24 Febbraio 2016
- Categoria:
cultura

Ida Magli
Mi ha chiamato un’amica e mi ha detto:- Vuoi fare come ha fatto la televisione? Anche tu non vuoi parlare di Ida Magli?- Ho risposto che non volevo comportarmi come la TV che ha parlato una settimana di Umberto Eco e poco e nulla di Ida Magli.
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Commenti disabilitati su Un breve profilo di Ida Magli di Ange de Clermont . Leggi tutto
Custu saggiu est essidu in su volùmene Toponímia Romànica de s’Universidade de Valencia in Ispagna (Quaderns de Filologia – Estudis Lingüístics, 20, 2015) èditu dae Germà Colón, Dieter Kremer e Emili Casanova. Su volùmene cabet 15 cuntributos de istudiados nòdidos e sun iscrittos in frantzesu, asturianu, sardu, ispagnolu, catalanu, rumenu e galegu.
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Non si fa che blaterare per ogni fesseria di diritti civili, basta usare questa pacca e tutto dovrebbe filare liscio.
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Commenti disabilitati su Il ballo in maschera dei cosiddetti “diritti civili” di Ange de Clermont . Leggi tutto
Cando mudine ebbia
donz’oru de sa terra
at a mustrare
a s’iscultare nostru
de isperas sididu,
cando solu ‘e sas undas
de su mare
s’at a intender sa mùida
isprumosas,
subra antigas ispundas
piccadas dae su tempus,
est tando
chi sa ‘oghe ‘e sa zente
ismentigada
at a pigare a chelu,
abboghinande
ganas de paghe
in chirca de sa lughe
dae s’iscuru ingulta,
a pés de una rughe
insambenada.
Sa veridade nuda
at a bessire a campu,
subra sas imposturas
de chie ingulimadu
a sa ricchesa,
s’amore at cattigadu,
pistande sos sentidos
pinnigados
da’ s’òdiu iscabadu
mascaradu ‘e giustissia.
Mentzione de onore setzione B poesia sena rima Premiu de poesia Crei Acli Tzaramonte 2015
Vedi in Luigi Ladu, tesoro di poesia e prosa in sardo e in italiano,
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Per sapere chi fosse Umberto Eco basterebbe leggere la sua lunga carriera di studioso nella voce wikipedia sicuramente compilata da lui medesimo. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, ma tutto il mondo, calma, tutti i grandi intellettuali del mondo, dicono che fosse un cranio semiotico, uno scrittore massiccio, un saggista raffinato (e un pò spaccone) e assai contraddittorio: si era sposato con San Tommaso (il primo matrimonio gay della storia), ma aveva perso la fede; si era fidanzato col Medioevo, ma non l’aveva mai sposato, andava a letto col minestrone dello scibile umano, ma non ci aveva fatto mai l’amore.
La prima volta che ho visto un suo romanzo, mi pare il Pendolo di Foucault , per poco non svengo, dopo le dieci prime pagine astruse; ho visto il film “In nome della rosa” e sono rimasto scosso per tutto il fango gettato sui monaci pazzi. Per me, tutto sommato, Umberto Eco era un pendaglio da forca con sceneggiatura tratta dal film in nome della rosa. Era di un’erudizione soffocante, per cui difficile da leggere. Era un logorroico e affastellava un pò di tutto, quando scriveva. Si è occupato di più e di tutto. Forse è morto perché aveva esaurito le scorte. Mi spiace non averlo conosciuto e avrei piacere di sentire che cosa ne pensano i miei amici bolognesi, che tipo fosse anche se talvolta era urticante ed era capace di dire bene di tutto e male di tutto. Mi ha colpito il suo fraseggio ebete su internet e poi ha dichiarato che collaborava democraticamente a wikipedia. L’uomo era riuscito a farsi un nome nel mondo e questa posizione spingeva il figlio del commerciante di ferramenta a sputare sentenze contro o a favore di tutti e di tutto. Sinceramente tutte queste cose non hanno catturato la mia simpatia. Ora riposi in pace, se ci riesce, visto che il mondo era suo, tutti lo cercavano, tutti lo osannavano, tutti chi? Gl’intelletuali primedonne, del resto anche lui era una primadonna. Peccato che sia morto, dei tre vecchi tromboni Bocca, Scalfari e Eco, resta Scalfari che da quando è diventato amico del Papa deve sopravvivere per dire ogni tanto qualcosa di probabile. Tre guru, tre santoni, tre steariche come quelle che si usavano un tempo per fare testamento di notte, ma tutti e tre non costituiscono un solo raggio di sole.
