di Cagliari), Le fonti archivistiche per la storia della prima Guerra mondiale
Ines Loi Corvetto (Università di Cagliari), Lettere dei soldati sardi nella Grande Guerra
Giorgio Madeddu (Iglesias), Prigionieri austroungarici nelle miniere sarde
Assunta Trova (Università di Sassari), Una tragedia annunciata: prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara
Stefano Pisu (Università di Cagliari), I “dannati” russi in Sardegna Eleonora Todde, Annalisa Carta (Università di Cagliari), La produzione mineraria sarda durante il primo conflitto mondiale Sandro Ruju (Sassari), Le conseguenze della Guerra sulla comunità mineraria dell’Argentiera
Paolo Cau (Archivio storico comunale di Sassari), La Fondazione “Brigata Sassari” per gli orfani di guerra (1919-1923)

Sassari, giovedì 17 dicembre, ore 15.30 V sessione:
Il mito della Grande Guerra

Giuliana Altea (Università di Sassari), I monumenti ai caduti della Grande Guerra: due esperienze a confronto
Aldo M. Morace (Università di Sassari), La Brigata Sassari in letteratura
Antonio Ligios (Conservatorio “L. Canepa” di Sassari), Il mito della Grande Guerra nella musica
Antonello Cuccu (Nuoro), La Guerra e la Brigata Sassari nell’immaginario visivo degli artisti sardi Antioco Floris (Università di Cagliari), La Brigata Sassari e il cinema
Giampaolo Salice (Università di Cagliari), Cimiteri monumentali come fonte per lo studio delle famiglie della Grande Guerra Michela De Giorgio (Roma), Lutti e frivolezze: mode femminili e moralità negli anni di Guerra
Rita Ladogana (Università di Cagliari), I parchi delle rimembranze di Cagliari e Iglesias Stefania Bagella, (Università di Sassari), Alessandro Sirigu (Sassari), I parchi delle rimembranze nel Sassarese e nel Nuorese

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2 Dicembre 2015 - Categoria: cultura

Rapporti tra lo Stato italiano, la Santa Sede, le istituzioni cattoliche

Chiesa CattolicaCostituzione della Repubblica italiana Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
_______________
Lo Statuto albertino definiva la religione cattolica come “la sola religione di Stato”. Gli artt. 7 e 8 della Costituzione repubblicana vedono il superamento del concetto stesso di “religione di Stato” e disciplinano i rapporti tra Stato e confessioni religiose sulla base di due principi: il principio della distinzione degli ordini e il principio di bilateralità. Alla Chiesa cattolica vengono comunque riconosciute indipendenza e sovranità.
Il fenomeno religioso viene considerato sostanzialmente estraneo all’ordinamento dello Stato. Il principio di bilateralità riconosce comunque alle istituzioni religiose la possibilità di negoziare accordi con lo Stato, secondo il modello delle relazioni internazionali, nelle materie di loro competenza. Con l’art. 7 la Costituzione recepisce i Patti Lateranensi, cioè gli accordi sottoscritti l’11 febbraio 1929 da Mussolini (per l’Italia) e dal Cardinale Gasparri (per la Santa Sede). Il 18 febbraio 1984 è stato sottoscritto tra il Governo italiano e la Santa Sede un nuovo accordo, contenente “modifiche consensuali del Concordato lateranense”: si tratta di un documento che, ispirato ai principi di eguaglianza e neutralità espressi dalla Costituzione repubblicana e, al tempo stesso, più consono ai valori espressi dal Concilio Vaticano II, ha introdotto rilevanti novità nei rapporti tra Stato e Chiesa, riaffermando il principio di laicità dello Stato. Si è così concretizzato quel principio pattizio, esplicitato nell’ultima parte di questo art. 7, in base al quale lo Stato italiano si impegna a stabilire di comune accordo con la Chiesa ogni modifica dei Patti Lateranensi. È da osservare che se tale accordo non viene raggiunto, diventa necessaria una Legge costituzionale che, tramite abrogazione di questo articolo, consenta la revisione unilaterale dei Patti.

