Categoria : cultura, filologia

“Il sentiero degli spiriti” Mauro Maxia

Mauro Maxia

Nel contesto di una ricerca a largo raggio sulla storia della comunità diPerfugas (Perfugas e la sua comunità, I, 2010, p. 302; II, 2016, p. 259) èemerso un toponimo ora disusato ma che è documentato in un atto del 1777. Nellarelativa fonte, scritta in spagnolo, si ricorda un “camino q(ue) dizen desa Regula” (‘cammino che [in sardo] dicono de sa Regula’).
Leggendo il documento, attraverso i toponimi ai quali il cammino in questione  risulta associato si ricava che esso corrisponde a un sentiero tortuoso e in pendenza che lambisce il compendio della chiesa rurale di San Giorgio Martire, per secoli nota col titolo di San Giorgio de Ledda. Questo sentiero attualmente è conosciuto come Caminu de Su Concheddu (‘cammino de Su Concheddu’) per chi da San Giorgio scende verso la sottostante conca detta Su Concheddu. Viceversa, per chi sale da questa conca alla chiesa di San Giorgio il nome si presenta con la variante Caminu de Santu Jorzi (‘cammino di San Giorgio’).

L’interesse per l’antica forma, oltre alla curiosità innescata dal lungo disuso, deriva dalla sua estrema rarità nella toponimia sarda. Anzi, il termine régula  rappresenta propriamente un hápax in quanto non se ne conoscono altri casi.

Ancora più interessanti, forse, sono le motivazioni che poterono presiedere al conio del toponimo. In sardo il termine régula ha gli stessi significati dell’ italiano “regola”. In alcune comunità dell’Isola esso indicava anche il rintocco della campana che veniva suonata per annunciare la morte di qualcuno.

Anche se il suo uso ormai è ristretto ai parlanti più anziani, questo termine è noto perché è alla base di un nome proprio, Sa Régula, che è lo stesso che forma il toponimo in parola. Sa Régula o Sa Réula, secondo una credenza popolare un tempo diffusa in tutta la Sardegna tradizionale, sarebbe una processione di anime o di spiriti penitenti che si svolgerebbe di notte per annunciare la morte imminente di qualcuno. Lo spirito del predestinato, secondo la credenza, si associava a questa processione dei defunti e i vivi che avessero avuto la ventura di incontrarlo in tale frangente vi avrebbero potuto riconoscere lo sfortunato candidato.

Un aspetto interessante di questa credenza è legato al fatto che il sentiero venisse percorso dalla macabra processione in salita oppure in discesa. Nel primo caso, di segno infausto, il predestinato sarebbe morto entro l’anno. Nel secondo caso, più favorevole, avrebbe patito una grave malattia o infermità ma non sarebbe morto.

Ebbene, il forte dislivello che caratterizza il Caminu de sa Régula parrebbe strettamente connesso con questo particolare della leggenda. Addirittura, la parte superiore del sentiero è talmente accidentata che richiede di saltare, non senza qualche difficoltà, un gradino naturale formato dal fondo roccioso.

Questa circostanza, dunque, ben si associa ai timori che la visione della temuta processione notturna poteva suscitare in ambienti fortemente legati alle leggende e credenze popolari.

 

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