A su giardinu meu, sorre mia, isposa,
deo bennidu sò, mirra e balsamu meu agoglio;
su mele meu a reje mi mandigo
e mi buffo su ‘inu e su latte meu.
Mandigade amigos caros,
imbreagadebos e buffade.
Cuartu poema
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Commenti disabilitati su “Cantigu de sos cantigos – capitulu 5” de Maria Sale,grande poetessa de Sardigna. . Leggi tutto
Quando ero piccola me ne innamorai perdutamente, lui fu davvero il mio primo amore.
Era alto e bellissimo.
Il fatto poi che lo vedessi di rado, aggiungeva alla sua figura splendida un non so che di mitico, lo proiettava in una dimensione dove il mio supereroe inarrivabile chissà cosa faceva e tutto diventava spazio per la fantasia.
Un giorno, assolutamente a sorpresa, venne a prendermi alla scuola elementare: era lì all’uscita e mi sorrideva mentre lo guardavo ferma, incantata, emozionata e fiera. Uè ragazzi, visto che roba eh?
Visto che sorriso? Visto com’è alto, com’è bello? Che occhi luminosi che ha? Lui aspetta me!
Lui è mio zio. Mio zio…
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Commenti disabilitati su “E quello che abbiamo ora, è una situazione dalla quale possiamo uscirne solo mettendo a frutto e a disposizione la parte migliore di noi.” di Sarah Savioli . Leggi tutto
Ogni volta che mi recavo a Nulvi per visitare mia zia e le mie cugine non poteva mancare la visita a Don Nino Posadinu con cui ho sempre condiviso il suo amore per il restauro dei beni culturali ecclesiastici di Nulvi e per la sua storia. Una volta me li fece visitare tutti, intrattenendosi sulla storia di ciascuno. Era sempre disponibile a mettere a disposizione la consultazione dell’archivio nulvese per la consultazione non solo dei Quinque Libri. Vi andai una volta con la collega Giuseppina Tedde di Bortigali per cercare tra i registridi battesimo la certificazione della nascita di Donna Lucia Tedde Delitala. Potemmo leggere e ricopiare questo prezioso atto di battesimo scritto in bello onciale e in lingua spagnola, firmato da un canonico, mentre gli altri atti di battesimo erano scritti in lingua sarda.
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Commenti disabilitati su Canonico Nino Posadinu, sacerdote pio e benemerito della storia e dell’arte sacra a Nulvi di Angelino Tedde . Leggi tutto
Alla fine dell’anno accademico, ero rimasto come sempre senza un soldo. Un amico mi propose di andare ad Anzio per verniciare le ringhiere di un asilo gestito da suore. Ne avrei ricavato duemila lire.
Arrivato ad Anzio di buon mattino, venne a prendermi al pullman una suorona francese, poco femminile, ma affabile nei modi, con una R4 distrutta ma funzionante. I suoi piedi enormi, nudi all’ interno di sandali logori, distruggevano i pedali.
Durante il tragitto mi informò che l’asilo fungeva anche da orfanotrofio, gestito da due suore che non potevano mai concedersi un giorno di riposo. Arrivati a destinazione, in piena campagna, mi presentò all’altra suora. Rotondetta, molto più giovane e carina della collega, mi offrì gentilmente un’ ottima colazione.
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Cantu ses bella, amiga mia, cantu ses bella!
Sos ojos tuos sun columbas
a pinna de su ‘elu tou.
Sos pilos tuos cumparin
che fiotu de crabas falende
in sa costera ‘e Gàlaad.
Sas dentes tuas sun che fiotu
de arveghes tusas pighende
da-e riu totu apajadas
e no bind’at una iscàbula.
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Commenti disabilitati su Cantigu de sos Cantigos – Capitulu 4 di Maria Sale poetessa de Tzaramonte . Leggi tutto
Famiglia d’origine corsa trasferitasi in Sardegna a metà del secolo XV. 1 Sono noti due rami Delitala, originari il primo di Macomer, e il secondo di Chiaramonti. Furono forse di quest’ultimo i Delitala residenti a Cagliari dagli inizi del XVII secolo.
I Quinque Libri di Castello registrano i Delitala a partire da Angelo Delitala y Amat. I dati in nostro possesso possono essere riordinati in quattro generazioni
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Commenti disabilitati su “L’0rigine dei Delitala di Chiaramonti” secondo i Quinque Libri di Castello Cagliari . Leggi tutto
In mezzo al vero e proprio stordimento che arriva dai mezzi di comunicazione di massa, condivido l’atteggiamento della ricercatrice trentatreenne che è rimasta a Wuan col figlio di tre anni. Ragionando dice che se si fosse messa in viaggio avrebbe corso più rischi lei e il figlio. Fa la sua quarantena nella città vivendoci serena e osservando le famose regole per evitare il contagio. Ha gran fiducia nei medici curanti e in tutti quelli che si prodigano per migliorare le condizioni di vita dei contagiati e per salvare coloro che possono salvare, per un verso, pregando, secondo la tradizione bimillenaria della Chiesa, perché questo flagello abbia una fine.
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Commenti disabilitati su “Serenità e fiducia nella scienza e nella generosità dei ricercatori, dei medici e di tutto il personale paramedico che assiste i contagiati. Chi poi ha fede: preghiera e fiducia in Dio.” di Ange de Clermont . Leggi tutto

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Subra su lettu meu,
chena l’agatare,
intro de note chircadu,
apo s’amadu meu.
”M’apo a pesare e, a inghiriu,
in tota sa tzitade,
deo l’apo a chircare,
in carrelas e piatas,
s’amadu ‘e su coro meu”.
Chircadu deo gia l’apo,
ma chena l’agatare.
Apo fintzas sas guardias
de runda dimandadu,
s’est chi s’amadu meu esseran intopadu.
De pagu iscabuladas,
che fin cando l’agatei, s’amadu ‘e su coro meu.
Forte deo l’apo istrintu e, no l’apo a lassare,
fintzas chi no lu gito a domo ‘e mama mia,
a s’aposentu sou.
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