Categoria : storia

“Illorai, Goceano e dintorni” di Francesco Carboni

IlloraiIl Goceano ed Illorai nella società feudale .

 1L’arrendamento della Contea del Goceano(1431-1824).

1.1.Joan De Cardò da Illorai , fabbricante di mulini ad acqua(1613).

2.I diritti feudali sull’allevamento:Libro de sas gamas et sinnos de Illoray:1666,1668

3.Diritti feudali nel 1749.

3.1. Diritti feudali nel 1795 .

3.2..Diritti feudali nel 1779.Questa  ricerca non è esaustiva : può costituire lo stimolo per uno studio monografico su Illorai ed il Goceano.Il lavoro deve utilizzare le fonti demografiche, i rogiti notarili, le cause  civili e criminali , le carte dell’Intendenza Generale  nei vari secoli  ed altre fonti che sarebbe  lungo enumerare. Viene qui delineata la gerarchia feudale nel feudo regio della Contea del Goceano e nella comunità di villaggio di Illorai  ed il pagamento dei diritti feudali. I poteri nel paese sono: maggiore di giustizia( oltre a problemi di ordine pubblico si occupa delle liste feudali per pagare i diritti feudali i), il vice, detto scambio ,ed i giurati del luogo. A livello della Contea del Goceano vi è un giudice feudale. Il sindaco, il segretario del consiglio comunitativo, i  maggiori di vidazzone e di prato completano  il quadro delle autorità.. Il parroco , il censore  dell’agricoltura fanno parte del Monte Granatico. E’ interessante la figura dei probi uomini o saggi  che intervenivano anche per “acomodai” le faide  e” asetiai is mortis” ,anche  con atti notarili rogati  per la pace(il desistiment dal clam criminal) , con la cornice del perdono evangelico e dove i matrimoni ,combinati o meno,  potevano essere il solvente della vendetta, dato che gli omicidi per rivalsa non potevano durare in eterno. 

  1. Le monete usate  sono :la lira ,composta di 20 soldi; un soldo consta di 12 denari; uno scudo vale lire 2 e soldi 1o; un reale sono 5 soldi; un cagliarese sono due denari.. Un pegus si compone di due ladus ed un ladus di due pies.

1..Nell’Archivio di Stato di Cagliari, Antico Archivio Regio,serie BD  possiamo esaminare la dinamica degli appalti negli anni 1421-1824.

Nel 1421 (12  settembre) le rendite civili e criminali della Contea del Goceano, della Barbagia di Ollolai e della Incontrada Mandrolisai sono appaltate o arrendate per due anni a Mattia Marongio e a Giovanni Porco di Oristano, per il prezzo di lire 6600(A.S.C., Antico Archivio regio, BD 3 , f.52,) La garanzia o fermansa è di Serafino de Montanyans, Joane Melone, Antonio de Marongio.

Nel volume BD 16   sono annotati gli appalti delle città regie  Cagliari, Alghero,Oristano e  Sassari , e di alcuni feudi regi, Mandrolisai, Goceano  e  i Campidani di Oristano negli anni 1481-1485:

Nel 1498(primo maggio)  le rendite della Inc. Goceano e curatoria di Anela (ibidem BD 18) sono arrendate per tre anni  a lire 6300, lire 2100 per anno a Nicolau Vallabrera(A.S.C., Antico Archivio Regio ,BD 18).

Il quadro degli appalti o arrendamenti è il seguente:

1501(2 giugno) Inc. Goceano e  Cur. Anela  a Francisco Mates  lire 5703 per tre anni, lire 1901 per un anno(fideiussori .Petrus Ruat, Gaspar Vilareal mercante di Lappola)

1504(2 maggio)Incontrada Goceano e Curatoria .di Anela  a Truisco Carta di Benetutti per tre anni lire 5400(Ibidem BD 21)

1510(primo maggio) Goceano e Cur. di Anela a Petro Robi  per tre anni in lire 3600 ogni anno(f.Francesco Maduxer e Galcerando Desperez)

1513 (primo maggio) Goceano e cur. di Anela  a Joannes Valencia e 2490 ogni anno(f. Francisco Carta, Truiscu Carta, Joanne Carta, Bernardus Viramont, Nicolao Merjola Dolives notaio ).

1513( 1 maggio )doni al re dai vassalli del Goceano e di Parte Ossier a Joan de Serra arciprete di Galtelli per tre anni in 12 ducati per anno.

1603(10 ottobre) Contea del Goceano(ibidem BD 25) al doctor Salvador   Carcassona   sindaco e proc. dei vassalli  lire 2490

1606(21 giugno) idem a Jacopo de Nurqui di Illorai proc. di Joan de Nurqui lire 2490

1537(23 maggio) Goceano e cur. di Anela per tre anni lire 2490 ogni anno ad Angelo Gaya sindaco e proc. e collettore(ibidem BD 25)

1540(5 luglio) Goceano e cur.di Anela per tre anni lire 2490 ogni anno a Pietro Scano

1544(20 agosto) Goceano ed Anela per tre anni lire 2490 ogni anno ad Angelo Gaya sindaco

1590(30 dicembre) Goceano ed Anela lire 7470  per tre anni , lire 2490 per un anno(ibidem BD 28) a Giovanni de Nurqui di Illorai(f. probi uomini del Goceano coi loro beni mobili ed immobili)

1591(24 aprile) Goceano ed Anela lire 7470  per tre anni, lire 2490 per un anno  a Truisco Carta di Bottida

1639(11 dicembre) Goceano ed Anela lire 25200 per 6 anni(ibidem BD 33).

 Nel volume BD 34 (sempre Archivio di Stato di Cagliari; Antico Archivio Regio) troviamo gli  altri appalti della Contea del Goceano:

1689(7 agosto) colector don Juan Ledda di Bono

1690(10 agosto) Francisco Villino lire 4710(lire 1570 ogni anno) fiadores o garanti don Jaime Grisoni, don Diego del Mestre y del Rio

1693(1 agosto) Gabriel Agus lire 4875(lire 1625 ogni anno) ,fideiussori(d’ora in poi abbreviato in f).don Antoni Jenoves

1696 Agustin Sayo  lire 5268 (lire 1756.5),f.. Juan Puliga , don Melchior Pirella

1699 don Demetrio Fois y Manca lire 7912(lire 2037.10),f.Leonardo Todde, Francisco Sanna, Ambros Soggio

1702don Antonio Sinis y Juan Maria Cosseddu de Bottidda lire 6 mila(lire 2 mila) ,f.don Juan Ledda, Salvador Urracca di Bono

1705 Agustin  Carta Tolu lire 6377.10(lire 2112.10) ,f.don Demetrio Fois di Bottidda

1708 Francisco Tolu, lire 6082(lire 2027) ,f.Antonio Carta, Pedro Juan Angel Corda di Illorai, Ambros Soggio di Botidda

1711(1 agosto) Juan Baptista Pugoni lire 6641(lire 2213).

Nel 1714(1 agosto)  la Contea del Goceano è arrendata  a Francesco Porcu proc. di Aurelio Mula di Bono lire 7132.10  per tre anni(lire 2377.10 per un anno) ,fianza Domingo Soggio, Juan Mameli Enna di Bottida.(ibidem BD 35).

