24 Settembre 2011 - Categoria: versos in limba

Mimnermo, su poeta grecu e Anghelu de sa Niéra

Mimnermo

 Che fozas chi brotant a beranu
ricas de fiores
cando su sole nos las faghet mannas.

Nois che issas
pro pagu tempus gosamus
de custa gioventura sos apentos
nen male nen bene connoschende
dae Deus.

Leggi tutto
24 Settembre 2011 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, cultura

Bainzu Truddaju, boghe manna ‘e Zaramonte e de Baldedu di Antonio Canalis

Pubblichiamo volentieri quest’articolo di Antonio Canalis, cultore di lingua e letteratura sarda e segretario del Premio Ozieri. La ristrettezza del tempo non gli ha permesso di esporlo  integralmente in occasione del ricordo di Bainzu svoltosi ai giardini pubblici di Chiaramonti. Lo ringraziamo sia per l’interesse per Bainzu sia per averci concesso di pubblicare l’articolo degno d’essere pubblicato nel più gran numero di siti. (Nota della Redazione)

Cantas boltas in sonnu t’apo ‘idu
e t’ido d’ogni tantu, ‘Aldedu caru,
pulidu in sos chizolos, nettu e giaru
coment’e un’abrile fioridu…

Leggi tutto
22 Settembre 2011 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, cultura

L’anima ballerina di Chiaramonti ballat su ballu tundu di Ange de Clermont

Stamane l’anima di Chiaramonti mi ha risvegliato sussurandomi “Duru duru duru sia”. Le ho detto di lasciarmi in pace, ma non c’è stato niente da fare. Ha cominciato a ballarmi intorno come se partecipasse ad unu ballu tundu. Benedetta anima claramontana! Pensavo di non rivederla per un pò di tempo, ma niente da fare. Ad un certo punto si è fermata e mi ha detto:

-Zitto che stavi per ballar anche tu, quando hai visto i giovani scatenati in piazza ballende su ballu tundu, di la verità, ti ho visto, ero vicino a te, nascondendoti dietro la sedia cominciavi a cadenzare i piedi (ho sentito che hai chiesto a tua moglie di entrare nel goro) di quegli scatenati giovani e ragazzi che si son messi a ballare in piazza san Giovanni con il gruppo folcloristico Armonias de ballu con alla fisarmonica Davide e Graziano Caddeo, al piano e batteria Giansilvio Pinna, alle launeddas , trunfa, e solittu Giacomo Longoni, alla chitarrrra Fabrizio Bandinu e i cantanti del tuo paese Franco e Gianni Denanni, Franca Pinna e Carlo Crisponi, accompagnati dai gruppi di ballo folk ProlocoMeana Sardo, Città di Arzachena, Santu Matteu Tzaramonte, dài ammettilo io ti ero vicinissima, ma tu non potevi vedermi. Mi son fatta dei giri. Lo sai che quei due fratelli chiaramontesi sono indiavolati, mi sono pure piaciuti tanto che senza che se ne accorgessero me li sono baciati. Huau, quanto ho ballato e tu invidiando le ballerine e i ballerini in costume e i numerosi giovani e ragazzi e pure tante bambini ballavano!- Hai ragione, ero una vita che non assistevo ad un ballo così scatenato di piazza, a voci così melodiose e trascinanti!-

-Troppo serio sei, peggio per te, quello che hai perso hai perso. Io quando ci sono i balli sia che mi trovi al bosco dei frassini sia che mi trovi al Mulino a Vento sia  che mi trovi in su Monte de Cheja, scendo e mi scateno nel ballo!-

