22 Marzo 2016 - Categoria: cahiers de doléances

Vicini alle studentesse di Erasmus e ai nostri parenti, amici e conoscenti del Belgio

CI SENTIAMO VICINI AI PARENTI E AGLI AMICI DELLE STUDENTESSE ERASMUS DELLA SPAGNA.
AI PARENTI E AGLI AMICI DELLE VITTIME DEL TERRORISMO DEL BELGIO.
IL TERRORISMO NON PREVARRA’
PER IL NOSTRO BLOG E’ LUTTO GRANDE.

Donaci la Pace,
o Dio,
liberaci da coloro
che seminano
terrori di morte.
Non far prevalere
il Maligno
che insidia
la nostra vita.
Accogli chi è caduto
sotto i colpi
degl’iniqui.
Guarisci
chi è ferito.
Liberaci
da chi ci odia.
Ridonaci
la Pace.

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19 Marzo 2016 - Categoria: memoria e storia

Gabriella Mondardini: il ricordo di Fabio Pruneri

Gabriella MondardiniRicordo di Gabriella Mondardini Sassari,
Aula Eleonora D’Arborea, 16 marzo 2016 ore 17:00

Da storico mi rendo perfettamente conto dei rischi e dei limiti di una testimonianza su Gabriella, e forse anche lei da antropologa avrebbe qualche cosa da ridire circa una narrazione ancora a caldo, perché sono ancora troppo vive le emozioni e i ricordi dei momenti vissuti insieme a lei. Si compiono, proprio in questi mesi, quindici anni di mia docenza in Sardegna. Quanto siano quindici anni lo attesta mia figlia Irene, alla quale indirettamente debbo la mia avventura sarda, dato che accettai un contratto di docenza proprio perché mia moglie, godendo del congedo per maternità, poteva accompagnarmi nell’isola. Non sono sicuro che le cose siano cambiate a Sassari quanto é cambiata mia figlia da lattante a sedicenne di un metro e settanta! Certo sono molto mutato io grazie agli incontri e posso dire alle amicizie che qui ho sperimentato. Ecco partirei dalla parola amicizia, un termine non propriamente accademico che, dall’avvento di Face book, ha bisogno di qualche precisazione.

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15 Marzo 2016 - Categoria: letteratura sarda

Ricordando Gabriella Mondardini di Pietro Clemente, Franco Lai e altri

Gabriella Mondardini (1941.2014)

Gabriella Mondardini
(1941.2014)

Questo blog vuole ricordare così Gabriella Mondardini, prematuramente scomparsa. Una collega, un’amica di tanti anni.

In comune l’amore per l’Isola Rossa e il mondo dei pescatori.
I suoi colleghi, più vicini a lei, la ricorderanno domani.
Non possiamo essere presenti, ma con i ricordi di Pietro Clemente e di Franco Lai vogliamo ricordarla ai nostri visitatori. (A.T.)

Una iniziativa in ricordo di Gabriella Mondardini.
Gabriella Mondardini (1941-2014) è stata ordinaria di Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari ed è scomparsa l’anno scorso ad appena 73 anni.

Parteciperanno all’incontro del 16 marzo 2016 Sala Eleonora d’Arborea Università Centrale di Sassari.

Alberto Merler (Università di Sassari)
Domenico Branca (Università di Barcellona)
Fabio Pruneri (Università di Sassari)
Franco Lai (Università di Sassari)
Luciano Caimi (Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia)
Pietro Clemente (Università di Firenze)
Silvia Pigliaru (Dottore di Ricerca, Università di Sassari)

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9 Marzo 2016 - Categoria: eventi straordinari, memoria e storia

L’anima quaresimale di Chiaramonti di Ange de Clermont

violaMi sono appena alzato dal letto. Apro la finestra e poi gli sportelloni che lascio mezzo aperti al centro per vedere il giorno.

Giù  un verde da schianto, a tratti con ombre violacee, il cielo è livido, La tentazione è quella di rintanarmi a letto, poi ci ripenso e mi vesto come posso alla bella meglio, al lavandino mi spruzzo un pò d’acqua in faccia, scendo in cucina, mi sbatto le medicine sul muso, bevo come un assetato un quarto di latte e mi rifugio nello studio dopo aver acceso il riscaldamento. Ah, il mio adorato Mac, l’amico fedele della mia grama esistenza. La mia nobile consorte è andata a Sassari a visitare l’appartamento di cui sente costante e profonda nostalgia, ma io ormai sono tornato claramontano anche di residenza usque ad obitum.

