26 Febbraio 2015 - Categoria: cristianesimo

Santa Brigida di Svezia e le Brigidine

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23 Febbraio 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Il nuovo mondo e il vecchio che si attarda di Ange de Clermont

imgresDa tempo conoscenti, amici e parenti non fanno che dir male dell’università in generale (oggi è di moda mormorare sulle istituzioni) ed è sufficiente che essi abbiano letto tre o quattro libri, spesso scritti da statunitensi alla ricerca di money che intendono ricostruire le scienze del mondo universitario. In parole povere si sostiene che gli studiosi hanno bloccato la scienza dimostrando che come minimo sono presuntuosi perché non hanno la minima idea della letteratura di ogni disciplina universitaria, delle continue scoperte che si fanno, almeno quelle mediche, chimiche, atomiche, subatomiche, non parliamo di quelle umanistiche che sono spesso invisibili ai più al punto che spesso certi termini che hanno un significato finiscono per averne un altro come ad esempio “acculturato” che significa culturalmente colonoizzato, ma che viene usato per dire che uno ha un minimo di cultura che ha un altro significato.

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21 Febbraio 2015 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

“Drommi abali” “Dormi adesso” di Maria Teresa Inzaina

Drommi abali…

Lu caniDrommi  abali
illa  tarra calpita di stiu:
pochi monti assintati
a signali di te
naracheddhu
illa sicca lascùra
ingrughita sgrivita
cu li tuppi di mucchju
ghjà di fiori sfruniti
e la bureddha albina
a punti d’oru sitìti.
Igniru  licci  tolti
li cupp’ infitt’ umbrosi
illi  so’  frondi  accoddhjni
lu  ‘entu  chi alluttu da l’alturi
frusciulinu canniulendi ni fala
o bulbutti saliti n’arreca
di  lu mari a chiddh’ala.
E  una mùita  frimenti
lu  filumestu  canta
d’un cani chi pussenti
cu lu ‘entu currìa
pa li  sterrit’abbalt’ a marranìa
bivu lu murru di lintori ‘nfusu
impissimi li sensi l’aria  nuschendi
la préda a sirià. A la miccata
prontu di la passon’amica
fianc’a fiancu  sighita
un carignu  la paca bramita.
Com’un omu a  vicchjésa
chissu  briu  t’ha lassatu
l’occhj spinti  fissuri ‘ncilati
vidian’ umbri di tani sbuitati.
Ma  illi to’ sonni stracchi
risettu  da li peni
un ghjummeddhu d’aleni
sempri più culti e leni
fors’ ancora ghjannendi currìi
cu l’antica balìa prédi di fantasia
e frond’ alzat’a celi  da buffuli di ‘entu
in mulineddhi solu pal te d’abbentu.

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21 Febbraio 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Un campione di giovinastri olandesi, ubriachi e drogati, mettono al sacco Roma di Ange de Clermont

sacco di RomaRicordo che il mio collega  Toti (1962-1965) , passato a miglior vita da tempo, era un laudator dell’Olanda non solo per la libertà che vi si godeva, ma in particolare per l’accoppiamento pubblico con ragazze olandesi e con prostitute permesso davanti ai giardini reali. Allo stesso modo con cui con grande disinvoltura ogni giorno fissano i prezzi del caffé e altri generi. Secondo l’intellighentzia laica, ogni libertà era ed è concessa in Olanda. Aborto, droga libera (goduria del noto politico sassarese  Manconi), sesso sfrenato libero, libera prostituzione, manca giusto libera pedofilia, tutto il resto è permesso, eutanasia per grandi e per piccini e ogni altro genere di libertà. Ebbene tutto ciò esalta questo campione di giovinastri scesi a Roma con lo scopo di dissacrare ogni tipo di bellezza storica dopo essersi ubriacati di birra e droga. Pensate a come racconteranno le imprese compiute, questi autentici figli del diavolo, che se la caveranno semplicemente con qualche multa e potranno narrare ai loro figli, sicuramente abbandonati, queste imprese barbariche. Per tanti versi sono assimilabili a quei pazzi criminali dell’ISIS. Questi aspiranti criminali erano conosciuti e a quanto pare sono stati segnalati dai servizi olandesi, ma nonostante tutto sono entrati nella città eterna, in quel santuario di arte sacra e profana che fa di Roma il gioiello del mondo. A Roma si dovrebbe entrare col biglietto da visita e non così e se il calcio è causa di distruzione delle opere d’arte, cancelliamo le partite da Roma e facciamo i campi sportivi possibilmente presso laghi ripieni di liquami dove, a conclusione delle partite questi pazzi possano gettarsi per scuffare nel peggior brago esistente.