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27 Novembre 2015 - Categoria: cultura

La terza giornata internazionale di lingua gallurese di Mauro Maxia

mauro-2Il prossimo 5 dicembre a Palau si terrà la Terza Giornata Internazionale della Lingua Gallurese. Il programma prevede i saluti del Sindaco Francesco Pala e della Delegata alla cultura Rachele Sanna. Introdurrà i lavori il dott. Mario Scampuddu, rappresentante dell’Accademia di la linga gadduresa e infaticabile organizzatore dell’evento ormai da tre anni. Il dott. Scampuddu presenterà il volume contenente gli atti della seconda edizione del convegno, tenutasi nel 2014, i quali sono pubblicati dall’editore Taphros di Olbia. Successivamente vi saranno le relazioni scientifiche che prevedono i contributi dello scrivente, del prof. Eduardo Blasco Ferrer (Università di Cagliari), prof. Jean-Marie Comiti (Università della Corsica), prof. Alain Di Meglio (Università della Corsica) e prof. Elton Prifti (Università di Mannheim, Germania). Al pomeriggio i lavori proseguiranno con una tavola rotonda alla quale, oltre ai relatori, potranno partecipare cultori e operatori culturali interessati alla valorizzazione delle lingue minoritarie e del gallurese in particolare.
Per le foto dei relatori e degli organizzatori collegarsi al sito http://maxia-mail.doomby.com/
Vi mando il programma dettagliato dell’evento con l’invito, augurando di potervi incontrare nell’occasione.

Programma

Sessione mattutina 9,30 Saluto del Sindaco
9,40 Saluto dell’Assessore alla Cultura
9,45 Introduzione del dott. Mario Scampuddu (Accademia della Lingua Gallurese)
10,00 Prof. Mauro Maxia (Istituto Sardo-Corso di Formazione e Ricerca) “Italiano sardo e gallurese tra i giovani di una comunità ai confini della Gallura”
10,30 Prof. Eduardo Blasco Ferrer (Università di Cagliari) “Alcune considerazioni sul linguaggio giovanile in Gallura”
11,00 Prof. Jean-Marie Comiti (Università della Corsica) “Le rappresentazioni degli studenti corsi sul gallurese”
11,30 Prof. Alain Di Meglio (Università della Corsica) “Les Bouches de Bonifacio constituent-elles une frontière linguistique ou sociolinguistique?”
12,00 Prof. Elton Prifti (Università di Mannheim, Germania) “Riflessioni pragmalinguistiche sulla situazione dei giovani nell’area limitrofa sardo-gallurese”
Sessione pomeridiana
16,00 Tavola rotonda

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26 Novembre 2015 - Categoria: cultura

Un orribile sacrilegio in Spagna, patria di Santa Teresa d’Avila, di San Giovanni della Croce, di Sant’Ignazio di Loyola di Miriam di Castello

Ostia SantaSalve, le invio una notizia che ho letto stamattina

UN ORRIBILE SACRILEGIO in Spagna

Articolo pubblicato da CORRISPONDENZA ROMANA 25 novembre 2015
IL SACRILEGIO PIU’ GRAVE MAI OSATO
(di Mauro Faverzani)

Abel Azcona ha 27 anni ed è originario di Pamplona. (…). Si è recato in diverse chiese di Pamplona e Madrid durante la S. Messa, ha finto di comunicarsi e ha trafugato l’Ostia consacrata.
Questo per ben 242 volte.
Poi ha usato le particole per comporre con esse, dopo averle gettate a terra, la parola pedofilia.
Tutto questo, si noti bene, col Corpo di Cristo.

La profanazione è evidente.
E lo è anche il reato contro i sentimenti religiosi, regolato dall’art. 525 del Codice Penale spagnolo, che condanna chiunque si faccia beffa di dogmi, credenze, riti o cerimonie.
A peggiorar le cose, la mostra dal titolo Desenterrados, allestita proprio in questi giorni da Azcona a Pamplona.
Dove ha esposto anche l’opera blasfema in questione.
Pietosamente riscattata da una persona, che ha preferito rimanere anonima:
ha tolto le Ostie consacrate dall’esposizione e le ha trasferite in una parrocchia, per por fine al sacrilegio. Solo in parte, però.
Purtroppo sono rimasti i pannelli con le immagini, che raffigurano minuziosamente le varie fasi della sua realizzazione.

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26 Novembre 2015 - Categoria: storia

Suelli: delibere del Consiglio Comunitativo di Franesco Carboni

Comune di Suelli

Comune di Suelli

Società ed economia a Suelli nella prima metà del XIX secolo.

