3 Aprile 2017 - Categoria: letteratura sarda

Giovanna Campus: una fine pittrice claramotana ora iconografa anche in Corsica di Ange de Clermont

Giovanna Campus è chiaramontese e dipinge da ragazza rose e fiori e altri soggetti, ma non ha fatto mai vanto e pubblicità al suo impegno artistico  di pittrice silenziosa e raffinata. Da tempo oltre ai soggetti più amati si è data all’iconografia e con pazienza certosina. Per fare un’icona ci vogliono tecnicamente circa sei mesi. Le misure dell’icona sono simboliche ,il legno duro e stagionato, febeau, africano tagliato dal falegname.Si pulisce con l’alcol denaturato, quindi, l’autore prega con una formula tradizianale tramandata da secoli. Prende la tavola e scrive a matita le benedizioni a favore del committente.
Compiuto questo rito  si prende la colla di coniglio e si stende sul legno e successivamente si applica una tela di lino per 10,15 giorni. Dopo che asciuga si passano col pennello sette strati di gesso di Bologna per icone e si lascia asciugare per sette giorni. Passati i quali si  disegna l’icona così come tramandata dai monaci.

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2 Aprile 2017 - Categoria: c'est la vie

Padroni e padroncini cinesi evasori. Non registrano i servizi, non pagano i loro dipendenti cinesi trattati come schiavi. Vendono incassano e volano in Cina col malloppo di euro. Che fa la Guardia di finanza e l’ufficio provinciale del lavoro di Sassari? Predda Niedda invasa da questi manigoldi che evandono le tasse e schiavizzano i dipendenti!

Hanno paura di parlare gli schiavi dei cinesi di Predda Niedda, Piazzetta compresa. I rapaci titolari di ditte che scaricano e vendono merce, non pagano una lira di tasse, evadono il fisco e trattano da schiavi i dipendenti. Molte le presenze di cinesi minorenni sfruttate. Occorrerebbe l’esercito per snidare questi manigoldi provenienti dalla Cina che vengono a rapinare con ferocia insolita.
Occorre arrestarli e introdurre se possibile l’ergastolo a vita o spedirli senza misericordia nel loro paradiso per il taglio della testa. Occhio polizia, occhio guardia di finanza, occhio buon costume, occhio UPL,

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2 Aprile 2017 - Categoria: cultura

Mulini a vento in Sardegna

Documentazione Storica
La Gualchiera
Il Mulino
Barbagie Nuorese Ogliastria
Fluminese Arburese Guspinese
Gallura Monte Acuto
Meilogu Logudoro Goceano
Montiferro Planargia Marghine
Oristanese Barigadu
Sarcidano Trexenta Marmilla
Sassarese Anglona
Sulcis Iglesiente Campidano
GUALCHIERE
CARTINA
Mulini di Sardegna

Gli ultimi ritrovamenti >>>
(aggiornato al 16-03-2017)

La consultazione della cartografia
storica e recente della Sardegna
ha consentito di individuare, allo
stato attuale, oltre 800 opifici
idraulici (mulini e gualchiere), riferibili
ad un periodo compreso tra i primi
decenni dell’800 fino ai nostri giorni.
Le immagini aeree e i sopralluoghi
hanno permesso di verificare finora la
presenza di resti fisici di un numero
superiore a 300 opifici, oltre 290 dei
quali vengono qui sinteticamente
descritti nei loro caratteri costruttivi
e tecnologico – funzionali e, sulla base
delle fonti disponibili, nei lineamenti
storici. Si presume l’esistenza di
testimonianze nel territorio relative
a oltre 400 opifici idraulici (mulini
e gualchiere).

“..la Sardegna ha più di quattrocento
mulini idraulici. La sola città di Sassari
ne ha più di trenta, la sola villa di
Seneghe più di venticinque. In tutta
l’isola ne potrebbero girare assai di più;
se non fosse che i Sardi preferiscono
le macine, le quali fanno miglior farina
che si fatti mulini ne fanno”.
(Dissertazioni storiche apologetiche
critiche delle Sarde Antichità scritte
dall’Abate Matteo Madao – Tomo
primo. Cagliari M. DCC. XCII).
Mulino Campomela – Cargeghe (SS)

Mulino Vezzu – Olzai (NU)

Lu Mulinu – Arzachena (OT)

