12 Dicembre 2013 - Categoria: cultura

L’Odissea e la Sardegna nuragica di Massimo Pittau

 UlisseNell’antico mondo greco, già in epoca classica e dopo in quella postclassica, riguardo ai poemi omerici e soprattutto riguardo all’Odissea si determinò un movimento esegetico-culturale molto caratteristico: numerosi interpreti, commentatori, storici e geografi si diedero da fare per indicare la rotta esatta del viaggio fatto da Ulisse nel suo peregrinare da una terra all’altra del Mediterraneo e più precisamente per individuare le diverse tappe da lui fatte e cioè le terre da lui toccate. La motivazione di fondo di questa affannosa esegesi di carattere geografico stava nel fatto che – come tutti sappiamo – i due poemi omerici costituivano ormai i “libri” per eccellenza della etnia greca, la loro Bibbia nazionale, gli strumenti essenziali della paideia dei Greci e cioè della loro educazione e della loro cultura. Quelle identificazioni delle varie «tappe» del viaggio di Ulisse pertanto erano promosse dal desiderio di dare decoro e gloria alla propria patria locale, alla propria isola, alla propria città o regione, decoro e gloria che scaturivano appunto dall’essere stata essa raggiunta dall’eroe di Itaca.

Senonché la identificazione di quelle tappe non risultava affatto univoca, bensì variava da interprete a interprete, ovviamente in funzione ed a vantaggio delle rispettive patrie locali; col risultato finale che circa la identificazione di alcune tappe, perfino di quelle fondamentali, venivano indicate decine di differenti località…\1\ Il quale modo di procedere dei vari interpreti fu criticato e anche deriso dal grande filologo e geografo Eratostene di Cirene, con la seguente frase che ci viene tramandata da Strabone (I, 2, 15): «Si ritroverà dove Ulisse ha navigato, quando si troverà il pellaio che ha cucito l’otre dei venti» (evidentemente quello datogli da Eolo). Senonché questa critica e questa derisione di Eratostene non fu affatto recepita dagli interpreti successivi, nemmeno dallo stesso Strabone che ce l’ha tramandata; e molti ancora continuarono nelle loro identificazioni delle varie tappe del viaggio di Ulisse: nel mondo greco, fino al suo trapasso in quello bizantino, e anche nel mondo romano, dopo che Livio Andronico nel secolo III a.C. Aveva proceduto a tradurre in latino l’Odissea.

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10 Dicembre 2013 - Categoria: narrativa

Eu, San Tommaso e Padre B. di Maria Teresa Inzaina

imagesUna duminica comme tanti, di primmaera ghjà cuminciata illu calendariu ma ancora agrizza, sdorria. La sigunda di lu tempu di Pasca d’abbrili, comu si legghj illu fogliettu pa la Missa chi piddhu a l’ingressu di la ghjsgitta; primma era pocu più d’ una stanzia consacrata , ma di recenti è stata smannata e acconcia, grazie a l’ agghjutu di li tanti fideli di chistu rioni di periferia undi, più di vint’anni anni oramai, hani abbaltu una sedi di citài li missionari di la “ Madonna del Soccorso ”. La ghjesgia appalteni a iddhi, e faci palti di l’edifiziu undi stani . Ci capitigghja spissu d’andà a la missa chì, palchì sò comodi l’orari, è accultu a casa e v’ha un’ atmosfera guasi intima e di familia. Semu inn ‘ anticipu e vi so ancora posti libbari: ni puntemu dui accultu , in qualta fila, poi di pochi passi illu strintu di lu corridoiu centrali. Li soliti facci, chissi fittiani a la missa di la duminica sera; li fideli più assidui, umbé in coppia, ciòani e mancu cioani, si piddhani guasi sempri li matessi pusatogghj, fatti di catrei affiancati. La vicchjtta chi sta accultu, ghjratu proppriu lu biccu, è sempri illa primma fila, a lu latu destru, di fronti a lu bassurilievu doratu, un soli chi spagli li so’ rai illu muru e chjudi, addaretu a lu riquadru d’ unu sportellinu, lu sigretu di lu Tabernaculu. Alti si sciuarigghjani lu latu a manca, sutt’a la statua d’una Madonnina amurosa e sorridenti, igniru a lu capu una curona di stelli accesi, chi pari pugliendi in donu lu so’ fiddholu criatura. Ha sempri, a li pédi o a fiancu, vasetti cun tanti fiori chi palt’e più, specialmenti illa beddha stasgioni, venini da li cultili e da li cialdini di li casi accultu, dati di bon cori, e finz’e vettia, guasi a sfida di paru pa ca li polta più beddhi, da femini c’agghjutani a tiné la ghjsgitta sempri frunita e luccica. Solu inn’ occasioni solenni l’ addobbi sò più pumposi e ricchi, isciuti da mani abbili di fiurai chi sàni cumpunì cun frondi e fiori almunii dilicati, folmi di culori e profumi tantu beddhi cantu di poca dura; troppu custosi a cumparà pa li missionari ch’ accapìtani cun pazenzia da lu bon cori di la ghjenti dugna centesimu di mandà inn’agghjutu a ca , in tanti lochi sminticati di lu mundu, è apprittatu da lu bisognu. Ma chici arreani offèlti cun cioia par un ringraziamentu o una festa, oppuru abbati di lagrimi poi d’ adduluriti funerali cun tanti curòni, cuscini, mazzuli scalmintosi chi saria un piccatu lassàlli tutti a cannuccassi in tarra illu campusantu; cussì, comu si fussia una prichéra in più pa l’anima chi s’è dispiduta, mani friziunosi e devoti n’arrecani ancora a chista ghjsgitta, pa la Madonnina e pa l’altari: e dunca la ghiesgia non è mai sfrunita e no si spreccani dinà.

