13 Maggio 2026 - Categoria: letteratura sarda

Un amarcord dell’infanzia in paese di un over 60 dalla memoria suggestiva, recensione di Angelino Tedde

Giovanni Quirino Demontis, Il volo dei ricordi,  Ricordi leggeri come l’aria profondi come la vita,Amazon 2025 pp.150

Amarcod, in emiliano “io ricordo”. Si tratta di un film di Fellini, un bravo regista dei tempi passati in cui egli passa in rassegna con le sue immagini suggestive ed eloquenti i ricordi della sua vita.

Giovanni Quirino Demontis, già finanzierei mare, ormai in pensione, al rientro in paese che non ha mai dimenticato nelle sue tappe continentali per svolgere il suo servizio di polizia di mare.
Si sa che quando si è giovani si lascia poco spazia ai ricordi dal momento che si vive e si pensa alla scelta di vita e al lavoro: la sistemazione, il matrimonio, la famiglia. Quando però arriva il pensionamento e si torna sui luoghi di nascita, dell’infanzia e dell’adolescenza allora i ricordi ti vengono in mente specialmente quando noti che il paesaggio urbano paesano è mutato e anche i giovani lo sono.
La stessa mentalità della gente è cambiata. Ma tu ricordi e sei portato a rievocare in un modo o nell’altro le tuenradici: il tuo paese, i tuoi genitori , la tua famiglia, i tuoi compagni d’infanzia e gli avvenimenti che l’ha contrassegnata.

E’ quello che fa Demontis che, a volo d’uccello, con un linguaggio rapido senza sbavature, senza annoiare, quasi un bollettino di finanza di mare, con sobrietà va ricordando i giorni dalla sua infanzia alla sua adolescenza. Dalla sua memoria spuntano i ricordi, il paese, la famiglia, l’asilo, le scuole elementari, i compagni e tutte le persone che in paese contavano. I pastori col ciclo del tempo e delle opere e i giorni, le figure più rilevanti del paese, le arti  e i commerci, gli uomini che fanno la spola tra il paese e la città capoluogo, la condotta sua e dei compagni e la rude educazione dei suoi tempi.

Chi legge il libro, facilmente reperibile in Amazon, in cartaceo o in digitale, viene trasportato sulle ali del vento della sua fanciullezza. Leggendo ci sentiamo tutti trasportati dal volo dei nostri ricordi e forse a molti lettori verrebbe il desiderio di ricordare e di scrivere di sé. I coetanei certamente ravvisano le persone anche se coperte con latri nomi: i pastori, i commercianti ingegnosi e furbi, i contadini, il prete, i partiti in campo. Si tratta degli anni  dei nostri figli vissuti in paese. Io posso dirlo che ho quasi novant’anni. Giovanni Quirino Demontis potrebbe essere mio figlio  dal momento che ne ho quattro uno dei quali della sua età.
Potrei continuare, ma toglierei la sorpresa ai lettori. In due o tre sorsate il libro si legge  rapidamente perché è avvincente e quando inizi non vorresti smettere fino all’ultima riga.

Buona lettura.

 

 

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3 Maggio 2026 - Categoria: letteratura sarda

“La meta è così bella ” di Maria Cristina Manca, scrittrice.

La meta è così bella!

 

«Di ogni cosa perfetta ho visto il limite» dice un salmo biblico, e chiunque può constatarne la veridicità.

Nemmeno una vita stracolma di gioie è infatti priva di fastidiose delusioni provenienti da qualche difetto proprio, altrui, delle cose.

Anche popolarmente si usa dire: «La perfezione non è di questo mondo».

Per non parlare dei grandi dolori che ogni tanto, all’improvviso, colpi al cuore, scarnificanti, ci arrivano.

Dunque?

