6 Maggio 2015 - Categoria: filologia, letteratura sarda, lingua/limba

“Istandard, folklore e iscola”, di Mauro Maxia

 Premissa

mauro-2Custu articulu at s’iscopu de narrere unos puntos de vista subra a pagas ma importantes chistiones chi pertoccan a su momentu de istallu chi semus bidende in sa chistione linguistica e in sa crisi manna chi est giuttende sa limba sarda a si che morrere. Sun chistiones chi interessan meda a su movimentu linguisticu ma chi, pius e pius, attinan a totta sa sotziedade sarda. Custas chistiones, paris cun atteras matessi importantes, sun trattadas finas pius a fundu in su cap. 8 de su libru Lingua e società in Sardegna chi at a essire intro de pagu tempus. In custu iscrittu non b’at nudda de personale contra a niune, custu lu cherzo narrer ca sas chistiones mi interessan solu si miran a isviluppare propostas de profettu.

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6 Maggio 2015 - Categoria: narrativa

L’anima lieta di Chiaramonti di Ange de Clermont

images-2(Già pubblicata su Ztaramonte di Carlo Moretti, tempo fa)

Il 18 giugno scorso abbiamo lasciato l’anima mesta di Chiaramonti a meriggiare nel fresco bosco dei frassini tra i due gelsi e La Madonnina.

Pensavo che fosse scomparsa per sempre, perché non si era fatta più sentire. Ieri sera però, vigilia di San Matteo, mentre ascoltavo ai giardini le liriche di Bainzu Truddaju, eccotela avvicinarsi ad un albero capitozzato vicino al quale io ero seduto. Si è stiracchiata come una bella fanciulla che abbia voglia di starnutire, poi si è trasformata in una nebbia sottile, finché non ha preso atto che io l’avevo notata. Allora ha cominciato a rotearmi intorno e poi a pizzicarmi la punta del naso, a farmi volare il cappello, insomma ha cercato di spazientirmi. Le ho chiesto se fosse allegra e mi ha risposto di sì.

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4 Maggio 2015 - Categoria: cultura, versi in italiano, versos in limba

Maria Sale, la poetessa di Chiaramonti (1959) e la “prima” antologia delle sue liriche di Ange de Clermont

Maria Sale

Maria Sale

Maria Sale è di casa su accademiasarda.it, su blog di Luigi Ladu e altri noti siti e non è necessario presentarla. Ha pubblicato anche qui poesie già conosciute, ma qui ha pubblicato per la prima volta la traduzione dei  due libri biblici con cui si è misurata: Qoelet e Su cantigu de sos cantigos de Salomone che per i nostri limiti informatici non siamo riusciti a trasmettere ai siti amici. Le sue poesie fanno parte di svariate antologie pubblicate sui numerosi premi letterari vinti.

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3 Maggio 2015 - Categoria: cultura, educazione, versos in limba

Chiaramonti, venerdì 8 maggio – Presentazione del libro “Carignos de ‘entu” di Maria Sale

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23 Aprile 2015 - Categoria: cultura

Vedute di San Matteo Apostolo. ed Evangelista della chiesa al Monte e a Valle di Chiaramonti

Vista San Matteo. Olio seicentescoQuesta foto di Manfredi Sanna (fotografo di Olbia che ha lavorato con me per le riprese di Chiaramonti storico nella seconda metà del 2000. Come si vede si possono notare le colonne che rafforzano al piattaforma miocenica sull’aria di sedime della chiesa seicentesca, la chiesa con l’abside e il tetto.

 

Chiesa San Matteo Primi BovecentoGiorni fa Mario Unali mi ha fornito la chiesa di San Matteo al Monte presumibilmente di fine ottocento, primi novecento insieme al panorama. Non era iniziato il guasto che fecero i nostri nonni con le cave di pietra negli anni del secondo dopoguerra. Purtroppo il programma non supporta il panorama.

Vista dall’alto la chiesa di san Matteo a Valle (1888) è certamente suggestiva, inserita in quello che doveva essere il rione dell’oratorio di Santa Croce che sorgeva nell’area di sedime dell’attuale chiesa.

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20 Aprile 2015 - Categoria: archeologia

La necropoli delle domus de Janas de su Murrone di Chiaramonti (SS) a cura Regione Sarda

 

Necropoli delle domus de Janas de su Murrone (Chiaramonti-SS-) Foto M. Tedde

Necropoli delle domus de Janas de su Murrone (Chiaramonti-SS-) Foto M. Tedde

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Chiaramonti, Necropoli di Su Murrone
Immagine non disponibile MONOGRAFIE
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Da Sassari in direzione Olbia, prendere la SS 594 per Tempio fino allo svincolo per la frazione di Su Murrone; continuare per circa 2 km: la tombe sorgono sul lato destro della stradina.

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16 Aprile 2015 - Categoria: cultura

Vedute del territorio di Chiaramonti a cura di Matteo e Angelino Tedde

LIcheni su Murrone

LIcheni su Murrone

Tutte le volte che capita qui dal Continente il mio primogenito ce ne andiamo lungo il territorio di Chiaramonti per un safari fotografico. La sua ottima macchina fotografica, ma anche le sue doti riescono a ritrarre paesaggi con fauna e flora locale davvero suggestivi. Ecco i LIcheni de Su Murrone sulle rocce della necropoli delle domus de Janas. Asinelli a ClermontFotografate le domus la nostra attenzione si volge verso un branco di asinelli dell’azienda G. Tedde. Prima sembrano spaventarsi, poi si avvicinano timidamente e il fotografo scatta la sua originale ripresa.