Le rispondo, certo hai ragione, ma tu sai che io ho sempre lavorato e non ho dato molto tempo al ballo, a su ballu tundu poi.- Già ma ti sei divertito a su dillu, a su ballitu delle meanesi, non parliamo al ballo degli arzachenesi e, infine, a quello dei chiaramontesi.- Si mi sono divertito! Che cosa avrei dovuto fare con quelle voci di Gianni e Franco, di Franca Pinna (tra l’altro molto affascinate) e di Carlo Crisponi?- L’anima claramontana mi risponde:-Ballare dovevi, dovevi ballare, io ti avrei dato una mano, invece eri li, imbambolato, confuso, meravigliato a battere le mani in continuazione. Certo non hai fatto come i tuoi compaesani che piuttosto che battere le mani si tirano il collo. Che gente indigesta, fritta che nie, cuntenta ma fritta!- Le rispondo: – Non est fritta sa zente de Tzaramonte, è discreta, introversa, ma si vedeva che era felice, anzi ti dirò che ha battuto le mani più del solito!- Mi ribatte:- Mudu, faularzu, devi vedere come battono le mani negli altri paesi dell’Anglona!- Un pò seccato le rispondo:- Adesso anche tu sparli del tuo corpo, peggio per te, tu se ne sei l’anima, potevi pure svegliarli a dovere!- Mi risponde:-Uffa, mi stai seccando, dopo settecento anni m’insegni tu a muovere il mio corpo che è Chiaramonti e poi, in quest’occasione i claramontani di 51 anni, che hanno un diavolo in corpo!-

Che cosa posso rispondere a quest’anima, nulla, questa volta me ne sto zitto. La chiamo, ma non c’è più, dev’essersi offesa, quest’anima ballerina di Chiaramonti, stanca dai balli dev’essersene andata al bosco dei frassini a riposarsi. Mi ha lasciato però un foglietto con su scritto.

Balla balla Tzaramonte
chi sa festa gia est torrada
balla cun su nastru in fronte
balla cun sa bella amada.

Sos frades Denanni puru
cantende che un’orchestra
ti cantant su duru duru
pro t’allegrare sa festa.

Balla balla totu in tundu
su ballu tundu est torradu
chi lu cantat Franca Pinna

boghe pius bell’e su mundu
sonadores ti dant fundu
s’anima torrat pitzinna.

Balla balla Tzaramonte!

Leggi tutto

21 Settembre 2011 - Categoria: cahiers de doléances

Tre nomi, tre teste di cizzetta, tre sagrestani di Satana contro il Papa di Fulgenzio Saetta

Vista la libertà de nostro blog, una volta tanto, accettiamo anche questi pezzi agrodolci. Per conto nostro abbiamo una gran stima di Umberto Eco, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca: tre bei nomi, tre bei santi protettori, tre teste d’uovo, giornalisti, scrittori, teologi, filosofi, antropologi, semiologhi, italianisti, dialettologi (e chi ne ha più ne metta) tutti e tre docenti a tempo pieno o a contratto. Essi rappresentano nel bene e nel male quanto l’intellighetzia italiana abbia prodotto negli ultimi sessant’anni. Ci hanno solo un vizietto, quello di scherzare coi santi invece che coi fanti. Questi testoni sono fatti cosi e fortunati noi che ce li abbiamo. Si tratta di santi laici, con l’aureola di fuoco in testa  e una spada di canna nella mano destra. Dobbiamo stare attenti che i crucchi non ce li portino via. Come faremmo senza di loro, caro Fulgenzio Saetta? (Nota della Redazione).

Leggi tutto
21 Settembre 2011 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, cultura

L’anima lieta di Chiaramonti di Ange de Clermont

Il 18 giugno scorso abbiamo lasciato l’anima mesta di Chiaramonti a meriggiare nel fresco bosco dei frassini tra i due gelsi e La Madonnina. Pensavo che fosse scomparsa per sempre, perché non si era fatta più sentire. Ieri sera però, vigilia di San Matteo, mentre ascoltavo ai giardini le liriche di Bainzu Truddaju, eccotela avvicinarsi ad un albero capitozzato vicino al quale io ero seduto. Si è stiracchiata come una bella fanciulla che abbia voglia di sbadigliare, poi si è trasformata in una nebbia sottile, finché non ha preso atto che io l’avevo notata.

