24 Maggio 2018 - Categoria: cultura, memoria e storia, storia

Manlio Brigaglia (1929-2018), accademico e il più prolifico intellettuale sardo di opere e di iniziative culturali della seconda metà del secolo XX a cura di Salvatore Tola

Manlio Brigaglia è nato a Tempio Pausania (Sassari) nel 1929. Ha compiuto gli studi a Sassari nel Liceo-ginnasio “Azuni”. Maturità classica a 15 anni, laurea in Lettere classiche all’Università di Cagliari nel 1948, a 19 anni.

  Vincitore di concorso per la cattedra di Italiano e Latino nei licei, ha insegnato  nel liceo classico “Azuni” di Sassari (che è divenuta la sua città) dal 1955 al 1977. Dal 1983 al 2001 è stato professore associato di Storia dei movimenti e dei partiti politici nella Facoltà di Lettere dell’Università di Sassari.

  Avendo stretto legami di collaborazione e di amicizia con Antonio Pigliaru, professore di Dottrina dello Stato nell’Università di Sassari, ha fondato e diretto con lui la piccola rivista “Scuola in Sardegna”, in cui si esprimeva la tensione “pedagogica” e politica di Pigliaru e del suo gruppo, e fu, dal 1954 al 1964, redattore capo della rivista “Ichnusa”, sede centrale per la discussione dei temi allora particolarmente vivi dell’autonomia e della “rinascita” della Sardegna.

  Collaboratore del quotidiano sassarese “Il Corriere dell’Isola” (1947-1957) e poi dell’ “Unione Sarda” di Cagliari, cui ha legato il suo nome di importante collaboratore per quasi quarant’anni, dal 1994 è stato collaboratore fisso della “Nuova Sardegna” di Sassari.   

  Nei primi anni Settanta è stato direttore del “Lunedì della Sardegna” (1973-1974),  e ha organizzato dibattiti e incontri sul tema della libertà di stampa (parte dei risultati è testimoniata dal volume L’informazione in Sardegna, da lui curato nel 1973). Consigliere nazionale della Fnsi dal 1972 al 1974.

  Ha vissuto anche l’esperienza del sassarese “Democratico” (1958-1963), il periodico del gruppo detto dei “giovani turchi” che, guidato da Francesco Cossiga, esprimeva l’esigenza di un rinnovamento della Dc sarda; e ha fondato e diretto la rivista “Autonomia cronache” (1968-1972), che chiamava ancora una volta intellettuali e politici democratici a fare il punto sui nuovi problemi della questione sarda. In anni più recenti ha dato vita, come condirettore, alla nuova serie di “Ichnusa” (1982-1993).

  Ha insegnato nei corsi del master di Giornalismo della facoltà di Scienze politiche di Sassari.

  L’attività di pubblicista e di ricercatore è stata sempre affiancata da una intensa e rigorosa attività didattica, a partire dall’anno accademico 1971-72 in cui fu incaricato dell’insegnamento della Storia nella neonata Facoltà di Magistero, alla cui attività e al cui sviluppo ha contribuito anche con la sua assidua presenza negli organismi della Facoltà.

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22 Maggio 2018 - Categoria: eventi straordinari, memoria e storia

“Pattada: un Cardinale meritato per un paese che ha dato alla diocesi e alla chiesa, nel corso della storia, vescovi e sacerdoti” a cura di Angelino Tedde

