Categoria : letteratura sarda

Un amarcord dell’infanzia in paese di un over 60 dalla memoria suggestiva, recensione di Angelino Tedde

Giovanni Quirino Demontis, Il volo dei ricordi,  Ricordi leggeri come l’aria profondi come la vita,Amazon 2025 pp.150

Amarcod, in emiliano “io ricordo”. Si tratta di un film di Fellini, un bravo regista dei tempi passati in cui egli passa in rassegna con le sue immagini suggestive ed eloquenti i ricordi della sua vita.

Giovanni Quirino Demontis, già finanzierei mare, ormai in pensione, al rientro in paese che non ha mai dimenticato nelle sue tappe continentali per svolgere il suo servizio di polizia di mare.
Si sa che quando si è giovani si lascia poco spazia ai ricordi dal momento che si vive e si pensa alla scelta di vita e al lavoro: la sistemazione, il matrimonio, la famiglia. Quando però arriva il pensionamento e si torna sui luoghi di nascita, dell’infanzia e dell’adolescenza allora i ricordi ti vengono in mente specialmente quando noti che il paesaggio urbano paesano è mutato e anche i giovani lo sono.
La stessa mentalità della gente è cambiata. Ma tu ricordi e sei portato a rievocare in un modo o nell’altro le tuenradici: il tuo paese, i tuoi genitori , la tua famiglia, i tuoi compagni d’infanzia e gli avvenimenti che l’ha contrassegnata.

E’ quello che fa Demontis che, a volo d’uccello, con un linguaggio rapido senza sbavature, senza annoiare, quasi un bollettino di finanza di mare, con sobrietà va ricordando i giorni dalla sua infanzia alla sua adolescenza. Dalla sua memoria spuntano i ricordi, il paese, la famiglia, l’asilo, le scuole elementari, i compagni e tutte le persone che in paese contavano. I pastori col ciclo del tempo e delle opere e i giorni, le figure più rilevanti del paese, le arti  e i commerci, gli uomini che fanno la spola tra il paese e la città capoluogo, la condotta sua e dei compagni e la rude educazione dei suoi tempi.

Chi legge il libro, facilmente reperibile in Amazon, in cartaceo o in digitale, viene trasportato sulle ali del vento della sua fanciullezza. Leggendo ci sentiamo tutti trasportati dal volo dei nostri ricordi e forse a molti lettori verrebbe il desiderio di ricordare e di scrivere di sé. I coetanei certamente ravvisano le persone anche se coperte con latri nomi: i pastori, i commercianti ingegnosi e furbi, i contadini, il prete, i partiti in campo. Si tratta degli anni  dei nostri figli vissuti in paese. Io posso dirlo che ho quasi novant’anni. Giovanni Quirino Demontis potrebbe essere mio figlio  dal momento che ne ho quattro uno dei quali della sua età.
Potrei continuare, ma toglierei la sorpresa ai lettori. In due o tre sorsate il libro si legge  rapidamente perché è avvincente e quando inizi non vorresti smettere fino all’ultima riga.

Buona lettura.

 

 

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