17 Marzo 2013 - Categoria: eventi straordinari

Il discorso di Piero Grasso, presidente del Senato

 

Il primo discorso di Piero Grasso

“Vorrei rivolgere il primo discorso a quei cittadini che stanno seguendo i lavori di quest’aula con apprensione e speranza per il futuro di questo paese”, ha detto Piero Grasso, neoeletto presidente del Senato, prendendo la parola nell’aula di palazzo Madama. Un Paese che “mai come oggi – ha detto – ha bisogno di risposte rapide e efficaci all’altezza della crisi economica politica e sociale che sta vivendo. Mai come oggi la storia d’Italia si intreccia a quella europea, i destini sono comuni. Compito della politica è restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida”.
“Abbiamo il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile”, ha sottolineato il neopresidente, aggiungendo che “dobbiamo indicare un cammino a lungo termine, una nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci”. “Quando ieri sono entrato per la prima volta da senatore in quest’aula mi ha colpito l’affresco sul soffitto, riporta quattro parole che sono state sempre di grande ispirazione per la mia vita: giustizia, diritto, fortezza e concordia. Quella concordia, quella pace sociale, di cui il Paese ha ora disperatamente bisogno”.

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16 Marzo 2013 - Categoria: eventi straordinari

Laura Boldrini alla Camera: «Dignità a ogni diritto»

È un omaggio ad Aldo Moro nell’anniversario del suo rapimento il primo atto ufficiale di Laura Boldrini da presidente della Camera. Lasciando Montecitorio a bordo di un’auto senza scorta, la presidente della Camera si reca a via Fani, dove depone una corona di fioriLaura Boldrini è il nuovo presidente della Camera. Il raggiungimento del quorum di 310 voti è stato salutato da un fragoroso applauso. Un omaggio quasi da tutti, anche dai deputati del Movimento 5 stelle e della Lista Civica: a non applaudire, unici, sono stati i deputati Pdl. Alla fine del conteggio Laura Boldrini ha ottenuto 327 voti, cioè la maggioranza assoluta.Nel suo discorso di insediamento la Boldrini, 52 anni, nata a Macerata, già portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati, ha reso omaggio al presidente Napolitano, ha ricordato la sua lunga militanza per i diritti umani, riferendosi alle donne vittime di violenza, ai migranti morti in mare. Ha parlato degli esodati, ha salutato “con speranza” Papa Francesco, ha detto che sarà la presidente di tutti e ha auspicato che il Parlamento torni a essere la casa della buona politica. “In Parlamento sono stati scritti questi diritti, ma sono stati costruiti fuori da qui liberando l’Italia e gli italiani dal fascismo”, ha detto in un passaggio la presidente della Camera.

Le presidenze di Montecitorio e palazzo Madama precedono quella del presidente della Repubblica per la quale il Parlamento in seduta congiunta e integrata con i rappresentanti delle Regioni è convocato a partire dal 15 aprile. Il mandato di Giorgio Napolitano, che non ha più il potere di sciogliere le Camere, scade il 15 maggio.
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15 Marzo 2013 - Categoria: eventi straordinari

Pirandello in Parlamento: il puparo che zittisce, l’inseguitore crappapelata, la procuratrice antropofaga: una farsa italiana di Ange de Clermont

Unknown-9Santa Madre Chiesa, con tutti i difetti e i peccati che le si attribuiscono, in 24 ore  ha eletto il Papa, scompaginando le logiche stravaganti dei giornalisti. Se poi si tiene conto che gli elettori del Papa son venuti dai cinque continenti si può capire la distanza abissale del funzionamento della Chiesa da quella di questo bislacco parlamento italiano dove si sta assistendo alla corsa di un vincitore allampanato  che corre verso un comico tachipsichico che manifesta in modo chiaro la sua stravagante follia comportandosi come un puparo che tiri i fili dei suoi pupi da dietro le quinte, perché più che governare vuole divertirsi a prendere per i fondelli il povero Bersani il quale, a sua volta, non intende prendere atto che c’è il PDL con cui non intende avere rapporti nella speranza che una piemme in combutta con i colleghi della corte facciano arrestare Berlusconi, perché a dire di tutti quelli del PD, di Repubblica e dei loro elettori Berlusconi sarebbe mafioso, evasore, stupratore di minorenni, corruttore di deputati e chi più ne ha più ne metta. I milioni di cittadini che hanno appoggiato l’imprenditore milanese, poi, secondo quel genio moribondo di Scalfari sarebbero una parte gonzi e una parte furbetti.

