“Mons. Francesco Antonio Soddu consacrato vescovo nella cattedrale Maria Assunta di Terni” di Ange de Clermont

Col canto del Te Deum sta terminando la cerimonia della consacrazione  del nostro compaesano Mons. Francesco  Antonio Soddu nella cattedrale Maria Assunta di Terni. Sarà vescovo di Terni Narni Amelia. Sarà pastore di circa 160 mila fedeli della Chiesa cattolica. Alla cerimonia presenti vescovi attivi sardi ed anche emeriti oltre a tanti vescovi dell’Umbria in più ben due cardinali. Tutta la cerimonia rituale si è svolta al canto costante di un coro davvero eccezionale. Ora Mons. Francesco Antonio sta ultimando col suo discorso di ringraziamento in primo luogo il padre e la mamma, Gesuino e Pietrina, ormai in Cielo e la sorella Rosalia. Altri familiari e i vescovi, ma anche il liceo Azuni, e il Pontificio seminario Regionale di Cagliari. Tra i vescovi ha ringraziato Diego Bassetti e altri vescovi. Infine il personale della Caritas, i personaggi vivi e volati in cielo. “Nasco vescovo di questa diocesi, vescovo Terni Narni Amelia” Che cosa farà il nuovo vescovo? Dice di non saperlo, ma comunque di voler continuare  il cammino sinodale con presbiteri e diaconi e popolo. Ringrazia anche i rappresentanti della Sardegna.
Insomma un fascio di ringraziamenti. -Depongo sull’altare e affido le nostre vite al Signore. Ci sostengano i santi patroni Valentino e Giovanale… Giunga a voi la mia benedizione apostolica!-Impartisce così la prima benedizione apostolica con parole toccanti ringraziando il Signore e chiedendo il suo aiuto e quello della Vergine Maria e di San Giuseppe.
La cerimonia è terminata e così Chiaramonti ha formato con il contributo di Don Giommaria Dettori, parroco,  che il vescovo ha ringraziato, i primi passi di un futuro vescovo.. Naturalmente ha esteso il ringraziamento a tutti i vescovi sotto i quali ha seguito il suo ministero sacerdotale. Sobrio e concreto, non di troppe parole, attraverso cui ha rivelato la sua origine chiaramontese.
Possiamo dire che nell’Anno del Signore 2022 e a 672 anni dalla fondazione Chiaramonti, nonostante che sia stato contrassegnato nella storia da movimenti anarchici, atei, laicisti e dalla quasi totale assenza di pratica religiosa maschile che non significa assenza di cristiani,  ha dato alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana un successore degli apostoli, dal momento che il vescovo Lorenzo Tedde Carcassona è morto il giorno successivo alla sua ordinazione.
Ho sempre ammirato don Soddu per la sua concretezza, per la generosità con cui ha accolto in seminario per una ricerca vocazionale un mio nipote  immigrato dal Belgio che oggi è professore ordinario al Polo Tecnico di Sassari, ma che allora non aveva nessun riconoscimento scolastico. Per la sua pazienza quando è stato trattenuto in seminario per la formazione dei non molti seminaristi per la bellezza di nove anni e per altri nove parroco di una cattedrale quasi priva di fedeli dal momento che in genere sono stati deportati i suoi abitanti in periferia o nella città dormitorio, allora, di Latte Dolce. Ma la gioia più grande l’ho provata quando desideroso di fare la comunione durante un pontificale, arrivato in cattedrale a cerimonia iniziata, le chiesi mentre si recava in sagrestia durante la cerimonia di confessarmi. Mi disse:- Non ho tempo, ma tu pentiti dei tuoi peccati. Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.- Mentre intorno a me c’era tanta gente assiepata  oltre l’ingresso della porta destra della cattedrale di San Nicola.Una confessione volante, ma valida.
Il sacerdote avrebbe potuto dire:- Da un seminario guscio vuoto, l’arcivescovo mi spedisce ad una chiesa altro guscio vuoto.- Forse lo pensò ma non lo disse, ma fece della cattedrale un richiamo per i miserabili della città, per gli scout e altre famiglie giunte in città senza capo e né coda. L’umiltà secondo me ha premiato l’uomo e il sacerdote.