 Un’altra  fonte importante  per lo studio degli appalti della  Contea del Goceano.  Si può trovare sempre nell’Archivio  di Stato di Cagliari vio:Regio Demanio, Affari diversi ,volumi 244-265.

L’arco temporale è vasto, come possimo verificare:

1492 (12 maggio) Sebastiano Cubello di Bultei, lire 4695.per tre anni

(fideiussori Simone Deiana ,Francisco Palla,Barsolus Palla,Giorgio Junquello).

1495(25 febbraio)  a Cristoforo Carta ,lire 5115 per anni tre ,lire 1705 ogni anno( fianza Antioco de Moncada di Oristano)

1546 (20 settembre) Pietro Scano  sindaco  che abita nel castello del Goceano lire 7470 ,lire 2470 per un anno (fianza  obbligo dei beni anche dei probi uomini)

1549(15 giugno) Pietro Carta ,lire 7470 per tutto il triennio(f. boni homines)

1559(24 maggio) Antonio Cabitzudo , lire 7470

1603(10 ottobre) Salvatore Carcassona, procuratore. della comunità ,lire 7470, lire 2490 per un anno

1606 (21 luglio) Giovanni Giacomo Nurqui (Illorai) ,lire 7470  per tre anni, lire 2490 per un anno(f.beni dei vassalli sia mobili che immobili,  tamquam debito regio et fiscali)

1634 (22 dicembre) don Gavino Grixoni (Ozieri) ,lire 18 mila per tre anni.

1653(17 dicembre) Agostino Cossu ,patacas 1350,lire 10125 per anni tre.

1662(28 ottobre) Leonardo Milia proc. di Francesco Gaya e di Giov. Battista Tedde di Bottida  scudi mille ogni anno per tre anni.(f. don Joseph Delitala,  don Gavi Carta di Benetutti, Giovanni Battista Tedde di Bottida)

1674 (10 gennaio) Giovanni Battista Fenuccio, lire 1520 ciascuno per anni tre.(f. Diego Carola dottore in diritti, Joseph Gaya)

1676 (23 luglio) Crispino Justo di Genova e abitante a Lapola ,lire 1400.5 per anni tre.

(f. Miguel Carta Satta, Juan Battista Fenucho)

1679 (8 novembre) prodottore Pietro Paolo Pinna proc. di Costantino Gaya di Bono,lire 2 mila ciascun anno per anni tre. (f.  don Geroni de Ledda y  Carrillo, Simon Pinna Saba, Baquis Sedda, Leonardo Lodde, Pere y Francisco Arras, Nigola Antoni Cocu,Marti Bechu dela vila de Illorai)

1683 (18 agosto) Pietro Cascari ,lire 1562 ciascun anno per anni tre (f. don Francisco Brunengo, don Lorenzo Sanjust abitante in Castello)

1687 (9 gennaio) Antonio Melchiorre Pirella, proc. di Gavino Carta Farina  di Benetutti , lire 1570  ogni anno per tre anni. (f. donzell Costanti Gaya di Bono, Juan Salvador Serra di Orani)

1690 (12 settembre) Francesco Villino ,lire 1570 per ogni anno per tre anni. .

1693(3 giugno) causidico Gabriele Agus ,lire 1625 ciascun anno per tre anni

1696(6 luglio) Agostino Sahio, lire 1756 .5 ciascun anno

1699(30 giugno) più la baronia di Anela , don Antioco Satta proc. di don Demetrio Fois Manca di Bolotana, lire 2607.10 ciascun anno per anni tre

1703(22 gennaio ) Antonio Cosseddu di Orani ,lire 2 mila ciascun anno

1711(8 luglio) causidico Giovanni Battista Puggioni, scudi 885 e reali 5 ogni anno per tre anni

1714(4 giugno) Francesco Porcu , proc. di Aurelio Mula di Bono ,scudi 951 (f. Juan Mameli Enna, Domingo Sotgia di Botidda, hombres  de mucha combeniencia de hazienda)

1718 (9 aprile)Giacomo Maria Bossana, proc. di Niccolò Arras di Bono , scudi 385 ciascun anno per anni tre (f. Jayme Musso mercante della Marina, Juan Cosseddu notaio di Bono)

1720(12 dicembre)Pietro Coni , scudi 750 ciascun anno (f. Pedro Pablo Garrucho, Salvador Puxeddu carnissero,” con censos vignas, casas proprias, terras  comunes y dinero effectivo, raises comunes”)

1724(13 marzo)scrivente Francesco Ignazio Satta ,scudi 750 ciascun anno(f. Nicolas Arras di Bono

1726(27 agosto) peso reale del Goceano scrivente Francesco Ignazio Satta scudi 56 ogni anno (f Nicolas Arras di Bono “con vignas , casas, terrasgos”)

1726(13 settembre) scrivente Francesco Ignazio Satta, scudi 750 ogni anno

(f.Miguel Carta di Benetutti, Nicolao Arras , Nicolao Ambrosio Mulas di Bono)

1728(4 agosto) peso reale del Goceano don Gavino Minutili di Benetutti scudi 60 ogni anno

(f don Joseph, don Juan Baptista Minutili di  Benetutti sono idonei anche per due mila scudi)

1765(20 giugno)  Contea del Goceano per anni 6 a Giacomo Angelo Escano di Bono lire 2250 ogni anno(fideiussore Gavino Tealdi di Sassari, che ha palassio  nella carra di Sassari del valore  di mille scudi, casa con due aposentos in S.Gavino a Portotorres, 6 casas terrenas ed 1 palassieto nel calle di San Nicolas en calle dela adoberias viejas y en la corte que llaman de Pitalis, scudi 750, un comune di vacche, di maiali,” cochinos”, di capre, “ cabras”,  di  pecore “obejas”, per il valore di lire 3 mila, “alaja de oro y de plata “e ricchi mobili per mille scudi.)

1766 (12 dicembre ) per anni 4 a Taddeo Arras Minutili per lire 2625 annui (fideussore don Antonio Mulas Rubata di Bono” per hallarse con bastantes bienes semoventes, una tanca serrada para apasentar ganado” a Bono del valore di 800 scudi “por razon que abastaria 100 bueyes cada anno”, 200 starelli di  semina “labranza” a Bono del valore di 300 scudi, due vigna “arboladas de sepas y arboles fructiferos”, 600 scudi, “dominario de casas en que abita”, dentro l’abitato di  Bono del valore di mille scudi, “20 comunes de varios ganados”, del valore di due mila scudi, “sin otro muchos ragiros, hombre bastante caudales y combenientes”.)

1771(11 gennaio)  al notaio Antonio Maria Manca per lire 2620

-fideiusssore .Don Antonio Mulas Rubata ,che a Bono  ha due vigne arboladas sepos y varios arboles frutiferos sircuidas a paret, una casa con su porchada, 1 casa con su bagantino o sea cortijo tutto per il valore di scudi 1200, una tanca tra Bono   ed Anela per il valore di più di mille scudi, un dominario di casa a Bono per mille scudi, una huerta de verdura ala orilla de Bono per 150 scudi, starelli di terre aperte a Bono ed Anela per 70 scudi, muchos comunes de cada specie de ganado, hombre adinerado y de muchissima combeniencia).

