4 Giugno 2019 - Categoria: letteratura sarda

“Label Europeo per le Lingue 2018” un riconoscimento unico in Sardegna per Perfugas” di Mauro Maxia

Nei giorni 8 e 9 maggio 2019 a Firenze si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso nazionale “Label Europeo per le Lingue 2018”, organizzato dall’INDIRE e dall’Agenzia Erasmus Plus in collaborazione con l’INAPP e l’Accademia Europea sullo Youth Work. Il concorso era rivolto agli istituti di ricerca, alle università e alle scuole. All’Istituto Comprensivo di Perfugas, unico in Sardegna, è stato attribuito l’ambito riconoscimento – promosso dalla Commissione Europea per lo studio delle lingue – per il progetto “Limba Nostra” attuato come capofila di rete con gli istituti comprensivi di Ossi e Thiesi negli anni 2016-17 e 2017-18 (link: https://www.facebook.com/pg/ErasmusPlusIta/photos/?tab=album&album_id=2350796018315890). 
Tra i 16 vincitori (link: http://www.erasmusplus.it/progetti-vincitori-2018/) all’Istituto di Perfugas, diretto dal prof. Gianni Marras, il premio è stato attribuito per una serie di azioni innovative di carattere didattico e metodologico che hanno al centro l’insegnamento della lingua sarda e del gallurese, adottate come materia curricolare e veicolare nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa. I contenuti del progetto sono descritti nel sito http://www.erasmusplus.it/lingue/limba-nostra/.
Tra i prodotti più innovativi è da segnalare la predisposizione di un libro di testo bilingue, scritto in sardo e in gallurese, il quale è impiegato nelle prime tre classi della scuola primaria. Un dato molto apprezzato dalla Commissione giudicatrice è che l’Istituto di Perfugas è l’unico ad avere messo al centro del proprio progetto una lingua minoritaria anche come fattore di recupero culturale e identitario. Il sottoscritto ha contribuito sul piano progettuale e formativo. Hanno contribuito anche la prof.ssa Vanna Ledda, l’ins. Vittoria Campus e il prof. Tore Patatu. Inoltre hanno collaborato per la formazione le università di Cagliari (prof. Maurizio Virdis), della Corsica (proff. Alain Di Meglio e Jean-Marie Comiti) e di Zurigo (prof. Michele Loporcaro) che sono convenzionate con l’Istituto. La formazione ha coinvolto 40 insegnanti. Per ulteriori dati e informazioni collegarsi al sito dell’Istituto  http://www.ic-perfugas.it/index.php/circolari-2…. Nelle foto in basso il Dirigente Scolastico prof. Gianni Marras riceve il premio con la docente vicaria Maria Giovanna Pinna (a destra). La foto panoramica ritrae il salone di Palazzo Vecchio dove si è svolta la cerimonia di premiazione.

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27 Maggio 2019 - Categoria: memoria e storia

“Memorie di vita contadina paesana e continentale” di Antonio Maria Murgia

 

 

A mia moglie
Maria Antonietta Seu
ai miei figli
Marco e Claudio
a mio nipote
Gabriele

Prefazione

L’autore delle Memorie è da circa nove anni che si trastulla col testo e con il desiderio di stamparlo, ma la sua grande passione per il mare da una parte e la triste vicenda della scomparsa dell’amata consorte hanno sempre rinviato ad altro tempo la pubblicazione. Quest’anno, quinto dalla stesura, ha finalmente deciso di realizzare i suoi desideri provvedendo alla stampa e pubblicazione e dedicando il libro all’amata consorte ai figli e al nipote.
La forma di questo lavoro è costruita a brani o a passi perché ognuno di essi è indipendente dall’altro. Il libro, tuttavia è suddiviso in  tre parti: vita contadina, vita paesana, vita continentale a seconda delle tematiche trattate. L’ordine è cronologico e legato alla biografia dello stesso autore che ha trascorso i primi otto anni della sua vita nelle campagne di Chiaramonti, successivamente con la famiglia ha abbandonato i campi per trasferirsi in paese dove ha frequentato i cinque anni della scuola elementare conseguendone la licenza. Sempre nello stesso borgo di  Chiaramonti ha svolto un lungo apprendistato presso uno dei migliori artigiani del paese, Salvatore  Sechi, terminato il quale, non essendoci molto lavoro, sufficiente per l’assunzione da parte del maestro e non avendo i mezzi, per mettere su un laboratorio di falegnameria indipendente, decise di prender nave e spostarsi in Piemonte dove potè contare sia sull’ospitalità di una zia paterna, Maria Giusta Murgia sia sull’orientamento al lavoro da parte dei cugini. In effetti, dopo svariati tentativi, riuscì ad essere assunto alla FATA, multinazionale metalmeccanica.
Riassumendo l’autore dalla nascita a otto anni è vissuto nei campi, dagli otto anni ai diciasette, è vissuto in paese e successivamente in Continente, precisamente in Piemonte, con l’intervallo di oltre  4 anni in Svezia, sempre dipendente da una multinazionale con sede nella stessa nazione estera.
I contenuti sono frutto dei ricordi dell’autore relativo ai tempi indicati: il periodo poetico dell’infanzia e della fanciullezza, quello più problematico dell’adolescenza e finalmente quello della giovinezza.
Col matrimonio i ricordi tacciono sia perché l’autore è preso dalla routine del lavoro sia per i diminuiti stimoli della scoperta del mondo.