1 .Il Consiglio Comunitativo.: nomina di consigliere contestata.
L’esenzione dall’incarico di consigliere per una persona anziana.
La fornitura di legna alla comunità.
Concessione del pascolo nei vacui della vidazzone.La situazione nelle campagne e l’economia.
La produzione agricola nel 1844..Appalto dei salti demaniali di San Cosimo e di Curadoria.,
Lo scontro per il pascolo tra i nobili don Bartolomeo Casu e don Ferdinando Dedoni.
La tormentata trebbiatura nel centro abitato del notaio Stanislao Lai e la comunità di Suelli.
Viabilità e carri di antica foggia,
Privativa della carne.La fornitura di carne alla comunità(pag.17).
Operatori sanitari: la nomina dei chirurghi della comunità.
2, Il Capitolato barracellare(pag. 18).
3.Conti barracellari(pag.25).
4.Suelli nella società feudale( pag.29).
-Donazione di Suelli di mille starelli di grano all’arcivescovo don Antonio Parragues de Castillejo( 20 luglio 1564) e Capitoli di grazia dei diritti feudali.(pag.29)
– 1597 Un memoriale dei vassalli sulla introduzione del bestiame forestiere
– L’abolizione del feudo nel 1836 con Carta Reale del 19 dicembre 1835. .

-1.I documenti del Consiglio Comunitativo di Suelli sono presenti nell’Archivio di Stato di Cagliari,in particolare nel fondo della Segreteria di Stato e Guerra , seconda serie .vol.370.
.In data Suelli 2 gennaio 1826 Gavino Sirigu informa il vicerè:
“Ieri primo giorno dell’anno venne nominato per nuovo consigliere di questo villaggio di Suelli Antioco Mereu dello stesso luogo e ciò dal nuovo sindaco Giuseppe Marrocu senza che nessuno degli altri consiglieri abbia dato per tal nomina voto alcuno, secondo la relazione che questa mattina mi ha fatto il maggiore di giustizia che a tal nomina intervenne per non esser potuto io intervenire a motivo d’esser stato in altri affari occupato. Io come ministro di giustizia devo partecipare all’E.V. che il detto consigliere Mereu fu nello scorso anno da me carcerato per ordine dell’Intendente Generale e ciò per aver fatto vari imbrogli nell’anno del suo sindacato, perchè non potea nè vole va pagare una buona parte del donativo reale che si avea scialaquato per le taverne, in conseguenza già per tutto questo come per essere il medesimo nullatenente non deve in modo alcuno occupare il detto impiego, come altresì pare che non possa stare nell’impiego di sindaco il succennato Marrocu
per esser il medesimo sotto processo che io medesimo li costrussi nello scorso anno per l’insulto che dentro il popolato fece di giorno a Pietro Melis di questo stesso villaggio e per esser depositario di questo Monte di soccorso tutto contro il Regio Editto:
il pubblico si lagna continuamente di quanto sovra e gli stessi generali clamori mi hanno indotto a farlo presente alla E.V. per lasciarmi quelle provvidenze che crederà più necessarie su questo proposito.
Attendendo intanto i pregiatissimi ordini dell’E.V. passo a raffermarmi col più ossequioso rispetto. dell’E.V.
Suelli li 2 gennaio 1826.”.
Il 15 febbraio 1845 il vicerè comunica all’Intendente Provinciale di Cagliari:”Raffaele Siddi del villaggio di Suelli meritando per le sua avanzata età d’anni ottanta di esser esonerato dalla carica di Consigliere , autorizzo la E.V. a dispensarverla e di surrogargli altro idoneo soggetto a termini delle leggi.
Prego Dio”.