Leggi tutto
20 Settembre 2011 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, versos in limba

Bainzu Truddaju pastore e poeta di Baldedu (Chiaramonti 1921-2001) di Angelino Tedde

Chiaramonti ricorda, a dieci anni dalla scomparsa, uno dei suoi più grandi poeti, la cui raccolta, patrimonio dei familiari, è ancora in buona parte da pubblicare. A 9 anni dalla morte a cura di Gavino Maieli e con la prefazione di Giulio Paulis gli fu pubblicata una vasta raccolta dal titolo Rosas e ispinas de Baldedu, Ivo Melis Editore, Cagliari 1992, pp. 237

Il nostro illustre poeta trascorse la sua adolescenza nei campi, seguendo gl’insegnamenti tradizionali orali del padre. Frequentò le scuole elementari per due anni e poi da adulto privatamente conseguì la licenza elementare.

Leggi tutto
18 Settembre 2011 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, eventi straordinari

Jean Biddau, un homme bon, Flenu (Mons) – Ange de Clermont (Français et Italien)

Biddau Jean, 78 ans (1933), est décédé à Flénu (Mons) (2011). Il n’était pas un homme célèbre, mais un bon travailleur qui a toujours pensé à la famille et  à aider ses proches, à  conforter des voisins plus faibles. Je veux me souvenir de lui dans ce blog, car il était mon compagnon d’enfance, il avait   quatre ans de plus que moi et l’ange gardien au cours de mon enfance. Il était plus grand et  que nous, gamins des rues  Garibaldi 22 de Chiaramonti (Sassari). Il était un garçon  début leader du silence et un pensif et le type qui pourrati toujours attention à ce que nous n’avons fait pas mal. Parmi les nombreux jeux que  nous avons utilisé à faire était de jeter de l’eau au  filles avec une seringue énorme de sambouche. L’eau a attiré l’ au creux devant le bureau de poste, quand ils ont été  établissement, situé dans la maison de Schintu, les côtés de l’Autoroute. J’étais dans  une journée pour remplir ma seringue d’eau, appelé s’iscioppette, j’ai eu cinq ou six ans et pour rimplir la meilleure arme je me suis assis avec mes pieds sur le bord de la baignoire, j’ais suis tombeé dans l’eaux  e je commençais à boire, et peut-être je serais même mort si sa main non m’aurrais  tiré vigoureusement.  Je ne sais pas si je l’ai remercié,  mais compte  d’être en faute, je m’appostai plus élevé, chez la  maison d’un collectionneur bien connu, à prendre le soleil autant que possible, pour sécher mes vêtements et ensuite rentrer à la maison.
 Pendant qui je faisais sécher mes habits arrivat  mon père. Il me dit ” Bae a domo” J’ai obéi, ma mère m’a vu tellement humide que je devais   déshabiller et mettre au lit.  Cet épisode magnifié  à mes yeux la figure de Jean. Encore plus magnifiée  lorsque son frère a épousé ma sœur et retourné en Belgique, est tombé malade. Jean a pris à cœur son frère et il n’y avait chaque dimanche d’aller le voir. Après sa mort, sauvé  d’attente pour la pension de ma sœur. Le dernier  fois que je l’ai vu en Belgique, avait déjà été battu par la maladie de Parkinson. Il hier soir est allè a  la maison du Père. Il Laisse ses enfants et sa femme Micheline.
A’ sa femme et  à ses six enfants ( Mario Augusto , Vincenza, Leonarda, Ercole,Barbara, Giuseppe), renvoyent mes plus  chers salutations et affectueuses et sincères condoléances. Un homme bon moment meme si meurt  n’est pas loin de nous, mais continue à veiller sur nous, même de là-haut. Requiem aeternam dona ei Domine et lux perpetua luceat ei.
 A Giuanninu Biddau
Giuanninu de pitzinnia s’amigu

si ch’est boladu in Chelu pro gosare
sa morte dada pro su peccadu antigu
a pagu a pagu l’at cherfidu  leare.
Santa Arvéra l’accogliat in su Chelu
cun Santa Giusta e Santu Matteu
Nostra Signore in biancu velu
lu gittet pius serenu a peses de Deu.
Sa muzere chi restat in su mundu
umpare cun sos sese amados  fizos
cunservent sa memoria cun amore
Sos anghelos ballent su ballu tundu
cun tia Nenalda e cun sos duos fizos
li oghent de sa terra  ogni dolore.