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9 Dicembre 2013 - Categoria: eventi culturali, eventi straordinari

“Primma ciurrata internaziunali di la linga gadduresa Lu Palau 7.12.2013” di Mauro Maxia

GalloCaro Angelino,  il convegno è andato benissimo. L’unico rammarico è costituito dal fatto che sarebbe stato bello se i lavori fossero durati per l’intera giornata ma, purtroppo, in questo periodo invernale la Sardegna e la Corsica sono collegati soltanto da un corsa di traghetto ed è stato necessario concentrare le relazioni al mattino.  I lavori, che si sono tenuti nella sala consiliare del comune, sono stati seguiti da un pubblico attento che ha gremito la sala e che con la sua numerosa presenza (circa 150 persone) ha decretato il pieno successo dell’iniziativa, superando perfino le attese degli organizzatori. L’organizzazione è stata curata dal comune di Palau nella persona dell’assessore alla cultura, Ferdinando Abeltino, in collaborazione col dott. Mario Scampuddu, vicepresidente dell’Accademia di la Linga Gadduresa. L’andamento della mattinata ha seguito esattamente il programma previsto dalla locandina che hai pubblicato sul tuo sito. Si è trattato realmente di un appuntamento dal sapore internazione nonostante l’oggetto fosse rappresentato da un idioma minoritario come il gallurese. Il solo Pittau ha parlato in italiano, io e Comiti abbiamo svolto le nostre relazioni in gallurese mentre Chiorboli ha relazionato in còrso. Alla fine vi è stato un dibattito, pure in gallurese, animato da diversi cultori e appassionati che hanno suggerito dei filoni di studio per le prossime edizioni della manifestazione. Al convegno, che è stato presieduto dal sindaco di Palau, Francesco Pala, hanno presenziato anche numerose autorità della Gallura.

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9 Dicembre 2013 - Categoria: versos in limba

Tradizione e Modernità “contrasto” in ottave a Benetutti tra Stefano Demelas e Maria Sale, artisti di Chiaramonti (7 dicembre 2013)

“Ciao Angelino, mi permetto di inviarti, per eventuale pubblicazione nel tuo sito, il file che contiene 20 ottave (10 mie e 10 di Stefano Demelas) con le quali abbiamo partecipato al concorso “OTAVAS CURRENDE” organizzato dalla Pro Loco di Benetutti e dove siamo stati premiati con una menzione d’onore (la cerimonia di premiazione si è svolta oggi 7 Dicembre 2013).

Si tratta di un concorso originale, rispetto ai tanti altri che vengono organizzati da più parti, in quanto impone  il tema e lo sviluppo simile alle gare in palco con ottave “botta-risposta”.