Mulino Ibba – Scano Montiferro (OR)

Mulino Caparedda – Nuoro (NU)

Mulino Pisano – Osilo (SS)

Su Molinu – Ardauli (OR)

Mulino San Lussorio – Musei (CA)

Mulino Bergusada – Bortigali (NU)

Mulino Tirizzas – Samugheo (OR)

Mulino (rif.191)
Comune: Cuglieri

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Mulino (rif.343)
Comune: Tonara

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Mulino (rif.637-638)
Comune: Seneghe

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Molino Margiateddu (rif.600)
Comune: San Vero Milis

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31 Marzo 2017 - Categoria: cahiers de doléances

Trump: il presidente deficiente di Ange de Clermont

Gli Stati Uniti d’America hanno avuto presidenti più o meno intelligenti politicamente, ma credo che un presidente così deficiente come Trump non l’abbiano ancora avuto. Basta guardargli la mimica facciale, per scoprire che l’uomo ha più di un deficit intellettivo. Un presidente dopo le votazioni dovrebbe unire, invece questo separa e crea muri tra le stesse fasce sociali.

Ora vuol tassare la Vespa con un raddoppio dei costi e non pensa che molte officine che sulla Vespa campavano dovranno chiudere e riconvertirsi a locomotori americani che si sa valgono quel che valgono. Vuol tassare i prodotti alimentari italiani preferiti dagli americani, ebbene, si dovranno accontentare delle schifezze dei Donald e rovinarsi ulteriormente il sistema cardiocircolatorio con quelle porcherie che già mangiano. Pensate alla goffaggine dei loro abiti! Le donne americane dovranno tornare alla moda ancestrale dei pionieri: gonfie, goffe e a mezza anca.
Un presidente più deficiente di così non potevano eleggere.

Sono certo inoltre che tra alcuni mesi l’uomo dovrà sloggiare dalla casa Bianca per via degl’intrallazzi elettorali che ha combinato coi Russi e che salteranno fuori appena i suoi ex fans cominceranno ad aprire il becco.
Aspettiamo e ne vedremo delle belle. I suoi avversari forse erano eccessivamente intellettuali, ma questo fa la figura dell’analfabeta dell’economia. La patria del liberalismo di botto mi diventa la patria dell’autarchia.Tramp tu te trompe!

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28 Marzo 2017 - Categoria: cultura

Àndalas de prendas in camineras de ainaltu Solchi di preziosi in sentieri che corrono verso l’alto di Giovanna Elies

“ Che cos’è un’isola in una vastità di mare?

Ė qualcosa che sotto certe prospettive o angolature, da un continente, per esempio, non può essere precisamente fissata.

Che non si può vedere in orizzonte quando i cieli sono sereni.

E immaginate se è possibile quando i cieli si incupiscono”. ( Enzo Espa)

Isole si nasce. Doppiamente isole si diventa, nel corso dei secoli: “ in sos temporios”.

Quanto più il cielo si oscura, si assestano e restano vane le possibilità di vedere, di percepire, di pensare, di capire e sentire la terraferma.

L’isola è -dunque- un segno, un punto solitario nell’orizzonte ma è anche un sogno dove riposano le nostre malinconie.

L’isola, spesso lontana dalle vicende del mondo, è per natura una terra dove meno che in altre si avverte la contaminazione, dove tutto sembra destinato a rimanere immobile, sotto il sole incalzante che feconda e brucia, ama e distrugge…

Il mare, dunque, rappresenta l’orlo “s’orìzu”, la materia prima che presiede alla parte più delicata , di un abito o di un territorio ed ha il compito di contenere e salvaguardare tutto ciò che all’interno vi sta e vive.

Ed è ancora il mare ad occuparsi di quell’isolamento geografico che rende ancora più complessa e quindi più accattivante e stimolante la storia geologica dell’isola .

Anche il mare, ha origini lontane, lontanissime, forse paleozoiche e da allora custodisce tutto ciò che tra capovolgimenti, eruzioni, erosioni, si è prodotto all’interno: pianure, valli, avvallamenti, colline, montagne, boschi e tutto quel paesaggio vegetale che, dopo milioni di anni, è arrivato intatto fino ad oggi, fino a noi.

Non sembra, eppure è una bella responsabilità vivere in una terra così antica e forse così unica: sicuramente la più antica del Mediterraneo e fra le più antiche d’Europa.

