Categoria : politologia

Jeffrey Sachs: la mia soluzione per la Grecia

(Epa)
La crisi greca è una tragedia per il Paese e un pericolo per l’economia mondiale. La Germania chiede che la Grecia onori l’intero debito, anche se la Grecia è chiaramente in bancarotta e l’Fmi ha fatto presente la necessità di un alleggerimento. Lo scontro tra realtà (l’insolvenza della Grecia) e politica (le richieste della Germania) si profilava come un disastro annunciato. E difatti così è stato con il crollo drammatico del sistema bancario greco, questa settimana.

Ma c’è un modo per uscire da questo impasse: il debito greco andrebbe ridotto drasticamente e la Grecia dovrebbe rimanere nell’eurozona.
Nei negoziati con i suoi creditori, a primavera, la Grecia lo aveva ammesso, insistendo per una riduzione del debito. La Germania si è rifiutata. Anche se gli Usa e ufficiosamente l’Fmi si erano schierati dalla parte della Grecia, ha prevalso la Germania, come avviene sempre con i creditori.

Eppure, a volte, i creditori hanno la meglio a loro stesso discapito. Spingendo il debitore verso il punto di rottura, finiscono per provocare un default completo. L’errore della Germania la settimana scorsa è stato di spingere l’economia greca – già in condizioni simili a quelle della Grande Depressione – verso il crollo finanziario.

Il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schäuble ha una precisa strategia negoziale che punta a far in modo che la Grecia decida di uscire dall’eurozona. Sfortunatamente per lui, la Grecia non vuole uscire e non può essere costretta a farlo con i trattati che regolano l’Unione europea. La Grecia vuole restare nell’eurozona con un debito meno pesante, una posizione economicamente astuta e protetta da trattato.

Infatti, una Grexit costerebbe molto cara alla Grecia e finirebbe quasi sicuramente per generare il caos politico e sociale e, forse, anche l’iperinflazione nel cuore dell’Europa. Il valore dei risparmi dei cittadini greci verrebbe azzerato perché gli euro sarebbero subito convertiti in nuove dracme. La classe media verrebbe spazzata via e la conversione della moneta non salverebbe un solo centesimo del debito estero che naturalmente continuerebbe a essere espresso in euro.

Ciò detto, il fardello del debito greco è insostenibile. Questa settimana la Grecia non ha rimborsato i suoi debiti all’Fmi scegliendo giustamente le pensioni al servizio del debito. I creditori del Paese ora dovrebbero negoziare una riduzione consensuale attraverso tassi d’interesse più bassi (e fissi), un valore nominale del debito ridotto e scadenze molto dilazionate.

La Storia abbonda di precedenti del genere: debiti sovrani sono stati ristrutturati centinaia, forse migliaia di volte, Germania compresa. Dopo la Prima guerra mondiale era stata l’intransigenza dei creditori americani a portare alla profonda instabilità finanziaria la Germania e altre parti d’Europa e, indirettamente, all’ascesa di Adolf Hitler, nel 1933. Dopo la Seconda guerra mondiale, invece, il governo americano fece concessioni più avvedute alla Germania che culminarono nella cancellazione del debito nel 1953, una panacea per la Germania e per il mondo. Ma la Germania non ha imparato la lezione.

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2015-07-05/sachs-mia-soluzione-la-grecia-112309.shtml?uuid=ACXpx9L

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