C’è da augurare all’Olanda, visto che produce campioni del genere, la maledizione di Dante per Firenze. Per ora, se l’Olanda produce simili figli, forse è meglio che il mare si riprenda il suo posto e gli olandesi ripieni di birra e di droga nuotino tra le onde sfasciandole come credono. Faranno meno danno e si procureranno il riposo eterno nell’infinito mare di cavoli e di tulipani che così bene coltivavano. Se la grande libertà di cui l’Olanda gode, al punto che un pazzo ferrarese ha lasciato anni fa la Sardegna per ripararsi nella libera Olanda, genera questi cretini, lasciamo che restino fuori d’Italia che di barbari l’Italia ne ha già tanti dentro i suoi confini, per dover accogliere anche questi forestieri pazzi.

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18 Febbraio 2015 - Categoria: eventi straordinari

Elegia in morte di Pallino di Ange de Clermont

 

Pallino (2005-2015)

Pallino (2005-2015)

Aih, Pallin, micio lucente e nero
Che per anni hai reso felice la mia vita
Correndo tra gli arbusti forte e fiero
Mi hai fatto sempre più l’anima ardita.

Di giorno addormentato sul divano
Di notte andavi a caccia al chiar di luna
E quante volte t’ho dato una mano
Quando ti negavan di varcar la cruna.

Quando passavi sopra gli alti muri
Avevi il portamento d’un sovrano
I passi e i voli eran sempre sicuri
E gli altri gatti si rodevano invano.

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17 Febbraio 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Gli atei, agnostici e razionalisti si lamentano di vivere in un’Italia cattolica e miagolano come gatti. Nei paesi islamici sarebbero spazzati via. In Italia vorrebbero spadroneggiare.

satanaQuesta volta  la congrega  degli atei, agnostici, razionalisti sono andati a miagolare all’Espresso, parlando dei soprusi che sono costretti a subire, secondo loro, in Italia che vorrebbero far diventare un paese perfettamente adatto a loro. Oh quanti soprusi poveretti! Ad esempio, promuovono i cosiddetti sbattezzi e la chiesa accoglie le disdette, ma forse vorrebbero un premio di consolazione? Fanno una propaganda bolsa e irriverente in un paese generalmente cattolico e vorrebbero ponti d’oro? Sicuramente vorrebbero dare lo sfratto ai parroci, ai cappellani militari, ai professori di religione e a cento altre istituzioni, pensate, “cattoliche”. Io mi chiedo, ma questi soggetti dal cervello affaticato, per usare un termine banale, dove credono d’esser nati?
Un’esigua minoranza della comunità nazionale vorrebbe imporre alla maggioranza una condotta estranea alla storia e alla cultura italiana. Nessuno li riprende se decidono di non credere più in Dio, se decidono di comportarsi da agnostici, di darsi il titolo abusivo di razionalisti, ma penso che tanto meno dovrebbero agitarsi contro i credenti  per questo.

Questo pusillus grex dovrebbero studiare un pò la storia di questa nazione e cercare di capirci qualcosa e poi invece di piagnucolare per i continui soprusi si dedichino all’ippica, badando sempre che non si tratti di un cavallo benedetto da qualche cappellano del maneggio. Se invece vogliono il martirio emigrino, sono liberi di farlo, nei paesi islamici o magari in Francia o in Belgio, ma anche in Olanda,(lì nessuno darebbe loro attenzione) in Italia sono nati per sbaglio, questa non è la loro nazione o almeno quella che vorrebbero. L’ultimo consiglio sarebbe quello di avere pazienza, quando fra dieci secoli avranno catturato alle loro idee tutta l’Italia, finalmente potranno vivere in pace, ma c’è da giurarlo finché non incontreranno il loro mentore.

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14 Febbraio 2015 - Categoria: lingua/limba, narrativa

I tre giorni della merla di Maria Sale e di Antonio Meloni in lingua sarda

Amus dimandadu a sa poetessa de Tzaramonte su contu subra sas tres dies de sa maerula

E su matessi amus fattu a Antoni Melone, un amigu che nos at regaladu ateros contos.

Los pubblicamus umpare.

De Antoni Melone.

Sa temporada

Antonio Meloni

Antonio Meloni

Sas ultimas dies de ‘Ennalzu sunt istadas sempre dies de tempestas e sos pastores l’ischint, ca onzi annu l’iscumbatant. Una sera in su monte Russu si vit posta una temporada de nie e bentu chi pariat un’inferru. In sa pinneta passaiant totu sos pastores chi tramunaiant su bistiamine dae sa montagna a sa basciura.

Babbu aiat postu su bistiamine a su siguru, cando s’intendeit unu sonazu de picorolas aculziendesi: un’ama de alveghes e addaisegus unu teracheddu chi las truvaiat, si distinghiant in mesu a sos furiones impastados cun fiocos de nie. Babbu nde apeit dolu e lu inviteit a intrare a sa pinneta inue b’aiat unu bellu fogarone in sa ziminea. Li fateit ponnere su bestiamine suta sos alvures de elighes, truncheint paritzos romos pro assidare sa roba, ca fit famida. Cando su teracheddu ideit su fogu subitu si li ponzeit a tuturu pro s’iscaldire e s’asciutare. Mandigheint umpare,mele cun regotu. Babbu cando ideit su giovanu pius trancuillu li neit: –Pruite ti ses postu in caminu cun custa temporada? Su padronu tou no l’ischit chi custas dies sunt sas dies pius malas de s’annu? L’at nadu puru su Ciaraballu e poi bastat de poner mente a su diciu, chi narat: Frealzu, Frealzu, imprestami duas dies, pro faghere bentu e nie a custu alvegalzu.