“ Sardegna, quasi un Continente” ebbe a dire Marcello Serra e fino ad oggi non esiste una voce che possa smentire questa affermazione.

“Melchiorre Carta saliva la montagna, ritornando al suo ovile. (…) Il cavallino saliva con prudente lentezza, scuotendo la testa tenuta alta dal freno. Dopo le falde sassose, olezzanti di cespugli aromatici, dalle quali si scorgeva Nuoro e un panorama di valli selvagge e di montagne lontane, il pastore s’inoltrò nei boschi d’elci. (…) Il cavallo riprese a salire (…) su per le chine rocciose, dalle quali il vento aveva spazzato le foglie e denudato le grandi radici degli elci, rossastre, contorte e avviluppate come serpenti(…). Dopo le chine s’aprivano silenziose radure (…) Qua e là rocce accavalcate parevano enormi sfingi; alcuni blocchi servivano da piedistalli a strani colossi, a statue mostruose, abbozzate da artisti giganti.(…) Dopo le radure, di nuovo il bosco: sentieri umidi, piccoli corsi d’acqua, profumo di giunco, erbe calpestate da greggi e armenti e sempre ombra” ( Il vecchio della montagna, G. Deledda)”.

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23 Marzo 2017 - Categoria: cultura, storia

Bachisio Mastinu, eroe finanziere di Bolotana opera del Magg. Gerardo Severino

Gerardo Severino , La vita per l’Italia, Bachisio Mastinu .Carlo Delfino editore, Sassari 2017

Sarà presentato a Bolòtana, sabato 8 aprile 2017 nell’Ayula Consiliare alle ore 18

 Maggiore Gerardo SEVERINO “Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte” (D.P.R. in data 25 febbraio 2000) Il Capitano della Guardia di Finanza Gerardo SEVERINO è nato a Castellabate (Salerno) il 26 ottobre del 1961. Arruolatosi nel Corpo della Guardia di Finanza il 1° ottobre del 1981, vi ha percorso una brillante carriera operativa che, fra l’altro, lo ha visto impegnato anche presso il Tribunale di Palermo alle dirette dipendenze del compianto Giudice Giovanni Falcone. Promosso ufficiale per meriti eccezionali nel 2003, dopo aver prestato lungamente servizio presso il Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (GICO) di Roma, è stato posto alla direzione del Museo Storico del Corpo, nonché a capo di due Sezioni dell’Ufficio Storico del Comando Generale della Guardia di Finanza. Il Maggiore SEVERINO è autore di numerosi libri, saggi ed articoli di storia militare e locale, molti dei quali pubblicati dalle principali riviste italiane ed internazionali.

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21 Marzo 2017 - Categoria: cultura, eventi luttuosi, memoria e storia

Mario Cicogna, professore di armonia e di pianoforte ci ha lasciati di Lionello Bionda

Mario Cicogna era nato a Milano nel 1920. Diplomato in pianoforte, aveva studiato composizione con i Maestri Bettinelli e Donatoni. È stato insegnante di Teoria e Solfeggio al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e di Armonia alla Scuola Civica di Milano, nonché alla Scuola Musicale di Milano di Foro Bonaparte.
Ha fondato la Scuola Musicale di Cernusco sul Naviglio e la Scuola
di Danza classica con i primi ballerini del Teatro alla Scala Telloli
e Fascilla. La Scuola Musicale da lui fondata ha diplomato nel corso degli anni numerosi artisti e musicisti, tra i quali un diret- tore di Conservatorio, qualche compositore di musica anche d’avanguardia, un direttore d’orchestra, alcuni direttori di banda e di coro e una ballerina della Scala.
Il prof. Cicogna ha pubblicato Dieci studi poliritmici a due e tre
voci per la Casa Editrice Carisch e il Compito di Armonia in due
volumi per la Casa Editrice Curci.
Per tutto quanto fatto e realizzato, il prof. Cicogna deve ringraziare
anche la moglie Iole – all’anagrafe Iolanda Vischi – che ha lasciato
il suo lavoro di assistente sociale per permettere al marito di
dedicarsi completamente all’insegnamento della Musica.

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16 Marzo 2017 - Categoria: lingua/limba

Si Ditzionariu Universale de sa Limba Sarda de Antoninu Rubattu Piga

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