15 Maggio 2017 - Categoria: storia

I Chiaramonti: alla ricerca dell’origine del nome del borgo di Chiaramonti (SS) a cura di Angelino Tedde

 

Sito del Castello di Chiaramonti (SS) (1348-1557)

Chiaramonti ha oggi, 2017, circa 1557 abitanti, Il Casula sostiene, nel suo Dizionario storico, che il nome del borgo deriverebbe dal matrimonio di Branca leone Doria di Uta con la seconda moglie Costanza, figlia di Manfredi Chiaramonti  III di Sicilia, che sposandola le fece  omaggio dando il suo cognome al Castello, che fu edificato nella vasta piattaforma miocenica a forma di ellisse irregolare  sul colle più alto e maestoso (470 mlm)  fra gli altri due che gli si affiancano ( Codinarasa 447 e  Carmelo 442. Il borgo andò crescendo negli anni anche alle pendici degli altri due fino ad estendersi ai giorni nostri nella piattaforma di Codinas.
Sull’origine del nome ci ha tessuto una bella ricerca onomastica Mauro Maxia, definendolo  Monte della Tzara, una specie di erba che vi sarebbe cresciuta.
Pers0nalmente ritengo che il nome del paese sia stato data dai fondatori Doria, per via di combinazioni matrimoniali coi Chiaramonti di Sicilia, ivi infeudati dai Re d’Aragona, Non abbiamo finora documenti tali da poter affermare con certezza che fu così, ma vari dubbi si, dato che gli Aragonesi  ebbero relazioni coi Chiaramonti e anche coi Doria. Riportiamo qui un passo tratto da un libro in cui pare aprirsi una pista che potrebbe avvalorare la tesi della quale siamo fautori. Occorrono certamente ricerche tanto a Genova nelle carte dei Doria quanto nell’Archivio di Aragona e di quello Segreto Vaticano da cui è tratto il passo del libro citato.

I Chiaramonti

Da un documento dell’Archivio Segreto Vaticano del 1365, è certo che Manfredi Chiaramonte, possedeva in Sicilia 33 Feudi, Baronie, Contee, tra cui Misilmeri.Non abbiamo una data precisa quando vennero in possesso della nostra Baronia. Si pensa che abbiano acquistato la Baronia di Misilmeri subito dopo del Caltagirone, cioè verso la metà del 1300. I Chiaramonti erano allora una delle Famiglie più Nobili e più potenti della Sicilia, Manfredi I Chiaramonte specialmente spicca tra tutti per la sua munificenza. Si costruì nel 1307 quasi una reggia a Piazza Marina, chiamata tutt’oggi il Palazzo dello “Steri”, dal latino “Hosterium”, ossia Palazzo fortificato, oggi Aula Magna dell’Università di Palermo.  Costruì anche molte Chiese e Conventi a Palermo e nei suoi molti Stati. Inoltre ingrandì ed abbellì il Castello dell’Emiro. I suoi Nobili Cavalieri Crociati di ritorno dai luoghi santi, portarono la devozione particolare di S. Antonio Abate, Fondatore del Monachesimo Orientale. Come a Palermo accanto allo “Steri” sorse la cappella di S. Antonio Abate, così altrettanto ne dedicarono una allo stesso Santo nel loro Castello di Misilmeri.

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13 Maggio 2017 - Categoria: eventi straordinari

“Francesco e Giacinta Marto, a cento anni dalle apparizioni della Vergine a Fatima, sono stati iscritti nel canone dei santi della Chiesa cattolica” a cura di Ange de Clermont

