9 Dicembre 2013 - Categoria: eventi culturali, eventi straordinari

“Primma ciurrata internaziunali di la linga gadduresa Lu Palau 7.12.2013” di Mauro Maxia

GalloCaro Angelino,  il convegno è andato benissimo. L’unico rammarico è costituito dal fatto che sarebbe stato bello se i lavori fossero durati per l’intera giornata ma, purtroppo, in questo periodo invernale la Sardegna e la Corsica sono collegati soltanto da un corsa di traghetto ed è stato necessario concentrare le relazioni al mattino.  I lavori, che si sono tenuti nella sala consiliare del comune, sono stati seguiti da un pubblico attento che ha gremito la sala e che con la sua numerosa presenza (circa 150 persone) ha decretato il pieno successo dell’iniziativa, superando perfino le attese degli organizzatori. L’organizzazione è stata curata dal comune di Palau nella persona dell’assessore alla cultura, Ferdinando Abeltino, in collaborazione col dott. Mario Scampuddu, vicepresidente dell’Accademia di la Linga Gadduresa. L’andamento della mattinata ha seguito esattamente il programma previsto dalla locandina che hai pubblicato sul tuo sito. Si è trattato realmente di un appuntamento dal sapore internazione nonostante l’oggetto fosse rappresentato da un idioma minoritario come il gallurese. Il solo Pittau ha parlato in italiano, io e Comiti abbiamo svolto le nostre relazioni in gallurese mentre Chiorboli ha relazionato in còrso. Alla fine vi è stato un dibattito, pure in gallurese, animato da diversi cultori e appassionati che hanno suggerito dei filoni di studio per le prossime edizioni della manifestazione. Al convegno, che è stato presieduto dal sindaco di Palau, Francesco Pala, hanno presenziato anche numerose autorità della Gallura.

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9 Dicembre 2013 - Categoria: versos in limba

Tradizione e Modernità “contrasto” in ottave a Benetutti tra Stefano Demelas e Maria Sale, artisti di Chiaramonti (7 dicembre 2013)

“Ciao Angelino, mi permetto di inviarti, per eventuale pubblicazione nel tuo sito, il file che contiene 20 ottave (10 mie e 10 di Stefano Demelas) con le quali abbiamo partecipato al concorso “OTAVAS CURRENDE” organizzato dalla Pro Loco di Benetutti e dove siamo stati premiati con una menzione d’onore (la cerimonia di premiazione si è svolta oggi 7 Dicembre 2013).

Si tratta di un concorso originale, rispetto ai tanti altri che vengono organizzati da più parti, in quanto impone  il tema e lo sviluppo simile alle gare in palco con ottave “botta-risposta”.

Piccolo riconoscimento per noi,  ma grande tassello per la salvaguardia di questa tradizione ormai in declino.

I temi imposti quest’anno erano  “MODERNIDADE – TRADITZIONE”, io ho sviluppato il tema MODERNIDADE  e Stefano Demelas  il tema TRADITZIONE .

Sperando di meritare la sufficienza anche fra i lettori del tuo sito ti ringrazio.Maria

 Ricevo e pubblico volentieri questo “contrasto” in ottave tra due poeti di Chiaramonti (A.T.)

1 MODERNIDADE (Maria Sale))

SaleAter’invitu amus in cunsigna
paris cun temas d’alas diferentes.
Una sos usos at totu presentes
s’atera contat sa novell’insigna.
Si tue cantas usos de Sardigna
deo mi ch’ando cun modernas zentes.
Sas chi tot’ora sun’in movimentu
fatende pròas de mezoramentu.

 

2. TRADITZIONE  ( Stefano Demelas)

demelastefanoTotu sos temas sun bellos cuntzetos,
chi dan valor’a s’arrejonamentu.
Est parte manna e nde so cuntentu,
a faeddare de tantos segretos,
ch’at sa Sardigna in totu sos tretos,
faghimus ben’a mantenner s’ammentu.
Cun piaghere sigo sas istigas,
meritu dend’a sas cosas antigas.

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8 Dicembre 2013 - Categoria: memoria e storia, storia

A cent’anni dalla morte del cattolico conciliatorista gavoino Salvatore Daddi (1862-1913) di Angelino Tedde

GavoiRiportiamo il testo di una conferenza su Daddi svoltasi a Sassari nel 1998. Quest’anno che ormai è al tramonto cade il centenaraio della morte di questo illustre cattolico gavoino. Peccato che finora non mi risultino manifestazione su quest’uomo politico sardo, morto a Sassari e seppellito nel cimitero monumentale in una tomba di granito oscuro. Come oscura viene tenuta la sua storia di combattente per le idee cattoliche, morto prematuramente. Benemerito anche del suo paese Gavoi (Nuoro) per i beni culturali e per l’educazione dell’infanzia. A pié pagina i links di riferimento del librp su accademia sarda. (La redazione)

Nel 1913, a soli 51 anno, per una caduta da cavallo, moriva prematuramente il noto giornalista cattolico gavoese, Salvatore Daddi, notaio in Sassari, già consigliere comunale, assessore e sindaco di Gavoi, esponente di quella borghesia industriosa e potremmo dire industriale e illuminata del Nuorese e classe dirigente dell’epoca giolittiana. Sesto di undici figli di Pietro Antioco e di Maria Domenica Daddi, che nel grosso borgo di oltre 4000 abitanti, insieme ai Mureddu, Maoddi, Lavra, Marchi e Costeri, chiamati “vassallos”, si contendevano gli affari e le cariche pubbliche.

