23 Giugno 2010 - Categoria: recensioni

Florenskij, nozze mistiche tra fede e scienza di Marcello Veneziani

Tornano le opere più importanti del filosofo e sacerdote russo fucilato nei gulag nel 1937 perché anti-materialista. La sua figura e i suoi scritti dimostrano come si possano conciliare i dogmi religiosi con i principi della matematica meriterebbe di esistere Dio, la Verità e la Santissima Trinità e meriterebbe che la fede fosse davvero la via della salvezza eterna, anche solo per coronare la vita, la morte e il pensiero ardente di Pavel Florenskij, filosofo, matematico e sacerdote. Non merita di perdersi nel nulla e nel vuoto una vita eroica così spesa, una tensione di pensiero così potente e incandescente, un amore così colmo di sacrifici e dedizione come quello che riversò Florenskij scommettendo tutto se stesso sulla verità. Sarebbe un peccato mortale subito dall’uomo, uno spreco divino, vanificare la vita e il pensiero di Florenskij; sarebbe un oltraggio imperdonabile alla pietà e all’intelligenza umana e divina.

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21 Giugno 2010 - Categoria: archeologia

PALEOSARDO: FINE DI UN REBUS che non esisteva

Nell’ultimo fascicolo della rivista «Quaderni Bolotanesi» (num. 36 del 2010) Eduardo Blasco Ferrer, professore di Linguistica Sarda nell’Università di Cagliari, ha pubblicato un articolo, il quale è tutto un inno di vittoria, un grido di gioia dell’Autore. Già nel titolo egli proclama a gran voce e rivendica la gloria di avere finalmente risolto un rebus, quello che secondo lui sarebbe stato il Paleosardo – o Protosardo, cioè la lingua che parlavano i Sardi prima della conquista della Sardegna da parte di Roma e prima della loro latinizzazione linguistica -: egli proclama la tesi secondo cui il Paleosardo appunto sarebbe legato al Paleobasco, cioè alla lingua che avrebbero in antichità parlato gli odierni Baschi della penisola iberica. Egli perfino si è vantato con aria di trionfo che codesta sua tesi sarebbe «ormai saldamente accettata nella Comunità scientifica internazionale» (vedi I.Ingrassia & E. Blasco Ferrer, Storia della lingua sarda, Cagliari 2009, pag. 20) e come prova di ciò nel suo articolo presenta un lungo elenco di linguisti, italiani e stranieri, che per l’appunto condividerebbero la sua rivoluzionaria e definitiva scoperta.

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14 Giugno 2010 - Categoria: cultura

Il progresso e l’ambiente di Paolo Amat di San Filippo

Il processo di sviluppo dell’uomo, nella sua evoluzione dall’Homo Sapiens, attraverso l’Homo Faber, fino all’Homo Tecnologicus, ha avuto un prezzo che, fin dall’inizio, è stato a carico dell’ambiente nel quale l’uomo viveva ed operava. Come nella trasformazione termodinamica del calore in lavoro una certa quantità dell’energia termica non viene utilizzata perché va ad incrementare l’Entropia del sistema, così anche in una qualsiasi trasformazione chimica, quando una materia prima A, per azione di agenti chimici o energetici B, produce il composto C, contemporaneamente si forma sempre un’altra entità D, di differente configurazione.

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10 Giugno 2010 - Categoria: storia

“Materia Medica” e formulazioni farmaceutiche della metà dell’Ottocento a Cagliari di Paolo Amat di San Filippo

Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali dell’Università di Cagliari

In questa comunicazione vengono presentate circa 250 ricette, contenute in un voluminoso carteggio manoscritto esistente nella Biblioteca Universitaria di Cagliari[1], databile intorno al 1840-1850, del dottor Faustino Cannas, a quell’epoca Professore Ordinario di Materia Medica nell’Ateneo cagliaritano.

Si cercherà di correlare questo corpus di ricette con gli argomenti della disciplina,insegnati nella metà dell’800, desunti dal libro di testo dello stesso Professor Cannas[2] e dal programma a stampa di quel Corso per l’Anno Accademico 1852-53[3].

Essendo il carteggio scritto in latino e, secondo la prassi medica, in modo estremamente abbreviato, per poter interpretare il testo di molte ricette, è stato necessario consultare le ”Voci di Spezieria” del Masino[4], il “Plantas Medicinales” del Quer[5], e la “Farmacopea” del 1846[6].

