12 agosto 2017 - Categoria: c'est la vie

“Due dee da spiaggia che si rivelano…” di Sarah Savioli

Spiaggia dorata, cielo blu, mare cristallino.
Mentre scavo nella sacca dei giochi e tiro fuori nell’ordine una pala da giardino, due rastrelli, un secchiello, le pinne e tre setacci, arrivano due donne di 25-30 anni.
Due dee che mi gettano uno sguardo disgustato, poi si concentrano a sistemare i loro firmatissimi averi al meglio sulla sabbia calda.
Una è mora, con occhi verdi penetranti e fisico scolpito da virtuosa della palestra.
L’altra è biondissima, capelli lunghi, corpo più morbido e sinuoso, senza un filo di grasso o cellulite.
Che non è una questione di età. Che io a suo tempo non ero così per gnente gnente gnente, ma gnente…
Dispongono con grazia i teli mare di marca ed entrambi viola-rosa cangianti con sbarluccicamente azzurrognoli.
Poi appoggiano con grazia delle ciabattine da mare con il tacco…il tacco…
Io che quando scendo dalla macchina lancio nella sabbia le infradito di plastica che uso anche quando devo lavare la macchina e ho il telo preso con i punti della farmacia per le pomate per le artriti da anziana. Che è caruccio vè: c’è anche il disegno stilizzato di un ginocchio con la cartilagine rovinata…
La mora ha un costume rosso fuoco firmato Cavalli.
La bionda uno bianco di pizzo di Dolce e Gabbana.
Io ne ho uno della coop preso qualche anno fa che l’elastico delle mutande mi è anche venuto un po’ mollo e ci ho fatto un nodino che alla fine mi tiene anche avvitata l’anca: due piccioni con una fava.
La mora comincia a mettersi un lucidalabbra color ciliegia che luccica al sole e che dà alla sua bocca un ché di vaginale che fa molto moda-sensual.
La bionda inizia invece a spalmarsi con cura un olio protettivo sui capelli che con la salsedine si rovinano, si sa…
Io che dopo due giorni di mare faccio il codino con l’elastico che è comodo perché STRACK, lo stringo bene e taglio i capelli di netto e poi posso evitare un giro di parrucchiera.
La mora prende un i-phone 86 avvolto da una custodia piena di strass e comincia a ditteggiarci su con grazia e maestria, facendo ogni tanto la bocca a cuore per un selfie da mandare nell’etere a un mondo che non aspetta altro.
La bionda si alza, scuote la chioma e mette in evidenza una splendida farfalla colorata su una spalla.
Io, se può valere come segno praticamente indelebile sulla pelle, ho ancora la colla di un cerotto di sei mesi fa su una caviglia.
Poi entrambe si mettono a pancia in giù, o meglio con le chiappe sode in su, a leggere Vogue.
Io sto accasciata mezza seduta scomodissima con tutte le pieghe della panza a remborsè: non ho portato il libro, tanto ho Matteo che mi fa intrattenimento più che sufficiente e non posso stare coricata sul telo perchè mi sta nascondendo una ciabatta sotto la sabbia e devo tenere d’occhio il dove sennò poi mi tocca guidare a piedi nudi fino a casa.
La mora ha lunghe unghie rosse con piccoli disegni neri e gialli.
La bionda ha invece lunghe unghie blu con disegnati uccellini e nuvolette.
Io non riesco a tenere senza smiccarlo nemmeno lo smalto trasparente contro i funghi nei piedi.
Poi ad un tratto la bionda si alza, si scuote via con le mani dalle gambe i tre grani di sabbia che per errore le sono capitati addosso, poi sospira e dice: “Aò, ce sta ‘n caldo che me infilerei un ghiacciolo ner loku.”



