27 Maggio 2019 - Categoria: memoria e storia

“Memorie di vita contadina paesana e continentale” di Antonio Maria Murgia

 

 

A mia moglie
Maria Antonietta Seu
ai miei figli
Marco e Claudio
a mio nipote
Gabriele

Prefazione

L’autore delle Memorie è da circa nove anni che si trastulla col testo e con il desiderio di stamparlo, ma la sua grande passione per il mare da una parte e la triste vicenda della scomparsa dell’amata consorte hanno sempre rinviato ad altro tempo la pubblicazione. Quest’anno, quinto dalla stesura, ha finalmente deciso di realizzare i suoi desideri provvedendo alla stampa e pubblicazione e dedicando il libro all’amata consorte ai figli e al nipote.
La forma di questo lavoro è costruita a brani o a passi perché ognuno di essi è indipendente dall’altro. Il libro, tuttavia è suddiviso in  tre parti: vita contadina, vita paesana, vita continentale a seconda delle tematiche trattate. L’ordine è cronologico e legato alla biografia dello stesso autore che ha trascorso i primi otto anni della sua vita nelle campagne di Chiaramonti, successivamente con la famiglia ha abbandonato i campi per trasferirsi in paese dove ha frequentato i cinque anni della scuola elementare conseguendone la licenza. Sempre nello stesso borgo di  Chiaramonti ha svolto un lungo apprendistato presso uno dei migliori artigiani del paese, Salvatore  Sechi, terminato il quale, non essendoci molto lavoro, sufficiente per l’assunzione da parte del maestro e non avendo i mezzi, per mettere su un laboratorio di falegnameria indipendente, decise di prender nave e spostarsi in Piemonte dove potè contare sia sull’ospitalità di una zia paterna, Maria Giusta Murgia sia sull’orientamento al lavoro da parte dei cugini. In effetti, dopo svariati tentativi, riuscì ad essere assunto alla FATA, multinazionale metalmeccanica.
Riassumendo l’autore dalla nascita a otto anni è vissuto nei campi, dagli otto anni ai diciasette, è vissuto in paese e successivamente in Continente, precisamente in Piemonte, con l’intervallo di oltre  4 anni in Svezia, sempre dipendente da una multinazionale con sede nella stessa nazione estera.
I contenuti sono frutto dei ricordi dell’autore relativo ai tempi indicati: il periodo poetico dell’infanzia e della fanciullezza, quello più problematico dell’adolescenza e finalmente quello della giovinezza.
Col matrimonio i ricordi tacciono sia perché l’autore è preso dalla routine del lavoro sia per i diminuiti stimoli della scoperta del mondo.

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26 Maggio 2019 - Categoria: storia

“Fliberto Farci e le polemiche sul socialsardismo” di Tonino Loddo

Ringraziamo Tonino Loddo per la preziosa collaborazione che da e darà ad accademiasarda.it. Vogliano iniziare con questo eccellente contributo in cui Filiberto Farci, autentico e verace sardista, rifiuta la confluenza col PSI e preferisce dopo aver detto le sue ragioni farsi da parte silenziosamente.
Esempio ammirabile d’un uomo tutto d’un pezzo che dell’autonomia dell’isola aveva fatto una scelta senza tentennamenti. (Angelino Tedde)

TONINO LODDO (Lanusei 1950), laurea in filosofia a Cagliari, Dirigente ispettivo in quiescenza pres-so l’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna, giornalista pubblicista, è stato sindaco della sua Cit- tà natale, Consigliere e Assessore Regionale, Deputato al Parlamento. Insieme ad Alessandra Carta ha curato la pubblicazione di una serie di racconti inediti di Filiberto Farci (F. FARCI, Gioele Flores e al- tri racconti, Cagliari-Selargius 2010) corredandola con un’ampia introduzione (Filiberto Farci. Note per un profilo, in ib., pagg. 13-53), in cui si fa anche cenno alle vicende narrate in questo saggio (pagg. 46-48). È autore di diversi volumi, tra i quali Il Movimento Cattolico in Ogliastra (1872-1969), Cagliari 1993; Bibliografia ogliastrina, Sassari 1997; Agostina Demuro, Sassari 1997; Chiese ed arte sacra in Sardegna. Diocesi di Lanusei, Cagliari-Sestu 1999; Franco Ferrai, Cagliari-Sestu 2007; Gio- vanni Usai. Un poeta neoclassico nel Novecento, Dolianova 2008; Ilbono. Oltre la memoria, Cagliari 2009. Ha curato anche la pubblicazione dei volumi Ludovic Legré. Ogliastra 1879. Memorie d’uncacciatore marsigliese, Cagliari-Sestu 2002; Lanusei, Cagliari-Sestu 2006; Flavio Cocco, Cagliari- Sestu 2007; Arbatax. La cultura, la storia, Sassari 2009; Felix Dèspine, Ricordi di Sardegna, Cagliari- Selargius 2011. Suoi scritti sono presenti in numerose opere collettive ed in diverse riviste isolane.