I Daddi avevano intrapreso, felicemente, la via del commercio comune a molti loro concittadini, possedevano inoltre alcuni mulini idraulici e alcune gualchiere. Il ricordo popolare della famiglia è legato soprattutto alla loro casa, sicuramente una delle più caratteristiche del paese: costruita su tre piani, con oblò e mansarda e intonacata all’esterno. Si affacciava su tre vie e dalla parte della via principale si trovava un grosso arco in granito che conduceva all’interno della casa attraverso un lungo selciato.

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7 Dicembre 2013 - Categoria: versos in limba

A sa mama de s’emigrante de Giara Posadinu-Tedde

 

emigrante-Adiu!- m’asa nadu -Ses partende!-
Cando mi so detzisu a emigrare
Sos ojos tuos funi lagrimende
Ca su coro no tzessat de amare.

 

E ogni olta chi che torraia
S’isperantzia tua fut sa frimmada
Ma su trabagliu non l’agatia
In custa terra mia tantu amada.

 

‘Idia in cara tua sa tristura
manu manu passendeche sos annos
Ischias gia chi in s’ultima paura
non t’alleviaia sos affannos.

 

Gia t’apo idu in mesu a sos fiores
Chenza ti poder narrer :-Mama mia
So torradu umpare a sos minores
ma non t’ana connotu sende ‘ia.-

 

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4 Dicembre 2013 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

I vecchi alberi “L’alburi ‘ecchi” di Maria Teresa Inzaina

I VECCHI ALBERI 

I grandi e annosi

alberi

chiome rade

di vecchi stanchi

hanno rami spezzati

e sul tronco

faglie impietrite

dai sedimenti del tempo

e nodi di ricordi..

Tremando

sospirano alle brezze

inseguendo  i tramonti

a rubarne il tepore

nell’ultimo

lembo del giorno

distesi

nelle ombre

che discrete s’allungano

tra le piccole piazze

di paese

nei parchi tristi

di città indifferenti

e avvelenate.

Soli.

In attesa…

Di un passero

che cerchi

tra le foglie malate

la quiete di un riparo

o la compagna al nido.

Fino a quando l’ultimo uragano

ne strapperà dal fondo

le ostinate radici

e il vento

placato

e tornato gentile

spargerà

i loro semi

da affidare alla terra

per altri alberi ancora.

 

L’ ALBURI  ‘ECCHJ 

L’ alburi manni

e annosi

cuppi sfruniti

di ‘ecchj stracchi

hàni rami schiciati

e illu truncu

calpituri impitrati

da li riminghi di lu tempu

e nodi d’ammenti..

Trimmendi

suspirani a li frini

sighendi lu soli chi si mori

pa bissi a fura

la dulci tipiura

di l’ultimi

sfrunzi di la dì

umbri ill’umbri

chi filu filu s’allongani

illi piazzitti

di lochi sminticati

ill’arii palumbrini

di citai indiffarenti

e avvilinati.

Soli.

Inn’aisettu…

Di calche caldaddhina

chi cilchia ancora

in mezu a frondi allauniti

risettu d’appogghju

o cumpagnìa a lu nidu.

Finz’a candu l’ultim’ uraganu

n’arà a tustà da fundu

li radici ustinati

e  lu ‘entu

assilinatu

e turratu gentili

n’arà a spaglì

simenza

palchi la tarra creschia

alburi manni ancora.

 

 

 

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29 Novembre 2013 - Categoria: eventi culturali

Primo convegno internazionale sulla lingua gallurese

 GalloPrimma ciurrata internaziunali di la

linga gadduresa

 

PALAU, 7 dicembre 2013 · LU PALAU, 7 di Natali 2013 Sala Consiliare – Piazza Popoli d’Europa

Salutu di lu Sindacu di Lu Palau, Francesco Pala

PROVINCIA OLBIA TEMPIO

9,40 Introduzione ai lavori: Ferdinando Abeltino, Assessore alla Cultura Comune di Palau Introduzioni di l’Assessori Ferdinando Abeltino

9.50Prof. Massimo Pittau, Docente emerito di Linguistica Sarda dell’Università di Sassari Relazione: La toponimia della Sardegna settentrionaleorte Relazione: Deriva linguistica: tra corsu, francese e talianu (mudernu)

11,10Prof. Mauro Maxia, Comitato scientifico Atlante Toponomastico Sardo, Sassari Relazione: Lu gadduresu da lu cumenciu a oggj