Dunque una faccenda è trascorrere i giorni sulla Terra come se fossimo solo terra (corpuscoli di materia casuale che altrettanto casualmente dopo la morte si trasformeranno in chissà quale nuova impersonale combinazione vagante in ulteriori accidentali eteri); altra faccenda è trascorrerli con la misteriosa consapevolezza (pur se spesso sottoposta a durissime prove) di provenire dall’amore di Dio, il quale è Padre; e di essere in cammino verso una meta meravigliosa: «Il più bello deve ancora venire», diceva Madre Teresa di Calcutta; san Carlo Acutis ripeteva: «Prepariamoci a vivere qualcosa di straordinario nella vita eterna».

Perciò, se il più bello deve ancora venire, la vita sulla terra assume tutto un altro aspetto.

Il dolore, assume un altro aspetto. Resta dolore (anzi, essendo la Fede una saggia affinatrice della sensibilità umana, si può sentire la sofferenza in misura addirittura maggiore), eppure nessuna tribolazione riesce ad estirpare del tutto la speranza da un’anima credente. I mistici definiscono “luce oscura” questo stato dell’anima. Un ossimoro che rende bene l’idea.

Anche la gioia assume un altro aspetto, quando si crede nella vita eterna. È una gioia più profonda. Soggetta al dolore, ma non assoggettata al dolore.

«La vita dei cristiani conosce l’esperienza della gioia e quella della sofferenza», scrive Benedetto XVI.

Voi, dice l’apostolo Pietro ai cristiani nella sua prima lettera, siete ricolmi di gioia. «Siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro (destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco) torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà».

«Quanti santi hanno vissuto la solitudine! Quanti credenti, anche ai nostri giorni, sono provati dal silenzio di Dio mentre vorrebbero ascoltare la sua voce consolante», constata Benedetto XVI; ed aggiunge: «Le prove della vita consentono di comprendere il mistero della Croce di Cristo e di partecipare alle sue sofferenze, e sono preludio alla gioia e alla speranza cui la fede conduce. Noi crediamo con ferma certezza che il Signore Gesù ha sconfitto il male e la morte. Con questa sicura fiducia ci affidiamo a Lui: Egli, presente in mezzo a noi, vince il potere del maligno».

«Gesù vede il turbamento dei discepoli, evidenzia Papa Francesco, vede la loro paura di essere abbandonati; proprio come capita a noi quando siamo costretti a separarci da qualcuno a cui vogliamo bene. E allora dice: “Vado a prepararvi un posto … perché dove sono io siate anche voi”. Gesù usa l’immagine familiare della casa, luogo delle relazioni e dell’intimità. Nella casa del Padre, dice ai suoi amici e ad ognuno di noi, c’è spazio per te … sarai accolto per sempre dal calore di un abbraccio, e io sono in Cielo a prepararti un posto. Questa Parola è fonte di consolazione, è fonte di speranza per noi. Gesù ci ha aperto la strada, anticipando la nostra destinazione finale: l’incontro con Dio Padre.

Allora, quando sperimentiamo la fatica, lo smarrimento e persino il fallimento, ricordiamo dove è diretta la nostra vita. Non dobbiamo perdere di vista la meta. Anche se, oggi, corriamo il rischio di scordarcelo, di dimenticare le domande finali, quelle importanti: dove andiamo? verso dove camminiamo? per cosa vale la pena vivere? Senza queste domande, schiacciamo la vita solo sul presente; finiamo per vivere alla giornata, senza uno scopo, senza un traguardo. La nostra patria, invece, è in cielo. Non dimentichiamo la grandezza e la bellezza della meta!».

Aggiungere qualcosa a queste parole, alle parole dei Pontefici e di tutta la Chiesa, alle parole di qualsivoglia santo, alle parole della Tradizione e della Sacra Scrittura, può essere possibile solo aggiungendo ad esse la nostra vita aperta all’amore di Dio, al bene e all’accoglienza amorosa del dono di “partecipare alle sofferenze di Cristo”, come suoi fratellini e figli.