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14 Marzo 2013 - Categoria: versos in limba

A su Paba Frantziscu de Anghelu de sa Niéra (Sardo e Italiano)

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Gia pregamus pro a tie
Paba umìle e bonu.
Ti ses giamadu Frantziscu
che su Santu de Assisi.
As dimandadu primu
sa bendissione dae sa zente
Poi l’as dada tue a totu nois
Nos as nadu
“Sorres e Frades, bona sero!”
E nois t’amus ripostu “Bona sero!”
Custu manzanu a sas oto
Chena tantos pinnatzulos
Andadu ses a saludare
De sa Salude Nostra Signora
De su Populu Romanu.
In machina modesta
Chena tantu baccunu
De classos e de trumbas.
Bestidu de nieddu
E chena su zuccoto
ias su capoto
E iscapas gia frazadas.
Ecò Santu Franziscu
Mandadu dae Deus
Pro ammentare a totu
“Paghe e Bene, Frades mios,
Torrade a su Segnore
Pianghende sos peccados.
Issu bos cheret bene.
Pari pari amadebos
Che fizos de a Issu.
Azis aer seguru
chito consolu
pro s’anima e su corpus”

Traduzione

Pregheremo per te
Papa umile e buono.
Ti sei chiamato Francesco
Come il Santo d’Assisi.
Hai chiesto la benedizione dalla gente
e poi l’hai data la benedizione a tutti noi.
Ci hai detto “Sorelle e fratelli buona sera”
Abbiamo risposto “Buona sera!”
Stamane alle otto
senza tanti fronzoli
sei  andato a salutare la Vergine
Salute del Popolo Romano
In macchina modesta
senza tanto chiasso
 di claxon e di trombe.
Vestito di nero
e senza il bianco zuccotto.
Avevi un cappotto nero
e scarpe consumate.
Riecco San Francesco
per ricordare a tutti
“Pace e bene, fratelli miei
Tornate al Signore
piangendo i vostri peccati
poiché egli vi  ama.
Amatevi a vicenda
come figli suoi.
Avrete certamente
presto la pace in cuore
e la salute dell’anima
e del corpo”.
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11 Marzo 2013 - Categoria: eventi straordinari

Le vie dello Spirito di Dio non sono le vie degli uomini di Angelino Tedde

( 1. Samuele 16′);,1b.4.6-7.10-13a

L'abito papale

L’abito papale

“In quei giorni, il Signore disse a Samuele:  “Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da lesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re”.  Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato.  Quando Iesse e i suoi figli gli furono davanti, egli osservò Eliàb e chiese: “È forse davanti al Signore il suo consacrato?”.

 Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”.  Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”.

Samuele chiese a lesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele ordinò a lesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”.  Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto.

Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!”.  Samuele prese il corno dell’olio e lo consacrò con l’unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo Spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi.”

 A partire  da martedì pomeriggio, i 115 cardinali elettori cominceranno a votare per la scelta del successore di Benedetto XVI. Potenzialmente sono tutti papabili, ma i giornalisti hanno già indicato quelli piùi probabili. A volte è successo che siano riusciti a indovinare, ma più spesso hanno fallito le previsioni. Perché? Perché le vie del Signore come si può notare nella scelta dl successore del re Saul non sono le vie degli uomini. I criteri dello Spirito Santo non sono quelli dei giornalisti più o meno esperti di eventi ecclesiastici per cui senza stare a scevellarsi un buon cattolico non ha che da pregare perché il discernimento dei cardinali sia conforme alla volontà di Dio e non a quello degli uomini. Si prega e poi il Papa che verrà eletto dobbiamo accoglierlo con serenità senza stare a commentare sulle sue buone o mediocri capacità come usano fare spesso laici e laicisti e tanti cattolici autosufficienti che starebbero volentieri vicini al Papa per dargli dei suggerimenti come voleva fare con Benedetto XVI, ma ancor prima con Giovanni Paolo II, il famoso teologo svizzero che, purtroppo per lui, lo Spirito Santo non lo  ha scelto mai né come vescovo né tanto meno come vescovo di Roma. Il nostro povero teologo, ad ogni nomina di Papa, ne legge subito la vita (in senso sardesco) e ne prevede l’azione; alla sua morte o alla sua rinuncia su un intero foglio del Corriere della Sera emette il suo giudizio che vuol far passare per universale. Non c’è solo lui però che emette giudizi sui papi, ma anche modesti intellettuali che la sanno più lunga dello Spirito Santo.