In occasione del convegno internazionale di studi (Alghero 30 ottobre -2 novembre 1990) sulle Università Minori in Europa (secoli XV-XIX)  a cura di Gian Paolo Brizzi e Jaques Verger, presentai il mio contributo  dal titolo Gli studenti della Facoltà di Teologia dell’Università di Sassari (1766-1873) pubblicato con gli atti del convegno da Rubbettino, Cosenza 1998, pp. 897-909.
Con quella ricerca, corredata di numerosi diagrammi e dati statistici, rilevai che molti studenti universitari provenivano dalla diocesi di Ozieri, che aveva arruolato un buon numero di chierici studenti. Immediatamente dopo la sede della diocesi, per numero di graduati, veniva Pattada nei secoli presi in esame. Indagai se per caso vi fosse una collegiata, ma presi atto che non esisteva nel paese nessuna collegiata per giustificare il gran numero di graduati in Teologia. Parlandone con  un esperto di storia della Chiesa mi disse che nel paese di pastori e commercianti di bestiame era uso avviare un figlio verso la carriera ecclesiastica.
Non rimasi soddisfatto della riposta, ma comunque dovetti prendere atto che Pattada brillava per numero di chierici eccetto Ozieri che ne contava un numero maggiore e che del resto ha avuto il suo cardinale, ma come sede di diocesi aveva anche una collegiata di canonici, vera corte operativa e consultiva della diocesi. Fatto sta che osservando la tabella dei graduati in Teologia presso l’Università di Sassari, Ozieri, dopo la diocesi di Sassari, risulta seconda per numero di graduati: Sassari con 337, ed è ovvio perché sede dell’Ateneo, Ozieri con 100 graduati (21 bacellieri, 1 licenziato privato e 5 licenziati pubblici, 1 laureato privato e 77 laureati pubblici). Eccettuata la diocesi di Sassari, le altre diocesi settentrionali Alghero, Bosa, Nuoro (non parliamo dei poco significativi graduati delle diocesi centro-meridionali i cui chierici preferivano a Sassari la Facoltà di Teologia dell’Università di Cagliari.

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18 Maggio 2018 - Categoria: cristianesimo, lingua/limba, versos in limba

Sa Bibbia in sardu: Sa Sabientzia – capitulu 9 di Maria Sale

 

SABIENTZIA – CAPITULU 9

Pregadorìa pro otennere sa sabientzia

1) “Deus de sos babbos e Segnore de miserigordia, chi totu as criàdu cun sa peraula tua,

2) chi cun sa sabientzia tua as formadu s’omine, pruite dòminas subra sas criaduras tuas,

3) guvernas su mundu cun santidade e giustiscia e pronuntzias giudiscios cun animu giustu,

4) dami sa sabientzia, chi setzit in tronu acurzu a tie e no mi che ‘oghes dae mesu sos fizos tuos,

5) ca deo so teracu tou e fizu de sa teracca tua, omine debile e de paga vida, chi no so capatze a cumprendere sa giustiscia e sas leges.

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15 Maggio 2018 - Categoria: cultura

Musei aperti: comunicato stampa dell’Istituto Speriore Regionale Etnografico

L’ISRE aderisce alla Giornata Internazionale dei Musei  ICOM

L’Istituto Superiore Regionale   Etnografico aderisce alle iniziative promosse dall’ICOM (The International Council of Museums) in occasione della Giornata Internazionale dei Musei
e comunica che  il 18, 19 e 20 maggio 2018 il Museo del Costume e il Museo Casa Natale di Grazia Deledda, a Nuoro e il Museo Etnografico della Collezione  L. Cocco, a Cagliari,
saranno aperti al pubblico nei consueti orari con ingresso gratuito.

I Musei garantiranno eccezionalmente anche il servizio di visite guidate gratuite  con i seguenti orari:

Museo del Costume  –  Nuoro 
mattino :  inizio visite ore               10.00  –  11.30
pomeriggio: inizio visite ore           15.30  –  17.00

Museo Casa Natale di Grazia Deledda – Nuoro
pomeriggio: inizio visite ore         15.30  –  17.00

Collezione  L. Cocco  – Cagliari
mattino :  inizio visite ore            10.00  –  11.30
pomeriggio: inizio visite ore        15.30  –  17.00

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11 Maggio 2018 - Categoria: eventi luttuosi

Manlio Brigaglia (Tempio 12.01.1929 – Sassari 10.05. 2018) professore Uniss, giornalista, intellettuale, grande divulgatore culturale, è scomparso

L’Accademia Sarda di Storia di Cultura e di Lingua e il coordinatore Angelino Tedde coi collaboratori sono affettuosamente vicini alla moglie Marisa e a tutti i parenti per la scomparsa del carissimo prof.

