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“Sant’Andria mozza li mani” filastrocca sarda. Un lavoro di Pasquale Demurtas. Recensione di Ange de Clermont

demurtasPasquale Demurtas, La magia di un uomo buono. Thiu Giarrette. Anime e Demoni, Youcanprint, Sassari, 2014  €. 13 pp 158.

Questa pubblicazione è curata dall’autore succitato che ha creduto opportuno raccogliere in un libro aneddoti e storie di tradizione popolare sia di magia bianca sia di magia nera così come gli sono stati raccontati da vari compaesani. L’autore non è un esperto di tradizioni popolari e quindi ne fa una semplice trascrizione così come gl’intervistati gliele hanno raccontate.
Specifichiamo che s’intende per magia nera tutte quelle azioni che mirano a far male al prossimo e per magia bianca quelle, invece, che mirano a fare del bene o addirittura a gar guarire o a cacciare gli effetti della magia nera.

Qualche esempio, da me seguito da bambino. Una ragazza, innamorata di un ragazzo, era stata respinta dalla famiglia. Venne il giorno del matrimonio di quel ragazzo con altra ragazza. La ragazza respinta a quel che ho sentito ha preso della cenere dal camino e ha cosparso di cenere la strada che gli sposi dovevano percorrere per recarsi a casa loro. In tal modo questi poveri sposi avrebbero trovato nel corso del loro matrimonio malanni di ogni genere. Per quanto io sappia gli sposi non sono incorsi in nessun malanno durante la loro vita ad eccezione dei soliti che tutte le coppie possono incontrare. Lo scopo della “fattura” di magia nera era quello di danneggiarli. Per fattura s’intende l’azione o l’oggetto che si usa per far del male al prossimo. I modi o i mezzi basta andarseli a leggere i magia nera di wikipedia idem per magia bianca.

Nel libro di Demurtas vengono raccontati aneddoti, episodi, narrazioni di magia bianca e nera di Ploaghe e dintorni, ma soprattutto vien data grande importanza alla figura misteriosa di Thiu Giarrette, un buon uomo capace di sciogliere casi di magia nera, di predire vita e morte, di mandare, sia pure di malavoglia, anatemi d’effetto quando lo si prendeva in giro, ma altrettanto buono nel ritirarli quando gli si chiedeva scusa.

Nel libro però si raccontano anche di processioni di anime buone e cattive, di accorgimenti per sapere chi sarebbe morto in un certo periodo e di molte guarigioni. Per concludera si tratta di un affastellamento di “contos” de foghile, belli e brutti, paurosi e benefici che spesso venivano raccontati all’imbrunire in periodo estivo nei crocchi che si formavano nelle strade oppure nelle case.
Leggerli significa conoscere anche questi fatti a volte curiosi a volte paurosi, a volte benefici e a volte malefici di un mondo contadino che in buona parte è scomparso anche se bisogna dire che la magia nera e il satanismo sono molto diffusi in luoghi impensati e tra le città nere, ad esempio, Torino figura al primo posto.
Senza ricorrere al defunto Padre Amorth, una mia familiare, ancora ragazza sui 17 anni, partecipò un giorno nella casa di un emigrato, ubicata in località Prammas, intorno ad un tavolino a tre gambe con altre ragazze e ragazzi al gioco del bicchiere  e delle lettere dell’alfabeto, cercando di parlare con spiriti di defunti. Siccome alcuni ridevano ad un certo punto il tevolino cominciò a ballare, ma anche tutti i mobili della camera si misero a camminare col rischio che cadessero loro addosso. Spaventati quasi tutti fuggirono dalla camera, ma un loro compagno non vi riuscì e apparve con gli occhi rossi nel buio della notte alla finestra chiamando aiuto. Uno dei partecipanti si trovò una bottiglietta d’acqua santa nella macchina, la prese e la getto verso il mal capitato che riuscì a scappare. Tutti, terribilmente spaventati abbandonarono il luogo, ma non cercarono più di ripetere azioni del genere. Non suggerisco a nessuno, io non ho mai provato, a ripetere azioni del genere, del resto non c’è bisogno di provare che esiste il diavolo dal momento che lo avvertiamo dopo che abbiamo compiuto azioni cattive verso il nostro prossimo. Ci sono in giro anche in Italia, predicatori, che parlano frequentemente  del diavolo, ma che farebbero bene come Papa Francesco a parlare di Dio e della sua grande misericordia. I credenti del resto stanno anche meglio se conversano col Signore e pregano spesso nel corso della giornata chiedendo l’amore di Dio, piuttosto che stare lì ad approfondire la bestia immonda che fa paura a solo nominarla. Del resto lo vediamo operare nella cronaca nera sovente. Si pensi da poco agli amanti diabolici e a tutte le nefandezze che si compiono contro  gl’innocenti singoli e popoli. C’è pure bisogno che nel cuore della notte una predica registrata vent’anni fa continui a girare come un disco alla radio privata per far girare non solo la testa agli ascoltatori. Cento volte meglio per i credenti le tante coroncine sull’amor divino e per i non credenti la preghiera dell’ateo:- Dio, se esisti, aiutami a credere!-

Il nostro autore, tea le altre cose, cita anche questa filastrocca universalmente conosciuta per allontanare i bimbi dl furto domestico. Tutti contributi per meglio conoscere le tradizioni popolari di vario genere studiate dagli etnologi, dagli storici delle tradizioni popolari quali Ernesto  De Martino (1908-1965)Unica, la sua allieva Clara Gallini (1931) Unica, Mario Atzori (Uniss), Maria Margherita Satta Uniss, la Delitala, Unica, delle due università sarde. Si aggiungano libri di non specialisti, degni di attenzione come il nostro, che fanno opera di raccolta sia pure con metodi naif.

Sant’Andria mozza li mani
Cantas azzolas as filadu?
Battor’ e tres
Muzzaredinde manos e pes!

Sant’Andria mozza li mani
Cantas azzolas as filadu?
Battor’ e chimbe
Sas manos tuas muzzaredinde!

Sant’Andria mozza li mani
Cantas azzolas as filadu?
Battor’e otto.
Sas manos tuas non ti las tocco!

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