23 Gennaio 2014 - Categoria: istituzioni educative

“Fabio Prùneri, giovane studioso dell’Uniss, ha vinto il concorso nazionale di professore ordinario di storia dell’educazione” di Angelino Tedde

Prof. Fabio Prùneri

Prof. Fabio Prùneri

Sono stati pubblicati gli esiti del concorso nazionale a professore di II fascia (associati) e a professore di I fascia (ordinari) e come in ogni concorso ci sono coloro che non sono passati e quelli che hanno superato le forche caudine di questo nuovo genere di esami che possiamo definire di professori a confronto. Dei docenti delle due Università sarde c’è chi ha vinto e c’è chi ha perso. Nelle due Università insegnano sia docenti d’origine e di formazione sarda e docenti d’origine continentale che, pur continuando a scavare nel loro settore disciplinare, si sono immersi con passione a studiare anche le vicende della Sardegna, in quegli spazi rimasti per tanti versi trascurati dagli studiosi precedenti della disciplina. In questo caso la disciplina è la storia dell’educazione in Italia, isola di Sardegna compresa. quindi Per quanto il giovane professore, del quale pubblichiamo il giudizio collegiale, sebbene si sia misurato con ricerche riguardanti ambiti nazionali e internazionali, non ha dimenticato la terra che lo ha accolto a suo tempo (nel 2000) e che lo ha visto man mano crescere come professore associato e oggi come vincitore dell’abilitazione a professore ordinario in attesa di chiamata con la nuova qualifica. Il giovane studioso del quale parliamo è Prof. Fabio Prùneri, 46 anni, trevigliese, formatosi agli esordi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, alla scuola di Luciano Pazzaglia e poi cresciuto in Sardegna presso l’Università degli Studi di Sassari nella vecchia Facoltà di Lettere e Filosofia, continuando a mantenersi legato alla comunità pazzagliana, ma allargando il suo raggio di interessi sia alla terra che lo ha accolto, la Sardegna, sia estendendo le sue esperienze formative a livello internazionale con periodi all’estero a contatto con le altre scuole europee.

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22 Gennaio 2014 - Categoria: lingua/limba, narrativa

Pizzinnos de como de Franceschino Satta

 franceschino_sattaPacas dies fachet, zirande a parte ’e manzanu, che so andau a finire a pratta ’e cresia. Settiu in sa “panchina” chi b’est sutta ’e un’arbore, bi fit su mastru ’e su carraleddu, signor Antoni, un’omine de una sessanttina ’e annos. Siccomente lu connosco meda bene e isco chi est una pessone de bona paragulas, mi sedo a costazu suo e chene timoria, attacco discursu. Faveddamus de tantas cosas, e tra unu discursu e-i s’ateru faveddamus peri de sa zoventude ’e como.

“Su ma’- li naro – ite nde nat de su mattemurru chi sun cumbinande sos zovanos de como? Non li paret chi che sian bortulande sa bagna? Annotet su zornale: Ragazzo drogato, Ragazzo arrestato, Giovane che…”.

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20 Gennaio 2014 - Categoria: discipline scientifiche

“Una questione assai privata?” di Riccardo Brizzi

Hollande Le President

Hollande Le President

20 gennaio 2014 Esattamente un secolo fa, gennaio 1914, la Francia si trovava nel pieno di una bufera politica alimentata da rivelazioni scandalistiche. Nel corso di una campagna stampa contro il ministro delle Finanze, Joseph Caillaux, “Le Figaro” non aveva esitato a pubblicare una serie di lettere piccanti inviate qualche anno prima dall’uomo politico – ancora sposato con la prima moglie – all’amante Henriette, con la quale era nel frattempo convolato a nozze. I pressanti appelli di Caillaux al rispetto della vita privata non ottennero particolare ascolto. Tanto più che il 16 marzo 1914 Henriette decise di mondare l’onore ferito uccidendo a colpi di rivoltella il direttore del quotidiano, Gason Calmette, e obbligando il marito alle dimissioni. Era andata meglio, qualche anno prima ad Aristide Briand, la cui luminosa carriera politica (undici volte primo ministro e premio Nobel per la pace nel 1926) aveva rischiato di interrompersi anzitempo in un prato, dove era stato sorpreso da un commissario di polizia in flagrante delitto di adulterio. L’assoluzione in appello non risparmiò a Briand il tagliente sarcasmo della stampa, che non aveva ancora smesso di burlarsi del presidente della Repubblica, Félix Faure, deceduto di arresto cardiaco il 16 febbraio 1899 all’Eliseo, mentre espletava una pratica sessuale con l’amante. Il che lo rese senz’altro più celebre per le circostanze della morte che per i meriti politici.