Penso che un credente corretto, lasciando perdere laici e laicisti, edotto anche dalla storia della Chiesa e praticando quella virtù oggi così rara, l’umiltà, non debba fare altro che pregare prima dell’elezione del Papa e successivamente continuare a pregare per il suo gravoso e diffcile ministero tra i credenti e i non credenti. Penso che questo debba essere l’atteggiamento più corretto da seguire e il miglior modo possibile per fare da Cireneo al futuro Papa che come Cristo sulla salita del Calvario porta su di sé una Croce eccezionalmente pesante, chiunque venga scelto sia che rassomigli ad uno dei più splendidi figli di Iesse sia che venga scelte un cardinale dalla corporatura modesta, magari dai cappelli fulvi  e dai begli occhi come quelli del giovane Davide. L’importante è che Samuele, in questo caso i cardinali, ascoltino la voce dello Spirito più che i suggerimenti di Iesse cioè degli uomini.

 Roma, Mercoledì 13 marzo 2013

Unknown-8Come scritto alcuni giorni fa lo Spirito Santo si è mosso diversamente dalle aspettative degli uomini: il Papa eletto è il Cardinale di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, gesuita, argentino, nonni di origine piemontese, che si è dato il nome di Francesco, l’umile frate d’Assisi. Da nessuno preconizzato, quasi del tutto ignorato. Le vie dello Spirito non sono le vie degli uomini!

L’argentino Jose Mario Bergoglio è il nuovo Papa. Si chiamerà Francesco I. Ha 76 anni, è l’arcivescovo di Buenos Aires ed è il primo Pontefice sudamericano, fa parte della Compagnia di Gesù e arrivò secondo dietro Ratzinger allo scorso conclave. E’ diventato prete a 33 anni nel 1969 , secondo le consuetudini dei gesuiti che prima conseguono titoli accademici di vario gneere prima di  essere ordinati sacerdoti. Ha studiato da chimico. Quando fu nominato cardinale nel 2001 ordinò ai suoi di non andare a Roma, ma di dare i soldi per il viaggio in Italia ai poveri. Oppositore del lusso e degli sprechi, è di origini piemontesi. Viveva da sempre in umiltà.  Da quando  divenne arcivescovo di Buenos Aires ha scelto un piccolo appartamento al posto di quello lussuoso adiacente alla cattedrale. E’ diventato molto popolare quando c’è stata la crisi economica in Argentina: un punto di orientamento rispetto alla reputazione di politici e burocrati del Paese. Nel 2000 ha chiesto alla Chiesa argentina un atto di pubblica penitenza per le colpe commesse durante gli anni della dittatura. E quando all’ultimo sinodo dei vescovi, nel 2001, gli chiesero di avere un ruolo di peso, lui rispose: “Per carità, in curia muoio”. (A. T.)

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9 Marzo 2013 - Categoria: cahiers de doléances

Beppe Grillo alle sorgenti del fascismo. Dà soltanto ordini a deputatelli e senatorelli. Il comico resta un comico bollito di Ange de Clermont

Unknown-4Sentendo che alcuni miei familiari, per lo più giovani, avevano dato il loro voto a Beppe Grillo mi sono quasi rallegrato pensando che finalmente i giovani avrebbero spazzato via tanti affezionati alle poltrone di Montecitorio e di Palazzo Madama. Dopo le votazioni però ho cominciato ad osservare la condotta sia del capo sia dei suoi seguaci eletti. Prima di tutto una riservatezza che ricorda la vecchia massoneria: riunioni segrete per dare ordini perentori. Uniche informazioni e interviste alla stampa straniera quasi a disprezzare gli elettori italiani. Ora che la stampa spesso travisi pensieri e parole è quasi nella logica giornalistica che vuol fare notizia, ma far passare tutta la stampa italiana per mendace mi pare un pò troppo.  Ho visto, inoltre, alcune presentazioni su videoclip degli eletti ed ho provato la stessa pena che provai tempo fa quando ricorsero ad una presentazione identica i consiglieri eletti di un comune dell’Anglona.  Presentazioni improvvisate senza alcuna preparazione su quanto dovevano dire,  impacciati da far paura anche quelli che vantavano titoli di studio superiore.  Stesso spettacolo dato da questo deputatelli e senatorelli.

images-2Ciò premesso il fatto più impressionante è il manifestato desiderio del comico di voler subito le elezioni per ottenere una maggioranza alla Mussolini per dettare agl’italiani le riforme dello stato e la politica da seguire. Questo è un brutto segno perché rinasce il modello fascista del gerarca. Grillo è il Gran Gerarca del movimento da lui promosso e vuole dare ordini e comandare  ed essere obbedito. Discussioni nulla, votazioni all’interno del movimento nemmeno.Non si allea con Bersani, nega contatti con l’immondo Berlusconi. Vuole tutti i vecchi partiti a casa e ottenere una maggioranza strabocchevole tale da prendere il mano il bastone o la carota del comando. Di suo ha già un atteggiamento ducesco e direi quasi la stessa follia. Cadono a questo punto le mie simpatie e se avevo deciso di votarlo alle prossime elezioni non solo non lo voterò, ma suggerirò ai miei familiari di guardarsene bene dal promuovere un dittatore che non è nemmeno carismatico come Chavez e Fidel Castro, ma qualcosa di peggio.

