Intervallo sul referendum. “Voci dalla fattoria: Titti e Calimero. ” di Eleonora Ortuño

gallineAlcuni anni fa ho comprato due pulcini uno giallo (Titti) e uno nero (Calimero). Non potendoli mettere con le galline che sono molto aggressive con gli sconosciuti,  ho fatto loro un piccolo recinto e finché non sono stati in grado di correre velocemente per scansare le beccate li ho tenuti protetti.
Occupandomi personalmente di loro si erano legati a me come se fossi la loro chioccia, mi seguivano dappertutto e crescevano bene. Inizialmente non sapevo di che sesso fossero poi Titti è diventata una splendida gallina che ha iniziato a fare le uova, mentre Calimero, pur essendo un gallo, era privo di quelle caratteristiche che lo contraddistinguono.
calinero-e-tittiIntanto aveva terrore delle galline che non gli risparmiavano le beccate sulla piccola cresta, quando riuscivano a circondarlo e lui non faceva in tempo a darsela a zampe levate. Spesso si nascondeva dietro di me per farsi proteggere. Poi man mano era diventato bellissimo, con le piume nere facevano risalto quelle di un rosso bruno e a seconda di come si muoveva la luce del sole faceva sembrare alcune penne blu. La cresta era di un bel rosso acceso e gli speroni erano belli lunghi e appuntiti. Aveva iniziato a fare le prove di chicchirichì, ma invece di uscirgli dalla gola un bel suono squillante, il tono che si sentiva era come quello di un gatto stonato in amore.
L’unica nota dolente era che continuava a temere le galline, eppure era diventato bello grosso e le sovrastava abbondantemente in altezza.
calimeroOgni tanto si faceva coraggio prendeva la rincorsa per saltarsi qualche galline, ma questa invece di accovacciarsi si girava furibonda e lo rincorreva a beccate. Povero Calimero pativa le pene d’amore e l’unica che accettava le sue avance era Titti che lo adorava.
Un giorno avevo bloccato una gallina che zoppicava, e mentre le controllavo la zampa, Calimero si è fiondato vicino a me e prontamente le è saltato sulla groppa e ha fatto quello che desiderava fare da tanto tempo.
volpeQuesta prodezza gli ha fatto prendere coraggio e man mano tra una beccata e l’altra era riuscito a dominare quasi tutte le galline del pollaio. L’unica che non cedeva era una vecchia gallina, che ormai non faceva più neanche le uova, ma lui imperterrito l’aspettava vicino alla ciotola del cibo e la rincorreva impedendole di mangiare finché anche lei aveva ceduto. Ormai era diventato il signore incontrastato del pollaio e quando trovava sul terreno qualcosa di buona faceva uno strano verso che faceva accorrere le galline e mentre queste beccavano lui ne approfittava per saltarsele.
Qualche tempo dopo mi sono accorta che le galline erano sofferenti, la prima era Titti che aveva degli squarci sotto le ali, un’altra faceva le uova quasi piatte e man mano tutte erano ferite.
Non capivo che cosa stesse succedendo nel pollaio, finché ho capito che l’artefice di tanta sofferenza era Calimero che con la sua grossa mole e la sua grande passione feriva le galline, infatti quando gli saltava sopra per tenerle ferme gli conficcava gli speroni nella carne, mentre a quella che faceva le uova quasi piatte le aveva spaccato il bacino facendola morire dopo alcuni giorni.
Con mio grande dispiacere ho allontanato Calimero dalle galline, ma lui nonostante ci fosse una rete che li separava non si allontanava mai da loro.
Mio marito voleva metterlo in pentola, ma io mi sono opposta ero troppo affezionata a Calimero per vedergli fare una brutta fine.
Era talmente grosso che non riusciva a salire su delle cassette che gli avevo messo per proteggersi durante la notte e infatti, dormendo sul terreno, ha permesso ad una volpe di portarlo via, e quando mio marito mi ha svegliata per dirmi che l’aveva sentito gridare, io con un balzo mi sono precipitata fuori, ma era troppo tardi. L’unica cosa che sono riuscita a trovare è stata una scia di sangue e qualche piuma sparsa quà e là. Calimero, il gallo strano e nero, era finito nelle fauci di una volpe: La sua storia era finita.

Commenti

  1. Patryzya Caciolli Bella storia, raccontata benissimo, brava

    ELEONORA ORTU
    novembre 11th, 2016

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