Categoria : narrativa

“I figli dell’Altissimo di Cristina Manca” recensione di Angelino Tedde

Maria Cristina Manca – Figli dell’Altissimo –  Edizioni Abbà  2021, pp. 168

Ho letto d’un fiato il romanzo avvincente e travolgente. Ottimo lo sfondo storico, forti i protagonisti, geniale la trama. Tutto l’impianto è perfetto. È stato un piacere passare le cinque ore di lettura. Mi spiace solo che sia terminato.

L’autrice non è al suo primo lavoro di romanziera, ha quindi acquisito ottime capacità di scrittura e di organizzazione del romanzo, al punto che lo si degusta come squisito liquore e non ci si ferma fino a vedere il fondo della narrazione.

Nella temperie del Terrore tra il 1793-1794, suor Giuseppa, Christine, Marie e il medico Jerzy fuggono rischiando la vita da una Parigi insanguinata; da lì dove, se ci si professa credenti e ancor di più se appartenenti al clero o di origine nobiliare, si finisce sotto la mannaia della ghigliottina.

Marie è una madre nubile che, avuto un figlio da un nobile polacco, lo alleva cristianamente mentre l’invisibile padre (pur non volendosi occupare per nulla del figlio) lo sostiene nei suoi brillanti studi di Medicina alla Sorbona ed oltre. Il dottor Jerzy diventa medico apprezzato. Ma è anche intossicato dalle idee correnti, non solo illuministiche. Tuttavia, in modo sofferto, prende coscienza che i suoi compagni rivoluzionari ebbri di sangue sono ben lontani dal mettere in pratica i professati ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.

Pian piano in sordina, e un giorno brutalmente senza più veli, constata terrorizzato che al di là delle parole scorre solo un fiume di sangue fraterno, e che l’unica uguaglianza è la ghigliottina.

Fugge con la madre da Parigi, portando con sé una delle tante suore Figlie della Carità in pericolo, infermiera nell’ospedale dove lui esercita brillantemente la sua professione di medico chirurgo, e Christine giovane nobile diciassettenne rimasta senza famiglia (abusata nelle tremende peripezie di una precedente fuga senza meta, quand’era dispersa in mezzo alla rivoluzione).

Raggiungono un’isola del mediterraneo che potrebbe essere la Sardegna, dove Jerzy riprende il suo lavoro di medico chirurgo, la madre la solita vita di sarta e Christine viene messa al servizio di una “padrona” ricca quanto rozza e immorale al punto che, data la concupiscenza di nobilotti che vorrebbero abusare della bella ragazza,  sta all’immorale gioco.

Per fortuna Christine, grazie alla sua generosità, fa amicizia al mercato con dei ragazzini (che potrebbero ravvisarsi nei cosiddetti “picciocheddus de crobi” cagliaritani, i ragazzi della cesta) e saranno questi che determineranno la salvezza della ragazza da quei signorotti dalle cieche passioni disordinate che vorrebbero abusarne.

Colpi di scena si succedono a colpi di scena. Ciò che non è detto, è chiaramente intuito dal lettore a cui la scrittrice lascia uno spazio immaginifico che rende ancora più avvincente la storia romanzesca dei protagonisti principali e secondari.

Inutile dire che il libro si fa leggere tutto d’un fiato e che in cinque ore il lettore viene travolto dalle vicende dimenticando tutto il resto e immedesimandosi in queste vicende il cui orizzonte finale lascia intendere che per i protagonisti si profila un futuro roseo, grazie anche alla grande fede che anima le tre donne e che pare risvegliarsi nel brillante e ancor giovane medico prima imbevuto delle idee sanguinarie dei giacobini francesi.

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Altri romanzi di Maria Cristina Manca:

ALZATI, RIVESTITI DI LUCE! (pseudonimo Yaakov De Montfort). Casa editrice Abbà

LA VIA STRETTA CHE CONDUCE AL CIELO. Casa editrice Abbà.

PORTA DI SPERANZA. Edizioni Grafica del Parteolla.

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