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18 Gennaio 2014 - Categoria: eventi culturali

Mauro Maxia, noto studioso anglonese, ha vinto il concorso nazionale di professore associato di filologia e di linguistica italiana

Mauro Maxia

Mauro Maxia

Massimo Pittau e Angelino Tedde sono lieti di comunicare ai numerosi amici ed estimatori di Mauro Maxia, sardi continentali e stranieri e al mondo accademico che egli ha superato brillantemente il concorso nazionale per professore universitario associato. Riportiamo il lusinghiero giudizio collegiale che la commissione nazionale (integrata da un commissario dell’OCSE) ha formulato su di lui:

“Il candidato Maxia Mauro è funzionario presso una pubblica istituzione. Ha svolto attività di docente a contratto presso le Università di Cagliari e di Sassari tra il 2002 e il 2012; fa parte del Comitato scientifico del progetto dell’Atlante Toponomastico Sardo e del Consiglio scientifico del Comité d’Etudes Scientifiques Informatiques Toponymiques de Corse.

 Ha partecipato con interventi a convegni nazionali e internazionali. Secondo gli indicatori quantitativi del Cineca[1] il candidato supera le tre mediane e ha un’età accademica di anni 19,751.

 Il candidato dichiara complessivamente 60 pubblicazioni, tra le quali otto monografie (anche in collaborazione) e 18 articoli o capitoli di libri. La sua prima pubblicazione è apparsa nell’anno 1993. Le attività di ricerca sono state svolte con buona continuità anche negli ultimi cinque anni e sono state condotte con rigore metodologico e, con riferimento in particolare alla dialettologia dell’area sarda, hanno consentito di raggiungere risultati innovativi.

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15 Gennaio 2014 - Categoria: memoria e storia

Anonimo, Un vero Angelo di Carità (Suor Giuseppina Nicoli), in “La Carità” 7, (1929) pp. 10-13

Suor Giuseppina Nicoli

Suor Giuseppina Nicoli

Maria Paola Giuseppa Anastasia, nota Giuseppina Nicòli (1863, Casatisma (PV) – 1924, Cagliari)

Nata a Casatisma (Pavia) 18 novembre 1863, a Pavia consegue la patente superiore della scuola normale il 31 ottobre del 1882 , inizia il postulato di figlia della carità a Torino presso San Salvario il 24 settembre 1883; veste l’abito di Figlia della carità a Parigi a Rue du Bac il 9 agosto 1884, insegnante a Cagliari al Conservatorio della Provvidenza (1884-1899), superiora a Sassari dell’Orfanotofio delle Figlie di Maria (1899-1910), economa e poi direttrice delle novizie a Torino San Salvario (1910-1913), superiora dell’Orfanotrofio di Sassari (1913-1914), superiora all’Asilo della Marina in Cagliari (1914-1924) dove muore il 31 dicembre in concetto di santità.

 – Infanzia e giovinezza fino al diploma magistrale (1863-1883)

“Giuseppina Nicoli nacque a Casatisma, piccolo paese nelle vicinanze di Voghera, il 18 Novembre 1863. Fu battezzata il giorno 22 dello stesso mese e le furono imposti i nomi di Maria Paola Giuseppina Anastasia. I genitori e i familiari la chiamarono Giuseppina a ricordo della nonna paterna scomparsa da pochi anni e che aveva fama di donna religiosa e pia. Era la quinta dei dieci figli che nacquero dal matrimonio dell’Avv. Carlo e della Sig.ra Delfina Pincetti: Niccolò, Giovanni (morto ad undici mesi), Itala, Giovanni, Giuseppina, Faustina, Francesco, Luigina, Paolina, Maria. Carlo Nicoli, nato a Voghera nel 1820, si era laureato in legge nel 1841 ed aveva intrapreso la carriera della Magistratura: la sua malferma salute non gli consentì, nonostante i meriti, di avanzare nei gradi, non potendo accettare residenze lontane da Voghera, dove lo trattenevano tra l’altro le esigenze dell’amministrazione degli interessi di famiglia. Nel periodo della nascita di Giuseppina (1863) era appunto pretore del mandamento di Casatisma. Non venne mai meno a quella alla sua fede religiosa. In politica fu liberale, ma nel senso migliore che si possa attribuire a questa parola. Egli, che era stato ottimo figlio a suo tempo, e ottimo tutore dei fratelli e delle sorelle, fu educatore severo, ma amorevolissimo dei suoi figli, ai quali con la parola e con l’esempio trasmise l’amore per il lavoro e i più sani valori civili, morali e religiosi. Verso il1860 cominciò ad essere tormentato ad intervalli da fortissimi dolori nevralgici, cui non valse alcuna cura medica, che egli sopportò fino al termine della sua vita con esemplare spirito cristiano.