Con una cerimonia toccante, alla presenza di almeno 50o mila fedeli, provenienti da 55 paesi del mondo, a Farima, Papa Francesco ha inserito, oggi 13 maggio 2017, nel canone dei santi della Chiesa i due veggenti minorenni, morti di broncopolmonite a due anni dalle apparizioni. Il miracolo considerato è stato quello della guarigione inspiegabile di Luca, 5 anni, brasiliano, il quale caduto da un balcone di 6 metri, ha sbattuto la testa e ha subito un terribile trauma cranico con versamento di materia cerebrale. Entrato in coma irreversibile,  e dato per spacciato, dopo l’invocazione ai due beati, senza una possibile spiegazione scientifica, il bimbo si è risvegliato e la materia cerebrale riassorbita. Appena si è ridestato ha chiesto della sorellina e due settimane dopo è stato dimesso dall’ospedale completamente guarito
La chiesa ha atteso tre anni prima di prendere in esame l’evento e visto che il bimbo è davvero guarito completamente, ha riconosciuto il miracolo dei due fratelli oggi canonizzati e insieme invocati. Francesco e Giacinta, nonostante la minore età, seguendo i consigli della Vergine di Fatima, pregavano incessantemente, si privavano anche del cibo, ritenendo così di salvare le anime dei peccatori. La Vergine aveva mostrato loro l’inferno dove i peccatori precipitavano nutrendosi d’odio con bestemmie verso Dio e l’umanità, da ciò il costante impegno per salvare con la preghiera e  la penitenza le anime che potrebbero dannarsi. A Fatima i pellegrini pregano trascinandosi in ginocchio fino alla cappella della statua della Vergine. Sia a Lourdes sia a Medjugorje la Vergine raccomanda ai veggenti: preghiera, penitenza, lettura quotidiana della Sacra Scrittura. Noi, in questa circostanza, non esitiamo a pubblicare gli ultimi tre messaggi mariani dati ai veggenti di Medjugorje. Per meglio leggerli li pubblichiamo ricorrendo a composizioni concettuali, quasi si trattasse di poesie a versi sciolti.
Sappiamo già che molti sorrideranno, ma riteniamo che rida bene chi ride per ultimo.

Messaggio di Medjugorje, 2 maggio 2017 – Apparizione a Mirjana

“Cari figli,
vi invito a pregare non chiedendo,
ma offrendo un sacrificio:
sacrificando voi stessi.
Vi invito all’annuncio
della verità e dell’amore misericordioso.
Io prego mio Figlio per voi,
per la vostra fede,
che sta sempre più diminuendo
nei vostri cuori.
Lo prego di aiutarvi
con lo Spirito Divino,
come anch’io desidero
aiutarvi con spirito materno.
Figli miei,
dovete essere migliori!
Solo coloro che sono puri,
umili e ricolmi d’amore
sostengono il mondo,
salvano loro stessi e il mondo.
Figli miei,
mio Figlio è il cuore del mondo:
bisogna amarlo e pregarlo,
e non tradirlo sempre di nuovo.
Perciò voi, apostoli del mio amore,
fate crescere la fede nel cuore degli uomini
col vostro esempio,
con la vostra preghiera
e con l’amore misericordioso.
Io vi sono accanto, io vi aiuterò.
Pregate affinché i vostri pastori
abbiano quanta più luce possibile,
per poter illuminare tutti coloro
che vivono nelle tenebre.
Vi ringrazio! “

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11 Maggio 2017 - Categoria: eventi luttuosi

“La scomparsa del filosofo chiaramontese Mario Casula, già professore di Storia della Filosofia a Macerata” di Angelino Tedde

Apprendiamo con cordoglio la scomparsa a 97 anni dello studioso e parente

prof. Mario Casula

(Chiaramonti, 1920- Munster 2017)

e ci uniamo con affetto alla moglie Erica, ai figli Elisabeth e Philips, alla sorella Bucciana, ai nipoti e parenti tutti, assicurando suffragi per la sua anima eletta.

Wir lernen mit Trauer den Tod bei 97 der Schüler und Eltern

prof. Mario Casula

(Chiaramonti, 1920. Munster  2017)

und wir kommen mit Zuneigung zu seiner Frau, Erica, zu Elisabeth Philips und Kinder, zu Bucciana Schwester, Enkel und Freunde alle, um sicherzustellen, Wahlrecht für seine auserwählte Seele.