1792(24 novembre) al notaio Pasquale Podda a  lire 5 mila annue(f. don Giacomo Fara ,notaio Bonifacio Cocco, Stefano Serra)

1800(19 novembre) a don Giacomo Fara di Bono (che fa procura al notaio Pasquale Podda sostituto proc. dei poveri) a  lire 4379 annue

(f.Fedele Mulas di Benetutti   che  ha” muchos bienes semoventes, de mucha considerassion”, dentro Benetutti a Isprone casa di 15 aposentos, cortijo, cavallerissa del valore di 3 mila scudi, huerta nel vesindado, di 200 scudi, tanca a Benetutti a Culiranquida di 2 mila scudi, tanca a Dodori di mille scudi, vigna    a  Pedru roca di 300 scudi, vigna a grande a Tlimurria di 1500 scudi, muchos terrasgos; notaio Giovanni Maria Mulas, Gavino Cocco Sanna di Benetutti.)

1802(20 dicembre) a don Giacomo Fara  di Bono  a lire 5 mila annue

(f. notaio Pietro Bissiri  , a Bottida possiede case, terre , tanche vigne canneti per due mila scudi, è sposato ala sardesca e non a dote, ha bestiame, palaseto, cortijo ,chica huerta con su logia  nel vesindado de corte   per 200 scudi, nel vesindado di S.Pedro 2 case chicas , una huerta per 80 scudi, mezza tanca a mureligues per 600 scudi, due vigna a Masinu per 150 scudi ed a Palau per 60 scudi, due chicos canaverales  di cui uno a Lontorodai ed un altro a su cantaru per 25 scudi, terre a Tipari vargiu, Monte Univeri sempre a Bottida per sembrar trigo e sevada,  cioè orzo, per 18-20 starelli di Cagliari, del valore di 35 scudi;

-Antonio Maria  Corda di Bottida, che possiede case , vigne, canneti , terre aratorie , serrados, vacche, maiali , 4 case con cortijo a Bottida nel vesindado de corte per 200 scudi sardi, 7 case ed una huerta nel vesindado de S.Maria per 300 scudi, vigna a sa Roquita per 100 scudi, vigna   a Masinu  per 170 scudi, 4 canaverales a sos cannargieddos a sembro de canamo de 2 starelli de medida del valore di 40 scudi, un canaveral a S.Bilianu a sembro de canamo mezzo starello misura di Cagliari del valore di 8.10 scudi, huerta de su giardino a Bottida del valore di 30 scudi ,sa pala di tre starelli a sembro de trigo del valore di tre scudi, sa pala de su riu  de  cresia  terra di 2 starelli del valore di 5 scudi, su montigu de sas quessas  di uno starello e mezzo del valore di 10 scudi, su crabu figu  a Bottida di 4 carretas ,cioè due starelli di Cagliari, per 8 scudi, sa quida, spinarva  sa perca de sa pazza ei su ludosa  per 29 starelli de trigo del valore di 60 scudi).

1804(13 novembre) a Bonifacio Cocco a lire 5 mila annuali

-fideiussore.Pietro Bissiri, cher possiede un corpo di case nella contrada di S.Antonio di Bono con 6 stanze ed un cortile del valore di 600 scudi , vigna attigua di 7 case del valore di 300 scudi, vigna in Botidda di scudi 80, tanca di la tanca noa di Botidda di 100 scudi; dopo viene surrogato il notaio Pietro Bissiri per la fidanze in data 16 giugno 1805 nel processo verbale a Botidda appare che possiede un corpo di case con 3 stanze, un cortile del valore di 150 scudi, altro corpo di case di due stanze con un orto attiguo dette case di pibiu di scudi 100, metà del tancato di Musoligues  di 500 scudi. ,vigna  a  lu de peddo di Bottida di 200 scudi, vigna  a  luasinu di scudi 100 , a su cantaru lontroddai di Bottida, a funtana coloras   di Burgos  di scudi 50, terreni aperti di Monte Oniveri  e la fagisino  per 30 starelli di grano misura di Cagliari;

– Nicolò Melazzu Piu che possiede a Bono  un corpo di case nella contrada di S.Giovanni con 10 stanze, 2 cortili chiusi del valore di 800 scudi, vigna a lu de cordedda di 100 scudi, due orti a steleviu di Anela ed a los cannisones di Bosa del valore di 24 scudi, terreni per semina a birvi, mavoddi vidazzone di Bottida, s’ispetumadorgiu in arenas, in figu ranquida, in sa turudada, caddu irde, s’aligargia, calito, borti vuile, sa cugiana de su cantone, sos cannisones di Bono,  il tutto per 60 starelli di cagliari del valore di 140 scudi)

1811(28 novembre) a Pietro Vincenzo Rugiu a lire 5100 annue

(fideiussore . Pietro Tilocca di Bono, che possiede un corpo di case di 4 stanze dove abita, vigna attigua contrada Bicola di 966 scudi, vigna a Borrieri di più di 80 scudi, terre a birunele di 15 starelli di Cagliari di grano del valore di 25 scudi terre aratorie a Nigola Addes di 10 starelli del valore di 40 scudi, terra a murui di 45 starelli del valore di 20 scudi, terra a Callito e Francischeddu ,ognuna  di 5 starelli di 20 scudi, terra a Mavoddi di Bottida di starelli 8  e scudi 10: a Sporlatu vigna a su pastinu de su para de campu, vigna con bosco di pioppi a S.Giuliano di Eriddo, su pastinu mannu musei  4500 scudi, casa con due stanze ed una cucina di scudi 100, canneto a Piralada, Salvadore Sale, Coladu , sa tanca, corigone di scudi 100; terra aratoria a Pedru pes di starelli 5, a Chiriatas di starelli 10 a su cungiatu mannu di 5 starelli del valore di 30 scudi, stabili, molti mobili, branchi di bestiame  di pecore, vacche, porci, capre;

– notaio Pietro Bissiri di Bottida,  che possiede  mezza tanca a Muselighes di scudi 800 , casa  nella contrada di corte carrera major con 6 stanze , orto attiguo , cortile del valore di più di 300 scudi, vigna a sa rochita di 100 scudi, vigna a Masinu di 120 scudi, 4 canneti a suta de combentu di 80 scudi, 100 starelli di terra aratoria nella vidazzone di Monteoniveri di più di 100 scudi; mobili di casa, vari branchi di vacche, pecore , porci)

1819(17 giugno) a Pietro Francesco Tiloca di Bono per 6  anni dal gennaio 1817, lire 5990 annue

(f. notaio Pietro Bissiri di Bottida, Costantino Corda di Illorai, don Sebastiano Marcello e Giovanni Maria Sulas di Bolotana)

1819(7 agosto) al notaio Giovanni Mulas di Bono per 6 anni ,a lire 5990 annue

1824(21 settembre) a Pietro Antonio Tilocca per anni 6 ,al fitto annuo di lire 5770

(f. Sebastiano Marcello di Bolotana notaio Costantino Corda e Giovanni Maria Tilocca di Illorai)

Salvatore Manchino  a Bono  è  un teste abbonatore e“un soggetto dei primari di questo dipartimento ricco e benestante e per conseguenza possiede un corpo di case di 20 stanze tra casa e cucina, scuderia e cortile nel vicinato di carrera de giosso del valore di scudi mille; tanca a Bottida in regione mavoddo confinante con Andrea, Francesco e Giovanni cugini Lisa  del valore di scudi 8 mila, tanca di tre porzioni dei Pedro de Luna che confina coi nobili fratelli Raimondo e Giuseppe Angioi di Bono in regione di Boaddi Oliana per 6 mila scudi, vigna a Bono a su de Pera Pianu del valore di mille scudi, terre aperte , orti a Bicole e Bolla del valore di più di 300 scudi”.

