I. “Mons. Giuseppe Budroni (1924-1990) maestro di fede, di cultura, di vita” di Pietro Meloni, vescovo emerito di Nuoro

 

     “Maestro di fede, di cultura e di vita” è stato il sacerdote Don Giuseppe Budroni, che la Chiesa Diocesana di Sassari desidera ricordare il prossimo venerdì 13 maggio, giorno anniversario della sua morte, con la concelebrazione della Santa Messa presieduta da Padre Paolo Atzei nella Chiesa Cattedrale di Sassari e con un incontro di testimonianze sulla missione dell’indimenticabile educatore della gioventù. Sono trascorsi ventisei anni dal giorno del suo pellegrinaggio dalla terra al cielo e le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo potranno rinverdire la memoria di un sacerdote che ha segnato la storia della Chiesa di Sassari e della Sardegna.

     Giuseppe Budroni era nato a Castelfranco Emilia il 18 luglio 1924, figlio primogenito di Matteo e Maria Luisa Carboni, che dal nativo paese di Bonnanaro erano emigrati in Emilia, dove il babbo prestava servizio nella “Polizia Penitenziaria”. Tornarono in Sardegna con Giuseppe, e con i fratelli Costantino e Giovanni, quando nell’isola dell’Asinara il babbo divenne Comandante della Colonia Penale.

       Giuseppe, compiuti gli studi nelle Scuole Elementari di Bonnanaro, nel 1935 fu mandato a Sassari per frequentare la Prima Ginnasiale. L’anno successivo tutta la famiglia andò ad abitare nella città perché i ragazzi potessero frequentare la Scuola al Ginnasio e al Liceo “Azuni”. Si iscrissero poi alla Facoltà di “Medicina e Chirurgia”. Frequentarono la parrocchia di Santa Caterina e si iscrissero al Circolo “Silvio Pellico”, dove nella “Gioventù di Azione Cattolica” Giuseppe divenne “Delegato Aspiranti”.

     Nella Parrocchia di San Giuseppe, dove i “Pellicani” andavano alla Messa Sociale, incontrò Dottor Giovanni Masia, che lo invitò a far parte del “Cenacolo di Spiritualità” e lo designò Presidente dell’Associazione GIAC “Sacro Cuore”, fondata nel 1940 dopo l’emigrazione della “Robur et Virtus” al seguito di Don Antonio Piga nella nuova Parrocchia del Sacro Cuore. In quel tempo anch’io facevo parte dell’associazione come aspirante. Giuseppe fu presidente e delegato juniores per gli anni sociali 1946-47 e 1947-48, dopo i quali entrò a Roma in Seminario.

3 aprile 2017 - Categoria: letteratura sarda

Giovanna Campus: una fine pittrice claramotana ora iconografa anche in Corsica di Ange de Clermont

Giovanna Campus è chiaramontese e dipinge da ragazza rose e fiori e altri soggetti, ma non ha fatto mai vanto e pubblicità al suo impegno artistico  di pittrice silenziosa e raffinata. Da tempo oltre ai soggetti più amati si è data all’iconografia e con pazienza certosina. Per fare un’icona ci vogliono tecnicamente circa sei mesi. Le misure dell’icona sono simboliche ,il legno duro e stagionato, febeau, africano tagliato dal falegname.Si pulisce con l’alcol denaturato, quindi, l’autore prega con una formula tradizianale tramandata da secoli. Prende la tavola e scrive a matita le benedizioni a favore del committente.
Compiuto questo rito  si prende la colla di coniglio e si stende sul legno e successivamente si applica una tela di lino per 10,15 giorni. Dopo che asciuga si passano col pennello sette strati di gesso di Bologna per icone e si lascia asciugare per sette giorni. Passati i quali si  disegna l’icona così come tramandata dai monaci.

2 aprile 2017 - Categoria: c'est la vie

Padroni e padroncini cinesi evasori. Non registrano i servizi, non pagano i loro dipendenti cinesi trattati come schiavi. Vendono incassano e volano in Cina col malloppo di euro. Che fa la Guardia di finanza e l’ufficio provinciale del lavoro di Sassari? Predda Niedda invasa da questi manigoldi che evandono le tasse e schiavizzano i dipendenti!