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9 Giugno 2010 - Categoria: narrativa

Donna Lucia Delitala Tedde nella società sarda del primo Settecento di Giuseppina Tedde

Giuseppina Tedde, già ordinaria di Lettere moderne nelle Scuole Medie Statali, originaria di Bortigali (Nuoro), negli anni Novanta si è dedicata con grande passione alla ricerca storica e alla successiva composizione di un romanzo che il momento difficile che sta attraversando l’editoria le ha impedito di pubblicare. Ciononostante la passione degli abitanti dell’Anglona, regione storico-culturale confinante con la Gallura, la Romangia e il Logudoro, per la storia, in questo caso di Nulvi e di Chiaramonti in particolare, l’ha portata su pressante invito a parlare di questo suo lavoro inedito, ma di grande interesse storico-narrativo del primo Settecento sardo. Il contributo è della stessa autrice, letto a Nulvi in occasione dei Venerdì dell’Associazione culturale Su Siddadu. Sarebbe auspicabile oltre alla pubblicazione del romanzo anche dei documenti più significativi, (quale il testamento della nobildonna, ad esempio) per meglio illustrare questa donna singolare che parecchi “orecchianti storici” senza alcun pudore trattano seguendo il cliché offerto dal viceré Rivarolo (1735-1738) sabaudo e ovviamente avverso alle fazioni nobiliari sarde filo-austriche o filo-francesi. I vari orecchianti ripetitori, invece di orecchiare a destra e a manca, dovrebbero trascorrere maggior tempo negli archivi per sfatare il fazioso ritratto che di Donna Lucia ha tracciato il Rivarolo, e che il nostro Manno, storico filo-sabaudo, ha ampiamente pubblicizzato con tutte le conseguenze che ognuno può vedere.

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9 Giugno 2010 - Categoria: cultura

La crisi rilancia l’Europa? di Paolo Pombeni

Come era facile attendersi l’attenzione principale della stampa europea riguarda il futuro della zona euro, messo in relazione con il futuro stesso dell’Unione Europea. Da un certo punto di vista si potrebbe dire che i paesi che hanno adottato l’euro sono solo 16 su 27 e fuori ci sono nazioni importanti come la Gran Bretagna, la Danimarca e la Svezia. Da un altro è difficile negare che l’euro è stato sino a ieri una storia di successo, per cui esso ha rappresentato la carta di accreditamento delle possibilità notevoli dell’Unione di sfidare il mondo: del resto il superamento ampio della parità col dollaro, un traguardo che all’inizio pareva assai difficile, aveva alimentato questa illusione.

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5 Giugno 2010 - Categoria: eventi culturali

Fotografie e ricordi di Sennori di Ange de Clermont

Nel novembre del 1965 lascia Stintino, con moglie due figli, e mi trasferii a Sassari, ma l’insegnamento lo ebbi a Sennori. I nove chilometri di distanza da Sassari, ospite insieme ad altre due colleghe, di una bianchina con alla guida Paola, si percorrevano in un baleno tra oliveti e orti e vista mare. La scuola diretta da Antonio Francesco Dore di Benetutti funzionava con efficienza, ma con troppa burocrazia.

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4 Giugno 2010 - Categoria: archeologia

Scavo della chiesa di San Giovanni Sottoterra di Romana a cura di Gabriela Carenti e Gabriela Gasparetti

Su segnalazione dell’archeologo Luca Sanna abbiamo potuto riprendere l’articolo che riportiamo per la letizia dei nostri lettori archeologi e non. Grazie infinite Luca. Il contributo è postato ne sito ufficiale del Comune di Romana.  (A.T.)

La chiesa di San Giovanni di Sottoterra in passato doveva essere un piccolo edificio campestre utilizzato per il culto soprattutto durante la festa dedicata annualmente al santo al quale è dedicata e che doveva probabilmente svolgersi nelle campagne attorno alla struttura. Il ritrovamento della suddetta è stato possibile grazie alla collaborazione di diverse persone e Istituzioni che hanno dato il proprio contributo per lo svolgimento del progetto.

Il progetto è partito grazie all’interessamento del sindaco di Romana Giannetto Serafino Piga che ha dato seguito ad alcune segnalazioni fatte dal ricercatore Stefano Castello e dall’Ing. Massimo Rassu, libero professionista nel campo dell’architettura e dell’urbanistica: attraverso lo studio di alcuni documenti medievali e in seguito a verifiche toponomastiche e cartografiche si è intuito che la chiesa che veniva citata poteva trovarsi proprio in regione “Costa Piras”, località nota tra gli abitanti del paese come “Sa Cheia”.

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