Beatrice dagli occhi verdi di Ange de Clermont

pict0107A mia nipotina Beatrice T.

Nell’isola delle capre, ai tempi dei tempi, nella città di Vinceildenaro, viveva una giovane coppia di sposi, che in breve tempo ebbe una figlia. Tutti, vistala immersa nel tulle bianco del battesimo, vollero chiamarla Beatrice.
Crebbe felice Beatrice, per almeno due anni, ma poi i due sposi litigarono e la coppia si separò. La piccola Beatrice se la prese la mamma, ma per qualche anno, anche il papà poté vederla e tenerla con sé per qualche serata alla settimana.
Graziosa e vivace Beatrice crebbe, potendo vedere tanto il padre come la madre.
Quando Beatrice compì i cinque anni poté far festa tanto in casa del papà e dei nonni quanto in casa della madre.
Dopo il quinto compleanno però il padre dovette partire lontano nella penisola delle martore, per motivi di lavoro e non poté più vedere la bimba, nemmeno quando tornava nell’isola delle capre, per riposare un po’.
Per alcuni anni però il papà poté sentirla al telefono con sua grande gioia, ma gli fu impedito pure di sentirla e per questo molto se ne addolorò. Tra i tanti parenti che non poterono vederla più ci furono i nonni paterni.
La bimba, di nascosto dalla madre, quando andava a letto, piangeva pensando al padre, che tentò invano di vederla o di udirla, almeno.
Il diritto più sacrosanto del mondo ad entrambi fu negato come del resto avviene per tanti altri padri  e tante figlie e figli nell’isola delle capre e nella penisola delle martore.
Un brutto giorno al padre e ai due nonni fu negato anche di poterla sentire al telefono. Non bastarono gl’inviti dei magistrati alla madre, che fece di tutto per impedire alla bimba la vista del padre e dei nonni.
Nelle isole e nelle penisole delle pecore e delle martore avviene sempre così, tanto più nella città Vinceildenaro.
La bimba crebbe sempre più bella con i suoi occhi verdi, ma a tratti il suo sguardo era attraversato dalla malinconia. Il padre e i nonni paterni si accontentarono di fare i rubanotizie da amici, da insegnanti, da chiunque avesse la possibilità di vedere la piccola Beatrice che man mano cresceva. Quando riuscivano a sapere notizie di lei, addirittura ad avere qualche fotografia, il papà e i nonni si rallegravano e continuavano a pregare il Signore perché prima o poi concedesse loro di vedere Beatrice, ma il Signore, forse distratto, non concesse loro di poterla vedere.
E così senza vedere il papà e i nonni paterni Beatrice compì undici anni, nella nostalgia struggente del cuore per il papà e i nonni. Il papà e i nonni anche loro man mano compirono gli anni e si sa che via via che passano gli anni i bimbi crescono, ma i nonni invecchiano.
Passò il tempo, ma il papà e i nonni soffrirono di nostalgia per una figlia negata e per una nipotina ugualmente negata, sperando che un giorno l’adolescente nipotina Beatrice, navigando sul web, leggesse questo racconto, prendesse il telefono e chiamasse il papà e i nonni che attendevano uno squillo del telefono o un suono di campanello alla porta e sentire la voce dolcissima e velata di Beatrice:
-Papà, nonno, nonna, sono qui, per abbracciarvi.-

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