3 Dicembre 2016 - Categoria: lingua/limba, versi in italiano, versos in limba

“Notte…ted’esser bentu” di Maria Sale, Premio città di Ozieri 2016, III classificata

Maria Sale

Maria Sale

Su ‘entu est argumentu poeticu subr’a totu e Maria Sale, s’eminente poetessa de idda nostra, lu tratat e lu maltrat dae meda, pensemus puru a s’obera Carignos de’ entu. Cale poetessa o poeta podet fagher a mancu de giogare cun su ‘entu, ma puru cale autore, de s’antigoria, omericu o biblicu, nd’at fatu a mancu? Finas Deus in su Monte Sinai s’est fat’intender comente carignu de ‘entu chena poi pensare a S’Ispiridu Santu chi falende subra Maria Vergine e sos Apostulos in fiamas de fogu s’est fat’intendere che ‘entu gagliardu. In tempus pius accurtzu a nois pensemus, in italianu, a Vento Vento portami via con te! (1942) cantadu dae mamas nostras (m’ammento de mama e de sogra mia Tarsilla chi si poniat a cantare in sas festas custa cantone), deo e totu, prima de iscriere unu ritratu biograficu de mama apo traduidu su facebook una poesia dedicada a mama inue su ‘entu est protagonista.
Maria Sale, però, at iscritu meda poesias de su entu. M’ammento su entu che traessat sas carrelas, pro esempiu, ma custa est poesia ispeciale e Issa si misurat cun su entu cun meda cunfidentzia e lu sighit in sas buglias, ma lu giamat puru “amigu mariolu” e lu faghet bolare cun d’una bella metafora “subra alas d’spuma”, l’iscultat a  “notte manna” cando issu enit dae su mare, pustis l’interrogat puru che cando sas piseddas interrogaiant su cucu:
-Narami s’est fola e fortuna… o sinnu de cale afranzu ch’in cunsideru dispones?- Sighit sa metafora de su ‘entu in bratzu  a sa notte”.
Sa vena poetica de Maria si faghet sempre pius affinada: Issa  su entu
 lu girat che femina chi filat sa lana, che majalza chi movet sa sorte.  La traduzione italiana, fatta dalla stessa poetessa, è ugualmente preziosa, e senza esagerare,  può stare accanto ai migliori poeti contemporanei italiani per forma, per contenuto e per musicalità. Si aggiunga il continuo confronto di Maria in tutti i più prestigiosi premi letterari di Sardegna. (A.T.)

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2 Dicembre 2016 - Categoria: memoria e storia, narrativa

“Sono il figlio di Adele!” di Mario Nieddu

Mario Nieddu

Mario Nieddu

-Pronto ? Famiglia Petroselli ?-

– Sì, lei chi è ? “- risponde la voce opaca di un vecchio.

-Io sono Mariolino De Ferreri, il figlio di Adele !”-

-Il figlio di Adele ?! Il figlio di Adele ! Il figlio di Adele…Adele, Adele…-

Mariolino non sente più nulla, poi di colpo in sottofondo una giovane voce femminile -“Papà, papà ! Papà si sente male ! Corri Giovanni… –

Uno strattone alla cornetta –“Si può sapere chi è lei ?-

– Sono Mariolino, Mariolino De Ferreri, il figlio di Adele, posso parlare con mia madre?-

– Mariolino De Ferreri…senta… Adele non c’è!”-

-Scusi, ma con chi parlo ?

-Sono Giovanni –

-Mi dica per favore, Giovanni, quando posso trovarla !-

-Ma…Adele non c’è più, ci ha lasciato cinque anni fa.-

-Mi può dare il suo nuovo indirizzo, per favore ?-

– Ma, Mariolinooo…Adele non c’è più !-

-Come, non c’è più ?-

– Senta Mariolino…Adele è morta cinque anni orsono, non c’è più!-

-Non è vero, non è vero, mia madre non può essere morta, è ancora giovane…Mi dica la verità.. non mi volete e basta !-

-Non è così Mariolino…non è così! Mi dia il suo indirizzo, le giuro sulla Bibbia che sabato vengo a trovarla e le spiegherò tante cose, ma non chiami più a questo numero, per amor di Dio… mio padre non sa… del figlio di Adele…-

-Capisco, capisco-

Mariolino aveva le lacrime copiose sul viso, mentre dettava il suo indirizzo.

