1 Maggio 2010 - Categoria: cultura

La Preghiera di Salvatore Soddu

Quando nella notte i nostri occhi si alzano a guardare il cielo stellato, vedono un universo di sterminata bellezza che incanta e stupisce nella sua tacita obbedienza a una legge: legge di vita e di armonia che fin dall’inizio lo ha costituito e che in ogni attimo lo sostiene; legge che da sola testimonia il Creatore. E se così è degli astri del cielo, così è delle piante e dei fiori, che “sanno” quando sbocciare e fiorire, quando fruttificare e morire. Una profonda relazione lega tutti gli esseri viventi a Dio; relazione di profonda preghiera perché essi, con il loro esistere, inconsciamente lo riconoscono e lo seguono, “narrando la gloria”. Ma questa recondita preghiera trova espressione – e la più alta, perché cosciente e libera – anche nell’uomo. E’ la preghiera che nasce quando questi, ancor prima di entrare in colloquio con Dio, lo riconosce come Padre che lo ha creato e lo sostiene nell’essere al pari di tutto l’universo. Un rapporto con Dio quindi, che l’uomo è chiamato a stabilire quotidianamente con lui o a domandarglielo, cosi come ogni giorno gli chiediamo:

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30 Aprile 2010 - Categoria: cultura

Brano della Lettera ai Romani di Paolo di Tarso

In questo brano di San Paolo ai Romani credo ce ne sia per tutti. Di fronte al relativismo e al soggettivismo etico oggi, e forse anche ieri, in voga il nostro apostolo non ha peli sulla lingua. (A. T. )

In realtà l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

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29 Aprile 2010 - Categoria: lingua/limba

Il Tevere, Zepara e Solarussa di Massimo Pittau

Gli antichi hanno tentato in modo molto vario e molto maldestro di spiegare l’etimologia del nome del fiume tosco-laziale Tevere (lat. Tiberis, Thybris, Thebris, greco Thybris); si veda la sintesi di questi tentativi presentata da Varrone (L.L. V 30). In epoca moderna, se non vado errato, è stato per primo Wilhelm Schulze, nella sua importantissima e geniale opera Zur Geschichte Lateinischer Eigennamen a prospettare l’origine etrusca del nome del fiume tosco-laziale (ediz. 1991, pgg. 247, 582). Egli lo ha fatto in base alla consonanza di questo idronimo con alcuni antroponimi etruschi. Questa spiegazione etrusca dello Schulze è stata in seguito accettata da Alfred Ernout, Les éléments étrusques du vocabulaire latin (Bull. de la Soc. de Ling., XXX, 1930, pg. 22) e dopo da Giuliano Bonfante, Etruscan Words in Latin (WORD, 36, 3, 1985, pg. 204).

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29 Aprile 2010 - Categoria: cultura

In Sardegna il mitico Giardino delle Esperidi? di Massimo Pittau

IL MITICO “GIARDINO DELLE ESPERIDI” ERA LOCALIZZATO IN SARDEGNA?

Accingendomi a trattare del mito del “Giardino delle Esperidi”, ritengo importante premettere e precisare che io lo reputo esclusivamente e totalmente una “leggenda” e inoltre intendo non analizzare il suo contenuto simbolico od evemerico, ma limitarmi a tentare di ricostruire la sua localizzazione geografica, ossia in quale terra del Mediterraneo esso è stato dagli antichi Greci agli inizi localizzato e per quale circostanza geo-naturalistica.

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27 Aprile 2010 - Categoria: cultura

La fede in Dio è un dono che si può chiedere di Ange de Clermont

Un giorno chiesi ad una collega giapponese, se credesse, mi ripose di non credere, ma quando aveva problemi pregava dicendo: ” O Dio, se ci sei aiutami!” E mi spiegava: “Considera, amico, che se Dio esiste davvero, sicuramente mi aiuta, se non ci fosse non perdo niente a rivolgermi a lui.”

Ho altri amici che non credono o almeno dicono di non credere, ma che si comportano come se credessero: amano il prossimo, hanno senso civico, fanno sacrifici per la famiglia, ma non  chiedo loro di credere in Dio, perché allora sembra che perdano la pazienza. Questo, per me, che credo in tutte le verità enunciate nel Credo che si recita agli inizi della Santa Messa è una sofferenza e spesso mi ritrovo a pregare per questi amici che ammiro, che reputo migliori di me, che non hanno combinato gli sbagli che ho combinato io.

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24 Aprile 2010 - Categoria: eventi culturali

Evviva l’Itaglia e gl’imboscati!

Premessa: la Pivetti, Casini, Betinotti ed ora Fini. La poltrona della terza autorità dello Stato italiano è stregata. Chi ne prende il posto diventa schizofrenico. Per un verso questi uomini camminano con un palo in corpo, per l’altro verso vogliono servirsi della poltrona per salire in alto nel partito. Di questo Fini a Bologna mi hanno detto che fascistello era prima e fascistello è rimasto, intendendo con ciò l’aspirazione ad essere conduttorre della Nazione, per intenderci, duce. Questa qualifica può andar bene per un imprenditore all’altezza di Berlusconi, ma per un partitello che ondeggiò tra la camicia nera e la fiamma, in una repubblica che voleva dirsi democratica non va bene.

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19 Aprile 2010 - Categoria: eventi culturali

La nuova camminata di Enrico Brizzi & C. per i 150 dell’Unità d’Italia

Per celebrare il centocinquantesimo anno dell’Unità nazionale, lo scrittore bolognese Enrico Brizzi e il gruppo di amici camminatori raccolto dietro l’insegna Francigena XXI partiranno a piedi dal punto più settentrionale del Paese, in provincia di Bolzano, per raggiungere in tre mesi Capo Passero, all’estremità sudorientale della Sicilia.

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18 Aprile 2010 - Categoria: storia

Padre Giovanni Battista Manzella animatore della carità sociale in Sardegna di Erminio Antonello Prete della Missione

Un inno alla Provvidenza

Il mio racconto non vuol essere una relazione, ma una breve comunicazione. Non è mio compito ripercorre le tappe dell’Ente morale “Casa Divina Provvidenza per cronici derelitti” a Sassari (1910) (detta popolarmente dei “Cronici”), ma semplicemente tracciare qualche linea della spiritualità di padre Giovanni Battista Manzella c. m. (1855-1937), con l’intento di gettare una luce un po’ di sbieco e un po’ dall’interno per meglio comprendere da quale ecosistema spirituale sia nata quest’opera, di cui ricorre il centenario. Le opere infatti si possono meglio comprendere se si conosce lo spirito di chi le ha iniziate e sostenute. Mi prefiggo pertanto di tracciare qualche tratto caratteristico della “carità sociale” di padre Manzella, lasciando parlare il più possibile lui stesso attraverso i suoi scritti.

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