Hanno paura di parlare gli schiavi dei cinesi di Predda Niedda, Piazzetta compresa. I rapaci titolari di ditte che scaricano e vendono merce, non pagano una lira di tasse, evadono il fisco e trattano da schiavi i dipendenti. Molte le presenze di cinesi minorenni sfruttate. Occorrerebbe l’esercito per snidare questi manigoldi provenienti dalla Cina che vengono a rapinare con ferocia insolita.
Occorre arrestarli e introdurre se possibile l’ergastolo a vita o spedirli senza misericordia nel loro paradiso per il taglio della testa. Occhio polizia, occhio guardia di finanza, occhio buon costume, occhio UPL,

2 aprile 2017 - Categoria: cultura

Mulini a vento in Sardegna

Documentazione Storica
La Gualchiera
Il Mulino
Barbagie Nuorese Ogliastria
Fluminese Arburese Guspinese
Gallura Monte Acuto
Meilogu Logudoro Goceano
Montiferro Planargia Marghine
Oristanese Barigadu
Sarcidano Trexenta Marmilla
Sassarese Anglona
Sulcis Iglesiente Campidano
GUALCHIERE
CARTINA
Mulini di Sardegna

Gli ultimi ritrovamenti >>>
(aggiornato al 16-03-2017)

La consultazione della cartografia
storica e recente della Sardegna
ha consentito di individuare, allo
stato attuale, oltre 800 opifici
idraulici (mulini e gualchiere), riferibili
ad un periodo compreso tra i primi
decenni dell’800 fino ai nostri giorni.
Le immagini aeree e i sopralluoghi
hanno permesso di verificare finora la
presenza di resti fisici di un numero
superiore a 300 opifici, oltre 290 dei
quali vengono qui sinteticamente
descritti nei loro caratteri costruttivi
e tecnologico – funzionali e, sulla base
delle fonti disponibili, nei lineamenti
storici. Si presume l’esistenza di
testimonianze nel territorio relative
a oltre 400 opifici idraulici (mulini
e gualchiere).

“..la Sardegna ha più di quattrocento
mulini idraulici. La sola città di Sassari
ne ha più di trenta, la sola villa di
Seneghe più di venticinque. In tutta
l’isola ne potrebbero girare assai di più;
se non fosse che i Sardi preferiscono
le macine, le quali fanno miglior farina
che si fatti mulini ne fanno”.
(Dissertazioni storiche apologetiche
critiche delle Sarde Antichità scritte
dall’Abate Matteo Madao – Tomo
primo. Cagliari M. DCC. XCII).
Mulino Campomela – Cargeghe (SS)

Mulino Vezzu – Olzai (NU)

Lu Mulinu – Arzachena (OT)

Mulino Ibba – Scano Montiferro (OR)

Mulino Caparedda – Nuoro (NU)

Mulino Pisano – Osilo (SS)

Su Molinu – Ardauli (OR)

Mulino San Lussorio – Musei (CA)

Mulino Bergusada – Bortigali (NU)

Mulino Tirizzas – Samugheo (OR)

Mulino (rif.191)
Comune: Cuglieri

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Mulino (rif.343)
Comune: Tonara

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Mulino (rif.637-638)
Comune: Seneghe

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Molino Margiateddu (rif.600)
Comune: San Vero Milis

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31 marzo 2017 - Categoria: cahiers de doléances

Trump: il presidente deficiente di Ange de Clermont

Gli Stati Uniti d’America hanno avuto presidenti più o meno intelligenti politicamente, ma credo che un presidente così deficiente come Trump non l’abbiano ancora avuto. Basta guardargli la mimica facciale, per scoprire che l’uomo ha più di un deficit intellettivo. Un presidente dopo le votazioni dovrebbe unire, invece questo separa e crea muri tra le stesse fasce sociali.

Ora vuol tassare la Vespa con un raddoppio dei costi e non pensa che molte officine che sulla Vespa campavano dovranno chiudere e riconvertirsi a locomotori americani che si sa valgono quel che valgono. Vuol tassare i prodotti alimentari italiani preferiti dagli americani, ebbene, si dovranno accontentare delle schifezze dei Donald e rovinarsi ulteriormente il sistema cardiocircolatorio con quelle porcherie che già mangiano. Pensate alla goffaggine dei loro abiti! Le donne americane dovranno tornare alla moda ancestrale dei pionieri: gonfie, goffe e a mezza anca.
Un presidente più deficiente di così non potevano eleggere.

Sono certo inoltre che tra alcuni mesi l’uomo dovrà sloggiare dalla casa Bianca per via degl’intrallazzi elettorali che ha combinato coi Russi e che salteranno fuori appena i suoi ex fans cominceranno ad aprire il becco.
Aspettiamo e ne vedremo delle belle. I suoi avversari forse erano eccessivamente intellettuali, ma questo fa la figura dell’analfabeta dell’economia. La patria del liberalismo di botto mi diventa la patria dell’autarchia.Tramp tu te trompe!

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