Non abitava lontano da Villa Petroselli, a Monte Mario. Viveva in via Torrevecchia nell’Istituto che lo aveva ospitato da quando aveva quattro anni. Con i suoi diciotto anni era uno dei ragazzi più grandi e spesso svolgeva anche le mansioni di assistente. Aveva molta esperienza e sapeva trattare con ragazzi orfani o abbandonati come lui alla nascita.

Come promesso, il sabato successivo Giovanni andò a trovarlo con la sorella Claudia. Erano entrambi ansiosi di conoscerlo.

Giovanni, fratello maggiore di Claudia, era di qualche anno più piccolo di Adele.

Possedevano una bella macchina e con quella si recarono tutti e tre in un tipico ristorante-trattoria in Via Borgo Pio.

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1 Dicembre 2016 - Categoria: recensioni

“Sant’Andria mozza li mani” filastrocca sarda. Un lavoro di Pasquale Demurtas. Recensione di Ange de Clermont

demurtasPasquale Demurtas, La magia di un uomo buono. Thiu Giarrette. Anime e Demoni, Youcanprint, Sassari, 2014  €. 13 pp 158.

Questa pubblicazione è curata dall’autore succitato che ha creduto opportuno raccogliere in un libro aneddoti e storie di tradizione popolare sia di magia bianca sia di magia nera così come gli sono stati raccontati da vari compaesani. L’autore non è un esperto di tradizioni popolari e quindi ne fa una semplice trascrizione così come gl’intervistati gliele hanno raccontate.
Specifichiamo che s’intende per magia nera tutte quelle azioni che mirano a far male al prossimo e per magia bianca quelle, invece, che mirano a fare del bene o addirittura a gar guarire o a cacciare gli effetti della magia nera.

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28 Novembre 2016 - Categoria: narrativa

“Lilly, la regina della fattoria: vita, opere e miracoli” di Eleonora Ortuño

Lilly

Lilly

Lilly è stato il primo cane di piccola taglia che ho avuto, era uno yorkshire che pesava un chilo e mezzo quando me l’hanno data, in cambio di un gatto persiano, ai tre chili e mezzo quando è morta.
All’epoca viveva ad Alghero, in un recinto con altri cani, fra cui sua sorella, una capra, un asino e delle oche.
L’età esatta non la sapeva neanche la proprietaria che faceva pensione per animali e una cliente gliel’aveva portata e poi non era mai andata a ritirarla, forse aveva un anno e mezzo ed io l’ho presa nell’estate del 1998.
A farmi decidere di prendere lei e non la sorella è stato il carattere, infatti Lilly pur essendo di dimensione molto ridotte, sapeva farsi rispettare da tutti gli animali che la circondavano, compreso asino e capra.
lilly-2Quando l’abbiamo presa era magrissima, pelle e ossa, la vecchia proprietaria, per risparmiare, alimentava i cani che aveva in pensione con pane ed acqua, e quando l’avevo vista era bastato il mio sguardo misto a sgomento e rabbia a farla arrossire e farfugliare qualcosa tipo:
-E’ la prima volta non ho avuto il tempo di preparargli il pastone.-
Eppure il peso di Lilly dimostravano tutto il contrario.
È stata lei a scegliere il nome, infatti quando con mio marito e alcuni amici, a voce alta nominavano alcuni nomi che potevano andarle bene, quando ha sentito Lilly è subito venuta verso di noi.
Non ho mai amato i cani di piccola taglia, soprattutto gli yorkshire, così dispotici, che abbaiano ad ogni minima cosa, per cui, visto che mio marito la desiderava tanto, a malincuore l’ho presa.
All’epoca di cane avevo solo Rass I, un bellissimo pastore tedesco a pelo lungo, che pur essendo vecchio e malato, appena aveva visto Lilly se n’è subito innamorato. Lei invece non lo sopportava, soprattutto quando con una sola leccata la bagnava tutta e spesso gli si rivoltava contro tutta indispettita.