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20 Novembre 2015 - Categoria: cultura

Condanna del terrorismo da parte di 2500 Iman di Francia

Gli imanGli Iman delle 2500 moschee di Francia ai musulamni

Ecco il testo scritto dagli Imam di Francia:
“Cari musulmani e care musulmane,
L’islam, la religione della pace è divenuto ostaggio nelle mani di estremisti e di ignoranti. L’islam esiste in Europa da un secolo. Esso ha vissuto sempre in armonia e in coesistenza con le società europee fino all’arrivo di qualche musulmano che conoscete perché pregano con noi all’interno delle nostre moschee. Essi sono dei giovani che sono nati in Europa, che non parlano la lingua araba e che non hanno alcun titolo in teologia musulmana. Noi abbiamo utilizzato degli imam venuti dall’estero che non parlano nemmeno la lingua francese e che non conoscono i veri problemi che questi giovani francesi ed europei affrontano in seno delle società occidentali.
Cari musulmani e care musulmane,
da anni si dice che l’islam all’occidentale non somiglia all’islam che si è conosciuto. Secondo l’ideologia di questi islamisti ignoranti, l’islam della tolleranza, dell’umanesimo e dell’apertura e del dialogo interreligioso è divenuto un tradimento e una collaborazione con l’occidente, tanto che gli imam tolleranti sono stati minacciati all’interno delle loro stesse moschee da questi estremisti che hanno scelto la durezza e l’odio contro chiunque è differente, anche se i differenti sono musulmani.

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20 Novembre 2015 - Categoria: c'est la vie, cahiers de doléances

Ansie e timori corrono nelle email per le stragi di Francia di Miriam di Castello e Ange de Clermont

stragi ISalve, Ange de Clermont, in un trafiletto di un quotidiano di oggi ho letto la seguente notizia:

“Dopo la strage di venerdì scorso a Parigi il direttivo di Assadakah Sardegna – Centro Italo Arabo e del Mediterraneo ha chiesto alla Regione Sardegna e al presidente Francesco Pigliaru di bloccare qualsiasi accordo con il Qatar, il più grande finanziatore del terrorismo in Siria e in Iraq che si accinge a diventare il più grande investitore della Gallura e sta mettendo le mani sulla sanità e su altri settori dell’economia isolana come il turismo e l’immobiliare”.

Un saluto fraterno.

Miriam di Castello

 

stragi II“Salve, gentile Miriam, la cosa più corretta sarebbe quella di verificare la veridicità di questa notizia e se fosse vera bisognerebbe bloccare definitivamente i lavori del San Raffaele e i contratti con la Costa Smeralda. I primi a subirne i contraccolpi sarebbero quei mille che dovrebbero essere assunti.
A meno che non si tratti di una notizia messa in giro ad arte dalla lobby medica che ha sempre osteggiato la costruzione del San Raffaele e il suo funzionamento. Credo che anche a Milano don Verzé a suo tempo fosse odiato dallo strapotere dei medici pubblici e dalle cliniche private.

Noi privi di mezzi investigativi che cosa possiamo farci? A detta di Putin 40 ditte occidentali fornirebbero le armi ai terroristi islamici. La fame del denaro porta l’occidente al suicidio. L’Arabia Saudita,  alleata degli USA, è il massimo finanziatore dello stato islamico, sunnita, contro l’Iran sciita. Se a questi epigoni di Saddam Hussein si togliessero armi e petrolio si sgonfierebbero come palloni sgonfiati.

Il problema più grave è però il fascino di migliaia di giovani europei che si sentono vocati a fare i becchini di quella terra che li ha allevati, educati e formati.
Quando la Francia laica ha abiurato dalla fede cattolica e ha favorito ogni sorta di libertinaggio intellettuale e morale che tipo di  giovani musulmani e no potrebbe allevare?

Non ci resta che difenderci e pregare. Nei messaggi di Medjugorje la Vergine ha previsto tanto male, ma anche detto che prima o poi verrà la Pace.

Io, in questi giorni, vivo abbastanza addolorato.

Ho letto con piacere i passi che mi hai spedito e ti ringrazio.
Si tratta di un tempo in cui viviamo morendo.
Mai visto tanto sfacelo nel corso dei miei 79 anni di vita. Siamo alla buccia.

Un affettuoso saluto.
Ange de Clermont”

“Salve, Ange de Clermont, non so se quella di ieri sia una notizia vera né so se sarebbe auspicabile o meno per i sardi una eventuale interruzione del progetto, ma una cosa è certa: la proprietà di una porzione vitale di Sardegna apparterrà ad una nazione mussulmana.

Certo una nazione mussulmana bella, elegante, raffinata, ricchissima come nelle favole delle “Mille e una notte”, una nazione giovane, scattante, intraprendente, colta, intelligente sino alla genialità. Basta guardare in fotografia la straordinaria architettura delle loro città, l’armonia estetica che in esse regna.

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