  1. Un siciliano abitante ad Illorai è impegnato nella fabbricazione di mulini ad acqua.Il giorno 13 luglio 1613 (A.S.C., Tappa di insinuazione di Cagliari, Atti legati, vol. 60, f. 77) adAritzo mestre Joan de Cardo, siciliano, residente ad Illorai, di professione”torner”si impegna con Pere Gessa per fabbricare un molino con la ruota esterna, con tutto il necessario (“un moli arada de defax, mestre de lleniar, clavaso y manobre, despesa de menjar, beure, reservat lo ferramente o sas ainas que amprara dit mestre que li fera del matex m…, qual moli dit mestre fara segons fer lo promet en lo prado dela vila de Aritzo hont dit Gessa ordenara”), per il mese di agosto “primo venient”; nel caso in cui non lo fabbricasse il lavoro verrà affidato ad altro artigiano a sue spese; il prezzo è di lire70, con un anticipo di lire 37, il resto alla fine (“acabat dit moli que puga maxinar a roida de fora com ses dit”); vi è la penale di uno scudo al giorno “se no le dona lo aparato”.

Il 13 maggio 1617(A.S.C., Atti legati, vol. 61, f. 54) la onesta Gasparina Cossu vedova di Joan Angel Deyana di Aritzo contratta con mestre Joan De Cardo (de nassio Sissiliana, torner), dimorante ad Illorai; il mestre fara un mulino con ruota esterna nella zona di Casinitzo: “acostumat de roda de fora nella casa del moli en Casinitzo; i preparatoris que hi seran mestre de sas mans solament y ab sos condutos necessaris y llenyam que hi sera mester tot lo pasara dit mestre pera tallar dit llenyam”; e la detta Cossu “li dara altres 6 homes un altre dia pera llaurar dit lenyam y fara dit mestre los condutos que hi seran mestre fins la roda de dit moli coes de un fondo de pomas seuch que hi hia fins dita roda y los conductos que hi seran mester de dit fondo de pomas en amunt fins de hont se prenda la aigua, dit mestre ly dara lo consert y orde que convinga y dita Cossu ly dara al dit mestre los homens que seran necessaris pera a fer dit conductos en compania y ajutori y guia de dit mestre; una font de part de fora per contrafont lo moli que vuy hies en dita casa estara en sa faena y valor de ferle anar sempre que aigua tinga de modo que no se perturbara lo hu al altre en digiuna manera en lo temps que tingan aigua y aço se enten ab lo matex lenyam o alias, hi fes mester pera consertarlo que dit mestre lo fara y obrara de llenyam se enteny clavaso de dita Cossu”; il mastre taglierà il legname del mulino e, una volta iniziato il lavoro, non deve levar mano, la paga è di lire 60, più il vitto di mangiare e di bere, anticipazione di lire 10, poi un’altra somma a metà e quindi alla conclusione dei lavori.

Il 14 maggio 1617 viene rogato un altro atto notarile: Joan de Cardo, “torner” riconosce a Joan Antonio Carboni di Aritzo che è contento “dela faena fins la prima jornada en lo moli que hi a fet a dit Carbony”, è stato pagato a saldo “a compliment”. I testimoni sono i venerabili Clemente Loddo e Salvatorie Atzori. Il 14 novembre 1617 (ibidem, f. 146 ) viene depennato un atto notarile tra il reverendo Salvador Atzori e mestre Joan de Cardo per “fenas dels molins”.

 2.Ancora nell’Archivio di Stato di Cagliari (Antico Archivio Regio, BF 28)  scopriamo una fonte interessante  sull’allevamento: tipo  e quantità di bestiame (pecore vacche, porci), pastori, proprietari,, segni di riconoscimento nelle orecchie: “”Libru de sas gamas et sinnos de sa villa de Illoray aysquire est de bervegues porcos et vacas tocantes acobrare in sa recetoria  de Nicolau Cosseddu r(ecetor)e  q(ua)les sun de su annu de 1666 et de pius rendas pagat dita villa  asa mag(esta).de”.Il documento  segue questo formulario:

“Juan Paulu de Bangios relatat cun juramentu  portare  quenttu bervegues de cria de sa eclesia de s(an)ta Rugue de sa p(rese)nte villa asinnu  de orijas pertuntas anbas inidas  et algunas binde ocuret ajuale de segus et binde  ocuret algunas  atruncas anbas pro esser roba collida dae diferentes personas “. In sintesi poi  vediamo:

Franciscu Pitale 60 bervegues de cria de sa eclesia de s.tu Antoni(sinuu orijas trunca et pertunta, algunas truncas anbas e pertuntas anbas);

Gavinu Minguereddu 35 pecore del nobile don Juan Baptista de Nurqui (a sinnu  iscala de segus et bogada innantis );

Sebastiamnu Minguerreu 35 pecore del nobile suddetto(a sinnu rundinina et bogada de inantis);

Pera Antiogu Mula  80 de sa eclesia  de Santa Rugue (a sinnu truncas anbas et pertunta);

Basili Cocco 60 de sa eclesia de Santa Rugue (a sinnu truncas anbas et pertunta et huna juale de segus);

Juan Maria Mancone 30 de sa eclesia de Santu Josepe( segno pertuntas innidas et juale de inantis et de segus  ed  altri segni per essere “roba de lemosina”);

Franciscu Pisanu 40  pecore del nobile de Nurqui (segno  iscala  de inantis et de segus);

Franciscu mula  20  pecore del nobile De Nurqui ( sinnu trunca et bogada de segus);;

Pedre Paulu Casu 50  del nobile de Nurqui (segno truncas et bogadas de inantis);

detto Casu 80 della chiesa  de Santu Baingiu parrocchia di Illorai (segno a una trunca et pertunta anbas et juales de inantis);

Juan Pedru Tica 50 pecore de anta Rugue (a segno  truncas anbas et una pertunta);

detto Tica  15 della chiesa de Santu Paulu (segno trunca una et asatera  pertunta);

Juan Matheu Craba  30 pecore de Santa Rugue(segno truncas anbas et pertuntas anbas);

Paulu de Vila  25 de sa ecclesia de Santu Baingiu parroquia(segno pertuntas anbas inidas et juale de inantis et de segus);