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24 Novembre 2016 - Categoria: narrativa

“Sono giorni così, profondamente autunnali.” di Sarah Savioli

Sara SavioliSono giorni così, profondamente autunnali.
Fatti di bianchi e di grigi nei quali le emozioni spiccano come le foglie gialle e rosse degli alberi, in modo così intenso quasi da fare male.
Viene naturale starsene ovattati e chiusi un po’ in sé, a curare le proprie solitudini mentre in sottofondo la mente va a riordinare la confusione dei pensieri.
Li risistema nei cassetti e negli armadi, li piega provvisoriamente come fossero calzini spaiati.
Si ripromette che da lì in poi sarà più metodica e disciplinata sapendo benissimo che non sarà così.
E poi cerca di richiudere in barattoli tutte le amarezze, di tentare di etichettarle nel modo giusto perché, visto che non ce ne si può liberare, almeno siano lì dove è possibile riconoscerle per quelle che sono e non continuare a sentirne il sapore anche là dove di fatto non c’entrano niente.
E mentre una parte di te cerca per istinto una strategia per vivere meglio da lì in poi, per non fare più che qualcuno o qualcosa entri a rovistarti dentro grettamente e senza alcuna cura, quel briciolo di saggezza che hai maturato negli anni ti ricorda che non hai altro modo di essere che quello che sei, con le tue porte aperte sul mondo e sulle persone.
E che questo non è una dichiarazione di resa o una irrimediabile fragilità che ti porterà alla rovina.
Al contrario, è forse il tuo unico punto di forza.

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20 Novembre 2016 - Categoria: narrativa

“Gattini abbandonati alla ricerca di vivere” di Eleonora Ortuño

gattiniIn una fredda giornata primaverile del 2012, ho trovato 5 gattini buttati in un cassonetto, uno era morto e gli altri strillavano talmente tanto per attirare l’attenzione di qualcuno e il caso ha voluto che io passassi li e li ho raccolti.
Erano appena nati, infatti avevano ancora il cordone ombelicale.
Subito li ho portati dalla mia veterinaria per aiutarmi, magari dandoli a qualcuno che aveva una gatta che stava allattando, ma l’unico aiuto che ho ricevuto sono stati i consigli per come allevarli.
I gattini cosi piccoli, senza la mamma, difficilmente sopravvivono, ed io nonostante avessi avuto tantissimi gatti, meritandomi l’appellativo di mamma gatta, sapevo che avrei avuto delle grosse difficoltà ad occuparmi di loro.
Non mi sono persa d’animo, la prima cosa da fare era scaldarli e tenerli al caldo, l’ipotermia ne aveva già ucciso uno all’interno del cassonetto non potevo permettere che accadesse anche agli altri.
Armata di borse con dell’acqua calda,  ho fatto loro un giaciglio dentro una scatola coperta all’estremità che avesse una temperatura tale da permetter loro di stare al caldo.
Ho comprato del latte in polvere per gattini e con un biberon ho iniziato ad allattarli ogni due ore, notte compresa. Inizialmente sputavano la tettarella del biberon, ma poi con pazienza sono riuscita a fargliela accettare. La cosa fondamentale per dei cuccioli così piccoli è l’espletamento delle loro funzioni fisiologiche come quella della minzione e dell’evacuazione, per poterlo fare hanno bisogno di essere stimolati e nel regno animale le mamme lo fanno leccandoli nelle parti intime, io dopo che gli davo da mangiare gli passavo un cotone bagnato finché facevano i loro bisogni.
Tutto questo l’ho potuto fare finché ero in ferie, i problemi si sarebbero presentati al mio rientro al lavoro, dovendo rimanere fuori casa per nove ore come avrei fatto ad occuparmi dei gattini? Avevo necessità di una balia, di una persona che non avesse legami lavorativi e l’unica che mi sembrava adatta a ricoprire quel ruolo era la mia amica Margherita che si è subito offerta volentieri a ricoprire quel ruolo. Io le avrei portato tutto l’occorrente per mantenere i gattini e il sabato e la domenica (giorni di riposo) li avrei ripresi con me per permetter loro di riposarsi.

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17 Novembre 2016 - Categoria: politologia

La nostra posizione sul referendum per il Si e per il No si chiama voto segreto di Angelino Tedde

brizziCrediamo di aver dato spazio paritario ai Si e ai No sul referendum costituzionale, mantenendo il nostro orientamento riservato per correttezza nei confronti dei nostri visitatori che per la verità pensavamo fossero più numerosi. I cittadini però sembrano stanchi di questo continuo frastuono a tutti i livelli:nazionali e internazionali e presumibilmente amano rifiutarsi di leggere queste continue battaglie. Del resto non bastano i migranti quotidiani con una sequela di morti in mare, i terremoti con tanta gente che ha perso tutto, la crisi economica che ha spremuto coloro che hanno redditi più deboli. A tutto questo si aggiunga l’impari battaglia della presidenza americana combattuta senza esclusioni di colpi da una parte e dall’altra e le paure che il conservatorismo e  le battute senza controllo di Trunp hanno provocato. Forse siamo un pò tutti stanchi di questo continuo guerreggiare, per cui evitiamo di leggere e di riflettere ora anche sul SI e sul No al referendum per le modifiche apportate alla Costituzione Italiana.
Ad ogni modo crediamo che si debba   comunque andare a votare e non pensare che l’assenteismo operi miracoli. L’assenteismo come diceva un vecchio slogan elettorale è senza testa.

