4 dicembre 2018 - Categoria: cristianesimo, lingua/limba

Sa Bibbia in sardu – capitulu 19 di Maria Sale

SABIENTZIA – CAPITULU 19

Settimu contrapassu: su Mar Rosso

1) Subra sos malos si ‘etteit, fintzas a sa fine, unu disdignu chena coro, ca Deus prevediat fintzas s’insoro tempus benidore,

2) chi cheret narrere, pustis de lis àere permissu de si che andare e de los àere fatos partire in presse, mudadu propositu, los aian apidos pessighidos.

3) Mentres chi, difatis, fin ancora occupados in sos luttos e pianghian subra sas tumbas de sos mortos, an leadu un’atera detzisione chena cabu, e pessighein comente fuidores sos chi gia aian

pregadu pro partire.

4) Los ispinghiat a-i custu puntu estremu unu destinu meritadu, chi los betteit in s’olvidu de sas cosas sutzessas, pro chi congruein sa punitzione, chi ancora mancaiat a sos turmentos insoro,

5) e mentres chi su populu tou s’incaminaiat in-d’unu ‘iazu istraordinariu, issos attoppein una morte singulare.

6) Tota sa creassione leaiat dae comintzu, in sa manera sua, una fromma noa, ponzende mente a sos cumandos tuos, pro chi fizos tuos esseren istados preservados sanos e salvos.

7) S’ideit sa nue coberrere de umbra s’accampamentu, terra sicca cumparrere inue innanti bi fit s’abba, un’istrada libera s’abberzeit in su Mar Rosso e una piana birde in giambu de sas abbas abbolotadas.

8) Inie passeit totu su populu tu, sos amparados dae sa manu tua, ispetadores de prodigios istupendos.

9) Che caddos in sa tanca, che anzones gioghende, cantaian innos a tie, Segnore, chi los aias liberados.

10) Ammentaian ancora sos fatos de s’esiliu insoro, comente sa terra, in giambu de bestiamine, produeit tzintzula, comente su riu, in giambu de pisches, batteit un’ammassu de ranas.

25 novembre 2018 - Categoria: eventi luttuosi

Dott. Sandro Accorsi (Bologna 1954-Rovigo 2018), esperto del settore sanitario per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo Ministero degli Esteri, è prematuramente scomparso.

La redazione di accademiasarda di storia di cultura di lingua e i suoi collaboratori, in particolare Angelino Tedde e la moglie Domitilla Satta, partecipano al dolore degli amici fraterni Maria Luisa Accorsi e Gian Paolo Brizzi e di tutti i familiari, in particolare la moglie Nicoletta e la figlia Marianna, per la prematura scomparsa e per la grave perdita del fratello e cognato, del marito e padre, e di un uomo che come medico, esperto di malattie tropicali, si è votato allo sviluppo sanitario dei paesi poveri dell’Africa, del Medio Oriente, dell’America Latina con competenza e impegno assoluti.
Con lui la Cooperazione Italiana allo Sviluppo perde una risorsa impareggiabile.


Profilo Biografico

Nasce a Bologna nel 1954, si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna, in seguito si specializza in Medicina Tropicale presso l’Institut de Médecine Tropicale Prince Léopold (Anversa, Belgio) e in Medicina del Lavoro presso l’Università di Verona. Nel 1991 ottiene il Master of Public Health presso la Johns Hopkins University (Baltimora, USA).

Dal 1988 lavora come esperto in Burkina Faso e in altri paesi dell’Africa Occidentale (del Mali, Togo, Benin, Ghana, Costa d’Avorio, Guinea, Sierra Leone e Senegal) in qualità di epidemiologo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Dal 1991 lavora come esperto del settore sanitario per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, seguendo numerosi progetti in Cile, Senegal, Territori Palestinesi, Ghana.