Basili Cocco 8 pecore  de sa eclesia  de Santu Pedru (segno inidas truncas anbas et una pertunta ateras feridas  pro esser roba  qui an offertu);

Sebostianu Madau  pastore de solis 35 pecore (segno rundinina et iscala denantis);

lo stesso Madau  40 pecore de Juana de Monte (segno bogadas de segus);

Salvadore Tica 50 pecore  de sa eclesia de Santu Antoni (segno truncas anbas et una pertunta et juale de inantis);

Franciscu Angelu Deledda 50 pecore de sa eclesia de Santu Antoni(segno a una trunca  et pertunta et asatera pertunta, inida ,altre  pecore sono roba collida de  differentes  personas);

Thomianu Deledda 30 pecore  de Caderina Hortu(segno iscala de inantis et bogada de segus, altre pecore  sono  collidas de diferentes personas);

Juan Maria Mancone 8 pecore di Josep Oneddu(segno  truncas anbas et pertuntas et juale de inantis);

Miali Puddu  30  pecore  de cria de Antoni Juanne Bortigalesu(segno trunca et iscala de inantis);

Antoni Pilu pastore de ditu Bortigalesu 6 pecore de cria (segno trunca et bogada de inantis et pertunta et juale de segus);

Antoni Juane Puddu 30 pecore madri di Juan Baptista de Nurqui et de Antoni Josep Bortigalesu(segno trunca et rundinina in sas quales bey ocuret juales de segus in algunas);

Antoni Pilu 5 pecore  di Juan Angelu Canu(segno iscala de inanstis a una et pertunta et juale de segus);

Franciscu Mingueri  30 pecore di mardiedu di Pedru Paulu de Monte(segno trunca  et bogada de segus);

Juan Matheu Casu  20 pecore   de Incomenda de su reverendo  Juan Larentu Lodde Comissariu de su sSantu Offissu(segno juale de segus et bogada de segus);

Juan Maria Pitale  20 pecore  di don Juan Baptista  de Nurqui (segno rundininas anbas);

 Angelu Minguireddu 15pecore de cria de don Juan Baptista  d e   Nurqui (segno truncas et iscalas de segus  et juale de segus).
Le vacche sono denunciate con la stessa prassi:

“Juane Piu   relatat cun juramentu portare trinta vacas  a pastore de Paulu Belu et Julianu Todde a sinu de orijas trunca et pertunta inida et algunas binde ocuret atrunca et pertunta et juale per esser roba conporada de diferentes personas “Seguono in elenco:

Franciscu Pianu 30 vacche  del nobile Juan baptista  De Nurchi(segno pertuntas inidas,  et  tenet contu su  nobile pro esser roba de su Conventu de N.S. De Itria de Illorai);

Martine de Riu 12 vacche  del reverendo  Josep   Ispano(segno truncas anbas et pertunta et juale de inantis);

Franciscu Corda  6  vacche di Miguel  Lodde (segno una trunca et carpida et a satera iscala de segus);

Baquis de Nurra 20 vacche  di don Juan Baptista de Nurqui (segno truncas et iscala de unantis);

Juane Corda et Franciscu Corda  15  vacche  di don de Nurqui(segno iscalas de inantis anbas);

Pere de Vila 16 vacche di don De Nurqui (segno pertuntas inidas et juale de inantis);

La denuncia delle scrofe (sues de cria) è del seguente tenore:

“Franciscu Corda  pastore de don Juan Baptista De nurqui  relatat cun juramentu portare doigui sues  de cria a sinu  de orijas truncas  assuttas in sas quales beinde at muçurras”.La lista delle scrofe così si articola:

Juanne Corda  et Juan Angelu Porcu 15  scrofe di don De Nurqui(segno truncas et iscala de nantis);

Baquis de Nurra 15 scrofe  del nobile de Nurqui(segno truncas anbas et una carpida);

Juan Andria Mele de Bolotone, pastore di 20 scrofe  del nibile de Nurqui(segno truncas anbas et una pertunta et juale de segus a satera orija);

Juan Angelu Mancone  7 scrofe   del venerabile Marytinangelu de Serra (segno truncas anbas et pertuntas anbas  et bei ocuret algunas feridas pro esser roba de deguma);

Baingiu de Munzilla  6 scrofe  de sa Capella de sas Animas de Prugadoriu  de sa presente villa (segno truncas anbas et una pertunta);

Dominigu Pinna 10 scrofe  del nobile de Nurqui(segno truncas anbas et una pertunta, con alcune feridas);

Juane Minguireddu 7  scrofe di Jaume Oneddu(segno truncas anbas et pertuntas et nafra de segus);

“Antoni Juane Bortigalesu   relatat portare  ape apare cun Salvadore Bortigalesu et Juanne Bechu 25 25 sues de cria “(segno pertuntas  inidas , e qualcuna juales et algunas feridas pro esser roba de deguma);

Dominigu Corda  5 scrofe  de sa capella de sas Animas de Purgadoriu (sic)  di segno truncas anbas et pertuntas.

Abbiamo un’altra lista feudale  del febbraio 1668  sempre nell’Archivio di Stato di Cagliari , ma nel fondo della Segreteria di Stato.,Seconda serie ,vol.418. Leggiamo:

“ 2 de freargiu 1668  ad  Illoray Mighele Loddo  maggiore di giustizia  dichiara di aver intimato a tutti i pastori  di Illorai “ comente siat  bervegargios, bacargios et porcargios attendan a registrare dittas robas tantu de numeru “, sotto pena di lire 50 ;”et ysa roba perdida e ditu referit”:

Sebastiana Madau  40 bervegues de solis e 40 bervegues de Juan Franciscu de Campu; Pera antiogu Mulas  80 bervegues;Lenardantoni Mele 25 bervegues;;Paulu de Villa unu sinu de  bervegues (quale sun  de su groriosu Santu Baingiu , sa meidade lire 1, dicho de Vila paga su parte lire 2.1, l iglesia no paga per ser esentta);Basili Coco 70 bervegues quales sun de sa Santa Rugue, lo stesso Basili altro segno di Sebastiano Coco 7 bervegues; Gavinu Minguereddu 25 bervegues; più altre 28 de su nobile don Juan Baptista  de Nurqui;Thomianu Deledda 25 bervegues , con diferenti segni” pro eser roba qui an leadu de deguma;lo stesso altre 20 di Caderina  Cottu;Antoni Pilu 10   pecore de cria che sono di Pedru Paulu de Campu;Antoni Jusepe Puddu 20  di don Juan Baptista de Nurqui e de Antonio  Juanne Pianu;Salvadore Craba 20  pecore madri de  Santa Rugue;Pedro Paulu Cossu 60 de su groriossu Santu Baingiu, ed altre 30 de don Jua  Baptista de Nurqui; Franciscu Pitale 30;Salvadore Pianu 20 de sa iglesia de santa Caderina;Juan Paulu de Bangios 90  pecore de cria de Santa Rugue;Franciscu Minguireddu 9  pecore madri di Antoni Pianu;;Miali Puddu 20 pecore di mardiedu de Antonio Josepe Pianu;Juanne Maria Mancone 30 pecore de sa Eclesia  de santu Josepe;Juan Pedru Tica  15 pecore de sa eclesia  de santa Rugue; 10 de sa eclesia de Santu Paulu;; Franciscu Angelu Deledda 20 pecore de cria  de sa eclesia  de su groriosu Santu Antonio;Juan Angelu Pianu 30 pecore  de su groriosu Santu Antoni;Franciscu Angelu  Iscanu 6 pecore de cria  de n.s de su Carmen;Juan Maria Pitale 15 pecore madri  de don Juan Baptista  de Nurqui;  Franciscu Mula de don juan Baptista  de Nurqui.;Franciscu Pisanu 20 pecore  de don Juan Baptista  de Nurqui.

