Categoria : memoria e storia

Addio alla vita dei campi di Antonio Maria Murgia

Dietro consiglio del marito della nonna materna Maria Lezzeri, “Buccianu” Sebastiano Casu, che nel periodo di latitanza aveva conosciuto a Pattada una brava famiglia di pastori, convinse mio padre, che voleva cedere la campagna, ad assumere come soccidario la famiglia Porcu di Pattada, prospera di figli e servi.

Prima di affidare le sue proprietà in soccida al pastore avvertì tutti i suoi fedeli lavoratori, caprai, pecorai, porcari, e garzoni di trovarsi un nuovo lavoro presso altri, e di far posto ai nuovi arrivati della famiglia Porcu.

Noi tutti della famiglia rientrammo a piedi da Chirralza in paese in fila indiana, salutati a s’istradone alla curva de Carigaju dalle sorelle Soddu, Maria e Nicolina, che felicitandosi con noi per il trasferimento definivo in paese facevano festa.

Al saluto dei paesani rispondevano i miei genitori, mentre noi timidi bambini di campagna, ci limitavamo ad osservare con curiosità l’accoglienza.

Nel mio animo di decenne però si agitavano emozioni causate da quanto avevo dovuto lasciare e quasi spontaneamente mi sgorgarono dal cuore gli addii ai prati della mia infanzia.

Addio mia selvaggia campagna, che mi hai arricchito nei teneri anni di bambino timido e rispettoso di quegli eventi mirabili che nel ciclo dell’anno si rinnovano sempre in primavera, in estate, in autunno ed in inverno. Eventi mirabili che  difficilmente cancellerò dal mio animo.

Addio alle saltellanti caprette che durante la  pastura incontaminata popolavano la vallata ricca di alberelli ricoperti da rami con  teneri polloni, che come per incanto con vigore germogliavano,  per essere gustati dai ruminanti che secondo il ciclo della vita  con cadenza si riproducevano.

Addio fiume Chirralza che infinite volte mi hai  dissetato nel bere le tue fresche acque  sorgive e tante volte mi hai accolto nelle tue limpide piscine naturali.

Addio piante di lentisco che nei  giorni di calura mi lasciavate ruzzolare nei generosi rami  flettenti.

Addio, ancora, fiume che  dissetasti bambini, uomini e bestie con generosità senza limiti. .

Addio, pascoli opimi per il nostro numeroso gregge di pecore e di capre. Non vi dimenticherò mai e per quanto vivrò sarete con me nel segreto del mio cuore.

Rientrati in paese,  i miei genitori decisero di mandarci alla scuola d’obbligo. Così nel settembre del 1948 iniziammo a frequentare la prima elementare, io, Antonio Maria, Gavino, Tomasina, Mirella. Ricordo che per i primi due mesi ebbi come insegnante il maestro Floris, soprannominato maestro Ciliegia che però, per motivi di salute, fu sostituito da un suo compaesano di Ploaghe, Gerolamo Casu che mi seguì dalla prima elementare fino alla quinta. In seguito frequentai la scuola serale con la maestra Quadu. Come pure frequentai la scuola serale nel periodo di leva a Civitavecchia, il professor Brunori, con sua moglie prof. ssa di Filosofia. In pratica continuai con le scuole serali fino agli anni 1970.

On the advice of her husband’s maternal grandmother Maria Lezzeri,  “Buccianu” Sebastiano Casu, who had absconded during the Pattishall known to a good shepherd family, persuaded my father  that the campaign would give in, to take the family as a lessee  Porcu of Pattishall, thriving children and servants.
Before entrusting his property to the pastor warned all agistment  his faithful workers, herdsmen, shepherds, swineherds, and boys of being  a new job at another, and make room for the newcomers  Porcu family.  We all went back on foot from the family in the country Chirralza  single file, the curve de as’istradone greeted by Carigaju  Soddu sisters, Mary and Nicolina, who congratulated us for the Transfer scales were defined in the party.  Villagers responded to the greetings of my parents, while we shy  rural children, we just observe with curiosity  the reception. In my ten year old mind, however, stirred the emotions caused by  I had to leave and almost spontaneously flows from my heart  Farewell to the meadows of my childhood.  Farewell, My savage campaign, which you have enriched me in tender years shy child and respectful of those wonderful events that in the cycle  Recurring year into spring, summer, autumn and winter. Wonderful events that hardly erase from my mind.  Farewell to leaping goats during the uncontaminated pasture  populated the valley full of trees with branches covered with soft suckers, which sprouted with vigor as if by magic, to be eaten by ruminants according to the cycle of life with cadence reproduced.  Farewell Chirralza River countless times that I’ve drank in the drinking your fresh water springs and many times have you received in your  limpid pools.  Farewell mastic trees that left me in the hot days tumbling in the generous boughs bending.  Farewell, again, the river that dissetasti children, men and beasts with boundless generosity. Farewell, OPIM pasture for our flocks of sheep and goats.  Never forget you and be with me because I live in the secret of my heart.
Back in the country, my parents decided to send to the school  a must. So in September of 1948 we started to attend the first
Elementary I, Antonio Maria Gavino, Tomasina, Mireille.

I remember the first two months I had to teach the teacher Floris  but nicknamed Mastro Cherry, for health reasons, was  replaced by his compatriot Ploaghe, I followed Jerome Casu from first grade until the fifth. Later I attended night school with the teacher Quadu. As well as  I attended night school during military service in Civitavecchia, the  Professor Brunori, professor with his wife. ess of Philosophy. In practice, I continued with the night school until 1970.


Commenti sono sospesi.

RSS Sottoscrivi.