Specializzato nella realizzazione e valutazione di sistemi informativi sanitari, sviluppo di sistemi di sorveglianza epidemiologica, definizione, sviluppo e valutazione di programmi e strategie di sanità pubblica e monitoraggio della  performance di sistemi sanitari, dal 2005 è assunto in qualità di esperto dalla Cooperazione Italiana nell’ambito dell’Iniziativa “Contributo Italiano al Programma di Sviluppo del Settore Sanitario” in Etiopia.

 

 

22 novembre 2018 - Categoria: narrativa

“L’emigrazione di una gatta incivilita dal vicino di casa da basso al nostro belvedere” di Ange de Clermont

Da tempo avevamo tre gatti: la gatta madre e due figlie femmine, capitate un giorno nel nostro piccolo appezzamento-belvedere di 40 mq. Mia moglie, impietosita, ha cominciato a nutrirli ed essi si sono affezionati. Essendo selvatici non si sono mai lasciati toccare. Oltre alla selvatichezza dimostravano una timidezza patologica. Un destino baro ha voluto che la madre fosse graffiata agli occhi da qualche pretendente innamorato e da lei respinto, l’altra figlia fosse uccisa da un autista distratto e l’ultima è rimasta bianchissima e sola, visto che la madre non si è fatta più vedere.

15 novembre 2018 - Categoria: cultura, memoria e storia

“Giovanni Saragat (Sanluri,1855-Torino,1938): un uomo dimenticato, ma penalista e letterato” memoria di Raimondo Carta Raspi (1927)

Nato a Sanluri il 14 novembre 1855 dall’avv. Pietro e da Maria Efisia Garau.Frequentò le classi elementari a Sanluri e a Termpio il Ginnasio e il primo anno di Liceo a Cagliari dove, avendo schiaffeggiato un professore, fu costretto a ritirarsi.

Studiò poi in privato e in soli cinque mesi a Cesena consegui la licenza liceale. Tornato a Cagliari appena ventenne si laureò in Leggi. Trasferitosi a Torino riuscì in breve tempo a farsi conoscere come avvocato penalista e più ancora come giornalista prima dell’umoristico “Il fischietto” e poi redattore del “Piemeontese” dove scriveva articoli di cronaca giudiziaria nella briosa rubrica Reati e Pene. I suoi primi volumi sono “Storie intime” e la raccolta di novelle dal titolo “Di là dal mare”, sarde nel contenuto e alla Sardegna dedicate, 2 volumi. La Famiglia alpinistica e alpinismo a quattro mani furono scritti in collaborazione con Guido Rey. 

10 novembre 2018 - Categoria: cultura

Antonio Gramsci ( Ghilarza, 1891-Roma, 1937) e la Casa Museo di Ghilarza di Mario Zedda

Ci sono molti posti definititi come “Luoghi della memoria” e quando questi vengono evocati il nostro pensiero si sposta rapidamente e inesorabilmente verso quelli più importanti e conosciuti, ad Auschwitz e Birkenau, o allo Yad Vashem di Gerusalemme, il Museo dell’Olocausto. Ci sono tantissimi altri luoghi nel mondo che rammentano tristemente l’intolleranza e la ferocia dell’essere umano verso i suoi simili. Se scegliessimo di andare in quei luoghi lontani, qualsiasi sia la nostra appartenenza politica, ci accorgeremmo con sorpresa di non sentirci affatto dei semplici visitatori.
Quando i nostri passi dovessero calcare quei luoghi di indescrivibile sofferenza, le emozioni che proveremmo sarebbero così intense da farci rivivere in ogni istante tutto il dolore che quelle persone innocenti provarono e la nostra vita cambierebbe per sempre; niente sarebbe più come prima. Per questo è importante visitare i luoghi della memoria, perché l’uomo possa prendere coscienza, possa ricordare gli orrori del passato e non dimenticare, in qualsiasi circostanza della vita, e possa conservare sempre il rispetto che deve ai suoi simili; niente può giustificare il venir meno a questo principio. Dobbiamo essere consapevoli che l’inappellabile tribunale dei giusti risiede nel profondo del cuore di ognuno di noi.

RSS Sottoscrivi.