Le scrofe sono denunciate con questa modalità:

Franciscu Corda 7 sues de cria de don Juan Baptista  de Nurqui; Juan Corda 12 sues de cria de don Juan Baptista  de Nurqui; Salvadore Pianu 7 sues de cria de n.,s   Ytria; Nigola Corda 14 scrofe  de don Juan Baptista de Nurqui;Franciscu Pinna 7 scrofe  de don Juan Baptista  de Nurqui; Juan Andria Mele 8 scrofe  de don Juan Baptista  de ^Nurqui; Salvadore  Polla 7 sues de cria de  don Juan Baptista   de Nurqui.

Le vacche madri sono elencate in questi termini:

Pera de Villa 30  vacas de cria de don Juan Baptista  d e Nurqui; Baquis de Nurra  30 de don Juan Baptista  de Nurqui ;Baquis Lisay 10 de  sa eclesia  Santa Rugue; Martine Riu 10 d su calonigu Ispanu;;Juane Riu 20  de Julianu Tedde;Franciscu Corda 10 vacche  de don Juan Baptista  de Nurqui;dittu Corda 5  vacche de Migueli Loddo;;Franciscu Pianu 40 vacche de don Juan Baptista  de Nurqui;Juan Maria Husay 40 vacche madri  de don Juan Baptista  d e Nurqui.

.Le pecore del paese abbandonato di Bortiocoro(bervegues de Bortiocoro) sonoi deunciate in questo modo:

“”Juan  Angelu Carbinu 100 de su reverendo Martinangelu de Serra”.

Il paese di Esporlatu(Isporalatu) denuncia le pecore seguenti:

Franciscu de Riu 30 de sa eclesia de  Santu Baingiu;

 Cenu (?)De riu  15  de sa eclesia  de Santu Baingiu,;su dittu Cenu 80  de su reverendo Tomas Cossu;Juanne Nieddu 120 de su quondam don Gavinu Carta Gaya;Juliano Tedde 50 de Juan Antoni Cudu de su Burgui(alcuni signals  sono diversi  pro esser roba de barracellia); Pera de Nurra de Bortiocoro 40 de Baingiu Are.

3.Nell’aprile 1749 per delegazione  dell’Intendente Generale   Giaime(Archivio di Stato di Cagliari,Segreteria di Stato, seconda serie ,vol.1657 ) sono verificati :a)i dritti ed assegnati i confini dei villaggi del Contado del Goceano,feudo ed accordio, salario  del procuratore di corte ossia banditore e carceriere, segno di pecore, porci e vacche , deghini di pecore e porci, pascolo delle pecore nei vacui  dei seminati di Anela , Benetutti Bultei, Bottida, Sporlatu ed Illorai,  formaggio di peso e presente;

b)per riguardo ai forestieri, i dritti  del pascolo nei vacui . ghianda , dritto per far legna, carbone, pali ,legname, fitto di terre per seminare e pascolare.

Il quadro del  diritto di feudo era il seguente:

Anela  lire 26

 ogni anno esenti ecclesiastici , censore ,sindaco , maggiore a cambio di giustizia;

il salario del procuratore di corte,detto messo ,che fa da banditore e carceriere

 per entrambi ammonta a lire 2 e soldi 10;

accordio ogni vassallo di 18 anni paga soldi7.6;

per segno da 10 capi o più di mardiedu  soldi 11;

 segno di porci soldi 22;

 segno di vacche soldi 15;

teste di pecore un denaro e mezzo per ciascuna che abbia partorito e dei porci mezzo scudo per ogni troia che abbia partorito;

deghino di pecore una scelta con la prole per ogni segno di 400 pecore più che meno che  abbiano  partorito;

Si aggiunge :”n.b questi  branchi si formano nella curia accumulando il bestiame di più pastori  quando un solo non abbia il numero richiesto e quando  ne avanza un numero di 200 circa si paga una sacaia o pecora non figliata, avanzandone solo 100 una agnella; per  questa esazione vi sono i maggiori di gamma, due pastori che presentano al decimato sei pecore coi feti cioè due annicole.,due di 2 anni(bedusse) o due  di tre (tredussate) purchè delle migliori per la scelta della sacaia o non figliata o ne presentano tre; ogni terzo anno che denunziano il bestiame in curia si da un montone di due anni oltre la pecora annuale ,mezzo montone avanzando mezza gamma ed un quarto, avanzandone 100 circa onde sopra 400 pecore ogni triennio si hanno tre pecore colla prole ed un montone  di due anni”;

decima dei porci per ogni troia che abbia figliato un  soldo;

“vidazzoni  a  riserva dei seminati di Bono ed Orune  in tutti gli altri vacui si introducono al pascolo pecore  dandone in fitto una pecora figliata a scelta del collettore per ogni  pecoraio o se più pastori sono associati non contano che per un solo segno, se pero hanno il bestiame per diverso contratto anche siano uniti  ed il segno uno  ed uno il padrone, ciascun pastore paga separatamente  come lo paga se ha capi propri nella stessa greggia , anche in piccol numero se per questo capi  non è associato”

Era costume che “I  sindaci di ogni villa ricorrono nella curia per separare e proibire  le vidazzoni ai bestiami poi si ricorre al vicerè per affittarne i vacui previa rivista sul numero dei capi che si possono pascolare;  poi si da in affitto preferendo i naturali agli altri;

dritto di formaggio:una forma di caccio per ogni 150 libbre a scelta del collettore.i luoghi pii, ecclesiastici e cavalieri, esenti da questo dritto;

Presente di questo dritto che prima era al Governatore della Contea ed ora allo  Reale Azienda si da un montone un porchetto, un capretto tre volte  all’anno a Natale , Pasqua e Carnevale.Ignorano i testi se a Bono ,Benetutti ed Orune sia lo stesso. Per Anela è un montone, un porchetto,  ed una gallina non essendovi capre. Raccoglie il colletore,

Per dritto di ghianda od erbatico nulla pagano gli abitanti della Contea; i pascoli sono comuni a tutte le ville, tranne i pascoli particolari a ciascuna

Per li porci comprati dai naturali fuori del Contado si paga per dritto di bollettino un porco a scelta, quando si rivendono; se si lasciano vivi null’altro si esige che i dritti  spiegati; se un naturale prende  porci di un forestiere  per ingrassare nella contea, sebben vi partecipa la rendita baronale uno ogni 20 di mardiedu ed uno sopra 25 ochisorgi; inoltre un porco di mardiedu per tutto il segno, tutto a scelta.