Grazie per la vostra cortese attenzione.

Maria Cristina Manca

 

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30 Marzo 2026 - Categoria: letteratura sarda

DIZIONARIO GENERALE DEI COGNOMI DI SARDEGNA DI MAURO MAXIA

Mauro Maxia

ECCO IL COMUNICATO RIPRESO DAL BLOG DI MAURO MAXIA

“Ho il piacere di annunciare che il Dizionario Generale dei Cognomi di Sardegna. Storia, diffusione, frequenza e significato è finalmente a disposizione degli interessati/e. Dalla settimana entrante sarà disponibile sia nelle librerie sia nel sito SarIBS che curerà la consegna del volume a domicilio.L’opera consta di 1125 pagine in grande formato che contengono oltre 21mila cognomi. Oltre ai cognomi propriamente sardi, la ricerca mette in luce quelli originari dell’Impero Bizantino, del Regno d’Aragona, della Spagna, della Penisola italiana, della Corsica, della Francia, quelli di origine ebraica e quelli gitani. Colgo l’occasione per ringraziare sentitamente gli amici e colleghi che hanno prestato il loro prezioso aiuto e, in particolare: dott. Enzo Caffarelli (direttore della Rivista Italiana di Onomastica, consulente dell’Accademia della Crusca e autore della Treccani); dott. Raffaele Cau (genealogista e archivista dell’Archivio Storico dell’Arcidiocesi di Oristano); dott. Antonio Valentino (cultore di onomastica cognominale); prof. Graziano Fois (storico e filologo); dott. Guido Rombi (storico e saggista); prof. Jean Chiorboli (linguista e onomasta dell’Università di Corte – Corsica); prof.ssa Anna Maria Gatti (docente di demografia dell’Università degli Studi di Cagliari); dott. Angelo Ammirati (compianto direttore dell’Archivio di Stato di Sassari); mons. Giancarlo Zichi (direttore dell’Archivio Storico dell’Arcidiocesi di Sassari); mons. Francesco Tamponi (direttore dell’Archivio Storico della Diocesi di Tempio-Ampurias) con un cenno particolare per l’amico Salvatore Denau; prof. Alessandro Soddu (storico dell’Università di Sassari); dott.ssa Tiziana Mureddu; dott. Mauro Fiori (funzionario dell’Archivio di Stato di Sassari); dott. Alessandro Piga; dott. Cristiano Becciu; don Paolo Pala; don Pietrino Usai (già parroco della concattedrale di Sant’Antonio Abate di Castelsardo); dott. Salvatore Pinna (gruppo di investigazione Histagra dell’Università di Santiago di Compostela); dott. Roberto Milleddu; prof. Claudio Coda; dott.ssa Daniela Boeddu; dott.ssa Bruna Siriu e l’Associazione Araldica Genealogica Nobiliare della Sardegna. Un ringraziamento particolare a mia nipote Greta Fiori per l’aiuto nella verifica e nel riordino dei lemmi. Un ringraziamento speciale in memoria del caro prof. Mass.
IL prof. Mauro Maxia ha già pubblicato il Dizionario dei cognomi sardo-corsi a suo tempo.
Le nostre felicitazioni con l’augurio di una larga diffusione del suo lavoro.

 

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26 Marzo 2026 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

IL GIOVANE CHIARAMONTESE SIMONE UNALI IL 24 MARZO HA CONSEGUITO LA LAUREA CON 110 E LODE IN INGEGNERIA NAVALE PRESSO L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI GENOVA

Penso che i chiaramontesi,Chiaramonti prov. Sassari, dovrebbero rallegrarsi per il conseguimento della laurea in Ingegneria Navale con la votazione di 110 e lode presso l’Università degli studi di Genova.

Il titolo della tesi è il seguente

Progetto di massima per il soddisfacimento della Esigenza Operativa di una Unità Polivalente per la Sorveglianza  della Dimensione Subacqua.

