L’atmosfera delle incertezze che si respira nelle istituzioni europee si ripercuote e al tempo stesso viene incrementata dalle incertezze delle nazioni aderenti: si veda Grecia e Spagna, ma anche l’Italia non fa eccezione.
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Commenti disabilitati su All’ammasso delle incertezze di Ange de Clermont . Leggi tutto
E’ sotto il segno dell’incertezza che si è chiuso il mese di giugno. L’Europa sembra fatichi a rimettersi da una crisi economica che l’ha costretta a fare i conti coi suoi limiti e soprattutto che ha messo a nudo le farraginosità di alcuni suoi meccanismi. Su questo punto ha ragione Delors che, lucidissimo al compimento dei suoi 85 anni, ha messo il dito nella piaga dichiarando che l’abolizione di quello che ha chiamato «il metodo comunitario» per dare spazio ad un incerto e traballante «metodo intergovernativo» è alla radice dell’impasse attuale. Ciò che però Delors non dice è che il metodo comunitario è molto difficile in presenza di una UE a 27 membri, con disparità interne notevoli, e soprattutto nel momento in cui il sistema di governance dell’Unione è stato pasticciato mescolando istituzioni che vorrebbero essere «comunitarie» e riserve di sovranità per i singoli membri che temono di essere messi sul banco degli imputati.
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Commenti disabilitati su L’Europa delle incertezze di Paolo Pombeni . Leggi tutto
1 Luglio 2010
- Categoria:
storia
La Chimica nell’Isola, almeno fino ai primi anni del 1900, non comparve come protagonista nell’attività industriale, in quanto prevalentemente fu associata all’industria metallurgica.
Metallurgia
Tralasciando quei processi che pur chimici appartengono alla mineralurgia, quali la calcinazione delle calamine o l’arrostimento desolforante dei solfuri, ci occuperemo della riduzione sia termica che elettrolitica dei metalli.
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Sono stato in Belgio quattro volte e debbo dire che, a parte alcune buone impressioni sull’Università, tante altre mi colpirono negativamente. Volti tristi per non dire truci nei treni; individualismo accentuato e solipsismo conclamato; miscela di etnie spesso frustrate: turchi, italiani, africani e numerose altre accucciate sulle proprie forti radici di origine. Chiese deserte e preti invisibili (forse inesistenti), agglomerati di case cadenti immerse tra i cavoli, anonimi. Gli stessi cimiteri quasi privi di sacralità. Igiene scarsa e immoralità evidente con donne in vetrina ad uso prostituzione.
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Commenti disabilitati su La brutalità della polizia e della magistratura belga contro la Chiesa . Leggi tutto
In un libro l’ex capo dello Stato si definisce “morto”, invece nella seconda Repubblica il suo stile è più vivo che mai: da picconatore ha mandato in frantumi la Dc e ha inventato l’anti-politica. Ora minaccia di piucconare se stesso. Ma che fine ha fatto Francesco Cossiga? Si dichiara già morto. Ha annunciato per cinque anni la sua volontà di ritirarsi a vita privata, e tutti avevamo smesso di credergli vedendolo sparire. Poi l’ha fatto sul serio. Da tempo langue in un preoccupante silenzio. Depressione, annunci di catastrofe, ora ha deposto un ordigno-testamento in forma di libro in cui rivela di essere defunto.
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Commenti disabilitati su Salvate il soldato Francesco Cossiga di Marcello Veneziani . Leggi tutto
Tornano le opere più importanti del filosofo e sacerdote russo fucilato nei gulag nel 1937 perché anti-materialista. La sua figura e i suoi scritti dimostrano come si possano conciliare i dogmi religiosi con i principi della matematica meriterebbe di esistere Dio, la Verità e la Santissima Trinità e meriterebbe che la fede fosse davvero la via della salvezza eterna, anche solo per coronare la vita, la morte e il pensiero ardente di Pavel Florenskij, filosofo, matematico e sacerdote. Non merita di perdersi nel nulla e nel vuoto una vita eroica così spesa, una tensione di pensiero così potente e incandescente, un amore così colmo di sacrifici e dedizione come quello che riversò Florenskij scommettendo tutto se stesso sulla verità. Sarebbe un peccato mortale subito dall’uomo, uno spreco divino, vanificare la vita e il pensiero di Florenskij; sarebbe un oltraggio imperdonabile alla pietà e all’intelligenza umana e divina.
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Nell’ultimo fascicolo della rivista «Quaderni Bolotanesi» (num. 36 del 2010) Eduardo Blasco Ferrer, professore di Linguistica Sarda nell’Università di Cagliari, ha pubblicato un articolo, il quale è tutto un inno di vittoria, un grido di gioia dell’Autore. Già nel titolo egli proclama a gran voce e rivendica la gloria di avere finalmente risolto un rebus, quello che secondo lui sarebbe stato il Paleosardo – o Protosardo, cioè la lingua che parlavano i Sardi prima della conquista della Sardegna da parte di Roma e prima della loro latinizzazione linguistica -: egli proclama la tesi secondo cui il Paleosardo appunto sarebbe legato al Paleobasco, cioè alla lingua che avrebbero in antichità parlato gli odierni Baschi della penisola iberica. Egli perfino si è vantato con aria di trionfo che codesta sua tesi sarebbe «ormai saldamente accettata nella Comunità scientifica internazionale» (vedi I.Ingrassia & E. Blasco Ferrer, Storia della lingua sarda, Cagliari 2009, pag. 20) e come prova di ciò nel suo articolo presenta un lungo elenco di linguisti, italiani e stranieri, che per l’appunto condividerebbero la sua rivoluzionaria e definitiva scoperta.
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14 Giugno 2010
- Categoria:
cultura
Il processo di sviluppo dell’uomo, nella sua evoluzione dall’Homo Sapiens, attraverso l’Homo Faber, fino all’Homo Tecnologicus, ha avuto un prezzo che, fin dall’inizio, è stato a carico dell’ambiente nel quale l’uomo viveva ed operava. Come nella trasformazione termodinamica del calore in lavoro una certa quantità dell’energia termica non viene utilizzata perché va ad incrementare l’Entropia del sistema, così anche in una qualsiasi trasformazione chimica, quando una materia prima A, per azione di agenti chimici o energetici B, produce il composto C, contemporaneamente si forma sempre un’altra entità D, di differente configurazione.
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