Così, eh…qualora vi trovaste in zona e non vi spiegaste come mai c’è una moria di gabbiani che vanno a schiantarsi contro le guardiole del bagnino…

9 agosto 2017 - Categoria: archeologia

Mesumundu: conclusa la V campagna di scavo di Prof. Marco Milanese

Si è appena conclusa nel sito di Mesumundu (Siligo, SS) la V campagna di scavo (3 Luglio – 4 Agosto 2017), nella forma di Summer School di Archeologia Medievale, organizzata dalle Cattedre di Archeologia Medievale e di Metodologia della Ricerca Archeologica dell’Università di Sassari, assieme al Comune di Siligo.
I risultati ottenuti sono stati davvero importanti e torneremo a darne conto in modo documentato, in un sito che sta sempre più ampliando la sua forbice cronologica, dal periodo nuragico, al periodo punico, alla fondazione di un’articolata stazione di sosta romana, lungo la strada che da Turris Libisonis (attuale Porto Torres) portava a Karalis (Cagliari), fino agli esiti della tarda-antichità, con chiari indicatori dell’insediamento di una comunità rurale sui ruderi del sito romano e finalmente con la chiesa bizantina alla fine del VI-inizi VII e le tombe del gruppo aristocratico dei fondatori.
Tutto ciò grazie all’impegno e alla professionalità degli archeologi responsabili delle varie aree di scavo, Gianluigi Marras, Maria Cherchi e Alessandra Deiana, fino alla new entry Federica Zedda e a Claudia Seddone e Anna Bini, che hanno retto il settore antropologico di questa campagna.
Ma una citazione è d’obbligo per altri collaboratori più giovani, che hanno comunque dato un importante contributo, come Aurelio Meloni, Nicola Scanu, Alberto Vitolo, Julia Servera Gumbau, Annarita Pontis, assieme agli studenti delle Università di Sassari, Cagliari e Bologna, Claudio Giua, Giada Manunta, Isabella Tuveri, Marco Campus, Roberta Sanna, Sara Solinas, Manuel Mainetti, Maria Luisa Bacciu, Giovanni Floris, Angela Murtas, Ambra Marras, Chiara Millio Spinetti, Caterina Piu, Marika Masia e agli studenti delle Università di Barcelona e di Madrid, Albert Epitie Dyowe Roig, Albert Benitez Reda, Yaiza Alonso Beltran, Naomi Chiampian, Immaculada Novell Soler, Marina Alonso Nevado, Daniel Benítez Nadal, Arnau Minguell López.
Importanti e innovativi contributi di conoscenza sul sito, sulla sua organizzazione spaziale e sulle caratteristiche dei materiali si sono ottenute anche grazie ad un affondo tecnologico realizzato da diversi specialisti, Davide Mastroianni (Fotogrammetria Drone), Valeria Testone (Georadar), Maria Cherchi (Magnetometria), Massimiliano Peana e Alessio Pelucelli (XRF materiali e sedimenti) e Antonio Puccini (Petrografia).
Grazie all’Amministrazione Comunale di Siligo, al dirigente dell’Ufficio Tecnico Ing. Giuliano Urgeghe per la sua costante attenzione e al Sindaco Mario Sassu, che non ci stancheremo di stimolare ad un crescente impegno sulla valorizzazione del patrimonio archeologico del Comune di Siligo e del suo central place di Mesumundu, che ha potenzialità ancora inespresse di attrattore territoriale, con una posizione invidiabile sulla viabilità principale della Sardegna contemporanea, ma che già in età romana ne aveva determinato le fortune e la scelta del luogo per la strutturazione insediativa.