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26 Maggio 2019 - Categoria: storia

“Fliberto Farci e le polemiche sul socialsardismo” di Tonino Loddo

Ringraziamo Tonino Loddo per la preziosa collaborazione che da e darà ad accademiasarda.it. Vogliano iniziare con questo eccellente contributo in cui Filiberto Farci, autentico e verace sardista, rifiuta la confluenza col PSI e preferisce dopo aver detto le sue ragioni farsi da parte silenziosamente.
Esempio ammirabile d’un uomo tutto d’un pezzo che dell’autonomia dell’isola aveva fatto una scelta senza tentennamenti. (Angelino Tedde)

TONINO LODDO (Lanusei 1950), laurea in filosofia a Cagliari, Dirigente ispettivo in quiescenza pres-so l’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna, giornalista pubblicista, è stato sindaco della sua Cit- tà natale, Consigliere e Assessore Regionale, Deputato al Parlamento. Insieme ad Alessandra Carta ha curato la pubblicazione di una serie di racconti inediti di Filiberto Farci (F. FARCI, Gioele Flores e al- tri racconti, Cagliari-Selargius 2010) corredandola con un’ampia introduzione (Filiberto Farci. Note per un profilo, in ib., pagg. 13-53), in cui si fa anche cenno alle vicende narrate in questo saggio (pagg. 46-48). È autore di diversi volumi, tra i quali Il Movimento Cattolico in Ogliastra (1872-1969), Cagliari 1993; Bibliografia ogliastrina, Sassari 1997; Agostina Demuro, Sassari 1997; Chiese ed arte sacra in Sardegna. Diocesi di Lanusei, Cagliari-Sestu 1999; Franco Ferrai, Cagliari-Sestu 2007; Gio- vanni Usai. Un poeta neoclassico nel Novecento, Dolianova 2008; Ilbono. Oltre la memoria, Cagliari 2009. Ha curato anche la pubblicazione dei volumi Ludovic Legré. Ogliastra 1879. Memorie d’uncacciatore marsigliese, Cagliari-Sestu 2002; Lanusei, Cagliari-Sestu 2006; Flavio Cocco, Cagliari- Sestu 2007; Arbatax. La cultura, la storia, Sassari 2009; Felix Dèspine, Ricordi di Sardegna, Cagliari- Selargius 2011. Suoi scritti sono presenti in numerose opere collettive ed in diverse riviste isolane.

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23 Maggio 2019 - Categoria: letteratura sarda

Premessa e “La fidanzata negata” di Ange de Clermont

Premessa:

 

Questo romanzo giallo-noir-rosa è puro frutto della fantasia dell’autore. Personaggi e storie possono essere anche verosimili, ma l’autore avverte che non si tratta di quelle che qualche lettore vorrebbe ravvisare. Gli stessi luoghi e paesi, pur rassomigliando a luoghi e paesi esistenti, sono inventati di sana pianta e non sono da identificarsi con quelli.
Il lavoro è puro frutto di fantasia e lo stesso autore Ange de Clermont è scomparso nella nebbia dopo aver scritto questa storia.
Tocca a me continuare a correggerlo chissà per quanto tempo. D’altra parte non posso sottrarmi alla bisogna perché quel mezzo lestofante del compianto Ange de Clermont mi ha fatto giurare prima d’essere risucchiato dalla nebbia. (A. T.)

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23 Maggio 2019 - Categoria: vita rurale

Tia Nigoletta di Silìcaru di Antonio Maria Murgia

Eravamo in periodo fascista (1941). Da bambino ero timido e silenzioso, ma, fin dalla più tenera età, sempre  attento ad ogni episodio che si verificasse in casa. Abitavamo in campagna con tutta la famiglia che, allora, era composta dai miei genitori, da me e da un altro fratellino, in località Sas Baddes, a qualche centinaio di metri dal fiume Giunturas, affluente del Coghinas, ad un’ora di cammino da Chiaramonti (Sassari), in terreni presi in affitto per allevare circa 200 pecore, una cavalla bianca, un asino e pochi maiali. Mio padre era coadiuvato dal servo pastore, teracu, Portolu della famiglia Serra-Spanu.

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