L’argomento cosmologico in Kant e nel razionalismo / [Mario Casula]
[S.l. : s.n., 1956?]
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\CAG\0882778]
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3.
Casula, Mario
La confutazione kantiana dell’argomento cosmologico / [Mario Casula]
[S.l. : s.n., 195.]
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\CAG\0884168]
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4.
Casula, Mario
L’ argomento cosmologico : confutazione kantiana e controconfutazioni scolastiche / [M. Casula]
[S.l. : s.n., 1956?]
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\CAG\0884997]
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5.
Casula, Mario
Sviluppo dell’idea di dio come essere prefettissimo nella filosofia medioevale pretomistica / Casula Mario
!Macerata : s.l., 1969!
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\LIA\0687702]
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6.
Casula, Mario
Die Beziehungen Wolff – Thomas – Carbo in der Metaphysica latina : zur Quellengeschichte der Thomas-Rezeption bei Christian Wolff / von Mario Casula
Wiesbaden : Steiner, [dopo il 1979]
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\LIA\0763189]
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7.
Casula, Mario
Marechal e Kant / Mario Casula
Roma : Bocca, \1955!
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\MIL\0425585]
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8.
Casula, Mario
Studi kantiani sul trascendente / Mario Casula
Milano : Marzorati, [1963]
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\MOD\0153991]
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9.
Casula, Mario
La metafisica di A. G. Baumgarten / Mario Casula
Milano : Mursia, \1973!
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\RAV\0180326]
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10.
Casula, Mario
Die Historische entwicklung der Frage : ob die Materie Denken Kann? Von F. Suarez bis P. J. G. Cabanis / Mario Casula
Genova : Studio editoriale di cultura, [1989?
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\RCA\0686442]
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11.
Casula, Mario
Studi kantiani sul trascendente / Mario Casula
Milano : Marzorati, [1963]
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\SBL\0258908]
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12.
Casula, Mario
L’ illuminismo critico : contributo allo studio dell’influsso del criticismo kantiano sul pensiero morale e religioso in Germania tra il 1783 e il 1810 / Mario Casula ; col contributo e sotto gli auspici della Fondazione Alexander von Humboldt
Milano : Marzorati, 1967
Monografia – Testo a stampa [IT\ICCU\SBL\0553941]

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7 Maggio 2017 - Categoria: eventi luttuosi

La prematura scomparsa della prof.ssa Pina Battaglia, consorte amata e docente stimata dello scrittore chiaramontese Salvatore Patatu

Il coordinatore di accademiasarda.it Angelino Tedde, insieme a tutti i collaboratori del blog,  è vicino al compaesano, amico e scrittore Salvatore Patatu per la scomparsa della cara moglie

PROF. SSA PINA BATTAGLIA

e si unisce  al cordoglio di tutta la famiglia per quest’irreparabile perdita, assicurando preghiere di suffragio per l’anima eletta della cara estinta.

Chiaramonti, 7 Maggio 2017

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5 Maggio 2017 - Categoria: memoria e storia

Gli eventi dell’epoca di “Il paese che non c’è più” di Carlo Patatu a cura di Claudio Coda

Salvatore Mannuzzu -scrittore- esprimeva proprio l’altro giorno che: “scrivere crea una tensione verso la verità”.
Aggiungo: “non c’è permesso distogliere lo sguardo dal passato ”.