11,50 Prof. Jean-Marie Comiti, Università della Corsica, Corte Relazione: Tra Cossica e Saldigna una linga nascenti: lu gadduresu

Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport

Salutu di l’On. Sergio Milia Assessori Regionali a la Pubblica Istruzioni, Beni Culturali, Infulmazioni, Spettaculu e Sport

A seguire dibattito · Dibbattitu Coordinerà i lavori del convegno il Dott. Mario Scampuddu vice presidente dell’Accademia della Lingua Gallurese Cooldinadori di lu cunvegnu sarà Mario Scampuddu

vicepresidenti di l’Accademia di la Linga Gadduresa

Seconda sessione: ore 13,00 – 14,00

Sigunda sessioni: ori 13,00 – 14,00

13.00 Laboratorio-presentazione degli strumenti arcaici della Sardegna con evento musicale

In occasione del convegno verrà presentata la nuova edizione del libro di Francesco Corda: “Il Gallurese · profilo storico

e notazioni filologiche”

 

 

 

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28 Novembre 2013 - Categoria: toponomastica

La supposta origine fenicia di Bosa di Massimo Pittau

 

Bosa

Bosa

Bosa [localmente (B)Osa; (nel Medioevo anche Vosa)] (cittadina della provincia di Oristano, sulla costa occidentale della Sardegna).

La notevole importanza di questa città nell’epoca classica è dimostrata dal fatto che essa è citata in alcune opere e precisamente in queste: Plinio il Vecchio, Naturalis Historia (III, 85), Claudio Tolomeo, Geographia (III, 3, 7), Itinerarium Antonini (83, 8), Anonimo Ravennate, Cosmographia (26, 10, 10), Guidone, Geographica (64, 22, 4).

Nella periferia orientale dell’odierna Bosa esiste il rudere di un nuraghe, che è carico di grande valenza dimostrativa, per due differenti motivi: I) Il fatto che su di esso risulti costruita la chiesetta di Santu Lò, Lói «Sant’Eligio» è una delle prove più evidenti e tangibili della destinazione religiosa dei nuraghi. All’atto della evangelizzazione della Sardegna infatti i missionari cristiani hanno proceduto a costruire una chiesa nel medesimo sito in cui in precedenza c’era un tempio pagano, appunto il nuraghe; proprio come i missionari cristiani hanno fatto in numerose altre località della Sardegna e anche in tutto il mondo mediterraneo (SN §§ 34, 35). II) L’esistenza di quel nuraghe, assieme con altri tre situati nell’agro di Bosa, chiamati rispettivamente Albaganes, Furru e Zarra, costituiscono una prova sicura e chiara che Bosa, contrariamente a quanto si è pensato e detto finora, non è stata fondata dai Fenici, bensì è di origine sardiana o protosarda o nuragica. I nuraghi infatti sono senza alcun dubbio costruzioni nuragiche e nient’affatto costruzioni fenicie. Oltre a ciò è pressoché assurdo ritenere che i Nuragici, già molto prima dei Fenici, non avessero manifestato attenzione e provato interesse alla foce del fiume Temo, alla sua fertile vallata e all’intera conca in cui è situata l’odierna cittadina di Bosa.

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27 Novembre 2013 - Categoria: lingua/limba

L’opinione dello studioso sardo Mauro Maxia sulla lingua sarda nel dibattito sulla “Nuova” tra A. Mastino e G. Angioni

Il nostro collaboratore e amico e studioso Mauro Maxia ha inviato questa lettera al direttore del giornale locale  sulla lingua sarda, ignorandolo, ma che noi pubblichiamo perché venga letto da un maggior numero di lettori internauti.

 

Mauro Maxia

Mauro Maxia

“Al Direttore de La Nuova Sardegna

Egregio Direttore,

vorrei intervenire nella discussione sulla lingua sarda apertasi sul giornale a seguito delle opinioni espresse da Attilio Mastino e Giulio Angioni. Le sarei grato se potesse pubblicare il seguente intervento.

Quando si parla di lingue minoritarie è sempre utile partire dal pensiero di Gramsci, che osservava acutamente che quando si pone il problema della lingua si pone un problema politico. Perciò appare un po’ stucchevole parlare dello strumento, cioè della lingua, piuttosto che del fine che è e resta politico. Chi si batte per la lingua si batte, anche quando non ne ha piena contezza, per un’idea di Sardegna più che per la lingua in sé. Affermare il diritto a usare la lingua sarda equivale ad affermare il diritto a governare l’Isola servendosi di strumenti che, come la lingua, sono una parte costitutiva dell’identità sarda. La lingua, in effetti, non è che una faccia della più vasta e articolata questione rappresentata dalla dipendenza della Sardegna. Da questo punto di vista, il movimento linguistico rappresenta forse la componente più avvertita di un più vasto flusso di idee che ha origine negli anni ’70 del secolo scorso e che da allora mostra una continua crescita sia in termini di consapevolezza sia in termini numerici.

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