Ch. San Matteo Foto di Mario Unali

Non dimentichiamoci che in quegli stessi anni svolse il ruolo di professore presso l’Azuni che aveva frequentato da seminarista.
A don Soddu, appartenente di sicuro ai nostri parenti Soddu, le mie due nonne lo erano: Clara e Maria Chiara Soddu, le mie due bisnonne erano sorelle Soddu ugualmente e i miei genitori erano Tedde-Soddu e Piras-Soddu, sicuramente imparentate col nonno Angelo Maria emigrato e morto ad Ardara, faccio gli auguri di un proficuo apostolato nella Chiesa “tosta” di Terni anche se lui da buon chiaramontese sarà pure un vescovo pastore  “tosto”.
Sembra che il ventitré lo avremo a Chiaramonti e allora daremo la stura agli auguri e come di consueto ai nostri regali che gli serviranno certamente  a colmare i bisogni di un vescovo povero tra i poveri.

Dal n.2 di libertà Anno CXII

Articoli di Elisabetta Lomoro e di  Gian Franco Addis

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«Accoglietemi e sentitemi uno di voi»

«Oggi nasco vescovo qui, in questa Chiesa, in questa comunità ecclesiale. Accoglietemi e sentiemi uno di voi, fratello, amico e per grazia di Dio anche padre». Così monsignor Francesco Antonio Soddu ha salutato la comunità diocesana di Terni-Narni-Amelia, a lui affidata da Papa Francesco, nel giorno dell’ordinazione episcopale il 5 gennaio scorso. Un lungo applauso da parte dei pochi presenti, a causa delle restrizioni per la pandemia, ha salutato con gioia il suo novantatreesimo pa- store. A presiedere la solenne concelebrazione eucaristica è stato il vescovo uscente monsignor Giuseppe Piemontese e conce- lebranti l’arcivescovo di Sassari monsignor Gian Franco Saba e il segretario generale della Cei monsignor Stefano Russo.

Hanno preso parte al solenne rito due cardinali: Francesco Montenegro arcivescovo emerito di Agrigento ed Enrico Feroci già direttore di Caritas Roma. Inoltre, erano presenti 33 vescovi provenienti, oltre che dall’Umbria, dalla Sardegna, dalla Puglia, dalla Cala- bria, dall’Emila Romagna, dall’A- bruzzo, dalle Marche, dal Lazio, dal Friuli, dal Vaticano. Erano presenti anche l’esarca apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, mon- signor Dionisio Lachovicz.

Il vescovo Piemontese, nell’omelia, si è rivolto con queste parole al suo successore: «Simboli- camente ti consegno una Chiesa acquistata dal sangue di Cristo e nel passato guidata e custodita da innumerevoli pastori, molti dei quali a cominciare da Valentino, Giovenale, per essa hanno versato il sangue. Abbi cura di tuttil regge nel quale lo Spirito Santo ti ha posto come vescovo a reggere la Chiesa di Dio. Reggere nel senso interpretato da Francesco d’Assisi, che la sostiene, la ripara con la pa- rola, con la carità e la fraternità, la tiene in continua manutenzione con la preghiera, la rende bella con la celebrazione dei santi misteri nella liturgia. Sarai inserito in una regio- ne, l’Umbria, che è terra di santi, uo- mini e donne, che, come pochi altri, hanno “retto” la Chiesa nel primo e secondo millennio: Benedetto, Francesco e Chiara d’Assisi, e tanti altri; prossimi a noi i Protomartiri Francescani, tutti originari del territorio diocesano.

Il Signore, che ti ha chiamato ti guiderà e ispirerà le parole giuste e i gesti di amore capaci di essere sale e luce, di dare sapore e senso al ministero e alla vita delle persone e della comunità». Rivolgendosi alla comunità diocesana il vescovo Pie- montese ha detto: «Da oggi pren- diamo l’impegno di stargli vicino nelle prove, di accompagnarlo con la preghiera e l’incoraggiamento nella missione grande di reggere questo popolo di Dio». Nel corso della liturgia di ordinazione, dopo l’invocazione allo Spirito, la presen- tazione e gli impegni dell’eletto, le litanie dei Santi, l’imposizione delle mani da parte dei vescovi presenti, l’imposizione del libro dei Vangeli e la preghiera di consacrazione, sono stati consegnati al nuovo vescovo il libro dei Vangeli, l’anello episcopa- le, la mitra e il pastorale realizzato artigianalmente in legno d’ulivo.

