La fuga dal Rifugio Marino di Lu Bagnu di Eleonora Ortu

Rifugio marino o colonia

Rifugio marino o colonia

La mia vita dal collegio è un dato di fatto che non posso, ma soprattutto non voglio cancellare, perché mi ha permesso di conoscere persone meravigliose che ho sempre considerato la mia vera famiglia, in primis S. Giovanna, la mia mamma, le suore, le mie zie, e le compagne di collegio, le mie sorelle.

In  questo contesto manca la figura maschile, per noi rappresentata dal Prete della Missione di turno, che veniva a celebrare la Santa Messa, a confessarci  e che ci formavano alla fede o dai muratori, tutti gli altri “maschi” che si vedevano all’interno dell’istituto erano un evento talmente eccezionale che quando capitava, il grido di “allarme” era:- C’è un uomo! C’è un uomo!-

Numerose accorrevamo per vedere chi fosse l’intruso.

E si, l’intruso, spesso era colui che disgraziatamente osava entrare dal campo sportivo dietro l’istituto e noi tutte, come una sorta di branco, difendevamo il nostro territorio cacciandolo a sassate.

Le Ex Allieve con una Figlia della Carità

Le Ex Allieve con una Figlia della Carità

Un giorno un ragazzino aveva preso una cotta per Irene e aveva osato entrare in cortile, cuore pulsante del nostro regno, alcune di noi, compresa me l’avevamo circondato, come un branco di leonesse circonda la preda, e picchiandolo lo cacciammo via.
Ho ancora in mente lo sguardo terrorizzato del malcapitato.

La mia riservatezza di essere stata in collegio è stata una forma di difesa, soprattutto a scuola, appena le compagne di classe sapevano che vivevo in collegio, cambiavano atteggiamento, c’era chi si allontanava o chi faceva domande assurde tipo:

-Ma è vero che avete le mutande di stoffa?-

-È vero che vi picchiano sempre?-

-È vero che state sempre pregando e non uscite mai?-

Il mare del Rifugio o colonia

Il mare del Rifugio o colonia

E quando mi chiedevano perché ero in collegio rispondevo che ero lì per studiare. La cosa che mi premeva nascondere meglio era il fatto che non si sapesse che ero figlia di una madre nubile, per questo facevo di tutto e di più, soprattutto perché portavo il suo cognome, nei registri di classe non doveva apparire il nome di mia madre al punto che arrivavo a cancellarlo.

. Quando ho iniziato a frequentare le scuole superiori (l’Istituto Statale per il Commercio) nessuno sapeva che vivevo in collegio,ma un giorno la professoressa, ci stava spiegando, come dovevamo farci fare la giustificazione dai nostri genitori in caso di assenza e rivolgendosi a me disse:

– Tu, Ortu, devi farti fare la giustificazione dalle suore.-

Mi sono sentita sprofondare dalla vergogna e quando la compagna di banco mi ha chiesto. perché la suora, io prontamente le ho risposto che non ne avevo idea, probabilmente la professoressa aveva sbagliato.

La fuga dal Rifugio marino

Eravamo ai primi degli anni Settanta e l’aria di libertà entrava anche il collegio e non c’erano grate per impedirla. A Sassari, poi, il vero sessantotto, si manifestò tra il 1970-1974.

Collegiali al mare

Collegiali al mare

All’epoca dei fatti che sto per raccontare ero inserita  nella sezione delle “grandi” di Suor Margherita ed eravamo in colonia a Lu Bagnu, avevo 14 anni. età in cui iniziano le prime ribellioni, vuoi essere più libera e  a me e altre ragazze la libertà che ci davano le suore non ci bastava più, volevamo rimanere di più alla spiaggia, magari in compagnia di alcuni  ragazzi che ci ronzavano intorno: alcune di noi iniziavano a prendere le prime cotte, tutto avveniva sotto gli occhi vigili delle suore, ma a noi tutta questa vigilanza andava stretta e facevamo di tutto per sgusciare da quel controllo.

Questa situazione aveva creato molta tensione tra le suore della sezione e le ragazze coinvolte ed era stata informata la superiora Suor Salaris che aveva appena preso il posto di Suor Mameli. La superiora aveva chiamato i nostri genitori probabilmente per farci spaventare, per me che non vedevo i miei da alcuni anni trovarmeli davanti all’improvviso fu un vero shock. Constatato che la sua strategia non aveva funzionato decise di riportarci a Sassari al Rifugio, fu in quel momento che alcune di noi decisero la fuga.

Inizialmente eravamo cinque o sei poi siamo rimaste in tre, io Teresa e Rita e con la complicità di altre nostre compagne fra cui Grazia organizzammo la fuga in gran segreto.