Il nostro blog per quanto è possibile, avendo scelto la cultura come principale campo, ha voluto soddisfare la richiesta di alcuni visitatori che abbiamo accontentato. Ora abbiamo 18 giorni per riflettere e uno per andare a votare e col voto la democrazia vive.

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17 Novembre 2016 - Categoria: politologia

Le argomentazioni per il No di 56 costituzionalisti

costituzioneDi fronte alla prospettiva che la legge costituzionale di riforma della Costituzione sia sottoposta a referendum nel prossimo autunno, i sottoscritti, docenti, studiosi e studiose di diritto costituzionale, ritengono doveroso esprimere alcune valutazioni critiche. Non siamo fra coloro che indicano questa riforma come l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo.

Siamo però preoccupati che un processo di riforma, pur originato da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le modalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare, in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell’appannamento di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione.

1. Siamo anzitutto preoccupati per il fatto che il testo della riforma – ascritto ad una iniziativa del Governo – si presenti ora come risultato raggiunto da una maggioranza (peraltro variabile e ondeggiante) prevalsa nel voto parlamentare (“abbiamo i numeri”) anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche; e che ora addirittura la sua approvazione referendaria sia presentata agli elettori come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo. La Costituzione, e così la sua riforma, sono e debbono essere patrimonio comune il più possibile condiviso, non espressione di un indirizzo di governo e risultato del prevalere contingente di alcune forze politiche su altre. La Costituzione non è una legge qualsiasi, che persegue obiettivi politici contingenti, legittimamente voluti dalla maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica. E’ indubbiamente un prodotto “politico”, ma non della politica contingente, basata sullo scontro senza quartiere fra maggioranza e opposizioni del momento. Ecco perché anche il modo in cui si giunge ad una riforma investe la stessa “credibilità” della Carta costituzionale e quindi la sua efficacia. Già nel 2001 la riforma del titolo V, approvata in Parlamento con una ristretta maggioranza, e pur avallata dal successivo referendum, è stato un errore da molte parti riconosciuto, e si è dimostrata più fonte di conflitti che di reale miglioramento delle istituzioni.

2. Nel merito, riteniamo che l’obiettivo, pur largamente condiviso e condivisibile, di un superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto (al quale peraltro sarebbe improprio addebitare la causa principale delle disfunzioni osservate nel nostro sistema istituzionale), e dell’attribuzione alla sola Camera dei deputati del compito di dare o revocare la fiducia al Governo, sia stato perseguito in modo incoerente e sbagliato. Invece di dare vita ad una seconda Camera che sia reale espressione delle istituzioni regionali, dotata dei poteri necessari per realizzare un vero dialogo e confronto fra rappresentanza nazionale e rappresentanze regionali sui temi che le coinvolgono, si è configurato un Senato estremamente indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un vero regionalismo cooperativo: esso non avrebbe infatti poteri effettivi nell’approvazione di molte delle leggi più rilevanti per l’assetto regionalistico, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni. In esso non si esprimerebbero le Regioni in quanto tali, ma rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche (alcuni consiglieri regionali eletti – con modalità rinviate peraltro in parte alla legge ordinaria – anche come senatori, che sommerebbero i due ruoli, e in Senato voterebbero ciascuno secondo scelte individuali). Ciò peraltro senza nemmeno riequilibrare dal punto di vista numerico le componenti del Parlamento in seduta comune, che è chiamato ad eleggere organi di garanzia come il Presidente della Repubblica e una parte dell’organo di governo della magistratura: così che queste delicate scelte rischierebbero di ricadere anch’esse nella sfera di influenza dominante del Governo attraverso il controllo della propria maggioranza, specie se il sistema di elezione della Camera fosse improntato (come lo è secondo la legge da poco approvata) a un forte effetto maggioritario.

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