Quando, nel 2001, concluse il suo trentennale impegno d’insegnamento universitario, Manlio Brigaglia fu omaggiato dai colleghi dell’ateneo sassarese con un volume di studi in onore e dalla Presidenza della Repubblica con la medaglia d’oro di benemerito della cultura e dell’arte (lui, in modo autoironico, di questa onorificenza diceva: “La danno a tutti”). Se il “Liber amicorum” ha significato l’apprezzamento accademico per il lavoro dello stimato storico contemporaneista, la medaglia ha premiato l’intellettuale presente nel mondo culturale sardo per più di cinquant’anni. Intellettuale di grande rilievo, sì, ma non rinchiuso nella “torre d’avorio”, lui che è stato un conferenziere molto disponibile ed una firma apprezzata dell’Unione Sarda e della Nuova Sardegna, anche in contatto epistolare con i lettori. Bibliofilo e bibliografo (forse in molti conoscono il suo “Tutti i libri della Sardegna”), è stato un instancabile ideatore e curatore di iniziative editoriali, e l’autore o il co-autore di numerosi articoli e volumi, così tanti che nel 1999 è uscita una bibliografia dei suoi scritti. Brigaglia ha focalizzato la sua attenzione sui molteplici aspetti della storia e della “viva” vita isolana: la questione sarda e le inchieste parlamentari sui gravi problemi economici e sociali, l’antifascismo, la riforma agraria, la “rinascita”, il banditismo, l’autonomia regionale, la poesia in lingua sarda e la critica letteraria, la libertà di stampa e il diritto di informazione… E poi gli studi sulle vicende storiche e culturali della sua Tempio, di Alghero catalana, Sassari, Ozieri, Orgosolo, Carloforte, La Maddalena e, ancora, sulle grandi figure come Lamarmora, Deffenu, Lussu, Gramsci, Siotto Pintor, Calvia, Dessy… Collaborò e animò gruppi di lavoro e comitati redazionali, come nel caso della rivista “Ichnusa”, dove fu accanto ad Antonio Pigliaru e Michelangelo Pira. Tanti sono stati gli eventi culturali che lo videro protagonista o tra i protagonisti (anche il Museo della Brigata Sassari, istituito in città nel 1992, gli deve più che qualcosa), ma elencarli tutti richiederebbe uno spazio tale da non poter essere concesso alle contenute ambizioni di questo breve articolo.
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“Sa luna istanote
in chelos d’annèu”
Incomintzat gai sa dulche poesia, iscrita dae Paulu Pillonca pro ammentu de Maria Carta e cantada dae Piero Marras.
Peraulas chi dèghen pro nàrrere cale tristura est giompida oe cun s’ischire de sa mancantzia sua.
Sos poetes de Sardigna, de palcu e de taulinu, oe nos intendimus totu orfanados.
Creo chi totu sos chi iscrimus poesias l’epemus connotu e nd’epemus apretziadu sa connoschentzia manna e limpia chi teniat de sa raighina pius funguda ‘e sa poesia sarda. Ma pius de totu amus pretziadu sa manera sua de bonu tratare.
In meda nd’an a iscriere paginas longas pro s’ammentu sou, e lasso a issos s’impignu de nd’e fagher sa pius lughente biografia.
Deo apo s’ammentu innidu de una bella amistade. Sas arrejonadas inue nòdida cumpariat sa mannaria de sa cultura sua, fata pius manna ancora dae s’umanidade e semplitzidade chi aiat in su tratare. Sabientzia!
L’apo connotu in sos premios de poesia, in sos tantos inue faghiat parte de sas giurias.
Sas faeddadas suas in sos premios sun istadas imparos.
Apo fatu parte cun issu de sa giuria de paritzos premios, massimamente pro deghe annos in su premiu de ‘Iddanoa Monteleone in ammentu de Remundu Piras.
Aiat atzetadu cun piaghere de fagher parte de sa giuria de su premiu “Santu Mateu” in Tzaramonte e, a bonu coro, aiat atzetadu de torrare a Tzaramonte s’annu infatu pro sa serada in ammentu de Giuanne Seu.
Sa connoschentzia e s’amistade sua sun istadas un’onore pro chie at tentu sa fortuna de las apretziare.
L’apo saludadu s’ultima olta in su Premiu de Utieri, unu de sos tantos chi nd’an a patire sa mancantzia.
L’amus a pensare e serare ancora cun nois.
