Educazione e istruzione in Sardegna di Angelino Tedde

Sulla scia di quanto Gian Paolo Brizzi (professore ordinario di Storia moderna, presso l’Università degli Studi di Sassari) ha promosso per la storia dell’Università di Sassari, con l’istituzione del CISUS (Centro Interdisciplinare  per la Storia dell’Università di Sassari); di una serie di tesi di laurea sui graduati presso la stessa università dalla riforma Bogino (1867-1873) e di una collana di studi, e su quanto Raimondo Turtas ha realizzato sulla storia dell’Università di Sassari e di Cagliari e dei collegi gesuitici (1559-1630): (avendo presenti anche gli studi di Salvatore Loi sull’istruzione popolare nel ‘500 e ‘600);stimolato da Luciano Pazzaglia e da Luciano Caimi, entrambi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ai primi degli anni Novanta del Novecento, incaricato di Storia della Scuola e delle Istituzioni educative presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari, sollecitando le numerose studentesse, circa 400 l’anno, che dovevano sostenere con me gli esami, (prima uno annuale poi due semestrali) e circa 200 tesi di laurea, abbiamo portato avanti sia negli archivi pubblici che privati (comunali, provinciali, statali, ecclesiastici, delle congregazioni religiose e di numerose opere pie erette in enti morali o no) un vasto scavo di ricerca non paragonabile al passato. Le numerosissime tesi pre-esame, e le tesi di laurea, ricche di una vasta appendice documentaria hanno prodotto in primis robusti lavori strumentali: bibliografie, mappature di registri scolastici in circa il 16% di comuni e scuole sardi, schedature di asili di Carità aportiani di promozione cattolica e filantropica, trascrizione di documenti dagli archivi comunali e statali (Cagliari, Sassari, Torino) schedatura di curricula di seminaristi di vari seminari e di studenti di ginnasi – licei della provincia di Sassari e di Nuoro. Particolarmente numerosi i documenti sulla scuola normale di Carlo Felice e di Carlo Alberto (1823-1848);  limitati della scuola del Boncompagni, (1848-1858),  numerosissimi della scuola del Casati, prima gestita in toto dai Comuni (1859-1911) e poi avocata dai Consigli Scolastici Provinciali e man mano statalizzata(1911-1943).

