- 2. Questo Santo dell’amore fraterno, della semplicità e della gioia, che mi ha ispirato a scrivere l’Enciclica Laudato si’, nuovamente mi motiva a dedicare questa nuova Enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale. Infatti San Francesco, che si sentiva fratello del sole, del mare e del vento, sapeva di essere ancora più unito a quelli che erano della sua stessa carne. Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, agli scartati, agli ultimi.
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Publicamus sas poesias de sos pitzinnos de s’iscola de s’obbligu premiadas in su prèmiu de poesia ammanizadu dae sa Circoscrizione N^ 2 de Tàtari sa die 6 de martu . Ant bìnchidu totu sos prèmios una tropa de pitzinnas de Santu Lussurgiu, chi sunt istadas ghiadas dae Francesca Manca, una mastra de balia chi animat s’assotziu culturale Elighes ‘Uttiosos, nòdidu pro s’impignu in s’ammanizu de manifestassiones culturales pro sa crèschida de sa limba e de sa cultura sarda.
1^ Prèmiu
” SA ‘ISIONE de Giovanna Guspini – 12 annos
Serra sos ogos
e ti atzappas
in sas alas de unu dragu
chi ti faghet ‘olare
prus allargu de sos confines
de su munnu
suba una nue
de tzùccaru modde
po porrer iscultare
sa melodia de sos puzones
in unu regnu incantadu
in ue òmines, animales e natura
biven in paghe.
Tottu poden ‘isionare!
2^ PREMIU
EST BELLU A CAMINARE de Irene Ledda – 9 annos
Est bellu a caminare
sutta su paracu
a su reparu
de cussa ‘omighedda
comente un’antunnu
chi si movet
cun megus.
Est bellu
a iscultare
cussu balligheddu
de ‘uttios
asuba de sa conca mia.
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Commenti disabilitati su Sas poesias de sos minores contivizadas dae Domitilla Mannu . Leggi tutto
Il 28 luglio 1983 la città di Tempio Pausania fu circondata dal fuoco e nella collina di Curraggia persero la vita otto uomini che si erano prodigati a spegnere il terribile incendio. Qualche tempo prima io ero stato nominato dal Papa vescovo della Diocesi di Ampurias e Tempio. Il mio primo incontro con la nuova comunità fu la benedizione dei morti nel fuoco e l’abbraccio affettuoso ai loro familiari. Nei nove anni della mia presenza a Tempio vidi morire tragicamente nel fuoco altre ventuno persone. Altri uomini morirono bruciati nel tempo del mio servizio pastorale nella Diocesi di Nuoro. E moltissimi sono morti nella lunga storia degli incendi in Sardegna. (Pietro Meloni Vescvo emerito di Tempio Ampurias e di Nuoro).
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Commenti disabilitati su La salvaguardia della natura. Una riflessione sui fondamenti biblici e patristici di Pietro Meloni . Leggi tutto

Tarsilla Mannu
(1920-1994)
Tarsilla Mannu nacque a Chiaramonti il 5 maggio 1920 nello stesso anno in cui nacque Nino Soddu, il fondatore del PCI in paese, e don Giommaria Dettori, a Siligo, parroco per quasi 40 anni di Chiaramonti e come spesso ricordava era anche coetanea di Giovanni Paolo
Quest’anno avrebbe compiuto cent’anni e perciò vogliamo ricordarla cercando di tracciare un breve profilo storico della sua vita che va dal 1920 al 1994, visto che visse 74 anni e mezzo, essendo deceduta il 19 novembre 1994.
Il padre, Sebastiano Mannu (1870-1848) era figlio di Antonio Maria Mannu che era figlio di Sebastiano Mannu oriundo di Ossi.
La madre era Vincenza Soddu.
I Mannu erano rossicci di capelli e di occhi celesti.
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Commenti disabilitati su “Tarsilla Mannu (1920-1994), a cento anni dalla nascita” di Ange de Clermont . Leggi tutto
Si iscrisse giovanissimo all’Associazione Silvio Pellico di Sassari, A Roma, dove proseguì gli studi, frequentò la Congregazione mariana La Scaletta in S. Ignazio e l’Associazione Studi e Azione, conobbe P. Pericoli, fu esponente della GCI del Lazio. Rientrato a Sassari nel 1916, continuò ad interessarsi del movimento giovanile, al quale diede notevole impulso, subentrando nella presidenza regionale della GCI ad A. Del Rio Busaschi, già presidente della commissione regionale provvisoria, della quale avevano fatto parte fin dal 1913, tra gli altri, A, Espis e C. Villasanta.
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Commenti disabilitati su Antonino Biddau (Ploaghe,1897-1922,Sassari) di Angelino Tedde e di Angela Farris . Leggi tutto
7 Settembre 2020
- Categoria:
storia
“Hilarus, natione sardus, ex patre Crispino, sedit annos sex, menses tres, dies decem”. Il Liber Pontificalis (1) inizia con queste parole il ricordo del primo Papa sardo, che morì millecinquecento anni fa il 29 febbraio dell’anno bisestile 468. L’elezione di Ilario all’episcopato romano avvenne alla fine dell’anno 461, nel difficile periodo che preludeva alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nell’anno 476. L’eredità da raccogliere era quanto mai impegnativa: lo aveva preceduto come vescovo di Roma Leone I il Grande, la cui personalità non comune aveva inciso profondamente sugli avvenimenti e sull’evoluzione della dottrina teologica per oltre vent’anni.
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Nel tempo della Pandemia
Deus ti salvet Maria
chi ses de gratzia piena
in custa quarantena
morit sa zente.
O Deus Onnipotente
su populu at pregadu
pro chi siat preservadu
dae custu male.
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Via Roma, Sa ya Manna (nel lessico fonetico: S’aya Manna), una strada, un brandello di Storia.
“Era ancora in corso la costruzione della strada di Carlo Felice, quando gli abitanti di Osilo manifestarono la volontà di ottenere una comunicazione carrozzabile con la nuova arteria. Il loro intendimento fu particolarmente apprezzato dal maggiore Carbonazzi, direttore delle opere stradali nel Regno di Sardegna”.
Lo stesso Carbonazzi scrisse in una sua memoria del 1827: “Nulla è difficile a colui che vuole fortemente. Gli attivi ed intelligenti, dotati di uno spirito intraprendente e di naturale perspicacia, non tardarono a discernere il loro vero interesse (…) Le liberali offerte di un ceto di persone assicurarono il più felice e pronto risultamento”:
Questa via Roma, questa Ya Manna, ce la siamo proprio voluta, pagata e costruita, per restare al centro del mondo, per fare della nostra Rocca ancora una volta un centro di grande interesse: l’ombelico del mondo, l’organigramma che passando per gli Orizzonti torni verso sé stesso, per perpetuare e non dimenticare.
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Commenti
Leggera e spiritosa la lirica che nasce tra le fanciulle di un rude paese di montagna dai picchi di vulcani spenti, di boschi di querce, di sottoboschi dove cresce splendida la felce.
Ange de Clermont
Marzo 13th, 2010