La redazione di accademiasarda di storia di cultura di lingua e i suoi collaboratori, in particolare Angelino Tedde e la moglie Domitilla Satta, partecipano al dolore degli amici fraterni Maria Luisa Accorsi e Gian Paolo Brizzi e di tutti i familiari, in particolare la moglie Nicoletta e la figlia Marianna, per la prematura scomparsa e per la grave perdita del fratello e cognato, del marito e padre, e di un uomo che come medico, esperto di malattie tropicali, si è votato allo sviluppo sanitario dei paesi poveri dell’Africa, del Medio Oriente, dell’America Latina con competenza e impegno assoluti.
Con lui la Cooperazione Italiana allo Sviluppo perde una risorsa impareggiabile.
Profilo Biografico
Nasce a Bologna nel 1954, si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna, in seguito si specializza in Medicina Tropicale presso l’Institut de Médecine Tropicale Prince Léopold (Anversa, Belgio) e in Medicina del Lavoro presso l’Università di Verona. Nel 1991 ottiene il Master of Public Health presso la Johns Hopkins University (Baltimora, USA).
Dal 1988 lavora come esperto in Burkina Faso e in altri paesi dell’Africa Occidentale (del Mali, Togo, Benin, Ghana, Costa d’Avorio, Guinea, Sierra Leone e Senegal) in qualità di epidemiologo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Dal 1991 lavora come esperto del settore sanitario per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, seguendo numerosi progetti in Cile, Senegal, Territori Palestinesi, Ghana.
Specializzato nella realizzazione e valutazione di sistemi informativi sanitari, sviluppo di sistemi di sorveglianza epidemiologica, definizione, sviluppo e valutazione di programmi e strategie di sanità pubblica e monitoraggio della performance di sistemi sanitari, dal 2005 è assunto in qualità di esperto dalla Cooperazione Italiana nell’ambito dell’Iniziativa “Contributo Italiano al Programma di Sviluppo del Settore Sanitario” in Etiopia.
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Commenti disabilitati su Dott. Sandro Accorsi (Bologna 1954-Rovigo 2018), esperto del settore sanitario per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo Ministero degli Esteri, è prematuramente scomparso. . Leggi tutto
Da tempo avevamo tre gatti: la gatta madre e due figlie femmine, capitate un giorno nel nostro piccolo appezzamento-belvedere di 40 mq. Mia moglie, impietosita, ha cominciato a nutrirli ed essi si sono affezionati. Essendo selvatici non si sono mai lasciati toccare. Oltre alla selvatichezza dimostravano una timidezza patologica. Un destino baro ha voluto che la madre fosse graffiata agli occhi da qualche pretendente innamorato e da lei respinto, l’altra figlia fosse uccisa da un autista distratto e l’ultima è rimasta bianchissima e sola, visto che la madre non si è fatta più vedere.
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Commenti disabilitati su “L’emigrazione di una gatta incivilita dal vicino di casa da basso al nostro belvedere” di Ange de Clermont . Leggi tutto
Nato a Sanluri il 14 novembre 1855 dall’avv. Pietro e da Maria Efisia Garau.Frequentò le classi elementari a Sanluri e a Termpio il Ginnasio e il primo anno di Liceo a Cagliari dove, avendo schiaffeggiato un professore, fu costretto a ritirarsi.
Studiò poi in privato e in soli cinque mesi a Cesena consegui la licenza liceale. Tornato a Cagliari appena ventenne si laureò in Leggi. Trasferitosi a Torino riuscì in breve tempo a farsi conoscere come avvocato penalista e più ancora come giornalista prima dell’umoristico “Il fischietto” e poi redattore del “Piemeontese” dove scriveva articoli di cronaca giudiziaria nella briosa rubrica Reati e Pene. I suoi primi volumi sono “Storie intime” e la raccolta di novelle dal titolo “Di là dal mare”, sarde nel contenuto e alla Sardegna dedicate, 2 volumi. La Famiglia alpinistica e alpinismo a quattro mani furono scritti in collaborazione con Guido Rey.