L’impegno del nostro giovane c concittadino è iniziato tanti anni fa quando dopo aver superato parecchie prove che lo ha visto sedicesimo tra gli aspiranti all’Accademia Navale di Livorno.
Un cursus scolastico che lo ha visto conseguire la licenza media a Chiaramonti, la maturità scientifica a Sassari presso il Liceo Giovanni Spanu e successivamente gli anni dell’Accademia Navale a Livorno.
per il conseguimento della laurea il giovane si è dovuto spostare a Genova dove il giorno 24 marzo ha conseguito brillantemente la laurea in Ingegneria Navale.

Da Notare che il medesimo tra la scuola Media e il Liceo Scientifico con un suo altro brillante coetaneo che frequenta il post dottorato a Parigi ha scritto un valido lavoro sui cimiteri di Chiaramonti, esaminando attentamente le opere monumentali del famoso Giuseppe Sartorio, il Michelangelo dei morti.

Ci complimentiamo con lui che ora metterà le sue competenze a disposizione della Marina Militare Italiana.

Il nostro è un paese modesto, ma con ua ricca storia di un borgo paese che risale agli anni 1348-50 nel tardo medioevo. Questo non ha impedito ai suoi giovani di conseguire mete ardue in vari settori del sapere. Da notare che in questo periodo si stanno facendo onore anche le nostre ragazze presso varie università sarde e della penisola.

Al neolaureato ingegnere facciamo i più calorosi auguri e naturalmente alla sua famiglia che lo ha incoraggiato in questa difficile via intrapresa.

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29 Novembre 2025 - Categoria: recensioni

“I laureati ritrovati dal 1754 al 1764 dell’Ateneo Turritano di Gianni Vulpes.” Recensione di Gian Paolo Brizzi

Gianni Vulpes, I laureati dell’Univer-sità di Sassari (1754-1764). Saggi biografici di un ceto egemone, Sassari, Magnum, 2025, 429 pp. (Gian Paolo Brizzi)

L’autore di questo libro è un appassionato cultore di storia della Sardegna che si è misurato in passato con la rivolta antifeudale che percorse l’isola nell’ultimo decennio del XVIII secolo, avendo al suo centro la figura carismatica di Giovanni Maria Angioy. Lo studio dei protagonisti che animarono quelle vicende indusse Vulpes ad approfondire le genealogie di numerose famiglie del centro e nord Sardegna, orientando le sue ricerche sugli Archivi di Stato, su quelli ecclesiastici e comunali disseminati nel territorio.

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26 Ottobre 2025 - Categoria: c'est la vie

“Stella del mattino” di Maria Cristina Manca scrittrice

 

 

«Nel mondo intero sta per succedere qualcosa», scriveva profeticamente nel 1931 san Massimiliano Kolbe; il quale dieci anni dopo conobbe il campo di concentramento di Auschwitz, dove venne ucciso.

 

«Fede, allegria, ottimismo. Però, non con la stoltezza di chiudere gli occhi di fronte alla realtà», scrive san Josemaria Escrivà de Balaguer.

 

Mi si dirà che, oggigiorno, non c’è bisogno di scomodare i santi (o, al contrario, l’inferno, i diavoli, i maghi, gli sciamani, le cassandre, gli squilibrati e gli affini) per accorgerci che “nel mondo sta per succedere qualcosa”, anzi, che già un accadimento violento è alle nostre fragili porte europee; una guerra palese e al contempo negata; un piano ideologico messo in atto con aggressività ancestrale e scientificamente moderna; un cambiamento epocale, esistenziale, per noi che la guerra non l’abbiamo mai vissuta né pensata; un avanzare violento a noi ignoto ed ostile.

 

La concreta probabilità di un duro cambiamento ci è quasi arrivata in faccia anche da altre parti; l’intero mondo (digitale e fisico, entrambi reali, cioè con possibilità effettive di toccare realmente la nostra esistenza) pare riempirsi di improvvisa inimmaginabile violenza, ferocia.