Collegiali al mareIl nostro progetto era quello di andare a Roma per raggiungere la nostra ex compagna Elisa, del tutto ignara del nostro progetto. Non pensavamo che non avevamo un becco d’un quattrino e che non avevamo viaggiato mai da sole. Pensavamo che col suo aiuto ci saremmo cercate un lavoro e avremmo vissuto libere come quei gabbiani che spesso guardavamo volare sul mare.

Ci mettemmo d’accordo con due ragazzi di Castelsardo che venivano in spiaggia, uno dei quali era il fratello del bagnino, e questi, pur essendo maggiorenni, acconsentirono ad aiutarci.
Preparammo la valigia con le poche cose che avevamo, fra cui un coltello da cucina, per difenderci in caso di pericolo e nascondemmo le valigie in un ripostiglio dove c’erano anche le valigie delle compagne.

Bambine al mare

Bambine al mare

La fatidica notte del 1 agosto 1974, festa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, quatte quatte, con la complicità della luna piena, scappammo dal Rifugio marino. Fuori del caseggiato ci attendevano i due giovanotti in moto. Una per volta, con la valigetta in mano, ci portarono prima ad una vecchia capanna, ubicata dietro il night “La Sirenetta”, e poi in un’ abbandonata sala da ballo a Castelsardo dove al centro nel pavimento,  c’era un vecchio materasso a due piazze. I traghettatori, molto corretti,  ci lasciarono lì, con la promessa di venirci a prendere il giorno dopo.
A stento riuscimmo a dormire, esaltate  com’eravamo dall’impresa che stavamo compiendo e che ci avrebbe aperto  finalmente spazi di libertà sconfinati.
Sognavamo il traghetto, l’arrivo a Roma, l’incontro con Elsa e finalmente il lavoro con la gioia di vivere. Addio collegio, addio compagne, il mondo  si apriva davanti al nostro orizzonte.

( III. Continua)

Commenti

  1. Anche io sono stata a lubagnu la bellezza di12 anni, 3 da esterna. Si andava in colonia nel mese di luglio poi da interna nel mese di agosto dal Rifugio Gesù Bambino. Erano anni spensierati e abbastanza tranquilli fino all’eta di 14-15 anni allora iniziava gli anni della responsabilità avevamo delle mansioni da svolgere e tante volte non ci piacevano, ma dovevamo farle anche se il divertimento non mancava tra mare giochi. La sera ci facevano vedere film di don Camillo e Peppone comunque quello che ricordo di piu e la vendemmia di allora. Le suore avevano un vignetto grandetto noi partivamo la mattina presto col bagnino che aveva un asinello. Si caricavano le ceste per mettere l’uva sulla groppa dell’ asino e si partiva in fila indiana cantando a squarciagola “andiamo a miettere il grano” canzone in voga in quegli anni e si facevano circa 2Km a piedi si stava tutto il giorno fuori tagliando uva e cantado, facendoci degli scherzi tra di noi, si rideva sempre. La sera si rientrava e il nostro bagnino “Titino” faceva il vino e noi ragazze a turno entravamo dentro il tino per schiacciare l’uva anche li grandi risate e scherzi e anche le suore avevano il loro buon vino e cosi finivano anche le vacanze estive dopo la vendemmia e si rientrava al Rifugio.

    paola
    settembre 21st, 2015
  2. Ciao.
    Mi piacerebbe sapere a quali anni risalgano le foto.

    Alessandro Soddu
    settembre 28th, 2015
  3. le foto risalgono agli anni 70

    Eleonora Ortu
    ottobre 2nd, 2015
  4. Salve ieri mi sono ritrovato a scattare qualche foto davanti alla spiaggia di Lu Bagnu, non ho potuto fare a meno di notare un vecchio edificio di due piani abbandonato.
    Cercando il suo vecchio utilizzo mi sono imbattuto in questo sito, so che non si tratta del rifugio marino perché riconosco l’edificio nella foto.
    Vorrei sapere se qualcuno conosce la sua storia?? Grazie.

    Marco
    marzo 8th, 2016
  5. http://www.accademiasarda.it/2015/01/il-rifugio-gesu-bambino-per-le-bimbe-abbandonate-di-sassari-1903-1970-di-angelino-teddee-lucia-tortu/
    Il Rifugio Marino era la Casa di vacanza del Rifugio Gesù Bambino delle Bambine abbandonate di Sassari.
    Ogni istituto per orfani di entrambi i sessi furono dotati dalle Dame di case-colonia per le vacanze. Le ragazze del Rifugio ebbero area e costruzione a Lu Bagnu, idem le Manzelliane ecc.Angelino Tedde

    Angelino
    marzo 10th, 2016
  6. non l’ho mai conosciuto con il nome di rifugio marino, ma come Casetta San Giuseppe ed io ho iniziato a passarci le vacanze dal 1961

    ELEONORA ORTU
    aprile 3rd, 2017

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