Bersani non rendendosi conto di questo, tanto è bollito, vuole a tutti costi l’alleanza con lui che continua ad insultarlo. Come si fa, povera Italia, che ormai va alla deriva tra teste dure come quella di Bersani, teste di rapa come quella di grillo e teste in rincoglionimento come quella di Berlusconi. Non parlo dei finiti male perché c’era da aspettarselo.

Sono giunto alla conclusione che da cattolico non mi resti che pregare per la mia patria e non osservare nemmeno il comportamento di queste congreghe stravaganti che tutto vogliono secondo i loro piani quasi fossero i prescelti da Dio per fare il Papa, non si sono accorti che non sono cardinali, ma dei poveracci ai quali noi, purtroppo, abbiamo dato il voto per rappresentarci degnamente e invece agiscono seguendo i sentimenti più belluini che possano alloggiare nei loro cervelli bolliti.

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8 Marzo 2013 - Categoria: discipline scientifiche

Festeggiare le donne non far loro la festa di Ange de Clermont

Mimose per le donne

Mimose per le donne

Festa della donna o Festa alla donna? Mi sa che si cerchi di fare la festa alla donna: in famiglia, nei mass media, nei posti di lavoro. Esser donna significa esser madre, ma oggi a quante donne è concesso d’esserlo davvero?Esser donna significa esser sposa, m a quante è data l’opportunità di trovare dei bamboccioni seriamente desiderosi di metter su famiglia? Va di moda la donna usa e getta come del resto anche il maschio usa e getta. Non parliamo del mondo dello spettacolo di cui la donna tiene una gran fetta, ma come la tiene? Spesso con la commercializzazione pubblicitaria dove conta il prodotto da vendere più che la donna che vende? Viviamo in un mondo in cui con la teoria del genere ha messo in crisi la stessa identità di maschio e femmina. Insomma pare che lo spirito del male stia scombussolando la vita umana beffandosi in primis della donna e poi dell’uomo.
Non voglio oggi stancarvi cari amici di fb con discorsi difficili. Noi, nati alla fine degli anni trenta del secolo scorso, amiamo fare la festa delle donne per quel che rappresentano come madri, spose, figlie, educatrici e insegnanti, lavoratrici e libere professioniste per cui offriamo sia pure virtualmente a ciascuna donna presente nel nostro gruppo di amici un bel mazzo di mimose e augurare a tutte e a ciascuna una giornata felice, ricca di coccole e di omaggi, di gioia e di amore sponsale, filiale, paterno e materno e di serenità nel lavoro e nell’educazione dei figli. Alle sorelle consacrate auguro quella serenità che si prova a donarsi totalmente al Signore, alle nubili un futuro radioso oppure una scelta da single decorosa e socialmente importante! Auguri, auguri a tutte!

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5 Marzo 2013 - Categoria: archeologia

“Quandoque bonus dormitat Homerus” L’epigrafista Raimondo Zucca di Massimo Pittau

UnknownIo ho sempre dimostrato grande stima del collega Raimondo Zucca come studioso e talvolta l’ho fatto anche in forma pubblica. Però un suo recente ampio studio (di 70 pagine) dedicato alla cosiddetta “scrittura nuragica” e pubblicato nel «Bollettino di Studi Sardi» (5 – 2012), mi ha sorpreso abbastanza e non mi trova d’accordo in tutto. Egli infatti ha tracciato – molto bene – la lunga storia della questione sulla esistenza o meno di una scrittura fra gli antichi Nuragici, ma insieme ha allargato enormemente il suo campo di analisi, a tutto il Mediterraneo antico, dalla Sardegna all’Iberia, a Micene, a Cipro, alla Fenicia, all’Egitto, ecc. Io però non mi sento di interloquire col collega Zucca in un campo così vasto e precisamente sulla lingua iberica, su quella micenea, su quella fenicia, ecc., perché non sono stati questi miei campi di studio specifico e pertanto temerei di essere superficiale sull’argomento.

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