Questo lavoro, portato avanti dal 1990 al 2003, è proseguito con le tesi di laurea dirette dal prof. Fabio Pruneri, si può dire che ancora oggi (2010) proceda con il contributo di altri soggetti che a questo lavoro di scavo si sono aggiunti. Nel corso del convegno conclusivo della mia carriera universitaria, svoltosi nel maggio 2001, con vari contributi di studiosi, con una mostra fotografica (1850-1950) su scolari e maestri, con un cortometraggio sui luoghi dell’alfabetizzazione a cura dello scrivente, con la raccolta degli atti del convegno, si è dato conto in un certo senso, del grosso lavoro svolto tanto che sarebbe auspicabile un Centro Studi dell’Educazione dei Sardi perché il lavoro svolto non si perda senza una fruttuosa utilizzazione. Da tutto è venuto fuori un quadro sull’educazione infantile nei circa 300 asili d’ispirazione aportiana, frobeliana e mista in Sardegna, grazie all’impegno di uomini della statura di Giovanni Battista Manzella e di Salvatore Vico e di numerose congregazioni religiose di fondazione estera, continentale e sarda, che diressero queste istituzioni pie sotto l’amministrazione delle Dame della Carità e che seppero accanto agli asili e negli stessi asili svolgere un’attività di educandato rivolto alle adolescenti e giovinette d’ispirazione cristiana e di ammodernamento pedagogico nella preparazione delle future madri di famiglia. E’ emersa anche la vasta opera di alfabetizzazione, manu regis et ecclesiae, tentata su vasta scala, tante volte debole e altrettante rinforzata, in tutti i villaggi della Sardegna sia della scuola normale di Carlo Felice prima (1823-1831) e di Carlo Alberto poi (1831-1848), proseguita dalla politica scolastica del parlamento subalpinio e successivamente più decisamente istituzionalizzata con la legge Casati (1859) e Gentile (1923), per arrivare a quella che sarà la scuola durante il fascismo, rilevata dalla cronache delle maestre (1922-1943). Un percorso lungo e tortuoso come tutti quei percorsi che mirano all’opera dell’incivilimento dei popoli, popolo sardo compreso. Vescovi sociali e preti intellettuali, apostoli carismatici furono alla guida dell’educazione dell’alfabetizzazione dei sardi dai primi dell’Ottocento fino all’istituzione della Repubblica. Tra breve, grazie all’intensa attività portata avanti, sulla via da me intrapresa, da Fabio Pruneri (professore associato di Storia della Scuola e delle Istituzioni educative presso l’Università degli Studi di Sassari), verrà dato alle stampe un magistrale lavoro sulla scuola in Sardegna nel periodo sabaudo (1720 al 1748) che comincerà ad offrire un primo quadro dell’opera di alfabetizzazione e dell’istruzione dei Sardi. A tutto ciò si aggiunga un vasta raccolta di dati di un Progetto Nazionale, diretto da Angelo Bianchi (professore ordinario di storia moderna dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore), e coordinato per la Sardegna dal citato Fabio Pruneri. Con queste ricerche non si conclude indubbiamente la storia dell’educazione e dell’istruzione in Sardegna, benché tutte abbiano concorso ad una maggiore conoscenza delle vicende dell’istruzione nell’Isola sia che mirassero alla formazione di buoni cristiani e sudditi in epoca assolutistica, di buoni sudditi e buoni cristiani in epoca costituzionale sabauda, di buoni cittadini in epoca unitaria o di buoni “soldati” per la patria in epoca fascista.

Bibliografia essenziale di riferimento:

Tra le tesi sui graduati vanno ricordate un primis  quelle delle dott. sse Posadinu di Nulvi, Vacca di Bosa su cui ci soffermeremo più in là ad illustrarle. Nella collana del CISUS, particolarmente interessanti i lavori di Raimondo Turtas e gli atti del convegno internazionale di Alghero del 1996 e pubblicati dalla Rubettino.

A. Tedde, I luoghi dell’alfabetizzazione in Sardegna, documentario, disponibile in DVD presso Manfredi Sanna Olbia 2001.

A. Tedde, Iniziative assistenziali e educative per l’infanzia in Sardegna tra Otto e Novecento in Luciano Caimi, (a cura di), Infanzia, educazione e società in Italia tra Otto e Novecento. Interpretazioni prospettive di ricerca esperienze in Sardegna, Edes, Sassari, 1997, pp. 71-91.

R. Sani, A. Tedde (a cura di ) Maestri e Istruzione popolare in Italia tra Otto e Novecento, Vita e Pensiero, Milano 2003, pp. 347-381.

A. Tedde, V. Onida, La diffusione degli asili in Sardegna dal 1849 al 1968, Associazione Culturale Alcide De Gasperi, Muros (Sassari) 20o5, pp. 200.

A. Tedde, Istruzione popolare in Sardegna dalla legge Casati alla legge Daneo-Credaro tra politiche locali e governative in Fabio Pruneri, (a cura di), Il cerchio e l’ellisse. Centralismo e autonomia nella storia della scuola dal XIX al XXI secolo, Carocci editore, Roma 2005 pp. 155-160.

A. Tedde, La scuola normale di Carlo Felice e di Carlo Alberto (1823-1841), in Fabio Pruneri, Filippo Sani, (a cura di), L’educazione nel mediterraneo nordoccidentale. La Sardegna e la Toscana in età moderna, Vita e Pensiero, Milano 2008, pp. 41-61

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