Su piciocu,contentu de s’aere isfrancadu una note de tempesta, si drommeit aculzu a su fogu e s’incrasa, cando s’aera fit unu pagu ispannada, continueit a truvare sa roba a sa basciura

 Sas dies imprestadas de Maria Sale

Maria Sale

Maria Sale

“Bennalzu si faghet intender a sas dies imprestadas”, naraiat babbu e gai rispondian matessi sos omines campagnolos chi hapo connotu de su tempus sou.

M’ammento su contadu chi naraiat e de comente fit istadu su fatu chi ‘Ennalzu s’haiat imprestadu duas dies da-e su mese de Frealzu.

Est fatzile chi babbu b’esseret annatu infiorizamentos de fantasia sua pro illongare s’arrejunu ma, sos contados sun contados propriu ca donzunu bi podet misciare su chi cheret chentza perigulu de esser tzitadu pro haer infamadu calcunu.

Su contadu naraiat chi

“Ennalzu , in su tempus antigu, fit de 29 dies.

Una ‘olta feteit tempus bonu totu su mese chi pariat d’essere già in Beranu.

Unu pastore, cuntentu de su pasculu ‘onu chi b’hait in sas tancas suas feteit una faeddada iscabada nende: “ocannu est comintzadu deretamente cun su ‘Eranu, Bennalzu ch’est cabuladu e-i s’Ierru che contat fora”.

Bennalzu s’arrabiet meda e luego andeit a domo de Frealzu, chi in cussos tempos fit longu 30 dies, e li dimandeit: “Frealzu, prestami calchi die/ chi hapo de fagher nie/ de fagher nie e fiocca / e donzi arveghe li occa / a su pastore limbùdu / chi torret pedend’agiudu”.

Frealzu li presteit duas dies e Bennalzu lestru fetei t fioccare gai meda chi ficheit su nie altu cantu sos muros .

Su pastore no podiat bessire mancu da-e domo e li morzein tottu sas arveghes.

Da-e tando Bennalzu hat 31 dies e Frealzu est restadu de 28 dies ca Bennalzu no l’hat mai torradu sas duas dies chi s’haiat imprestadu.”

Naraian, però, chi Frealzu si siet offesu cun Bennalzu e, tempus apoi, si siet vendicadu furendecheli sa muzere.

Paret chi la tenzet cuada e bessat cun issa solu sas dies de Carrasciale, ambos duos bene mascarados.

Bennalzu andat donz’annu a la chilcare in tottu sas festas de Carrasciale ma, in mesu a tottu sas mascaras, no est ancora resessidu a la connoschere.

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13 Febbraio 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Corsi e ricorsi storici: Putin come Hitler di Ange de Clermont

orsoI Russi occupano la Crimea e si “mangiano” un pezzo d’Ucraina. Non soddisfatti del boccone, si mangiano anche parte dei territori di confine sempre dell’Ucraina. Le sanzioni dell’Ue finiscono per danneggiare più l’Italia che gli altri soci europei. Putin si è indispettito per il patto in preparazione tra l’Ue e gli Usa e vuole saziare la bramosa canna per il digiuno a cui è sottoposto. Era  proprio il caso di isolare la Federazione Russa cercando di attirare in parte Ue l’Ucraina, mettendo a rischio la pace con quest’orso feroce, cadutoci ai piedi nell’89? Che cosa bolle nel cervello di questi soci europei? Mi chiedo se  ne valeva la pena creare questo squilibrio? Un’Europa priva di valori fondanti, priva di unione politica, con la sola ammucchiata dei portafogli e con i tedeschi che rialzano la cresta. Un’Europa priva di  un esercito sia per difendere  i confini sia per difendersi in caso di guerra. Putin questo lo ha capito e comincia a mangiarsi ora questo ora quel territorio in una partita a scacchi in cui i Russi eccellono.

La miseria italiana: un parlamento rissoso che non vuole riforme, che ci costa l’occhio della testa, alla portata di criminali musulmani che dalla Libia cercano di minacciarci. Che cosa aspettiamo che ci spediscano missili e che con un’efferata tratta di uomini ci invadano senza sapere nemmeno quanti di questi migranti sono davvero bisognosi e quanti sono spediti dai criminali musulmani. Non c’è da stare tranquilli. Aspettiamo che anche questi criminali dello stato islamico si mangino la Sicilia e la Sardegna e poi si vedrà. Sarebbe da stolti continuare a lamentarci con gli altri europei benestanti ai quali dell’Italia non importa un fico secco.

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