23 Ottobre 2008 - Categoria: storia

Il teol. Salvatore Cossu (1799-1868) di Caterina Satta

 

Nascita e studi

Nel libro dei battesimi della parrocchia di San Matteo in Chiaramonti, allora popolato da 1500 abitanti, in data 24 gennaio 1799 sta scritto:

“Ego infrascriptus Proparochus huius ecclesiae Sancti Matthei baptizavi infantem natum heri ex ligitimis coniugibus Hioanne Maria Cossu et Philippa Caria cui imposui nomen Salvator Iohannes. Patrini adsisterunt Franciscus Migaleddu Pinna et Sebastiana Cossu filia Iacobis et Iohanne Muredda huius oppidi[1]”.

Il sacerdote battezzante risulta il viceparroco Satta Quadu. Si tratta dell’atto integrale di nascita di Salvatore Cossu destinato a diventare sacerdote teologo e per 41 anni parroco (rettore) della Insigne Parrocchia di San Pietro Apostolo di Ploaghe, antica sede vescovile.

Alla sua nascita infuriava in Europa la rivoluzione francese mentre i Savoia, dopo l’occupazione del Piemonte, si erano rifugiati in Sardegna dove i francesi erano stati respinti tanto a nord come al sud[2]: anche Chiaramonti e Ploaghe erano riusciti a dare il loro contributo di uomini e di idee[3].

Il bambino nasceva da una famiglia modesta e laboriosa[4]. All’età dovuta, si pensa a 5 o a 6 anni, ricevette come d’uso i primi rudimenti dal parroco.

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13 Ottobre 2008 - Categoria: storia

Il teol. Antonio Manunta (Osilo 1776-Cagliari 1867)

Questa breve monografia a cura di Giovanni Spano sul canonico Antonio Manunta offre uno spaccato sia su come i Savoia utilizzassero gl’intellettuali sardi per le riforme sia sulla loro libertà di attingere presso il Lombardo Veneto più avanzato forme e contenuti delle riforme da attuare in Sardegna.

Giovanni Spano

La Gazzetta Popolare, nel numero 23 del mese di Gennajo del corrente anno, annunziava la morte del cav. canonico Antonio Manunta, accaduta nella mattina del 22 dello stesso mese, in età di 90 anni, mesi 9, e giorni 2, chiamandolo uomo di grande ingegno, di esperienza e tutto filantropo. E soggiungeva che la sua operosa vita meritava una distesa biografia che non si addiceva alle colonne di un giornale. Non credo che mal si appose, perché se avesse voluto descrivere minutamente la vita operosa e straordinaria di questo benemerito e filantropo cittadino, non sarebbero state sufficienti tante colonne d’esso giornale.

Ecco dunque che io compio i suoi voti, esponendo in semplice stile quanto di più virtuoso e straordinario brillò nella lunga vita di quest’uomo singolare, vissuto sempre in movimento per veder migliorata la sua patria. Ed intanto mi vi accingo in quanto che io lo avvicinava più degli altri, e fui testimonio ed ammiratore del suo fare, del suo vivere e dei suoi pensieri.

Egli nacque in Osilo nel 20 del mese di Aprile dell’anno 1776 dai coniugi Matteo ed Antonina Crispo, persone agiate ed oneste, e quanto savie altrettanto religiose . Fu il primo figlio, e perché aveva sortito da natura ingegno svegliato e precoce, mente aperta e memoria sorprendente, che conservò sino agli ultimi giorni di sua vita, la cura dei genitori fu intenta alla di lui prima educazione letteraria e religiosa.

Dopo che nelle domestiche mura, da un dotto suo zio, dello stesso di lui nome , apprese i principj di lettura ed i precetti di grammatica, fu inviato a Sassari per intraprendere il corso degli studj classici nei quali si distinse sempre fra i suoi compagni, con molta soddisfazione dei precettori, i quali si auguravano grandi cose da lui per la sua vivacità e prontezza d’intuito.

Terminati gli studj filosofici, fu indeciso nella carriera da prendere, attesa la volubilità che dimostrò in ogni suo proposito. Applicò allo studio della medicina, della teologia, della fisica, delle matematiche dell’agronomia, del commercio; ma appena faceva in queste scienze qualche progresso, se ne infastidiva, e ruminava qual’altra via avesse da prendere formando castelli nella sua mente, e mostrando fin d’allora che doveva riuscire un vero progettista e riformatore della società. Finalmente una fortuna di mare che lo colse, volendo trasportare certe mercanzie nella Corsica, lo decise di seguitare gli studj, facendo voto d’iniziarsi nella via sacerdotale. Fu ammesso per allievo nel Seminario Tridentino di Sassari, ultimò il corso della Teologia nella R. Università, fu in essa laureato nel 1799, e poco dopo fu elevato al sacerdozio.

Ma la di lui anima irrequieta non poteva contenersi in quella sola scienza che sentiva d’esser troppo positiva, cosicché dalla natura era inclinato a slargarsi in più astratte sfere, quindi si applicò esclusivamente alla fisica ed alle matematiche in cui riusciva valente ed ammirato: perlochè, senza esser ammesso nel corpo dei dottori del collegio filosofico, il Magistrato sopra gli studj lo invitava sovente a supplire quelle scuole in assenza, o per malattia dei titolari, ed alle sue lezioni intervenivano molti dotti estranei, ed alcuni degli stessi membri del Magistrato, facendo plauso alla vastità della sua dottrina.

Ma né manco la cerchia di quelle scienze progressive era sufficiente per soddisfare le mire del suo vasto intuito. Perciò è che non vi fu scienza o arte che egli non tentasse. Dava mano a tutto, egli musico e cantante, perché dotato dalla natura d’una sonora e simpatica voce che conservò sino agli ultimi anni della vecchiaja: egli economista, meccanico, statista, umanitario, frenologo, pubblicista, ed agronomo: intelligente di tutto e dando mano a tutto, ma infelicemente mai fissava in una determinata cosa; che se lo avesse fatto, fosse pure nella musica, sarebbe riuscito un raro professore di Orchestra, ed il suo nome avrebbe fatto special onore alla patria, ed anche fuori rinomato.

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11 Ottobre 2008 - Categoria: storia

La pesca del corallo in Sardegna

I luoghi della pesca del corallo in Sardegna

di Elena Casu

Ricchi ed estesi sono i banchi coralliferi che si incontrano nel mare sardo; i quali dall’estrema punta dell’isola, or più stretti alla costa, or più lontani, corrono quasi senza interruzione lungo le sponde occidentali fino a Capo Teulada, mentre si presentano interrotte e scarsi sulla costa orientale, così Francesco Podestà descriveva la presenza del corallo lungo le coste della Sardegna. Il corallo, è presente in tutto il mediterraneo, sia nel bacino occidentale che in quello orientale e meridionale.

Localizzazioni di banchi coralliferi sono indicate nelle coste spagnole, in quelle francesi e italiane continentali e insulari, fino ad arrivare, attraverso lo Ionio, nel mare della Grecia e delle isole Egee, e poi ancora, nel mediterraneo meridionale, lungo le coste africane. Certamente un ruolo preminente, nella pratica della pesca del corallo, lo ha avuto la Sardegna, da una parte per la sua posizione geografica, che la colloca esattamente al centro del mediterraneo, dall’altra per la quantità e qualità del corallo presente lungo le sue coste.

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