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23 Maggio 2019 - Categoria: letteratura sarda

Premessa e “La fidanzata negata” di Ange de Clermont

Premessa:

 

Questo romanzo giallo-noir-rosa è puro frutto della fantasia dell’autore. Personaggi e storie possono essere anche verosimili, ma l’autore avverte che non si tratta di quelle che qualche lettore vorrebbe ravvisare. Gli stessi luoghi e paesi, pur rassomigliando a luoghi e paesi esistenti, sono inventati di sana pianta e non sono da identificarsi con quelli.
Il lavoro è puro frutto di fantasia e lo stesso autore Ange de Clermont è scomparso nella nebbia dopo aver scritto questa storia.
Tocca a me continuare a correggerlo chissà per quanto tempo. D’altra parte non posso sottrarmi alla bisogna perché quel mezzo lestofante del compianto Ange de Clermont mi ha fatto giurare prima d’essere risucchiato dalla nebbia. (A. T.)

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23 Maggio 2019 - Categoria: vita rurale

Tia Nigoletta di Silìcaru di Antonio Maria Murgia

Eravamo in periodo fascista (1941). Da bambino ero timido e silenzioso, ma, fin dalla più tenera età, sempre  attento ad ogni episodio che si verificasse in casa. Abitavamo in campagna con tutta la famiglia che, allora, era composta dai miei genitori, da me e da un altro fratellino, in località Sas Baddes, a qualche centinaio di metri dal fiume Giunturas, affluente del Coghinas, ad un’ora di cammino da Chiaramonti (Sassari), in terreni presi in affitto per allevare circa 200 pecore, una cavalla bianca, un asino e pochi maiali. Mio padre era coadiuvato dal servo pastore, teracu, Portolu della famiglia Serra-Spanu.

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16 Maggio 2019 - Categoria: narrativa

“Lo strangolamento di Maria Giusta” di Ange de Clermont

I benemeriti dell’Arma di Miramonti discussero fra loro le varie ipotesi sull’omicidio: questa volta non volevano rifugiarsi di nuovo nel mistero, dovevano a tutti i costi trovare l’assassino, a rischio di perdere non solo la faccia davanti al paese come tutori dell’ordine, ma anche di essere trasferiti nella zona delinquente dell’Isola.

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15 Maggio 2019 - Categoria: memoria e storia

“La sorgente di Santa Giusta” di Antonio Maria Murgia

Mio nonno mi raccontò che un giorno del 1910, lui e suo fratello gemello lavoravano all’interno della chiesa di Santa Giusta, la chiesetta di campagna, dove in seguito si sarebbero sposati i miei genitori. Con l’ausilio di un argano manuale, dovevano ripulire il pozzo d’acqua, posto nel presbiterio della chiesa, proprio sotto l’altare maggiore. Scesi nel pozzo, mentre scavavano con picco e pala, ad un tratto, udirono una voce che chiamava:

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14 Maggio 2019 - Categoria: memoria e storia

“Miei dolci buoi” di Ange de Clermont

Miei dolci buoi
di tutoli
di granoturco
dalle corna di canne
dai gioghi di quercia
trainando 
carri di sambuco
vi creai
bambino
evocando campi
sterminati
“Ah! Ah! Su o’ !”
ripetevo
imitando mio padre.

I compagni 
frementi
un giro 
mi chiedevano
e sull’acciottolato
giostravo 
con le funi
arando 
praterie
di sogno.

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13 Maggio 2019 - Categoria: letteratura sarda

“Meditazione sull’esortazione : dei morti non si deve parlare se non bene” di Ange de Clermont

L’intero mondo ai nostri giorni pare sia popolato da circa sette miliardi e settecento milioni di abitanti, ogni anno ne nascono circa cinquantuno milioni e ne muoiono circa ventun milioni e mezzo.
Questi dati sono naturalmente momentanei perché come le onde del mare l’umanità va e viene dall’altro mondo. Esiste un algoritmo guardando il quale possiamo seguire minuto per minute le nascite mondiali e le morti ugualmente mondiali.
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