Falco a Sassu Giosso

Falco a Sassu Giosso

 

Guardiamo in alto, anzi guarda, io non posso per i limiti della vista e vede un falco volteggiare alto in cerca di preda.
Quale sarà stata la sua preda? Una permice? Una lepre? Un gatto selvatico? Buon pranzo signor falco.

Da Sassu Giosso ci spostiamo verso Sas Punta de sas Tanchitas-Sassu ChiaramontiCoas, Giunturas (il grande rio che ha un letto  di granito rossastro, a tratti sembra d’essere in Africa). Saliamo Sa Punta de sas Tanchitas (casa Fiore) e nella carreggiata notiamo una grossa tartaruga in pericolo di vita. Ci fermiamo, Matteo la prende e la mette in salvo e poi con pazienza la riprende mentre procede verso un sito più sicuro. Non vorremmo lasciarla, io vorrei prendermela, ma la legge irroga 5000 euro di multa per ogni tartaruga catturata. Ci ripenso. Davanti alla legge e alla multa salata non si scherza.

Tanca Nina ManzinedduProcediamo lentamente verso San Giuseppe, una piccola enclave dove venne edificata ai primi del Novecento una chiesetta in stile liberty per le allora popolose frazioni o stazzi della Gallura chiaramontese, prima di giungere a rio Filighesos notiamo un gregge che bruca voracemente l’erba della finalmente giunta Primavera. Riprendiamo le pecore pascenti.

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1 Aprile 2015 - Categoria: narrativa, recensioni

“Alzati, rivestiti di luce” di Maria Cristina Manca, recensione di Angelino Tedde

unnamedTra i danni provocati dalla rottura del disco rigido del server cìè stata anche la cancellazione di svariati contributi compresa la recensione di questo romanzo di Maria Cristina Manca che ora recuperiamo al blog.

Yakoov de Montfort, Alzati, rivestiti di luce, Casa Editrice Abbà.

Mattia, architetto, ricco uomo attempato, amante dei riti esoterici, s’imbatte casualmente con Teresa, impiegata, donna dalla solida fede cattolica e spiritualmente fervorosa, diretta spiritualmente da don Roberto, un prete parroco di grande spiritualità e carisma.

Mattia e Teresa sono i veri protagonisti-antagonisti del romanzo. Saremmo tentati di dire in merito ai protagonisti: il diavolo e l’acqua santa, ma forse non diremmo tutto. Dicono gli esorcisti che cacciare via il diavolo da un indemoniato non è facile e occorrono preghiere, penitenze, digiuni e tempo. Mettere alla prova un’anima innamorata di Dio, invece, viste le astuzie diaboliche e le legioni di diavoli che accorrono per indurla in tentazione, sembra abbastanza facile. Anche l’anima spiritualmente corroborata, con tanto di direttore spirituale, può improvvisamente cedere alla superbia, all’amor proprio, al desiderio del potere. Teresa, infatti, non è ricca, ma ha del fascino che le deriva dalla sua luminosità spirituale che perdura finché è sorretta dall’umiltà, ma che crolla quando si lascia tentare dalle astuzie diaboliche.

I due protagonisti s’incontrano nella chiesa di una città il cui nome resta nel mistero, ma gli scorci e le vie conducono ad una città isolana… Individuare qualche personaggio-comparsa, per chi conosce il cuore della città, è ugualmente agevole; per i lettori resta tutto comunque nel mistero.

Capita in campo elettrico che i due poli, l’uno positivo e l’altro negativo, si attraggano, capita anche nelle relazioni umane che un fervido credente s’imbatta con un nemico giurato della fede.

Fra Teresa e Mattia esplode l’amore vicendevole con tutte le battaglie spirituali immaginabili da una e dall’altra parte, a tratti sembra prevalere una parte, a tratti sembra prevalere l’altra. L’amore, si sa, genera ansie, dolori, esaltazioni a tempi alternati.
Don Roberto assiste a volte da vicino a volte da lontano a queste battaglie senza poterci fare niente se non curare quell’amicizia umana, spesso base sicura, di un inizio di conversione, ma anche l’inizio di una perversione da parte dell’amata figlia spirituale che finisce davvero in una situazione spirituale problematica. La morte dolorosa del sacerdote, divenuto ormai amico e occasione di conversione di Mattia, è quasi caparra per il ritorno alla fede cattolica dell’uomo e il recupero di una figlia spirituale che finalmente trova la serenità sia dello spirito sia del cuore. Passerà ancora del tempo prima che le due anime e i due cuori possano incontrarsi per coronare il loro sogno d’amore.
Il racconto, condotto con grande maestria dall’autrice, che qui si nasconde con uno pseudonimo, è avvincente e quando lo si inizia non lo si lascia prima di averlo letto tutto. La fabula del romanzo è dominata da Mattia che è il vero protagonista, e l’intreccio è variegato e geniale.
I capitoli sono brevi e leggeri e, talvolta, l’autrice, con colpi magistrali, interrompe un racconto che potrebbe scivolare nell’ovvietà, e va oltre.
La visione della narrante è quella profondamente cristiana e psicologicamente acuta. Gli scavi nell’anima dei protagonisti sono perspicaci e profondi.
La scrittura è gradevole e brillante. La scrittrice, della quale ignoriamo la storia umana, è di tempra cristallina e pervasa di una profonda spiritualità.
Inutile dire che ne consigliamo la lettura a tutti.

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