Categoria : eventi culturali

“Dai collegi medievali alle residenze universitarie” Memorie di convegni di Angelino Tedde

Presso i saloni dell’ERSU, l’Ente Regionale Sardo Universitario, nel complesso edilizio di Cortesantamaria si è svolto, ottobre 2011, un convegno, promosso dal CISUI, dall’ERSU sotto il patrocinio della Regione Sardegna. Un valido convegno di studi al quale sono intervenuti alcuni tra i più noti studiosi di Storia dell’Università medievale e moderna con l’obiettivo di mettere a fuoco le problematiche abitative degli studenti fuori sede che studiarono in epoca medievale, moderna e contemporanea nelle più celebri università italiane tra le quali Padova, Pavia, Roma, Messina, Bologna, Napoli, Torino, Cagliari, Milano, Udine, Sassari Siena.

Da questa suggestiva carrellata sono emersi gli studenti appartenenti a tutti gli strati sociali dei vari contesti storici ai quali si cercò di dare risposta ai bisogni di ospitalità durante il corso degli studi universitari con la fondazione di collegi di ospitalità e supporto didattico, collegi-università, collegi per nobili, collegi per poveri, ma dotati di spiccate propensioni agli studi, collegi di ospitalità, ma anche di formazione dei ceti professionali, dei burocrati delle monarchie assolute, delle classi borghesi in ascesa. Le relazioni non hanno potuto coprire la numerosa e variegata modalità di tutti i luoghi e di tutti i tempi con cui nelle varie sedi universitarie vennero accolti gli studdenti. Non si è parlato dei collegi europei (francesi, inglesi, tedeschi e numerosi altri); d’altra parte non era questo l’obiettivo conoscitivo del convegno: si è trattato dell’osservazione di un campione italiano di ospitalità studentesche. Tra le relazioni più complete e mirate si sono contraddistinte quelle del prof. Gian Paolo Brizzi, il massino promotore italiano sulla storia dell’Università, direttore degli Annali sulla storia delle Univesità italiane e direttore del Centro Interuniversitario della storia dell’Università, con sede Bologna a a cui aderiscono ben 25 università italiane, compresa l’Università di Sassari, con una relazione dalle carte medievali alla casa dello studente ; il prof. Del Negro: collegi per studenti, il caso padovano; la prof. Negruzzo: i collegi della controriforma il collegio pavese; la prof, Esposito; i collegi universitari di Roma nel ‘400 e nel ‘500; la prof. Del Bagno: università e studenti nella Napoli spagnola; la prof. Roggero:il collegio come luogo di formazione del funzionario statale: il collegio delle province di Torino; l’archivista Ferrante e il prof. Mattone: il collegio dei nobili di Cagliari e la formazione della clase dirigente del Regno di Sardegna. Altre relazioni sono state svolte dal prof. Bianchi sull’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; dal prof. Gaudio sulle provvidenze per gli studenti nell’età del fascismo e , infine, la prof. Fois sulle provvidenze per gli studenti e la questione della residenza universitaria a Sassari nel ‘900. Più tecnici e su eventi contemporanei gl’interventi di Nonnoi, Scuttari, Barretta, Garau. Come in tutti i convegni di studiosi solitari, convegni all’italiana, oguno ha seguito le griglie proprie mancando i contatti e gl’incontri preliminari fra gli studiosi per mettere a punto una griglia comune. Spazio- tempio- ideologia non in tutte le relazioni sono state calibrate, in alcune, la carenza di dati archivistici, ha fatto sovrabbondare incidentali ideologiche e ai limiti della compatibilità con le tematiche. Carenti spesso le comparazioni con università della stessa regione come nel caso Sardegna dove il relatore cagliaritano senza mai menzionare Sassari, Iglesias e Alghero ha letteralmente sotterrato non menzionandoli i gesuiti che hanno gestito quell’Università, non parliamo l’esclusione del contributo dato al Bogino dal coltissimo arcivesco cagliaritano Delbecchi, scolopio esperto di cose scolastiche e universitarie e commissario in Sicilia. Insomma, qualcuno tende a ricostruire la storia al servizio dei propri pregiudizi. E pazienza, in ogni convegno sono cose che capitano. A parte gli esperti, alcuni cultori della materia, qualche visita di cortesia di professori ormai nel limbo, c’ è da sottolinare la totale assenza di studenti, così è successo che i professori si sono parlati per ascoltarsi tra loro più che per farsi ascoltare.

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