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Commenti disabilitati su “Giovanni Saragat (Sanluri,1855-Torino,1938): un uomo dimenticato, ma penalista e letterato” memoria di Raimondo Carta Raspi (1927) . Leggi tutto
10 Novembre 2018
- Categoria:
cultura
Ci sono molti posti definititi come “Luoghi della memoria” e quando questi vengono evocati il nostro pensiero si sposta rapidamente e inesorabilmente verso quelli più importanti e conosciuti, ad Auschwitz e Birkenau, o allo Yad Vashem di Gerusalemme, il Museo dell’Olocausto. Ci sono tantissimi altri luoghi nel mondo che rammentano tristemente l’intolleranza e la ferocia dell’essere umano verso i suoi simili. Se scegliessimo di andare in quei luoghi lontani, qualsiasi sia la nostra appartenenza politica, ci accorgeremmo con sorpresa di non sentirci affatto dei semplici visitatori.
Quando i nostri passi dovessero calcare quei luoghi di indescrivibile sofferenza, le emozioni che proveremmo sarebbero così intense da farci rivivere in ogni istante tutto il dolore che quelle persone innocenti provarono e la nostra vita cambierebbe per sempre; niente sarebbe più come prima. Per questo è importante visitare i luoghi della memoria, perché l’uomo possa prendere coscienza, possa ricordare gli orrori del passato e non dimenticare, in qualsiasi circostanza della vita, e possa conservare sempre il rispetto che deve ai suoi simili; niente può giustificare il venir meno a questo principio. Dobbiamo essere consapevoli che l’inappellabile tribunale dei giusti risiede nel profondo del cuore di ognuno di noi.
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Commenti disabilitati su Antonio Gramsci ( Ghilarza, 1891-Roma, 1937) e la Casa Museo di Ghilarza di Mario Zedda . Leggi tutto
La redazione e i collaboratori di accademiasarda di storia di cultura di lingua si stringono in un affettuoso abbraccio a Eleonora, nostra stimata collaboratrice, per la morte dell’amato consorte

ANTONIO COSSU
bravo tecnico specializzato e amante dell’olivicoltura e della viticoltura, persona onesta e proba che fino all’ultimo ha profuso il suo impegno lavorativo con rara competenza e generosità.
Mancherà alle persone amate e ai suoi affezionati “amici” a quattro zampe.
Profilo biografico
Antonio Cossu era nato a Ittiri nel 1940, dopo l’avviamento ai lavori agricoli, era emigrato in Olanda dove affinò le sue qualità tecniche. Al rientro dall’Olanda, dopo vent’anni, nel suo piccolo podere costrui una pala eolica per soddisfare ai bisogni energetici della famiglia. La velocità e la rumorosità delle pale, che richiedevano più spazi, lo costrinsero ad un ripensamento. Continuò la sua professione di idraulico e caldaista in cui profuse il meglio delle sue capacità tecniche. Sposatosi giovanissimo in Olanda, perse in seguito la prima moglie. Si risposò con la nostra collaboratrice Eleonora.
Minato al cuore non cessò di prestare gratuitamente la sua opera e consulenza. Fece parte di un circolo di amici con i quali s’incontrava quotidianamente. Politicamente impegnato, profuse anche le sue energie per la riuscita del suo partito di gradimento.
Nel corso del ciclo agrario coltivò il vigneto e il suo oliveto per offrire ai suoi amici la degustazione del suo vino gustoso e leggerissimo e l’olio profumato e fruttuoso.
Ha collaborato con la moglie all’allevamento di numerosi “amici” a quattro zampe. Da giovane praticò le arti marziali e altri sport.
E’ scomparso prematuramente, a 78 anni, martedì, nel tardo pomeriggio, nella sua abitazione dopo alcuni giorni trascorsi nella corsia del pronto soccorso.