Non si stimano le ghiande nelle selve  come in ogni altra parte del Regno, ma ogni villa chiede al giusdicente la separazione o proibizione agli altri di un distretto per  se ; a questo fine il giudice colla curia , maggiori di gamma, collettore, si radunano in un luogo onde scopransi le selve, vi si reca un regalo, per parte di ciascuna villa, tranne Burgo  per pretesa esenzione e vi si mangia parte ,il resto si distribuisce fra la curia, maggiori e collettori in certe determinate particolari

Dritto dei paberili

In quei luoghi non coltivati ,nè destinati al pascolo del bestiame manso detti paberili , si ammette al pascolo il bestiame forestiere  per certo fitto, purchè senza pregiudizio dei naturali.Le ville vicine al contado hanno  con licenza e pagamenti di un dritto(non si esprime quale) ,facoltà di legnare; il più lo fanno di soppiatto.

Terreni da  coltivare sono dei particolari e ,chi non ne ha e ne vuole ,ne ottiene concessione dallo Intendente Generale,

Non vi ha terreno demaniale, tranne il territorio di Bortiocoro distrutta da  40 circa anni ed un orto detto Ortu de regnu; si danno in affitto.

Non vi è servizio dominicale tranne per servizio della curia ; prima di stabilire  i carcerieri, tutte le ville, tranne Bono, davano due armati  per custodia delle carceri giornalmente.

Dritto di paglia

Ogni vassallo reca un sacco di paglia in luogo destinato ad uso della truppa di Cavalleria, od altra di regio  servizio; inoltre la paglia pei letti, legna da fuoco pel distaccamento residente a Bono, la quale ne è esente per i molti incomodi che soffre da tali passaggi.

Si aggiunge che Anela si distacca un vacuo  per 300 pecore coi feti, senza pagar nulla alla rendita baronale, per  somministrare i latte al custode i buoi da lavoro di tutto il comune”.

La verifica per Bultei è la seguente:

“Bultei

da questi si depone

feudo  lire 138

Sono esenti: ecclesiastici, censore, sindaco, capitani di Cavalleria ,di Infanteria miliziana, maggiore di giustizia

Il procuratore di corte e carceriere   ricevono entrambi lire 6.

Per dritto di  accordio  si paga come ad  Anela , esenti quelli che lo sono nel feudo;

Per pecore ,porci ,vacche ,teste decima delle pecore  si corrisponde  come ad  Anela;

per  decima dei porci idem Anela.

La vidazzone e suoi vacuisono regolati  come il costume che vige ad  Anela “solo si osserva che a Bultei  si introduce bestiame forestiere,  e per la ristrettezza del pascolo si conferma il distacco del vacuo per  500 pecore”.

Il dritto di formaggio  si paga con la stessa modalità di  Anela.

Per il dritto di presente  si corrisponde : un montone un capretto, porchetto  e gallina nelle tre ville di Bultei, Benetutti ,Bono ;ad Orune si da ogni volta due porchetti due capretti  e due galline che raccoglie il maggiore di giustizia.

Per ghianda  ,paberili, terre di lavoro ,effetti demaniali , servigio dominicale, paglia si segue il l’uso di  Anela:

I diritti feudali di Burgos sono i seguenti :

”Burgo

Asserisce di essere esente da ogni dritto per antichi privilegi o per consuetudine confermata  da sentenze; presentarono quella  della Intendenza Generale dei 24 marzo 1760 aver ottenuto siffata esenzione a ragione del castello del Goceano che loro sovrasta.

Pagare però l’affitto dei vacui.

Per il bestiame di fuori della lor villa pagano tutti gli altrui dritti  come gli altri della Contea

 Confermano i soliti dritti pagarsi in tutte le ville del Contado.

Dritto di vacche affermano  esenti i luoghi pii ed ecclesiastici  pagandone solo la metà i loro pastori.

Dritto di teste esenti i luoghi pii , ecclesiastici , cavalieri per la loro metà.

Presente si conferma che Bultei, Bono, Benetutti ed Orune pagano il doppio di questo dritto in cui si accenna anche la gallina.

Effetti demaniali  si aggiunge due orticelli di canapa al già spiegato di sopra”.

Per  Esporlatu la situazione è la seguente :”Comune di Sporlatu

Per feudo si paga lire 30 , esenti gli ecclesiastici, sindaco ,censore, maggiore di giustizia

Procuratore di corte e carceriere , lire 2.10 per entrambi;

 Accordio ,segno di pecore, porci, vacche come ad Anela

teste, deghino pecore, porci, idem

Vacui dei seminati ,dritto di formaggio colle esenzioni di sopra ,lo stesso

 Presente, idem

 Dritto di ghianda  od erbatico ,idem

Paberili, terreni colti,  affitti demaniali coi due  orti di canape, idem

 Servizio dominicale ,idem”,

Il paese di Bottida presenta questo quadro:

“ Bottidda

Feudo  lire 135 esenti come a Sporlatu ;

Procuratore  di corte e carceriere lire 4.10;

Accordio, segno  di pecore, di porci, vacche ,come per Burgo;

Teste idem deghino pecore e porci, vidazzoni e vacui peso del formaggio ,idem Burgo;

Presente idem  , doppio per le ville dette

 Ghianda ed erbatico, paberili ,terre di lavoro, effetti demaniali coi due orticelli ,idem

Servizio dominicale, paglia coll’esenzione di Bono e Borgo”

Il centro di Illorai contempla questo corpus feudale:

“Illorai

 Feudo lire 99.10 esenti come in Sporlatu;

Procuratore  di corte e carceriere lire 2.10;

Accordio segno di pecore porci, vacche   coll’esenzione di sopra  per queste ;

Dritto di teste , idem, esenti  luoghi pii ed ecclesiastici, cavalieri per la loro metà;

Deghini di pecore e porci idem  ;

 Peso del formaggio di peso ,esenti idem

  Bidazzoni e vacui idem,;presente idem colle doppie prestazioni per le ville indicate;

Dritto di gamada ed erbatico  ,idem ,colle esenzioni di ogni fitto per Burgo;

Paberili, terre di lavoro ,effetti demaniali , servigio dominicale , paglia coll ‘esenzione di questo dritto per Bono e Burgo .

Quando si dice di mardiedu si intende atta a generare  , tutto che non abbia partorito”.

  La comunità di Bono presenta questi dritti feudali:

“Bono

Feudo ,pagano  lire 210 ,esenti gli ecclesiastici ,i cavalieri ,principali , scriventi , ministri di giustizia  compresi maggiore o vice maggiore e luogotenente  di salto;

Procuratore e carceriere lire 9;

 Accordio ogni vassallo di 18 anni, soldi 10 ,esenti i figli di famiglia o quei che stanno all’altrui servizio servizio  ,idem.

Oltre le suddette rendite sono state solite esigersi dagli  amministratori  od accensatori  delle rendite i macelli, tenture e machizie del macello del minuto  per la rendita baronale:

del grosso ¼ di carne e mezzo cuoio; il resto si divide fra il macellante che vi asssiste e lo scrivano

 Per le tenture  ,se il tenturante è ministro di giustizia ne ha la metà della penale di lire 5 ,l’altra meta  al barone che ne  prende ¾ se  tenturante il ministro  subalterno cioè luogotenente di salto.

