“Nell’eroismo struggente che ha ogni singola vita” di Sarah Savioli

I germogli mi commuovono profondamente…
Lì a fare capolino fra la sabbia, in una crepa dell’asfalto o nel terreno morbido e grasso di un vasetto su un davanzale.
Tremolanti e splendidi nello scoprire dopo giorni, mesi o anni che non erano sassi tristi, ma solo semini non ancora pronti.
Ma a nascere quando si è già stati, è un nascere da vecchi ed è un’impresa non da poco.
Nel riscoprirti al mondo, ma già in una consapevolezza intensa della tua fragilità.
Del fatto che tutto possa chiudersi nel lento rosicchìo di una lumaca, nello strappo di un uccellino di passaggio o per una goccia di pioggia che decide di cadere rabbiosa e prepotente.
O nel curvarsi lentamente sotto il peso plumbeo delle proprie paure fino a sognare di tornare il sasso che non eri, farti trasparente e arreso fino a scomparire.
Nonostante tutto, quando nasci non c’è nulla che possa impedirlo, nemmeno il timore di un futuro sprecato o breve come un solo sospiro.
E allora nasci. Nasci.
Nell’eroismo struggente che ha ogni singola vita.

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