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i levava presto Marianna, verso le cinque del mattino sia d’estate sia d’inverno: aveva conservato le abitudini della sua gioventù di abitatrice delle aziende agro-pastorali dei Falchi nelle località di Abba Salidae e di Pedru Canu vicino a Cachile. Era la maggiore delle tre sorelle e del fratello che si può dire che ha allevato. Successivamente dopo 4 anni di colf a Roma presso una famiglia nobile di Bonnanaro aveva raggiunto a Gallarate la sorella Francesca che lavorare già in ospedale come infermiera interna. Anche lei fece il corso di allieva interna sotto la guida delle Figlie della Carità che le seguivano. Dovevano timbrare il cartellino prima di uscire e dovevano essere in ospedale entro le nove di sera. Le vincenziane seguivano anche la loro formazione spirituale con essercizi spirituali in località suggestive. La vita d’infermiera era abbastanza dura con turni di giorno e di notte per l’assistenza ai malati. Non mancava della compagnia delle sorelle anch’esse infermiere. Dopo anni di lavoro professionale, rientrata in paese, conobbe il suo compaesano Mario che si uni a lei in matrimonio. La loro unione non fu allietata da figli.
Marianna rimase vedova circa 15 anni fa , facendo fronte alla sua solitudine con la preghiera per il defunto marito, con la lettura delle riviste, con la visione di buoni programmi televisivi e con lunghe conversazioni al telefono quando le sorelle e le amiche del paese la chiamavano per informarla delle vicende dei vari rioni che amava subito condividere con noi che partiti da Chiaramonti nel 1963 siamo rientrati nel 2012. Lei che ci sapeva preoccupati delle sorti demografiche economiche e sociali del paese c’informava non senza un certo brio. Frequentava la chiesa nelle feste comandate e negli anniversari dei cari defunti: il marito, la madre, il padre per i quali non mancava di dare tutti gli anni una messa di suffragio. In certi periodi dell’anno si recava dalle sorelle a Perfugas e a Tempio dove non mancava di dare una mano nella vendemmia della bella vigna del fratello Virgilio. Quando non andava a trovarle le sentiva al telefono per sapere anche di loro e dei nipoti e pronipoti. Quando parlava dei nipoti e dei pronipoti andava a in visibilio, quasi fossero suoi figli. Pur non conoscendoli li abbiamo visti crescere dalle sue narrazioni calorose e particolareggiate. A volte venivano a trovarla
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Commenti disabilitati su “Marianna Bussu (1941-2022) vicina di casa, più di sorella, condivisione delle primizie” di Angelino Tedde . Leggi tutto
Si sa che la Vergine Maria, quando fu concepita per opera dello Spirito Santo doveva avere 15 anni, essendo nata il 5 agosto del 15 avanti Cristo, sotto l’imperatore Tiberio. Visse a Nazareth, ma dovette scappare dopo la nascita del figlio accompagnata dal suo sposo ufficiale San Giuseppe che doveva avere circa una trentina d’anni. Non ci dobbiamo meravigliare per l’età perché a quei tempi non solo in Palestina, giovani adulti erano soliti sposare giovinette quindicenni. Si pensi ad esempio che nel Settecento a Chiaramonti il bandito fazionario Giovanni Fais di 19 anni sposò Baingia Unale a 13 anni nella chiesa di San Matteo al Monte. La legge allora riteneva maturi al matrimonio ragazzi di 14 anni e fanciulle di 12 anni. Gli usi e i costumi matrimoniali nel tempo mutano notevolmente e non dobbiamo meravigliarci. Spesso con la dispensa papale si combinarono matrimoni tra giovani fanciulle e i loro padrini adulti.
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Commenti disabilitati su “La casa dove abitò Maria, la madre di Gesù, con San Giovanni ad Efeso: la visione di una mistica tedesca e gli scavi del vincenziano padre Brentano, archeologo.”di Angelino Tedde e D. Carroli . Leggi tutto
Piero Angela, di ottima famiglia e figlio di padre psichiatra che seppe ,mettere in salvo molti ebrei e che è finito nel tempio Israeliano dei giusti. Un giornalista geniale che scelse la specializzazione scientifica come suo interesse esclusivo della maggior parte della sua vita. Poteva essere come lo è stato un mezzo busto televisivo, un Bruno Vespa, ad esempio, ma lui preferì spezzare il pane, che era esclusiva degli scienziati , al cosiddetto vilgentame, se volete al popolo bue o in modo più corretto cristianamente e civilmente alla gente comune. Non che la nostra televisione non abbia altri programmi di grande interesse storico, sociologico , anbientale come Geo e Linea Verde e tanti altri programmi, ma Angela ha preferito scegliere di spezzare il pane della scienza ai comuni mortali.
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Commenti disabilitati su “Piero Angela (Torino 1928-Roma 2022) un grande giornalista specialista della divulgazione scientifica” di Ange de Clermont . Leggi tutto
Mario Soddu faceva parte della famiglia di sette figli di cui 2 figlie di un cugino di mia madre e di mio padre. Zio Giommaria svolgeva il ruolo di cantoniere presso le cantoniere di vari centri della provincia di Sassari tra cui Pattada, Bono, Laerru e altri centri. La moglie era zia Pietrima Tolis, la cui famiglia annovera un eroe finanziare della seconda guerra mondiale. Sia zio Giommaria sia zia Pietrina erano due persone semplici e affabili impegnate rispettivamente nel lavoro di casa e nell’allevamento dei figli: zia Pietrina e zio Giommaria nelle strade presso cui svolgeva il suo lavoro quotidianamente dalla mattina al pomeriggio.Religiosissimi entrambi ogni sera prima di cena tutta la famiglia recitava il Santo Rosario.