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24 Ottobre 2025 - Categoria: c'est la vie, vita contadina

La storia di Titone,vittima degli espropri per il progresso Oschiri 1855 di Antonio Meloni

Alvaru Casula fit unu de sos massajos mannos mentovadu in bidda. Lu giamaiant a aprovelzu Titone, ca gighiat sa cara niedda che titone, brujada dae su sole. Etaiat eteres e eteres de laore, sobraetotu trigu e olzu, chi, bogadu su semene e sa provista, si lu endiat pro aere una bona intrada. Messende li cantaiant sas chigulas de austu, ca faghiat totu a sa sola e a sero, onzi die, l’iscurigaiat remonzende s’ultimu mannuju, poi s’inseddaiat su burragliu 1 e torraiat a bidda. Fit un’omine de pagos faeddos, sinzeru e de bona cara. No aiat fizos suos. Isposeit a Ziromina, una femina chi resteit batia a una deghina de annos dae su coju: su maridu molzeit rupende su riu ogadu in sos giumpadolzos2 ; l’agateint a sas tres dies in un’istrintolzu in mesu a tupas de tamaritu. Dae su coltzu maridu retzeit calchi bene: una tanca manna, a sa essida de sa idda, chi daiat a mes’apare a calchi giualzu, una inzighedda e un’oltu acultzu a domo sua chi si faghiat a sa sola.

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23 Ottobre 2025 - Categoria: eventi luttuosi

“Stefano Deledda (1942-2025), un marito, un padre e un nonno esemplare”

E’ tornato alla casa del Padre Stefano Deledda di Perfugas, coniuge di Francesca Bussu di Chiaramonti un caro e generoso amico.
La  mestizia ci ha molto toccato alla morte di Marianna e di Vigilio e tempo fa del caro amico Massimo Schintu, mio meccanico di fiducia. Dalla scomparsa di Marianna abbiamo acquisito l’amicizia stretta di Francesca e di Stefano suo devoto consorte.
Oltre a sentirci periodicamente con Francesca, Stefano salendo da Perfugas, ci offriva ogni anno le primizie del suo frutteto e del suo orto. Era stimato da tutti nel suo paese e anche da chi lo conosceva a Chiaramonti.
Aveva conosciuto Francesca a Gallarate ed erano rientrati giusto per sposarsi e mettere su famiglia a Perfugas suo amato paese dove ebbe modo di lavorare in un’impresa commerciale di antica data. Si costruì la casa e nell’ampio terreno ad essa collegato aveva impiantato un bel frutteto e orto. Non restava di certo ozioso quando era libero dal lavoro. Sempre affaccendato e sempre disponibile per la famiglia e per il prossimo. Nell’ultimo periodo aveva affrontato tutte le difficoltà connesse sia alla malattia di Marianna sia a quella di Virgilio. E’ stato instancabile sia nel prodigarsi verso i figli sia verso il cognato e le cognate. Non gli sono mancati i vivaci nipoti e pronipoti verso i quali si è dimostrato nonno affettuoso come del resto aveva fatto coi figli.
Dopo una vita operosa verso i suoi e il prossimo è venuta l’ora della sua chiamata al Cielo dove alle persone buone e generose è riservata la gioia eterna. Le esequie si sono svolte con una chiesa gremita di folla e con una salma infiorata. Il parroco ha tessuto l’elogio delle sue virtù umane e cristiane. Siamo certi che in Cielo pregherà per tutti noi, parenti e amici, come noi pregheremo per lui.
A Francesca che ci ha attutito la mancanza di Marianna con le sue frequenti telefonate e visite, ai figli, alle sorelle e ai cari nipoti diamo i segni più profondi delle nostre condoglianze.

 

Pasquale Tedde

Rendilo condivisibile Angelino.
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