Maria Sale
Tzaramonte, 26.5.2018
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In attesa che qualche collaboratore ci dia i tratti essenziali di questo intellettuale di primo piano nel versante della lingua e della cultura sarda, ci uniamo al cordoglio generale di chi lo ha conosciuto e apprezzato.
(La redazione di accademiasarda.it).
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Commenti disabilitati su Paolo Pillonca ( Osilo, 1942 – Cagliari, 2018) è scomparso ieri sera. . Leggi tutto
So istadu paritzas notes chena pigare a su Campusantu, ma poi non bi l’apo fata.
Fini tochende sas duas de note dae su campanile de Santu Matheu e sa zente fit tota a roschida.
M’apo leadu su acchiddu e pianu pianu so faladu prima e pigadu poi in Caminu de Cunventu. Saludadu a Santu Piu, apo leadu su caminu chi gighet a su gantzellu de Campusantu chi custa borta fit serradu. Mi so frimmadu a pregare: “Animas santas de su Purgadoriu pregade pro a nois chi nois pregamus pro a bois chi Nostru Sgnore bos diat sa gloria santa de su Paradisu”. No aio mancu finidu s’ultima peraula chi dae sa Rughe de sas Animas bido bennere un’anima tota bestida de biancu, de unu biancu chi faghiat lughe lunare. Issa s’accurtziat a su gantzellu e narat:
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Commenti disabilitati su “Sas Animas. Cabidulu IV: s’incontru cun tia Giosia, Tata mia.” de Anghelu de sa Niéra . Leggi tutto
Manlio Brigaglia è nato a Tempio Pausania (Sassari) nel 1929. Ha compiuto gli studi a Sassari nel Liceo-ginnasio “Azuni”. Maturità classica a 15 anni, laurea in Lettere classiche all’Università di Cagliari nel 1948, a 19 anni.
Vincitore di concorso per la cattedra di Italiano e Latino nei licei, ha insegnato nel liceo classico “Azuni” di Sassari (che è divenuta la sua città) dal 1955 al 1977. Dal 1983 al 2001 è stato professore associato di Storia dei movimenti e dei partiti politici nella Facoltà di Lettere dell’Università di Sassari.
Avendo stretto legami di collaborazione e di amicizia con Antonio Pigliaru, professore di Dottrina dello Stato nell’Università di Sassari, ha fondato e diretto con lui la piccola rivista “Scuola in Sardegna”, in cui si esprimeva la tensione “pedagogica” e politica di Pigliaru e del suo gruppo, e fu, dal 1954 al 1964, redattore capo della rivista “Ichnusa”, sede centrale per la discussione dei temi allora particolarmente vivi dell’autonomia e della “rinascita” della Sardegna.
Collaboratore del quotidiano sassarese “Il Corriere dell’Isola” (1947-1957) e poi dell’ “Unione Sarda” di Cagliari, cui ha legato il suo nome di importante collaboratore per quasi quarant’anni, dal 1994 è stato collaboratore fisso della “Nuova Sardegna” di Sassari.
Nei primi anni Settanta è stato direttore del “Lunedì della Sardegna” (1973-1974), e ha organizzato dibattiti e incontri sul tema della libertà di stampa (parte dei risultati è testimoniata dal volume L’informazione in Sardegna, da lui curato nel 1973). Consigliere nazionale della Fnsi dal 1972 al 1974.
Ha vissuto anche l’esperienza del sassarese “Democratico” (1958-1963), il periodico del gruppo detto dei “giovani turchi” che, guidato da Francesco Cossiga, esprimeva l’esigenza di un rinnovamento della Dc sarda; e ha fondato e diretto la rivista “Autonomia cronache” (1968-1972), che chiamava ancora una volta intellettuali e politici democratici a fare il punto sui nuovi problemi della questione sarda. In anni più recenti ha dato vita, come condirettore, alla nuova serie di “Ichnusa” (1982-1993).
Ha insegnato nei corsi del master di Giornalismo della facoltà di Scienze politiche di Sassari.
L’attività di pubblicista e di ricercatore è stata sempre affiancata da una intensa e rigorosa attività didattica, a partire dall’anno accademico 1971-72 in cui fu incaricato dell’insegnamento della Storia nella neonata Facoltà di Magistero, alla cui attività e al cui sviluppo ha contribuito anche con la sua assidua presenza negli organismi della Facoltà.