ITALIANO

Giovannino Biddau, di 78 anni (1933), si è spento a Flenu (Mons) (2011). Non era un uomo illustre, ma un operaio onoste e buono che ha pensato sempre alla famiglia, ai parenti da aiutare, ai compaesani più deboli d confortare. Lo voglio ricordare in questo blog, perché è stato un mio compagno d’infanzia, di quattro anni maggiore di me e angelo protettore nel periodo infantile. Era più grande  e più alto di noi, monelli di Via Garibaldi 22 di Chiaramonti (Sassari). Era un ragazzo precocemente riflessivo ed un leader silenzioso e benevolo, sempre attento che non ci facessimo male. Tra i tanti giochi che eravamo soliti fare era quello di lanciare dell’acqua alle ragazze con una enorme siringa di sambuco. L’acqua l’attingevamo presso l’abbeveratoi di fronte alle poste, quando queste erano un’istituzione, situata nella casa degli Schintu, ai lati dello Stradone. Io mi accingevo un giorno a riempire la mia siringa d’acqua, detta s’iscippette, avrò avuto cinque o sei anni e per meglio rimpire l’arma mi misi con i piedi sull’orlo della vasca, scivolai, e comincia a bere, e forse sarei anche moto annegato, se una mano robusta non mi avesse tirato su energicamente, salvandomi dalla morte per annegamento. Non so se lo ringraziai, ma resomi conto d’essere in fallo, mi appostai più su, presso la casa di un noto esattore, a prendermi tutto il sole possibile, per asciugarmi gli abiti e poi tornare a casa come se niente fosse capitato. Mentre mi asciugavo però giuse mio padre che vedendomi bagbato come un pulcino esclamò “Curre a domo” . Obbedii, mia madre vedendomi così bagnato mi dovette dare qualche sculaccione e m’intimò di spogliarmi e di mettermi a letto: rischiavo la bronco-polmonite.  Quest’episodio ingigantì ai miei occhi la figura di Giovannino. Ancor più la ingiganti quando il fratello, sposata mia sorella e ritornato in Belgio, si ammalò. Giovannino si prese a cuore il fratello e non ci fu domenica che non andasse a trovarlo. Dopo la sua morte soccorse mia sorella in attesa della pensione di reversibilità.  L’ultima volta che lo vidi, in Belgio, era già martoriato dal morbo di Parkison, che lo ha riportato ieri alla casa del Padre. Lascia sei figli Mario Augusto, (58 anni) ,Vincenzo (56 anni ) Leonarda (54 anni), Ercole (53 anni), Barbara (50 anni), Giuseppe (48 anni,)  e MIchelina la sua affettuosa e fedele moglie per tutta la vita. Alla moglie e ai figli lontani mando il mio più caro ed affettuoso saluto e cordoglio. Un uomo buono quando muore non si allontana da noi, ma continua a vigilare su di noi, grazie alla comunione dei santi, anche da lassù. L’eterno riposo donagli  o Signore la luce perpetua risplenda su di lui. Amen

L’amico dell’infanzia Giovannino
e ritornato in Cielo per godere
La morte data per antico destino
a poco a poco l’ha preso in potere.

Santa Barbara l’accolga su nel Cielo
con Santa Giusta con San Matteo pio
Nostra Signora in bianco velo
lo conducan sereno a pié di Dio.

La moglie che resta in questo mondo
insieme con i sei amati figli
conservino il ricordo con amore:

Gli angeli suonando  il  ballo tondo
con zia Leonarda e con i due figli
facciano della terra obliare ogni dolore.


Leggi tutto
18 Settembre 2011 - Categoria: versi in italiano

Aspettare – di Rema di Porto Torres

Aspettare
in fila alla posta
una pensione infedele
ti lascerà prima della fine del mese
e volti un tempo fieri si piegheranno a guardare sempre più basso
(aspettando un parente che chiami)

Leggi tutto
RSS Sottoscrivi.