OROTELLI = CHRYSOPOLIS di Massimo Pittau

 

Orotelli (Nu)

Orotelli [pronunzia locale e della zona Orot(t)eddi] (villaggio della provincia di Nùoro). L’abitante Orot(t)eddesu.

Una delle più antiche documentazioni di questo villaggio si trova nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (CSMB 177), dove si parla di un certo Petru de Zori de Ortelli. Molto antica, e precisamente del 1139, è anche l’altra citazione di un certo Ugone vescovo di Ortilli, il quale donò al monastero di San Salvatore di Camaldoli la chiesa di San Pietro in Ollin con tutte le sue pertinenze (Codex Diplomaticus Sardiniae, I 213/1, 215/2). In questo documento Ortilli è chiaramente una forma errata, forse per supercorrezione, di Ortelli e San Pietro in Ollin è l’odierno San Pietro di Oddini, che è proprio nell’agro di Orotelli(-Orani).

Ciò premesso, dico che è molto probabile che Orotelli/Oroteddi derivi, con una anaptissi, da un gentilizio lat. *Ortellius (al vocativo) (cfr. Ortelius; RNG). Di recente sono arrivato alla conclusione che in Sardegna si conservano ancora, come antroponimi e come toponimi, numerosi gentilizi o cognomina latini in caso vocativo, caso che con gli antroponimi era, per un motivo ovvio, quello più frequente: un individuo viene più spesso “vocato” o “chiamato” che non “nominato” o “citato”. Però – come ho sostenuto un’altra volta – Orotelli potrebbe anche essere in caso genitivo, derivando da una locuzione lat. (villa) Ortelli «(tenuta) di Ortellio».

Ortellius sarà stato uno dei latifondisti romani che in Sardegna avevano ampi possedimenti, nei quali producevano grandi quantità di grano, che mandavano sistematicamente a Roma, per nutrire la famelica folla della capitale dell’Impero e i numerosi reparti del suo grande esercito. Ortellius avrà avuto i suoi possedimenti nella piana di Ottana, la quale fino alla metà del secolo scorso era famosa per la grande quantità di ottimo grano che produceva. Però, molto probabilmente per sfuggire in estate al caldo eccessivo e anche al pericolo della malaria imperante nella piana di Ottana, Ortellius – oppure il suo liberto amministratore – avrà preferito vivere non ad Ottana, bensì ad Orotelli, cioè nella villa o fattoria che da lui avrà preso il nome. Esattamente come si intravede che facesse pure un altro latifondista romano che aveva anche lui possedimenti nella piana di Ottana, Oranus, il quale preferiva vivere nella villa o fattoria che prese il nome di Orane od Orani.

D’altra parte è anche probabile che Ortellius avesse terreni pure nella vicina piana di Benetutti, come suggerisce il toponimo Norteddi di Bono, che si potrebbe interpretare come derivato dalla locuzione locativa in Orteddi, in Norteddi. Non solo, ma, considerato che nell’agro di Lula esiste un altro toponimo Orteddi e nell’agro di Urzulei un altro Oroteddi, siamo anche spinti ad interpretare che il latifondista Ortellius avesse pure interessi nell’estrazione dei minerali di piombo argentifero di Lula e di rame di Urzulei-Baunei. Sarà stato dunque un grosso latifondista e capitalista, il quale, come capitava spesso allora, molto probabilmente continuava a vivere a Roma o in Italia, venendo saltuariamente in Sardegna e curando i suoi interessi agrari e minerari per mezzo dei suoi liberti appositamente mandati nell’Isola.

Che Oroteddi derivi da un originario *Orteddi probabilmente è confermato dal toponimo del suo agro Arteddane, il quale sarebbe da intendersi come *Orteddane «Orotellese», derivato da un originario *Ortellane (anch’esso al vocativo).

Noi sappiamo che Ottana in epoca medioevale era il capoluogo di una diocesi, però quasi certamente, almeno nel periodo estivo, anche il vescovo di Ottana era solito risiedere a Orotelli (cfr. Codex Diplomaticus Sardiniae, I 193/2), sempre per sfuggire al caldo estivo e al pericolo della malaria. E in questo modo e per questa ragione si spiegano i due toponimi di Orotelli: Píscapu «Vescovo» (probabilmente dal greco bizant. Epískopos) e Campu ‘e Preíderos «Campo dei Preti» (dal lat. praebyter per presbyter; DILS). Inoltre, proprio alla presenza, anche saltuaria, del Vescovo ad Orotelli si deve la costruzione della sua bella chiesa di San Giovanni, che è del XII secolo ed è precedente alla cattedrale di San Nicola di Ottana.

Che Orotelli fosse la sede almeno temporanea del vescovo di Ottana è dimostrato anche dal fatto che il villaggio non viene mai citato dalle Rationes Decimarum Italiae – Sardinia del secolo XIV; proprio come queste fanno con i capoluoghi delle altre diocesi. Il che ci fa supporre che, mentre le decime delle parrocchie di ciascuna diocesi andavano alla curia romana, quelle del capoluogo rimanevano alla relativa curia vescovile.

Da lungo tempo circola ad Orotelli e nei dintorni una differente spiegazione del toponimo Orotelli: esso deriverebbe da una frase lat. Auri tellus «Terra d’oro». Si tratta però di una “paretimologia” o “etimologia popolare”, che si deve respingere con decisione: infatti, ai sensi delle norme della fonetica storica della lingua sarda – ormai da tempo conosciute alla perfezione – da una frase lat. Auri tellus sarebbe derivato un toponimo sardo *Arideddus, non Oroteddi. Sul piano semantico poi si aggiunge la grande difficoltà che non avrebbe nessuna ragion d’essere il riferimento all’oro sia per Orotelli che per il suo territorio.

D’altra parte è curioso constatare che la paretimologia di Orotelli = «Terra d’oro» molto probabilmente è stata fatta anche in epoca bizantina, con riferimento però, non alla lingua latina, bensì a quella greca. Gli scrittori bizantini Giorgio Ciprio (Descriptio, 682) e Leone il Saggio (Episc. Orient. Not.), infatti, parlano del capoluogo di una diocesi sarda, che chiamano Chrysópolis, cioè «Città d’oro». A lungo questo capoluogo di diocesi è rimasto del tutto sconosciuto e soltanto di recente esso è stato identificato “forse” con Forum Traiani (Fordongianus), ma senza neppure un’ombra di prove e di dimostrazione. A mio giudizio invece Chrysópolis «Città d’oro» non è altro che una paretimologia dell’originario Ortelli, erroneamente interpretato come «Terra o città d’oro». Ad arrivare a questa paretimologia i Bizantini saranno stati spinti dal fatto che certamente alla loro epoca il lat. aurum «oro» veniva ormai pronunziato *orum, con una mutazione fonetica che nella lingua latina aveva cominciato a manifestarsi già in epoca classica: cauda/coda, caudex/codex, caulis/colis, caupo/copo, caurus/corus, claudus/clodus, faux/fox, plaustrum/plostrum, plautus/plotus, ecc.

Se questa mia ricostruzione etimologica è esatta – e a me sembra almeno molto verosimile – se ne deve concludere che Chrysópolis di Giorgio Ciprio e di Leone il Saggio costituisca la più antica citazione non soltanto del centro abitato di Orotelli, ma anche della diocesi di Ottana.*

Estratto dall’opera di Massimo Pittau, I Toponimi della Sardegna – Significato e origine, Sassari 2011, Edes, Edizioni Democratiche Sarde.

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