E Carlo, con il suo raccontare, lo fa.
Non parlo del libro, che già ho avuto modo di apprezzare, ma del contesto della microstoria del paese negli anni che hanno preceduto, e subito dopo accompagnato l’autore, dalla nascita.
Il 1936, l’anno di nascita, è nel pieno del Ventennio del Fascismo chiaramontese e sono proprio gli anni più proficui, relativamente alle opere pubbliche realizzate e al fiorire di organizzazioni, comitati, arrivi e partenze: (alcuni più significatici)

1935: arrivi e partenze per l’Africa Orientale dei giovani: Satta Francesco, Brozzu Giovanni Luigi, Manchia Francesco, Lumbardu Antonio, Gallu Salvatore, Schintu Antonio, Currreddu Antonio, Schintu Federico, Annibale Giov. Maria, Manchia Angelo, Seu Matteo, Satta Giov. Maria, Murgia Sebastiano, Spanu Gavino, Lumbardu Giov. Luca, Galloni, Murgia… ed altri ancora

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5 Maggio 2017 - Categoria: versi in italiano

“A guardia e ladri” (1970) di Angelino Tedde

Ho sognato
stanotte
la mia strada
di Sa Niera.
Sull’imbrunire giocavo
con gli amici
a guardie e ladri.
Sfrecciavamo correndo
tra le chiacchiere
di zia Nannedda
e zia Marietta
di mia madre
e di zia Nenalda.

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4 Maggio 2017 - Categoria: cultura

Cronaca e presentazione del libro di Carlo Patatu da parte di Andrea Corso, presidente Lions Club di Castelsardo

Sabato scorso, in un’aula consiliare affollata come accade di rado, è stato presentato ufficialmente l’ultimo libro pubblicato da Carlo Patatu, “Il paese che non c’è più”.Dopo i saluti di Antonio Portas, autore della presentazione e cerimoniere del Lions Club Castelsardo, che insieme al Comune di Chiaramonti ha sponsorizzato la manifestazione, sono seguiti i saluti del sindaco Marco Pischedda e dell’assessore alla Cultura Maria Antonietta Solinas.

Quindi hanno preso la parola, in veste di relatori, il presidente del Lions Club Andrea Corso, l’autrice della prefazione Luisella Budroni e il curatore della grafica Silverio Forteleoni.

Fra un intervento e l’altro, sono stati proiettati un paio di filmati, realizzati da Carlo Patatu negli anni Sessanta del Novecento, per testimoniare, anche con le immagini, com’era Chiaramonti in quegli anni.

A seguire, il dibattito, che ha registrato i contributi di Narduccio Dessole, Claudio Coda, Giovanni Soro, Angelino Tedde e Tore Patatu. Quindi le conclusioni dell’autore.

Riportiamo integralmente l’intervento del primo relatore Andrea Corso.

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3 Maggio 2017 - Categoria: cultura, versos in limba

Primu de Maju de Gavinu Cossiga su Perfughesu (de Tzaramonte) di Mauru Maxia

Custu lunis chi benit est su 1 de maju, festa de su tribagliu. Oe custa die s’affestat in guasi tottu su mundu. Ma a s’incumintzu de su 1900 a faeddare de custa cosa bi cheriat coraggiu meda ca fit una idea rivolutzionaria. Custu coraggiu non mancaiat de siguru a Gavinu Cossiga, poeta perfughesu de ideales
socialistas e repubblicanos. In su 1906 isse pubblicheit una poesia intitulada propiu “Primu de Maju”. Chie cheret la podet bìdere in su situ http://maxia- mail.doomby.com/pagine/literatura-sarda.html intro de s’antologia intitulada
“Poetas perfughesos” in sa pag. 43. Pro chie at pagu tempus la ponzo finas inoghe.

PRIMU DE MAJU
(Perfugas, 1 de Maju 1906)

Ca tantos ammentos mortos rifiorire
mi sento in custa die umile e fiera
e sento s’epopea ringiovanire
e bido ’e sos eroes s’umbra severa…
Ti nat custa die: – Impallidire,
o truce borghesia, bezza pantera,
deves; e china sa tua fronte altera:
carnefice so deo, deves perire.
Intenta a goder, tue non consideras
sos chi a sos bentos gridan: – Un’aggiudu! –
da i su fundu ’e sas orridas galeras:
Martires cussos sun de s’ideale!
ei s’odiadu tou regnu distruttu
det morrer in custa die pro te fatale!…

Gavinu Cossiga

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