Dopo il 1880 chiese e ottenne il collocamento a riposo, dedicandosi esclusivamente agli interessi di famiglia (del patrimonio avito gli erano rimaste solo poche terre vicine al fiume Po nel Comune di Corana). Carlo Nicoli frequentava sovente i Sacramenti e usava confessarsi presso i Padri Minori Francescani, anche se, quando si approssimò la fine, fu chiamato per assisterlo Don Giacomo Prinetti, il quale, parlando successivamente col figlio Nicolò, disse che non lo avrebbe mai creduto tanto bravo. Morì a 78 anni, compianto da tutti il 28 aprile 1898.

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14 Gennaio 2014 - Categoria: discipline scientifiche

La Scienza, la Ricerca e il Pensiero Scientifico di Paolo Amat di San Filippo

La Scienza è Conoscenza, e quanto più questa viene approfondita, tanto più si approssima alla Sapienza.

Paolo Amat di San Filippo

Paolo Amat di San Filippo

Nell’accezione più comune si intende per Scienza un complesso organico e sistematico di conoscenze acquisite dopo una rigorosa verifica della loro validità.

A partire dal XVI secolo la validità di molte conoscenze relative soprattutto ai fenomeni naturali, prima supposte induttivamente e successivamente verificate sperimentalmente, nonostante la feroce avversione della Chiesa che le considerava contrarie alle affermazioni della Bibbia, fu acquisita universalmente.

Queste conoscenze, suffragate da deduzioni matematiche, assursero al rango di legge. Requisito fondamentale fu che, oltre alla verifica sperimentale, quelle conoscenze fossero state vagliate con metodi rigorosi al fine di indurne e dedurne gli elementi fondanti.

La verifica sperimentale è basilare. Una felice intuizione può predisporre le condizioni per un risultato sperimentale, ma anche il risultato sperimentale può scaturire da una felice intuizione.

Nell’elaborazione dei risultati sperimentali si deve essere umili, infatti non si deve trasformare in “Principio” una semplice “Ipotesi di Lavoro”.

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11 Gennaio 2014 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

“No amu…” “Non amo…”, la poetica di Maria Teresa Inzaina

la musaNo amu
lu pueta chimicu
astutu bandiadori
abili ghjucatteri
a imbulià li sensi
a incantatti cun sapiuti misturi
e middhi sciuppittii di spariattori.
Diffidu candu
s’appicca chindulendisi
tramoj cuati tissendi
apparenzi luciosi
di lintori e di soli
pa imbiscà muschitti fittiani
cun trappuli di meli e di minguli ‘ani.
Illi jochi di specchj
ill’ intragni bugghjosi
undi ti trasgjnigghja pà palditti
vanu saria cilcà l’anima soia
malumbra ridanciana
reula chena risettu futtienti.
Amu
dugna paraula piliata o sirena
ea sinzera di ‘ena
paltu di sinu
undi s’incugna lu succhju di la ‘ita
e limpiu lu sò signu
a li mani t’arreca
l’anima la matrica
di ca l’à inghjnnarata.
Eu lu pueta
amu
chi no si còa ill’ingannu
amu
la sò puisia
cand’ è simenza illi sulchj di l’anima
candu è un ghjummeddhu
e ni scioddhi lu filu
e candu luna illa notti si faci
a disvilatti amica
li pitriceddhi di la fola antica.

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9 Gennaio 2014 - Categoria: onomastica, toponomastica

Tarantola Tarantella Taranto Terontola Terenzio di Massimo Pittau

TarantellaIntorno alla connessione e alla etimologia del toponimo Tàranto e dell’appellativo taràntola «ragno velenoso» (con corpo peloso, grigio a disegni bianchi e neri e con morso velenoso, ma non mortale) ci sono stati nel passato molti interventi e molto disparati degli studiosi, tanto che sarebbe troppo lungo esporli tutti e anche semplicemente riassumerli (DELI). Con questo mio breve intervento mi propongo quattro scopi principali: 1) Tentare un’opera di semplificazione; 2) Presentare alcune nuove connessioni linguistiche; 3) Presentare alcune nuove connessioni onomastiche; 4) Prospettare la matrice ultima dell’appellativo.

1) L’appellativo tarantola ricorre come tarántula nel calabrese, nello spagnolo, nel portoghese e nel greco moderno ed è del tutto evidente che questa forma è il diminutivo di taranta. Questa ricorre già in Leonardo da Vinci, ma la sua prima attestazione risale a Goffredo Malaterra: taranta quidam vermis est araneae speciem habens, sed aculeum veneniferae punctionis… (anno 1064-65). Ciò egli dice, ma con riferimento a un monte di Palermo chiamato Tarantinus e in seguito Mons Tarantarum, infestato da questi insetti, che diedero molto fastidio a Roberto il Normanno (DEI 3718).

Ed è stato già sostenuto – a mio avviso, del tutto giustamente – che il toponimo Taranto (greco Tárhas,-ntos, lat. Tarentum/s) deriva appunto da taranta «ragno velenoso» a motivo della particolare presenza di questo insetto nel territorio di quella città.

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