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Commenti disabilitati su Manlio Brigaglia (1929-2018), accademico e il più prolifico intellettuale sardo di opere e di iniziative culturali della seconda metà del secolo XX a cura di Salvatore Tola . Leggi tutto
In occasione del convegno internazionale di studi (Alghero 30 ottobre -2 novembre 1990) sulle Università Minori in Europa (secoli XV-XIX) a cura di Gian Paolo Brizzi e Jaques Verger, presentai il mio contributo dal titolo Gli studenti della Facoltà di Teologia dell’Università di Sassari (1766-1873) pubblicato con gli atti del convegno da Rubbettino, Cosenza 1998, pp. 897-909.
Con quella ricerca, corredata di numerosi diagrammi e dati statistici, rilevai che molti studenti universitari provenivano dalla diocesi di Ozieri, che aveva arruolato un buon numero di chierici studenti. Immediatamente dopo la sede della diocesi, per numero di graduati, veniva Pattada nei secoli presi in esame. Indagai se per caso vi fosse una collegiata, ma presi atto che non esisteva nel paese nessuna collegiata per giustificare il gran numero di graduati in Teologia. Parlandone con un esperto di storia della Chiesa mi disse che nel paese di pastori e commercianti di bestiame era uso avviare un figlio verso la carriera ecclesiastica.
Non rimasi soddisfatto della riposta, ma comunque dovetti prendere atto che Pattada brillava per numero di chierici eccetto Ozieri che ne contava un numero maggiore e che del resto ha avuto il suo cardinale, ma come sede di diocesi aveva anche una collegiata di canonici, vera corte operativa e consultiva della diocesi. Fatto sta che osservando la tabella dei graduati in Teologia presso l’Università di Sassari, Ozieri, dopo la diocesi di Sassari, risulta seconda per numero di graduati: Sassari con 337, ed è ovvio perché sede dell’Ateneo, Ozieri con 100 graduati (21 bacellieri, 1 licenziato privato e 5 licenziati pubblici, 1 laureato privato e 77 laureati pubblici).
Eccettuata la diocesi di Sassari, le altre diocesi settentrionali Alghero, Bosa, Nuoro (non parliamo dei poco significativi graduati delle diocesi centro-meridionali i cui chierici preferivano a Sassari la Facoltà di Teologia dell’Università di Cagliari.
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Commenti disabilitati su “Pattada: un Cardinale meritato per un paese che ha dato alla diocesi e alla chiesa, nel corso della storia, vescovi e sacerdoti” a cura di Angelino Tedde . Leggi tutto
SABIENTZIA – CAPITULU 9
Pregadorìa pro otennere sa sabientzia
1) “Deus de sos babbos e Segnore de miserigordia, chi totu as criàdu cun sa peraula tua,
2) chi cun sa sabientzia tua as formadu s’omine, pruite dòminas subra sas criaduras tuas,
3) guvernas su mundu cun santidade e giustiscia e pronuntzias giudiscios cun animu giustu,
4) dami sa sabientzia, chi setzit in tronu acurzu a tie e no mi che ‘oghes dae mesu sos fizos tuos,
5) ca deo so teracu tou e fizu de sa teracca tua, omine debile e de paga vida, chi no so capatze a cumprendere sa giustiscia e sas leges.
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15 Maggio 2018
- Categoria:
cultura

L’ISRE aderisce alla Giornata Internazionale dei Musei ICOM
L’Istituto Superiore Regionale Etnografico aderisce alle iniziative promosse dall’ICOM (The International Council of Museums) in occasione
della Giornata Internazionale dei Musei
e comunica che il 18, 19 e 20 maggio 2018 il Museo del Costume e il Museo Casa Natale di Grazia Deledda, a Nuoro e il Museo Etnografico della Collezione L. Cocco, a Cagliari,
saranno aperti al pubblico nei consueti orari con ingresso gratuito.
I Musei garantiranno eccezionalmente anche il servizio di visite guidate gratuite con i seguenti orari:
Museo del Costume – Nuoro
mattino : inizio visite ore 10.00 – 11.30
pomeriggio: inizio visite ore 15.30 – 17.00
Museo Casa Natale di Grazia Deledda – Nuoro
pomeriggio: inizio visite ore 15.30 – 17.00
Collezione L. Cocco – Cagliari
mattino : inizio visite ore 10.00 – 11.30
pomeriggio: inizio visite ore 15.30 – 17.00
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