Piccolo riconoscimento per noi,  ma grande tassello per la salvaguardia di questa tradizione ormai in declino.

I temi imposti quest’anno erano  “MODERNIDADE – TRADITZIONE”, io ho sviluppato il tema MODERNIDADE  e Stefano Demelas  il tema TRADITZIONE .

Sperando di meritare la sufficienza anche fra i lettori del tuo sito ti ringrazio.Maria

 Ricevo e pubblico volentieri questo “contrasto” in ottave tra due poeti di Chiaramonti (A.T.)

1 MODERNIDADE (Maria Sale))

SaleAter’invitu amus in cunsigna
paris cun temas d’alas diferentes.
Una sos usos at totu presentes
s’atera contat sa novell’insigna.
Si tue cantas usos de Sardigna
deo mi ch’ando cun modernas zentes.
Sas chi tot’ora sun’in movimentu
fatende pròas de mezoramentu.

 

2. TRADITZIONE  ( Stefano Demelas)

demelastefanoTotu sos temas sun bellos cuntzetos,
chi dan valor’a s’arrejonamentu.
Est parte manna e nde so cuntentu,
a faeddare de tantos segretos,
ch’at sa Sardigna in totu sos tretos,
faghimus ben’a mantenner s’ammentu.
Cun piaghere sigo sas istigas,
meritu dend’a sas cosas antigas.

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8 Dicembre 2013 - Categoria: memoria e storia, storia

A cent’anni dalla morte del cattolico conciliatorista gavoino Salvatore Daddi (1862-1913) di Angelino Tedde

GavoiRiportiamo il testo di una conferenza su Daddi svoltasi a Sassari nel 1998. Quest’anno che ormai è al tramonto cade il centenaraio della morte di questo illustre cattolico gavoino. Peccato che finora non mi risultino manifestazione su quest’uomo politico sardo, morto a Sassari e seppellito nel cimitero monumentale in una tomba di granito oscuro. Come oscura viene tenuta la sua storia di combattente per le idee cattoliche, morto prematuramente. Benemerito anche del suo paese Gavoi (Nuoro) per i beni culturali e per l’educazione dell’infanzia. A pié pagina i links di riferimento del librp su accademia sarda. (La redazione)

Nel 1913, a soli 51 anno, per una caduta da cavallo, moriva prematuramente il noto giornalista cattolico gavoese, Salvatore Daddi, notaio in Sassari, già consigliere comunale, assessore e sindaco di Gavoi, esponente di quella borghesia industriosa e potremmo dire industriale e illuminata del Nuorese e classe dirigente dell’epoca giolittiana. Sesto di undici figli di Pietro Antioco e di Maria Domenica Daddi, che nel grosso borgo di oltre 4000 abitanti, insieme ai Mureddu, Maoddi, Lavra, Marchi e Costeri, chiamati “vassallos”, si contendevano gli affari e le cariche pubbliche.

I Daddi avevano intrapreso, felicemente, la via del commercio comune a molti loro concittadini, possedevano inoltre alcuni mulini idraulici e alcune gualchiere. Il ricordo popolare della famiglia è legato soprattutto alla loro casa, sicuramente una delle più caratteristiche del paese: costruita su tre piani, con oblò e mansarda e intonacata all’esterno. Si affacciava su tre vie e dalla parte della via principale si trovava un grosso arco in granito che conduceva all’interno della casa attraverso un lungo selciato.

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7 Dicembre 2013 - Categoria: versos in limba

A sa mama de s’emigrante de Giara Posadinu-Tedde

 

emigrante-Adiu!- m’asa nadu -Ses partende!-
Cando mi so detzisu a emigrare
Sos ojos tuos funi lagrimende
Ca su coro no tzessat de amare.

 

E ogni olta chi che torraia
S’isperantzia tua fut sa frimmada
Ma su trabagliu non l’agatia
In custa terra mia tantu amada.

 

‘Idia in cara tua sa tristura
manu manu passendeche sos annos
Ischias gia chi in s’ultima paura
non t’alleviaia sos affannos.