Alla celebrazione erano presenti i familiari del nuovo vescovo, sacerdoti delle diocesi sarde e rappre- sentanti della Caritas italiana, tra cui il nuovo direttore don Marco Pagniello. A tutti il vescovo Soddu ha rivolto parole di ringraziamento per le significative esperienze condivise. Monsignor Soddu, al termine della concelebrazione, ha rivolto il suo discorso alla comunità dioce- sana di Terni-Narni-Amelia: «Sento germogliare in me anche quel forte temperamento vitale che caratteriz- za questo posto, questo nostro po- polo umbro. Le vostre e le mie attese sono tante e variegate, tuttavia di una cosa sono certo: insieme potremo fare molto, nella fattiva collaborazione tra e con i fratelli presbiteri, per proseguire con i diaconi, le famiglie, i ragazzi, i giovani e tutte le espressioni vitali della nostra terra a partire dagli ultimi. Il mio programma pastorale consiste nel continuare con voi il cammino sinodale, che come le altre Chiese italiane, avete appena avviato».

Prima dei riti di conclusione, il neo vescovo ha percorso la navata della cattedrale benedicendo i presenti e recandosi fino alle sale dell’attiguo Museo diocesano, dove hanno seguito la celebrazione attraverso la diretta streaming i rappresentanti delle associazioni, movimenti diocesani e altri invitati provenienti da fuori regione. Il canto finale «Inno nostra Signora di Bonaria», patrona massima della Sardegna e dei naviganti, è stato un omaggio alla terra di origine di monsignor Soddu, segno di fraternità tra due terre diverse, ma entrambe accoglienti, solidali e dalla grande spiritualità.

 

«Vi ringrazio tutti per aver voluto prendere parte a questo momento altamente significativo per la Chiesa tutta, per la chiesa di Terni-Narni-Amelia e per la chiesa di Sassari che mi ha generato alla vita, alla fede e nella vocazione e che oggi con gioia mi dona a voi». Sono le parole che monsignor Francesco Soddu, nuovo vescovo di Terni-Narni-Amelia, ha rivolto alle tante persone presen- ti alla sua ordinazione episcopale, mercoledì 5 gennaio nella cattedrale di Terni. Un giorno di festa parteci- pato da molti, seppure in numero contingentato dalle restrizioni della prefettura ternana, imposte per l’e- mergenza sanitaria, che ancora esi- ge di evitare assembramenti, ma che non hanno impedito la presenza all’interno del Duomo del nutrito gruppo proveniente dalla Sardegna.

Insieme al vescovo Gian Franco e ai vescovi delle diocesi sarde, tan- ti amici provenienti soprattutto da Sassari e Tissi, si sono voluti unire alla famiglia e accompagnare don Francesco nella sua nuova missio- ne. Immagine di un vero e proprio corteo matrimoniale al seguito dello sposo che va incontro alla sua sposa, così come lo stesso don Francesco ha definito la chiesa di Terni-Narni-Amelia dichiarandole il suo amore.

Hanno affrontato un viaggio impegnativo, chi in aereo altri in nave, alcuni riuscendo a fare anche una breve visita alla città di San Fran- cesco, ma tutti entusiasti di poter partecipare a questo evento: «Non potevamo mancare per l’affetto che ci lega a don Francesco, un amico, un fratello». Insieme ai parenti più stretti, la sorella e il cognato, nipoti e pronipoti, Caterina che don Fran- cesco ha voluto ringraziare in modo particolare per essergli sempre vicino come amica, sorella e madre, alcuni confratelli sacerdoti e collaboratori che nei vari ministeri ricoperti hanno condiviso gioie e fatiche del servizio alla Chiesa e ai poveri. Diversi i sindaci e le autorità presenti che hanno rappresentato la stima e l’amicizia delle comunità civili sarde particolarmente care al nuovo Vescovo. Forte è stata la commozione durante la solenne consacrazione episcopale di monsignor Soddu voluta da Papa Francesco che nella bolla di nomina ne ha motivato la scelta: «Abbiamo pensato a te, diletto figlio, che ti distingui per carità, prudenza, fervore pastorale e capacità di gestione».

Un attestato di riconoscimento che ha inorgoglito tutti i presenti suscitando gratitudine verso il papa tanto amato. La Sardegna ha fatto sentire il suo affetto e la sua presenza di chiesa in cammino condiviso, in ottica sinodale, con i fratelli e le sorelle della terra umbra che hanno ricambiato con una cordiale acco- glienza creando da subito empatia. In una atmosfera di vera gioia le Chiese, sarda e umbra, hanno celebrato insieme il ministero della carità, espresso in modo particolare con l’episcopato, pienezza del sacerdozio di un figlio che porta il nome del santo patrono d’Italia, facendo memoria delle proprie sante radici di fede e ora unite anche dal medesimo dono.

 

 

 

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