Si sa che i figli prima o poi come i volatili lasciano il nido per cercare una professione nel mondo del lavoro e dell’impegno familiare e sociale. Mario era il secondogenito e fin da giovane svolse il ruolo di apprendista calzolaio presso lo zio Tolis, successivamente, non essendoci in paese abbastanza lavoro si trasferì al seguito del fratello maggiore, Peppjno, a Busto Arsizio.
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Commenti disabilitati su “Mario Soddu (Chiaramonti, 1932- Sassari, 2022) un uomo laborioso, marito e padre esemplare.” . Leggi tutto
Tracciare un profilo breve di un santo, grande e longevo quale fu il napoletano Alfonso Maria de’ Liguori, è quasi un’impresa. Qui lo si ricorda soprattutto per la sua tutela dei moralisti, come dal nuovo titolo conferitegli da papa Pio XII nel 1950. Il significato del suo nome, Alfonso, rispecchia sinteticamente la sua personalità: valoroso e nobile.
L’attualità del santo di Napoli sta nel fatto che, pur contrastando nella sostanza il relativismo morale e riconoscendo la Chiesa cattolica come suprema maestra, diede spazio alle “voci interiori della coscienza” e mantenne una posizione di equilibrio e di pratica prudenza tra i due estremi del rigorismo e del lassismo. Tale posizione affiora in quasi tutte le sue numerosissime opere di meditazione e di ascetica, ma soprattutto è sempre presente nell’ancora oggi studiata Theologia moralis. È questo in effetti il vero capolavoro di colui che, canonizzato nel 1839, venne decretato da papa Pio IX Dottore della Chiesa nel marzo 1871.
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Commenti disabilitati su “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Mario Benatti . Leggi tutto
Mentre scrivo, ad Alghero, si stanno svolgendo i funerali di Pietro Soddu; padre di tre figli GIampietro Massimiliano Angela,rimaasto vedovo 15 anni fa della moglie Teresa, donna amabile e paziente, tutta casa e famiglia e chiesa che seppe accudire con grande amorevolezza.
Pietro era rimasto vedovo ad Alghero dove con la moglie si erano ritirati dopo il tour di Nettuno, Oristano, Marrubbiu, Nuoro e infine Alghero.
Viveva col figlio Giampietro, mentre Massimilino e Angela erano convolati a nozze rispettivamente ad Alghero e a Peergufas. Passava il tempo leggendo e componendo versi nonché frequentando la parrocchia vicina e dedicandosi alla campagnetta che si era comprata.
La sua è stata una vita da militare-atleta nel campo del Karate dove aveva raggiunto l’alto grado di cintura nera. Nell’ambito della sua professionalità era stata efficientisimo specie nel periodo turbinoso della Brigate Rosse. Ma la sua attività non si fermava qui. Vigilava la sicurezza delle spiagge di Nettuno dove per ben due volte aveva portando in salvo due bagnati che stavano affogando, Questi salvataggi gli meritarono l’encomio e appositi titoli del Presidente della Repubblica. Non si fermò nemmeno durante la pensione aprendo palestre e svolgendo il suo ruolo fi organizzatore e di maestro di Karate.
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Commenti disabilitati su “Pietro Soddu, noto Pietrino. (Chiaramonto,1934-Alghero 2022) Un poliziotto atleta:un uomo dal cuore buono” di Angelino Tedde . Leggi tutto
Mentre il fratello come di dovere percorreva i centri dell’Anglona per la raccolta degli oboli per la Santa, portando con sé la teca della Santa martire dodicenne di Arborea, i giovani arrivati vista l’acqua abbondante che scorreva dalla sorgente di Santa Giusta, meglio sarebbe dire dalle falde del Monte Ledda che si erge a quai seicento metri sulla cima de su Torrione, di pertinenza chiaramontese e lungo il torrente. Le sponde da una parte e dall’altra erano di buona terra all’ombra dei ciliegi delle due stagioni, i giovani si diedero da fare nella coltivazione dell’ortocultura, la cui arte successivamente trasferirono in altre zone del paese.
Una trentina di giorni fa è tornato alla Casa del Padre, a 83 anni, Francesco Manca, il secondo di cinque fratelli e di due sorelle di una famiglia emigrata qua dalla Romangia (Sorso) nel 1935 mentre la parabola fascista stava declinando. Erano giovani sposi Maurizio e Giovanna.
Il loro arrivo fu promosso da un fratello di Maurizio che con la moglie avevano ricevuto dal parroco l’incarico dell’eremitanìa di Santa Giusta.
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Commenti disabilitati su “Francesco Manca (1939-2022) un esperto cultore dei campi ci ha lasciati”di Ange de Clermont . Leggi tutto
“La Sposa vedeva la Regina del cielo, la Madre di Dio, con una preziosa corona sulla testa e i capelli stesi su forcina di grande bellezza. La tunica era d’oro, brillante di indicibile splendore, e il mantello di color ceruleo, cioè del colore del cielo sereno. E siccome la Sposa era rimasta grandemente ammirata a tale magnifica visione ed era restata per l’interno stupore come sospesa, improvvisamente le apparve il beato Giovanni Battista che le disse: Ascolta attentamente ciò che questo significa.”
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