15 Maggio 2020 - Categoria: cultura, letteratura sarda, memoria e storia

Quando la letteratura diventa oggetto del desiderio. A cura di Giovanna Elies e Pier Bruno Cosso.

Salvator Ruju, poeta scrittore, critico.

I nostri confini, cullati dal mare, rinserrano un universo che è solo nostro, finito e al contempo infinito, per quanto spazia, scruta e vede. Nel microcosmo della letterarietà, le nostre “prendas”, una per una costituiscono quel tessuto originale e mai uguale di segni, sogni e di gloria, naturali e giusti quando il lontano orizzonte traccia un cerchio magico …di nulla.
Il mare chiude e stringe i nostri fianchi, dall’alba al tramonto, in una sequenza irripetibile, dolce e amara, di giorni, anni e secoli. Poi, nelle sequenze individuali, il salto oltre i confini è quasi d’obbligo, per capire ed affermare le ragioni delle proprie emozioni, tendenze e valori, nei sentieri letterari che non hanno confini, né muri, compresi quelli che si snodano tra rocce orchitiche, tra massi di calcare grossolano bianco e campi di cicoria e malva, come i nostri.
Così l’avventura del poeta si tinge di sardo anche a Roma e probabilmente si rafforza nella cordialità con la Deledda.

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10 Maggio 2020 - Categoria: cristianesimo, memoria e storia

Santa Luisa de Marillac di Giorgio Bontempi c.m.

Domani, sabato 9 maggio 2020, noi Missionari di san Vincenzo e Figlie della Carità di san Vincenzo celebreremo la solennità di santa Luisa de Marillac: il cuore femminile di san Vincenzo. (12 agosto 1591 – 15 marzo 1660).
Santa Luisa non è molto conosciuta. Infatti, sono molte coloro che portano il suo nome a festeggiare il proprio onomastico il 21 giugno, memoria di san Luigi Gonzaga.
Santa Luisa fu, in un certo senso, offuscata dalla grande figura del santo della carità: Vincenzo de Paoli. Fu l’effetto del maschilismo che predominò per alcuni secoli procurando danni.

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8 Maggio 2020 - Categoria: eventi straordinari

“Virus e politica” di Stefano Zan di Mentepolitica

Negozianti in protestaPremesso che trovo la cronaca internazionale dei principali quotidiani negli ultimi due mesi di una pochezza e di una omogeneità (per usare un eufemismo) davvero sorprendente, segno evidente che lavorano da casa su fonti secondarie e su agenzie, mi sembra si possa dire che tutti gli Stati stanno affrontando due questioni politiche di fondo nella gestione della progressiva uscita dalla fase di emergenza di contrasto alla diffusione della pandemia.

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5 Maggio 2020 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

Tarsilla Mannu oggi avrebbe compiuto cento anni di Ange de Clermont

E’stata certamente una delle donne più belle di questo paese. E’ morta, purtroppo, ad appena 74 anni ed era nata il 5 maggio 1920 da Sebastiano Mannu, figlio di Antonio e di Vincenza Soddu e da Domitilla Ruiu, figlia di Giommaria Ruiu e di Giovanna Maria Mura. Oggi avrebbe festeggiato i cento anni. Era coetanea, tra le altre persone, anche di Mons. Giovanni Maria Dettori e di Mario Casula il professore universitario filosofo docente a Macerata,vissuto in Germania ed ivi morto ad un pelo dai cento anni, appena tre anni fa. Di lei, moglie di Matteo Satta, avremo modo di parlare e di tracciare un profilo biografico come ho fatto per suo marito. Per oggi, al posto dei mancati auguri, preghiere di suffragio e indelebili ricordi nel cuore dei figli e di tutte quelle persone che le hanno voluto bene.

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5 Maggio 2020 - Categoria: storia

Donna Lucia Tedde e i suffragi per la sua anima a cura di Angelino Tedde, Andreina Cascioni, Giovanni Soro

Il Coronavirus ha impedito a molti “l’ingaglioffamento” a S’Istradone dove da una parte , quella circolare, tiene banco il Tribunale della Pubblica Charra, Sezione Civile, mentre dall’altra parte siede un più ristretto Tribunale della  Pubblica Charra, Sezione Penale. Allora i nostri compaesani si son dati alla ricerca storica, chi in ritiro nei suoi poderi, chi, invece, nelle sue pubbliche spelonche scrivendo incredibili monografie su Chiaramonti e i nostri personaggi. I Pensionati, invece, quelli aristocratici, continuano a fare storia popolare, orecchiando, leggiucchiando e frugando virtualmente negli archivi alla ricerca della nobile storia dei nostri antenati della Sardegna Sabauda del primo Settecento. Passando nei pressi del Cimitero, un “bulione”prima e un “tribizone” poi ha fatto volare tre “pabiros” che raccolti, e forse perduti da un’anima purgante, passando dal Purgatorio in Paradiso, ha voluto lasciar segni della sua memoria. Eccoli, trascritti, alla lettera, vi mostriamo i tre foglietti per offrirvi pane per le prossime chiacchiere nei citati Tribunali della Pubblica Charra!
(I tre raccoglitori Tedde, Cascioni, Soro)

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