MANLIO BRIGAGLIA

 già professore di Storia Contemporanea,(italiana e sarda), presso l’Università di Sassari, giornalista, intellettuale, versatile divulgatore culturale a tutto campo, promotore di numerosissime pubblicazione di cultura sarda.
Apprezzato conferenziere, era  generosamente disponibile con quanti ricorrevano alle sue molteplici competenze storico-letterarie.
Brigaglia, “il professore”, dispensava il proprio tempo e consigli in modo affabile e rispettoso. Di Sassari conosceva i più segreti sentieri ed era profondamente innamorato della sua città e della Sardegna.
La sua scomparsa rappresenta un’incolmabile perdita per la cultura sarda e nazionale.
La salma sarà esposta al pubblico omaggio presso il Dipartimento di Storia (Viale Umberto 52, ex Casa Segni) Venerdì 11 maggio, dalle 9 alle 19.
I funerali si terranno domani, 12 maggio, alle ore 11,00 presso la Parrocchia di San Paolo Apostolo.
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10 Maggio 2018 - Categoria: eventi luttuosi, memoria e storia

Il nostro corrispondente da Hong Kong ovvero le peripezie di Oreste Carboni a cura di Ange de Clermont

Nell’anniversario della morte di Oreste Carboni, deceduto improvvisamente durante il riposo del pomeriggio per un infarto cardiaco il 10 maggio 2017. Cremato. Le sue ceneri sono state sparse nel mare di Lantau, la più grande delle 300 isole del mare di Hong Kong.

La moglie cinese ON PO CHO lo ricorderà gettando una bottiglia di spumante presso il mare in cui sono state sparse le sue ceneri. Riposa in pace, caro Oreste, Le onde cullino le tue ceneri nel vasto oceano la tua anima si libri nell’ampio Cielo.
Una Messa di suffragio sarà celebrata a Chiaramonti nella parrocchia di San Matteo alle ore 18.

LantauDa tempo ormai abbiamo un corrispondente da Hong Kong, precisamente dall’isola di Lantau. Il nostro abita in una frazioncina non molto distante dal mare, purtroppo molto inquinato tanto che egli non ama bagnarsi in quelle acque. La sua abitazione è posta al piano terra di una casa col piano sopraelevato dove abita un cinese transfuga con la sua famigliola dalla Cina comunista  (a quanto pare un vero paradiso terrestre), uno strano tipo con moglie e figlie bruttissime come il diavolo, a sentire lui! Intanto si tratta di famiglia che in Cina sarebbe esiliata nei lontani paesini perché ha avuto l’ardire di farsi due figlie. Inoltre trattasi di un tipo strano che ha scelto di trasformare la sua abitazione in una bottega artigiana. Moglie e figlie escono ogni mattina, lui chissà perché resta chiuso in casa dandosi da fare non si sa che cosa. Il nostro corrispondente non sa più come fare a causa di questi efferati crimini. Il primo: avendo assicurato lo sportellino delle bombole con una catena e con lucchetto italiano perché i malavitosi non gli rubino il fuoco, questo signore che chiameremo Sciam Po, che cosa ti combina un giorno?  Avendo bisogno della catena la sottrae alla sua funzione assicurativa delle bombole e lasciando il lucchetto a bocca aperta sottrae il malloppo per usarlo chissà per completare quale diavoleria. Il nostro corrispondente  Oreste CarboniP  va su tutte le furie, chiama l’uomo e lo processa parlando in lingua italiana dandogli dell’incivile che è comprensibile con l’inglese conosciuto dall’uomo. Il cinese fa finta di non capire la rabbia dell’uomo, allora Oreste  gli parla in inglese strascicato, in attesa che dal continente arrivi la sua giovane consorte che si esprime non solo in cinese corrente, ma anche in mandarino. In attesa della moglie, stilista apprezzata in tutta la Cina, la chiama al telefono e in italiano, lingua che la donna conosce, le racconta l’efferato crimine compiuto dall’inquilino soprano. La moglie assicura una bella lavata di capo per l’uomo e quando a fine settimana arriva, bussa alla casa del cinese, che scende giù da basso e urlando come un’ossessa gliene dice di cotte e di crude, ma soprattutto chiede indietro la catena corpo del reato. L’uomo terrorizzato dal piglio della giovane moglie  mena il can per l’aia adducendo la scusante che lui aiuta il governo locale a bruciare i rifiuti e che lui ha lavorato con onore in Giappone in Cina. Con l’incalzare dei rimbrotti della giovane moglie il poveretto promette di restituire la catenella nuova fiammante dicendo che ha compiuto il crimine per estrema necessità. Venti giorni dopo Oreste trova la catena nuova fiammante al suo posto col lucchetto italiano a bocca chiusa.

