9 Dicembre 2011 - Categoria: archeologia, onomastica, toponomastica

Cornus di Massimo Pittau

Cornus

Antica città, di cui esistono i resti nell’agro di Cuglieri nei pressi de s‘Archittu e di Santa Caterina di Pittinuri.

Il Movers (Die Phönikier, II 2, 578) presenta Cornus come un toponimo punico, ma noi non accettiamo questa opinione del pur illustre studioso. Ciò perché, in linea generale, siamo fortemente contrari alla “feniciomania” di troppi studiosi moderni di storia antica della Sardegna, poi perché, essendo l’antica città situata in una zona che registra una delle più alte concentrazioni di nuraghi di tutta l’Isola e nel suo stesso sito rimangono ancora i resti di tre nuraghi, Ameddosu Crastachesu e Muradissa, siamo dell’avviso che, con molto maggiore probabilità e verosimiglianza, il centro abitato in origine fosse nuragico o propriamente sardo e nient’affatto punico.

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I dialetti della Sardegna Settentrionale di Mauro Maxia – Premessa e Capitolo 1

Premessa

Gli studi sulle varietà dialettali della Sardegna settentrionale non hanno, fino ad oggi, attratto in modo particolare l’interesse degli studiosi. Dopo il primo trentennio del Novecento, durante il quale un’accesa discussione impegnò gli specialisti sulla loro collocazione, i linguisti sembrano essersi disinteressati di questo ambito disciplinare.

Ai dialetti che passano sotto i nomi di «gallurese» e «sassarese» e alle loro sottovarietà finora si sono accostati sporadicamente cultori e appassionati che, in varia misura, hanno cercato di colmare questa evidente lacuna della linguistica italiana e sarda.

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5 Dicembre 2011 - Categoria: versos in limba

Matibullosa majarza de Anghelu de sa Niéra

A s’avreschida
cumprendo
chi ses propiu
una majarza
ca’ ti mustras
a su sole
comente
aggradat a tie.

 

Como li mustras
sa cara
poi sas palas
tue li mustras,
e cando
t’andat a geniu
li mustras
finas su sinu.

 

 E poi
dilli dilliriende
pianu pianu
tue a su sole
mustras sa matta dae nanti
e sa matta ‘e dae segus
chi sunt tundas
che-i sa mela.

 

Como deo
t’ap’iscobertu
chi cando
chentu muinas
faghes innanti
a su sole
tando m’atis a beranu
cun fiores de mudeju,
e cando t’ipozas tota
a li fagher su striptis
tando m’atis
meda caldu
cun sos giogos
de istiu.

 

E cando
ti estis torra
e mi saludas
su sole
cun sas fozas totu grogas,
tue gia m’atis s’atunzu.

 

E cando mi giogas
puru a cua gua goedda
s’ierru fritu
mi propones
‘e su giru benidore.

 

 

Su ballu dilliriadu
pro a tie
est unu giogu
ma pro a mie
chi so annosu
est buglia
pius che mala.

 

Riende riende
mi murmutas:
– Sos tuos giros
sunt finidos!
Est ora de ti nch’andare.-

 

-Gia m’inch’ando
terra niedda
gia m’incando,
giradora.
E pessare ch’in sa vida
creio, chi fit su sole
a fagher su ballu tundu
e imbetze fisi tue
mattibullosa
majarza.

 

Tzaramonte primos de Santu Aine  2011

 

 

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5 Dicembre 2011 - Categoria: recensioni

Come la teologa bavarese von Kirschbaum valorizzò la donna di Cristiana Dobner

 

Charlotte sapeva pensare

  E l’autodidatta smise di essere musa per diventare persona

Dalla donna musa alla donna che pensa da sé e produce da sé in autonomia, il cammino storico è stato lungo e lento. Charlotte von Kirschbaum si colloca, storicamente, su questo percorso con peculiarità proprie e ambiguità che rendono interessante la sua discutibile figura di pensatrice e di donna.

Di stirpe aristocratica e militaresca – il padre è generale – Charlotte, nata nel 1899 in Baviera, frequenta un liceo femminile che, se le offre una cultura elevata per gli standard del tempo, tuttavia già la inquadra in una mentalità che escludeva per la donna l’accesso all’università.