5 agosto 2017 - Categoria: cultura

SIC Folk, Sardinia International Country Folk a cura di Simone Unali

È passato esattamente un anno da quando, nella Sala del Consiglio Comunale di Chiaramonti, alla presenza del sindaco uscente dott. Marco Pischedda, del presidente del Consiglio della Regione Sardegna Gianfranco Ganau e dei professori Giovanni Soro e Paolo Puddinu, Achara Phanurat, presidentessa della fondazione thailandese “Surindra International Folklore Festival” e rettrice della Surindra Rajabhat University di Surin, conferì ad Alessandro Unali, chiaramontese sposato in Thailandia, l’Elefantino d’Oro, la più alta riconoscenza dell’università thailandese, che ha voluto premiare l’impegno del consigliere regionale chiaramontese nel creare un ponte di comunicazione fra il popolo sardo e quello thailandese. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un consolidamento e a un irrobustimento dell’asse culturale sardo-thailandese, che ha messo in contatto due popoli che si sono resi capaci di conoscersi, di confrontarsi e di studiarsi, dando il via a un’amicizia e a una collaborazione culturale a 360 gradi, specialmente quando si parla di usi, costumi e tradizioni, di folklore, insomma. Il nostro paese si è visto protagonista di questo connubio di culture già da diversi anni e in differenti occasioni, oltre a quella già citata, grazie anche al lavoro svolto da Alessandro Unali. Ed è proprio all’interno di questa cornice di consolidata collaborazione che va inteso e analizzato l’evento di ieri sera, lunedì 31 luglio, che si è svolto in Piazza Repubblica a Chiaramonti dalle 22:00 in poi.
La manifestazione, denominata “SIC Folk” (Sardinia International Country Folk), organizzata dall’Associazione Culturale Sardegna nel Mondo con il contributo della Fondazione di Sardegna, ha visto diverse esibizioni di gruppi folk e artisti sardi e in più alcune performance del gruppo di universitari della Buriram Rajabhat University della Thailandia, università pubblica fondata nel 1971, fra le quali facoltà spicca quella di “Arts & Umanities”, con i corsi di studio in tradizioni, danza e musica. Proprio in questo senso è attiva la compagnia folkloristica, formata sia da studenti che da docenti, che si è esibita ieri sera, con costumi e acconciature tradizionali, in danze tipiche accompagnate dalla musica. Il gruppo di universitari si era recato il 28 luglio di quest’anno presso l’Ateneo di Cagliari. Hanno preso parte alla serata, oltre al gruppo thailandese, il gruppo a tenore “Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, il gruppo folk “Santu Matheu” di Chiaramonti, il gruppo mini folk “Tradizioni Popolari” di Villanova Monteleone e gli artisti chiaramontesi Vanessa Denanni e Franco Sechi. La scaletta della serata ha visto  framezzate ai gruppi sardi le esibizioni del gruppo Thailandese, cosa che ha reso ancora più forte l’impatto di trovarsi davanti a una cultura nuova ed estranea, che la popolazione chiaramontese presente alla manifestazione ha saputo accogliere e studiare, rendendo istruttivo il confronto. Ma tutto ciò è possibile quando si è aperti al nuovo e propensi alla conoscenza dell’altro; dobbiamo ammettere che ieri sera i chiaramontesi hanno dimostrato di esserlo.

 

2 agosto 2017 - Categoria: narrativa, sassari e dintorni

“Ottalogo del sassarese al mare” di Gianvincenzo Belli

I  Il vero sassarese non va al mare, ma “fara a Platamona”, che non è la semplice spiaggia dei sassaresi, ma un vero e proprio microcosmo, un concetto filosofico, un alto ideale, uno stile di vita esclusivo che solo un sassarese doc si può permettere.
II Se maggiorenne e dotato di mezzo proprio il sassarese percorre la strada statale Buddi Buddi per raggiungere la sua località balneare preferita. La scelta cade su questo percorso poiché un sassarese che si rispetti fa tappa al bar Graziella, dove, dopo aver parcheggiato sgommando, entra gioioso e schiamazzante e chiede una bottiglia di birra e tre bicchieri (anche se è da solo, ma dire “una bottiglia di birra e tre bicchieri mascì” fa più ommu).
III Il sassarese minorenne non dotato di mezzo proprio si reca a Platamona con il mezzo di trasporto per eccellenza, “l’ EMMEPI'”, nelle due varianti “via Buddi Buddi” e “via Ottava”. La scelta dell’una o dell’altra opzione è del tutto indifferente per il minorenne, perché l’importante è trovare posto dietro “pa fà barracca”. Essenziale un coro tipo “zi poni la faccia in cu…  controllò lu controllò” all’ingresso del controllore sul mezzo.