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10 Maggio 2018 - Categoria: cristianesimo, lingua/limba

Sa Bibbia in sardu: Sa Sabientzia – Capitulu 8 di Maria Sale

1) Issa s’isterret dae una lacana a s’atera cun fortza, guvernat cun sa mezus bontade donzi cosa. Sa sabientzia isposa giusta de Salomone

2) Custa apo amadu e chircadu dae sa prima pitzinnia mia, apo tentadu de mi cojuare cun issa, mi so inamoradu de sa bellesa sua.

3) Issa mustrat sa nobilesa sua, cun sa vida a cumone cun Deus, pruite su Segnore de s’universu l’at amada.

4) Issa est istada attelàda a s’iscentzia de Deus e seberat sas oberas suas.

5) Si sa ricchesa est unu bene de disizare in sa vida, cale ricchesa est pius manna de sa sabientzia, chi est sa chi produit totu?

6) Si est s’intelligentzia chi oberat, cale omine la podet superare?

7) Si unu amat sa giustiscia, sas virtudes an a èssere su frutu de sas trempas suas. Issa issinzat sa temperantzia e sa prudentzia, sa giustiscia e sa fortilesa, de sas cales, in sa vida, nudda est pius utile a sos omines .

8) Fintzas si unu disizat de faghere isperientzias meda, issa connoschet gia sas cosas passadas e bidet sas benidòras, connoschet sa finesa de sos arrejonamentos e ischit comente isvoligare sos misterios, istròligat sinnos e portentos, e fintzas sos fattos de sos tempos e sas epocas. Sa sabientzia, no podet bennere mancu a sos suvranos

9) Apo duncas detzisu de mi la leare a cumpagna de sa vida mia, ischende chi m’at a èssere cossizera de su bene e acunortu in sos affannos e in sas tribulias.

10) Pro issa ap’àere gloria in mesu sas zentes e, mancari pitzinnu, onore cun sos antzianos.

11) M’an agatare acutu in su giudisciu, ap’a èssere ammiradu de fronte a sos potentes.

12) Si mi gaglio, an a istare isetende, si faeddo, m’an a dare atentzione, si illongo s’arrejonamentu, s’an a ponnere sa manu in bucca.

13) Pro issa ap’àere s’immortalidade e ap’a lassare un’ammentu eternu a sos benidores.

14) Ap’a guvernare sos populos, e sas natziones an a èssere assuggettadas a mie,

15) Intendende su nomene meu sos suvranos malèsigos m’an a timire, ap’a cumparrere bonu cun sa zente e atzudu in gherra.

16) Daghi recuo a domo, m’ap’a pasare afacca a issa, ca sa cumpagnia sua no dat amargura, ne dat dolu su vivere cun issa, ma cuntentesa e gosu. Salomone dimandat sa sabientzia

17) Meledende tra mie, subra de custas cosas, e pensende in coro meu chi in s’unione cun sa sabientzia b’est s’immortalidade,

18) in s’amigantzia sua b’at gosu mannu, in su tribagliu de sas manos suas una ricchesa chi no finit mai, in su istare sempre cun issa est sa prudentzia e in su leare parte a sos arrejunos suos b’est sa fama, istaia chirchende comente faghere pro mi la leare a istare cun megus.

19) Fia unu piseddu de indule nobile, apende apidu in sorte un’anima ‘ona,

20) o pius-a-prestu, sende ‘onu, fia intradu in-d’una carena chena mancia.

21) Ischende chi no l’aia apida de atera manera, si Deus no mi l’aiat apida cuntzessa, – e fit propriu de s’abistesa su ischire dae chie benit tale donu- mi so invocadu a su Segnore e l’apo pregadu, nendeli cun totu su coro:

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7 Maggio 2018 - Categoria: cultura

“Un fine-settimana di incontri culturali presso il Vecchio Municipio” di Simone Unali

Sabato 28 e Domenica 29 Aprile, in occasione di “Tzaramonte fattu in domo” , manifestazione artistica, culturale ed enogastronomica organizzata dalla Pro Loco di Chiaramonti, alla quale hanno partecipato diverse associazioni nostrane, attività commerciali e privati cittadini, che hanno messo a disposizione le proprie competenze e abilità per la riuscita dell’evento, si sono tenuti, presso la Sala Consiliare del Vecchio Municipio, due incontri culturali legati al tema della manifestazione stessa, ovvero le tradizioni e la valorizzazione del territorio.

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