 

Gia t’apo idu in mesu a sos fiores
Chenza ti poder narrer :-Mama mia
So torradu umpare a sos minores
ma non t’ana connotu sende ‘ia.-

 

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4 Dicembre 2013 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

I vecchi alberi “L’alburi ‘ecchi” di Maria Teresa Inzaina

I VECCHI ALBERI 

I grandi e annosi

alberi

chiome rade

di vecchi stanchi

hanno rami spezzati

e sul tronco

faglie impietrite

dai sedimenti del tempo

e nodi di ricordi..

Tremando

sospirano alle brezze

inseguendo  i tramonti

a rubarne il tepore

nell’ultimo

lembo del giorno

distesi

nelle ombre

che discrete s’allungano

tra le piccole piazze

di paese

nei parchi tristi

di città indifferenti

e avvelenate.

Soli.

In attesa…

Di un passero

che cerchi

tra le foglie malate

la quiete di un riparo

o la compagna al nido.

Fino a quando l’ultimo uragano

ne strapperà dal fondo

le ostinate radici

e il vento

placato

e tornato gentile

spargerà

i loro semi

da affidare alla terra

per altri alberi ancora.

 

L’ ALBURI  ‘ECCHJ 

L’ alburi manni

e annosi

cuppi sfruniti

di ‘ecchj stracchi

hàni rami schiciati

e illu truncu

calpituri impitrati

da li riminghi di lu tempu

e nodi d’ammenti..

Trimmendi

suspirani a li frini

sighendi lu soli chi si mori

pa bissi a fura

la dulci tipiura

di l’ultimi

sfrunzi di la dì

umbri ill’umbri

chi filu filu s’allongani

illi piazzitti

di lochi sminticati

ill’arii palumbrini

di citai indiffarenti

e avvilinati.

Soli.

Inn’aisettu…

Di calche caldaddhina

chi cilchia ancora

in mezu a frondi allauniti

risettu d’appogghju

o cumpagnìa a lu nidu.

Finz’a candu l’ultim’ uraganu

n’arà a tustà da fundu

li radici ustinati

e  lu ‘entu

assilinatu

e turratu gentili

n’arà a spaglì

simenza

palchi la tarra creschia

alburi manni ancora.

 

 

 

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29 Novembre 2013 - Categoria: eventi culturali

Primo convegno internazionale sulla lingua gallurese

 GalloPrimma ciurrata internaziunali di la

linga gadduresa

 

PALAU, 7 dicembre 2013 · LU PALAU, 7 di Natali 2013 Sala Consiliare – Piazza Popoli d’Europa

Salutu di lu Sindacu di Lu Palau, Francesco Pala

PROVINCIA OLBIA TEMPIO

9,40 Introduzione ai lavori: Ferdinando Abeltino, Assessore alla Cultura Comune di Palau Introduzioni di l’Assessori Ferdinando Abeltino

9.50Prof. Massimo Pittau, Docente emerito di Linguistica Sarda dell’Università di Sassari Relazione: La toponimia della Sardegna settentrionaleorte Relazione: Deriva linguistica: tra corsu, francese e talianu (mudernu)

11,10Prof. Mauro Maxia, Comitato scientifico Atlante Toponomastico Sardo, Sassari Relazione: Lu gadduresu da lu cumenciu a oggj

11,50 Prof. Jean-Marie Comiti, Università della Corsica, Corte Relazione: Tra Cossica e Saldigna una linga nascenti: lu gadduresu

Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport

Salutu di l’On. Sergio Milia Assessori Regionali a la Pubblica Istruzioni, Beni Culturali, Infulmazioni, Spettaculu e Sport

A seguire dibattito · Dibbattitu Coordinerà i lavori del convegno il Dott. Mario Scampuddu vice presidente dell’Accademia della Lingua Gallurese Cooldinadori di lu cunvegnu sarà Mario Scampuddu

vicepresidenti di l’Accademia di la Linga Gadduresa

Seconda sessione: ore 13,00 – 14,00

Sigunda sessioni: ori 13,00 – 14,00

13.00 Laboratorio-presentazione degli strumenti arcaici della Sardegna con evento musicale

In occasione del convegno verrà presentata la nuova edizione del libro di Francesco Corda: “Il Gallurese · profilo storico

e notazioni filologiche”

 

 

 

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