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Papa Francesco di ritorno dal viaggio in Messico ha risposto come di consueto alle domande dei giornalisti accreditati che si trovavano sul volo papale. I temi toccati sono stati molteplici: dalle unioni civili, ai problemi dei migranti, dal virus Zika, alla pastorale familiare con un’attenzione particolare ai divorziati risposati fino allo storico incontro con il Patriarca russo Kirill.
Lei ha parlato molto dei problemi degli immigrati, dall’altra parte della frontiera, negli Usa c’è una campagna abbastanza dura su questo. Donald Trump, il candidato repubblicano, ha detto in un’intervista che lei è un “uomo politico” e una “pedina” del governo messicano per le politiche migratori. Trump ha detto di voler costruire 2.500 chilometri di muro e di voler deportare 11 milioni di immigrati illegali. Che cosa pensa? Un cattolico americano può votarlo?
Grazie a Dio ha detto che io sono politico, perché Aristotele definisce la persona umana come “animale politico”, e questo significa che almeno sono una persona umana. Io una pedina? Mah, lo lascio al vostro giudizio e al giudizio della gente. Chi pensa solo a fare muri e non ponti, non è cristiano. Questo non è nel Vangelo. Votarlo o non votarlo? Soltanto dico che se ha parlato così, quest’uomo non è cristiano.
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Francesco e Kirill
«La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 13).
1. Per volontà di Dio Padre dal quale viene ogni dono, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto dello Spirito Santo Consolatore, noi, Papa Francesco e Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, ci siamo incontrati oggi a L’Avana. Rendiamo grazie a Dio, glorificato nella Trinità, per questo incontro, il primo nella storia. Con gioia ci siamo ritrovati come fratelli nella fede cristiana che si incontrano per «parlare a viva voce» (2 Gv 12), da cuore a cuore, e discutere dei rapporti reciproci tra le Chiese, dei problemi essenziali dei nostri fedeli e delle prospettive di sviluppo della civiltà umana.
2. Il nostro incontro fraterno ha avuto luogo a Cuba, all’incrocio tra Nord e Sud, tra Est e Ovest. Da questa isola, simbolo delle speranze del “Nuovo Mondo” e degli eventi drammatici della storia del XX secolo, rivolgiamo la nostra parola a tutti i popoli dell’America Latina e degli altri Continenti. Ci rallegriamo che la fede cristiana stia crescendo qui in modo dinamico. Il potente potenziale religioso dell’America Latina, la sua secolare tradizione cristiana, realizzata nell’esperienza personale di milioni di persone, sono la garanzia di un grande futuro per questa regione.
3. Incontrandoci lontano dalle antiche contese del “Vecchio Mondo”, sentiamo con particolare forza la necessità di un lavoro comune tra cattolici e ortodossi, chiamati, con dolcezza e rispetto, a rendere conto al mondo della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3, 15).
4. Rendiamo grazie a Dio per i doni ricevuti dalla venuta nel mondo del suo unico Figlio. Condividiamo la comune Tradizione spirituale del primo millennio del cristianesimo. I testimoni di questa Tradizione sono la Santissima Madre di Dio, la Vergine Maria, e i Santi che veneriamo. Tra loro ci sono innumerevoli martiri che hanno testimoniato la loro fedeltà a Cristo e sono diventati “seme di cristiani”.
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Commenti disabilitati su Testo integrale della Dichiarazione comune firmata da Francesco e Kirill . Leggi tutto
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Il dottore mi ha scritto, rimproverandomi d’essere stato impreciso sia circa le mogli sia circa il numero dei figli, pare che l’unica cosa che io abbia azzeccato è che si trova in completa trucia per dirla alla toscana, vale a dire in miseria come ha dimostrato recandosi alla discussione della laurea in blue gens e con un panama comprato da un venditore senegalese sotto i portici di San Luca per 5 euro dove lo attendeva l’antenato per fornirgli gli ultimi suggerimenti sulla discussione della tesi di laurea in Scienze della Comunicazione dal titolo “La comunicazione tra un marito divorziato e la ex moglie”. Pare che nella tesi, a quanto mi ha comunicato un amico che gliel’ha letta a voce alta, si trovasse per cento volte l’espressione “sangue freddo” e per contrappeso cento volte “testa calda”, la prima pronunciata dal coniuge maschio e l’altra pronunciata dal coniuge femmina.
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