Non so da che parte iniziare tra il tanto lavoro  che debbo portare avanti, sono come una mucca tra tante balle di fieno a destra e a sinistra. Dove mi butto stamane? Sulla biografia di Armando Fumera, il miglior sindaco che abbia avuto Claramonte e il più grande industriale? Oppure nella lineare, ma lunga vita della nostra centenaria  zia Lisedda che, mentre si avvia a compiere i suoi 102 anni, ha attraversato il secolo scorso? I documenti del primo e l’intervista alla figlia  aspettano.
Oppure mi arrostisco sugli eventi del borgo paragonabile a Peyton Place per i suoi peccati passati e presenti?
Non lo so dove mi condurrà stamane questo cervello bizzarro.
Suona il campanello! Mi chiedo chi possa essere alle dieci del mattino. Vado ad aprire la porta e mi si presente una signora magrissima con abito viola e un cappello nero a falde larghe. Rimango stupito e mi chiedo se non si tratti della Strega di Benevento.

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9 Marzo 2016 - Categoria: cultura, lingua/limba, memoria e storia

Su memoriale innantis de si cojuare una femina othieresa cun d’unu tzaramontesu in su 1672 a cura de Angelino Tedde

Othieri 2 de Capidanni 1672

sposa 3Su babbu e sa mama de Sebastiana Satta Achena de Othieri istabilint sa dote cun attu pubblicu pro sa fiza chi si devet cojuare cun Selvadore Sanna de sa idda de Tzaramonte, in su Sechentos, giamadu Claramonte.
Su notariu est Antoni Seche Madau de Othieri.

Leonardu Sanna e Potronilla Tinteri, maridu e muzere da sa idda de Claramonte, promittint totu su chi ant a dare a su fizu una borta chi su contratu matrimoniale siat fatu.

A cussos tempos s’Universidade de Thatari, a intender sos istoricos de sa materia, non fint preparados bene e tando nos acuntentamus de s’atu isterridu cun totu sos errores de ortografia dae su notariu fentomadu subra e suta. A nois nos interessat a los leggere ca gai fatende imparamus a conoschere sa vida e sos affares matrimoniales chi si faghiant ca’ semus interessados a comente a cusss tempus si viviat. Dae custa memoriale, presempiu, si connoschet comente s’eredidade si dividiat cant’e pare tra mascios e feminas. Meda bortas nos ponimus a riere cando sos istadunidenses prima de si cojuare faghent sos acordos finza de cantas bortas a sa ghida s’omine podet fagher s’amore cun sa femina (leggidebos in meritu sos acordos de sa batia muzere de Kennedy cun Onassis). All’ischides chi pro tzertas cosas sos istadunidenses sunt frimmos a su Sechentu.

Calchi cosa bos devo ispiegare. Ittem cheret narrer similemente; unu pabillone si legget pabiglione e cheret narrer unu baldacchinu cun sas devanteras suas cherret narrer cun sas guarnitziones: si tratat de bi ponner unu velu ruju contra sa tzintzula cando ses drommende in su lettu (non fint tontos sos othieresos); belos rujos de anpua cheret narrer de Ampurias o de Casteddusardu; unu sanau o savanau de pane, cheret narrer unu pannu pro ponner su pane; bestida de sargetta tanada fradetta e jupone cun sos fardellinos chi portat in dorsu cheret narrer bestida in costumine; benes istantes et mofentes cheret narrer benes immobiles e mobiles; e pro la finire podimus narrer chi custos duos isposos fint analfabetos ca faghent frimmare dae sos Pulighitos, Matheu e Jorzi.

Como leggidebos s’atu o su memoriale comente l’apo copiadu.(A.T.)

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6 Marzo 2016 - Categoria: memoria e storia

“Ricordando Mario Ladu, scienziato e docente Unica” di Paolo Randaccio

Prof. Mario Ladu

Prof. Mario Ladu

Mario Ladu (1917-2014)

 Mario Ladu, era nato a Nuoro nel gennaio del 1917 e quindi ha vissuto gli avvenimenti più tragici e più entusiasmanti della storia italiana del ventesimo secolo. è stato uno studente brillante e si è laureato giovanissimo in Fisica, dopo il biennio in matematica e Fisica presso l’Università di Cagliari si era trasferito per il biennio successivo e per il conseguimento della laurea all’Università di Pavia dove insegnava la professoressa Brunetti già direttore dell’Istituto di Fisica cagliaritano.