La moglie, con le sue amiche affezionate, lo vegliano da due giorni e due notti nella sua casa campestre.
Il funerale si svolgerà oggi, alle 15, partendo dalla sua residenza di campagna, per il cimitero, dove, dopo la cremazione, le sue ceneri riposeranno.
La moglie ringrazia parenti e amici che, con opere di bene, vorranno onorare la sua memoria.
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Commenti disabilitati su Antonio Cossu (Ittiri,1940-Sassari, 2018), tecnico e cultore di olivi e di viti, è scomparso prematuramente all’età di 78 anni. . Leggi tutto
Grazie ai promotori della nuova storia, la storiografia occidentale ha ampliato enormemente nuovi settori d’indagine. Gli storici dalla ricostruzione dei grandi avvenimenti sono passati a ricostruire anche i piccoli avvenimenti e particolarmente la storia di tutti quelli che parevano esclusi da essi come i combattenti che s’immolavano sui campi di battaglia, le donne che dovevano sopportare il peso dell’allevamento dei figli e del lavoro quotidiano per sostentarli.
Essi hanno cercato di ricostruire la storia del movimento contadino e operaio, la storia del movimento cattolico, la storia delle donne, dei poveri, dei diseredati, ma anche della vita materiale dell’uomo in tutti i suoi momenti di sanità e di malattia, di nascita e di crescita e di morte.
La storiografia di orientamento cattolico, ma non solo quella, ha affrontato l’indagine sugli operatori religiosi e laici contemplativi in azione. Essi accanto alle vicende della vita materiale hanno saputo cogliere i segni della spirituale, dei carismi e dell’ascesi.
In questo ambito storiografico, a giusto titolo, rientrano le protagoniste delle quali oggi si festeggiano i 150 anni di promozione umana e di evangelizzazione in Sardegna: la Compagnia delle Figlie della Carità, accanto alle quali non possiamo ignorare i Preti della Missione, la Compagnia delle Dame della Carità e i signori delle Conferenze, aggregati dal beato Federico Ozanam, professore dell’antica e prestigiosa università parigina della Sorbona.
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Commenti disabilitati su Le Figlie della Carità e l’arte dell’educare di Angelino Tedde . Leggi tutto
Nel saggio di Simone Unali e Francesco Dettori, Chiaramonti. Le chiese e i cimiteri, Nuova Stampa Color, Muros (SS) 2017, pp. 160 €. 15 sono stati illustrati, da p. 91 a p. 160, i cimiteri e in particolare le tombe monumentali del settore storico del camposanto di Chiaramonti.
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Commenti disabilitati su “Cimitero monumentale di Chiaramonti: da documenti e da memoria familiare apprendiamo con certezza che l’angelo monumentale della tomba Schintu-Marcellino è di Arturo Dazzi e quella della tomba Madau-Franchini è con certezza di Giuseppe Sartorio come ipotizzato” di Angelino Tedde . Leggi tutto
No mi lesses…
Bestigas d’’entu bolan carignosas
iscurrizend’in àndalas sestadas,
che truvan sas nues, iscameddàdas,
in baddes malas galu iscurosas.
Inie bramas, de oras nuscosas,
bajulan atzas chen’esser domadas.
E bizan notes, cun manzanos feos,
tentende bisos cunzados intreos.
Las bid’ogn’ora, fatend’atrivida,
s’iscuru lènde a giunt’e francàda.
Gherrende sorte, pius peleàda,
cun sa cara pista e cunsumida;
pro ch’in beranu siat ingranida
s’alzol’’e isteddos ben’assentàda.
E bi restet pinta sa caminera
de paza lughent’in mesu s’aèra.
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Commenti disabilitati su Maria Sale vince il I premio Logudoro di Ozieri con “No mi lesses…” “Non lasciarmi…” . Leggi tutto