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4 Dicembre 2011 - Categoria: recensioni

Una lettura del “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI di Gianni Ambrosio

Pubblichiamo quasi integralmente la relazione tenuta dal vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio in occasione dell’incontro di presentazione del libro Gesù di Nazaret. Dall’ingresso a Gerusalemme fino alla resurrezione svoltosi all’università di Parma nell’ambito di un’iniziativa della Libreria Editrice Vaticana che sta portando il lavoro di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI negli atenei italiani, incontro di cui abbiamo dato conto nell’edizione di ieri.

 Ci si avvicina a un’opera d’arte con passi successivi. Il primo passo – penso alla cattedrale di Parma, al bassorilievo della Deposizione di Antelami – consiste in uno sguardo generale per cogliere la bellezza e l’armonia dell’insieme. Il secondo passo sarà l’approfondimento. Vorrei dire l'”ascolto”, perché l’opera d’arte ha una “voce”. L’ascolto non solo intende andare più in profondità, ma desidera anche sentire il “respiro”, captare il “suono”, cogliere il “senso” dell’opera. Così mi sono posto di fronte al libro Gesù di Nazaret di Benedetto XVI: è come un’opera d’arte cui avvicinarsi poco alla volta, guardando e ascoltando. Sono i due passi che, ovviamente, si intrecciano, anche se, per chiarezza espositiva, cercherò di tenerli distinti.

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3 Dicembre 2011 - Categoria: letteratura sarda, lingua/limba

Elène di Nino Fois

 Sa die su Professor Andria, primàriu de clinica universitària e docente de ostetrìcia e ginecologìa, ómine de seru e bell’ómine, altu, istrìzile, pilimùrtinu e ojos de battu, fit istadu tottu su manzanu operende. Sas féminas malàidas o ràidas bi curriant ca, nachi che a isse non bi nd’aiat e-i sas sanas li poniant fattu ca si nde ondraiant. Naraiat chi fit restadu bagadìu pro esser pius lìberu pro sa facultade de primàriu de clinica. Cun sos impignos chi aìat aeret sacrificadu sa familia…

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2 Dicembre 2011 - Categoria: storia

Le conclusioni storiografiche e culturali di Massimo Pittau

M. Pittau, «Gli antichi Sardi fra i “Popoli del Mare”», Domus de Janas, Selargius (CA) 2011 (via Monte Bianco 54; tel. 070/5435098; cellulare 340/7837789).

 Noi moderni dunque abbiamo di fronte una massa imponente di connessioni archeologiche e culturali, che legano strettamente l’antica isola di Sardegna all’antica civiltà egizia. Di fronte alle quali connessioni ci sembra che le deduzioni logiche che se ne debbano trarre siano le seguenti:

I) Questo materiale egizio – ed eventualmente egittizzante – non può essere stato importato in Sardegna dagli antichi Egizi, dato che è del tutto certo storicamente che questo popolo non ha mai espresso una politica imperialistica marittima e nemmeno un’ampia attività commerciale nel Mediterraneo e tanto meno nel Mediterraneo centro-occidentale.

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1 Dicembre 2011 - Categoria: versi in italiano

La danza del globo terrestre di Ange de Clermont

Stamane
all’improvviso
ho scoperto
che sei
come una bella donna
davanti ai riflettori,
o tondeggiante terra.

 

Ora mostri il tuo viso
le tue spalle
oppure
il tuo bel seno,
al sole
che sorride
e ti dardeggia

 

E poi,
danzando,
ti allontani
lentamente,
mostri
solamente

la ridondante pancia
e il tondeggiante
ingombro.

 

Ti ho scoperta,
lo sai,
che quando
vai sfacciata
sotto il sole
mi porti di primavera
le viole
e dell’estate caldo
le carole,
e quando
man mano ti allontani
tu mi porti l’autunno,
e quando giochi
a nascondino,
l’inverno,
discola,
mi porti.

 

Il tuo giro
tortuoso
per te,
amata terra,
è un sollazzo,
ma per me
ormai vecchio
e appassito
no di certo.
Mi sussurri,
beffarda:

 

-Troppo
mi hai veduta
girare
e rigirare.
Il tuo tempo
è scaduto
or te ne devi
andare.-

-Sicuro,
me ne andrò,
dell’Essere
al Mare!
Tu, Globo
Immanente,
continua pure
intorno
al Sole
a girare
monotono
e indifferente
all’umano
passare.-

 

 

 

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