La tesi di laurea verteva ovviamente su argomenti di spettroscopia che era l’argomento obbligatorio per gli allievi della Brunetti. La disavventura della seconda guerra mondiale interruppe la carriera di ricercatore di Mario Ladu che riprese i contatti con il mondo accademico alla fine degli anni quaranta quando venne nominato assistente della cattedra di Fisica dell’Università di Cagliari.

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6 Marzo 2016 - Categoria: memoria e storia

Egidio Canopoli, un medico di famiglia esemplare di Angelino Tedde

Dr. Egidio CanopoliSe n’è andato in silenzio Egidio Canopoli, prima urologo presso il Policlinico sassarese e poi medico di famiglia a tempo pieno. Se n’è andato prematuramente. Era nato a Perfugas 73 anni fa e lì si è fatto seppellire. Dire che fosse un uomo integro, un medico scrupoloso è poco.
Andato in pensione alcuni anni fa si dedicava al servizio della parrocchia sia leggendo sia servendo la Messa. Ha avuto una moglie e due figli meravigliosi, entrambi psichatri e psicoterapeuti. Era un anglonese verace. Fu marito, padre e medico esemplare. Dire questo non è poco visto che oggi il matrimonio lo si rompe con estrema facilità e l’attacco alla famiglia viene da tutte le parti. Ha fatto in tempo a conoscere una nipotina.
Lo ebbi medico attento e preoccupato della mia salute e posso dire che aveva come medico tanti tratti in comune con mia cugina seconda Ivana Soddu, figlia di zio Antonio Maria, direttore didattico.
Non dubitiamo che il Signore lo accoglierà nella sua gloria quale figlio buono e fedele.
Alla moglie e ai figli vadano le nostre profonde condoglianze.

Pietrina Mara

Pietrina Mara

Ad appena tre mesi dalla morte del marito ci ha lasciati prematuramente anche la moglie  Pietrina Mara.

Piera era insegnante elementare ed aveva a svolto con particolare impegno questa attività professionale.
Nata a Nulvi il 13 giugno 1947, in Anglona come Egidio che era nato a Perfugas nel 1947, dopo aver frequentato le scuole elementari e le medie nel suo paese natale, aveva frequentato a Sassari l’Istituto MagistraleMargherita di Castelvì, e quindi aveva insegnato in vari paese, fermandosi a Osilo che particolarmente prediligeva forse perché era il paese più vicino a Nulvi.

Si era sposata con Egidio Canopoli dal quale ha avuto Nicola e Maria Lucia, oggi, medici psichiatri e psicoterapeuti entrambi.
Di questa coppia si può dire davvero che erano tutto famiglia, professione e chiesa. Una famiglia davvero esemplare.
Piera per tanti anni si dedicò alla catechesi sia nella Parrocchia della Sacra Famiglia sia in quella di Mater Ecclesiae.
La sua ottima disposizione all’insegnamento l’aveva tradotto nella sua attività di volontariato catechistico.
Donna davvero carina non faceva sfoggio della sua bellezza conservando per tutta la vita la sua modestia di sposa amata e fedele, di madre adorata e d’esempio ai figli come anche il marito Egidio.
La coppia e la famiglia era universalmente stimata.

La scomparsa prematura di Egidio, tre mesi fa, ci ha profondamente turbati come ci ha addolorati la morte di Pietrina.
Il Signore, con queste malattie feroci e imperdonabili, ce li ha tolti in così breve tempo entrambi, volendoli associare alla sua morte e passione, per il premio eterno.

Siamo fortemente frastornati e ci uniamo a Nicola e a Maria Lucia e alla figlioletta Diletta e ai parenti tutti nel dolore profondo e nel vuoto che la morte di due persone così buone, discrete ed esemplari lasciano nel nostro cuore.

Bene si addicono i passi biblici scelti dai figli per i necrologi:

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt.5, 8)

“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.” (2Tm,7).

 

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4 Marzo 2016 - Categoria: cultura

I/2. Quattro figli, 400 poponi. Il lavatoio della Scalitta di Ange de Clermont

Spiaggia Grande Isola RossaLa vita estiva all’Isola Rossa procedeva serena, ma vivace. Ho già detto che uno dei problemi era costituito dall’acqua potabile, erogata dalle sei alle otto del mattino. Si sa però che in una famigliola di quattro figli e due adulti, in piena estate, occorreva l’acqua per i servizi igienici, per lavare i piatti, ma soprattutto per lavare la biancheria dei bimbi e degli adulti. Certo di acqua potabile ce n’era poca, ma acqua di mare, a due passi dalla casetta dei poponi, ce n’era tanta.

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