31 luglio 2017 - Categoria: c'est la vie, narrativa, prosa, vita urbana

“Voglia di emozioni forti e sprezzo del pericolo” di Sarah Savioli

Sono una donna ardita e con lo sprezzo del pericolo.
Quindi quando ho voglia di emozioni forti, vado a fare la spesa alle 8.33.
Alle 8.30 non ce la faccio nemmeno io: ho troppa paura di restare schiacciata fra le porte ancora chiuse e i carrelli degli anziani che dalle 8.23 ce li sbattono contro tentando di entrare lo stesso.
Comunque da subito il gioco si fa duro.
Il banco della frutta…c’è da prendere le zucchine fresche, mica quelle spalpognotte del giorno prima che le mettono in alto, ma tu hai la saggezza inside e conosci i trucchi del mestiere.
Ecco però, parte la sfida. La bisnonna con il carrettino trotta dalla sinistra, il marito dell’anziana a casa con la sciatica che se lui torna con una zucchina con il lupo ammuffito son tzika veri, in ultima posizione io con il carrello che sono la più lenta perché ho il mal di schiena.
Poi, un fortunato diversivo! Stanno mettendo fuori il macinato fresco.
Lì, tananananaaaanaaaa (musica di Momenti di Gloria)…i miei concorrenti deviano. Orde umane verso la macelleria che c’è da mettere su il ragù che con 38 gradi a luglio va comunque bene.
E mentre i vecchiotti sono distratti dal macinato, afferro le zucchine e continuo la spesa con continui colpi di astuzia e salti di corsia. Ce la posso fare, anche se so che la prova vera deve ancora arrivare.
La cassa! E lì è una questione di istanti!
Che la cassiera deve avere dei bei batticuori quando vede arrivare tutti arcigni, con vari tipi di carrello e cariolino, un po’ come se tirasse fuori la lattuga in un allevamento di tartarughe.
Lì uso l’astuzia per ovviare al mal di schiena. Poso il piede sul carrello e ZAC, vai di scivolata.
Tiè, quasi un record personale: sono seconda dopo una ragazza che ha un thè freddo e un sacchetto di pomodori in mano.
Dietro di me, un tenero nonnino che comincia a sbattermi metodicamente il cestello contro le caviglie con la stessa meccanica del carrello e della porta del negozio.
Dopo di lui si ammucchia rapidamente dell’altra carrellanza più o meno carica e sbuffante.
“Ha la tessera signorina?”
“No.”
Da dietro tutto un pfufff,…una dilettante.
Ragazza mia, ma per venire a far la spesa a quest’ora ci vuole del professionismo!
E intanto l’anziano continua a sfracassarmi le caviglie con il cestello e si mette a caricare le sue robine sul rullo praticamente sopra e in mezzo alle mie.
“Grrrrrr” gli ringhio. Lui “Caiii caiiii” arretra di cinque centimetri.
Poi, il disastro.
“Signorina, ma non ha pesato i pomodori?!”
Momenti di panico. Non ha pesato le tomacche.
Dai, dì alla cassiera che li lasci lì che questi qua sennò ti sbranano che neanche gli zombi di Romero…
“Non li ho pesati…li devo pesare?”
Tensione palpabile. Sguardi di sconcerto sui giovani d’oggi, che ai loro tempi non era così.
La cassiera è del mestiere, chiama un collega e poi saggiamente comprende il rischi di tumulti da sedare con l’idrante e chiama un’altra cassa.
Gruppo di tartarughe verso altro mucchietto di insalata, ma l’anziano permane e continua a scavigliarmi che oramai penso di avere le ossa esposte.
E ancora la roba sul carrello addosso alla mia.
“Grrrrrrr” “Caiii Caiii”
Finalmente la ragazza paga, io da vera virtuosa insacchetto in tempo reale con una velocità che solo doti innate unite a sudata pratica possono dare, poi vado alla macchina fiera di me. Ho acquistato pure un paio di tre x due che non mi servivano a nulla, ma fanno curriculum.
A casa metto a posto il mio eroico bottino e rifletto.
Anch’io un giorno ero una giovinetta che non pesava i pomodori…poi l’esperienza, la saggezza…ma ancora un po’ e sarò quella che sbattacchia il carriolino contro il prossimo…
Poi guardo in una delle borse e “Ma noooooooo! Ma vedi a continuare a mettere la roba vicino alla mia?! La mela frullata a me, tzoca, nooooooo!”

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