Se la tentura si fa nella vidazzone del maggiore di vidazzone ritiene per se tutta la penale che in tal caso è di mezzo scudo solamente.

La  tentura  di bestiame forestiere è di lire 15.Se si arresta qualche forestiere  legnando la penale è di lire 25, oltre utensili e vetture che cadono in commesso ,dividui tutto tra machiziante e barone e dedotte le spese;se si arresta bestiame mostrenco con marchio falso oppure senza o rubato di cui si ignori il padrone ,dedotte le spese , il resto va all”Uffizio Fiscale Patrimonaile.

Corriere si da  30 scudi , due e mezzo  o due volte all’anno ,da Orune, Benetutti, Bultei ,Bottida, Illorai  e la metà per Anela e Sporlato ,esenti Borgo pei privilegi e Bono.

 Paglia idem si aggiunge che ora il procuratore  di corte è persona diversa dal banditore e che ora dei 18 scudi ne vanno 15 al banditore ed il resto  al barone.

 Segno di pecore ,porci ,vacche ,idem ,esenti i luoghi  pii solo per la metà;

 Teste  , idem ,esenti come a Illorai;

Deghino di pecore , porci, vacui nelle vidazzoni, peso del formaggio ,idem ,colle esenzioni di Anela;

Presente , ghianda  od erbatico ,paberili ,terre di lavoro, effetti demaniali, idem come sopra ,idem”

La comunità di Orune  paga per questi dritti feudali:

“Oruni

Feudo lire 230, esenti ecclesiastici, principali, notai, ministri di giustizia ,maggiore ,vice maggiore, sindaco e scriventi

Procuratore e carceriere  lire 9

Accordio soldi 10 ogni vassallo di 18 anni purchè abbia figli, gli  ammogliati senza figli soldi 7.6, esenti quei che pel feudo i figli di famiglia  e quei che sono nell’altrui servizio;

segno di pecore, porci, vacche, di teste idem ,esenti ecclesiastici , luoghi pii o cavalieri per la loro metà;

deghino pecore, porci, vacui della vidazzone, peso del formaggio idem ,esenti luoghi pii ecclesiastici e cavalieri;

presente, ghianda ,paberili, affitti di legnare e far carbone, terre di lavoro ,effetti demaniali, servizio dominicale idem;

penali e redditi criminali come il precedente

 corriere paglia idem ad Orune, ogni terzo anno al tempo del registro oltre del montone si da una saccaia da ogni pastore al barone sotto nome di donativo non però scelta;

per il bestiame minuto e grosso dividdonsi le tenture e machizie per metà fra collettore e tenturante; lo stesso pel bestiame mostrenco .In addietro la tentura del bestiame minuto era 8 reali, da alcuni  anni aumentata a  2 scudi per ogni segno; la paga del corriere essere aumentata da 4 a 5 scudi in due rate;

 dell’olio, cotone,  terre di lavoro, effetti demaniali idem;

 servigio dominicale idem ;

redditi criminali ,corriere, paglia lo stesso che Bono ;paglia  e legna che si somministra al distaccamento di Bono che prima il comune ne aveva il rimborso ora non si  da”

La comunità di villaggio di Benetutti paga i dritti nel seguente modo;

“Benetutti

Feudo  lire 164 ,esenti  ecclesiastici, cavalieri,notai , ministri di giustizia;

 Procuratore  e carceriere lire 9

Accordio come Anela

 Segno pecore, porci ,vacche, teste di pecore e porci  idem ,esenti come sopra;

 vacui  di seminati ,peso di formaggio idem;

 presente , ghianda ed erbatico ,paberili ,fitti di legnare, terre da lavoro, fitti demaniali ,servizio dominicale idem ;

redditi criminali, corriere come Bono ;

paglia idem ; pel corriere si paga 5 scudi pel mostrenco , uno scudo al tenturante.

 Il delegato certifica che gli risulta che il bestiame su cui levansi i dritti non si computa in ragione di animali, che abbiano partorito ,ma bensì che siano atte a propagare come nel rimanente del regno;

le ville sono Orune ,Benetutti, Bultei , Anela , Bono, Burgo, Sporlatu ,Illorai e la distrutta di Bortiocoro.

La contea del Goceano  esiste quasi nel centro del regno, forma una gran valle, vi scorre il fiume di di Oristano per la distesa di circa 10 miglia, ha più di 40 miglia di circonferenza e popolato di ghiandiferi e singolarmente di quercie, abbonda di peri  salvatici, massime nelle pianure e nelle montagne orientali, delle quali alcune sono ricche di oleastri, inaffiato (sic) di ottime sorgenti ,ha po che  vigne. Il suo territorio comunemente fertile, in poca porzione coltivato, applicando gli abitanti piuttosto alla pastorizia; a tramontana per una catena di monti dei più ghiandiferi del regno confina colla contea di Bonorva e girando al levante col marchesato del Marghine, a mezzo giorno  col marchesato di Orani e Baronia di Orosei, indi col ducato di Monteacuto.

La villa di Orune la più orientale è la sola che guardi il mare cioè quello di Orosei, da cui dista da circa 20 miglia”.

3.La Contea del Goceano  presenta nel 1795 i diritti feudali che si devono   alla regia cassa  da Bonifacio Cocco, Amministratore e Suddelegato Patrimoniale,.Questi  provvede all’ esazione ed amministrazione  delle rendite  e vendite dei bestiami al maggior offerente:

“Nughedu vacche, porci, capre , pecore.

Bortiocoro,vacche.

 Esporlatu ,porci.

Porci a Bono(lire 35.1.3 , Botidda  ,Burgos, Esporlatu Illorai( devono lire 8.12.7) ,Anela ,Bultey, Benetutti lire 32.12.5

Vi è l’elenco dei “pastores  que hn pesado queso” per averlo venduto a particolari senza aver dato avviso all’amministratore:

Bono 36 pastori ;

 Illoray

 Josef Orru deve  dicho derecho de peso

 Francisco Casu

 Thomas Oruny

 Thomas Ogianu

Juan Maria Pintus

Antonio Miguel Boninu

 Lorenco Carta

 Gavino Carta

Baingio Cocco

 Silvestre Pudda

Sempre queso de peso Esporlatu, Burgo, Benetutty

Maquisias del 1795 del Goceano ;

 Arquileres de vacas de Bolotana nel Goceano.

Feudos ,acordios, sinnos y cabezas del bestiar  per tutti i paesi compreso  Illorai .

 Le liste  sono presso i maggiori di giustizia

deguinos de cochinos

 1793, 94, 95

Bono

botidda

Illoray

Pablo Tedde 12      lire 0.19.0

 Josep Coco 8    lire 0-12.8

 Sebastian Coco 16     lire 0.5 .4

Sebastian Coco 14     lire 0 2.2

Juan Pintus 59     lire 4,13,5

mayores de gama los dichos.

Sono specificati i diritti feudali anche dei seguenti paesi:Burgos, Esporlatu, Anela, Bultey ,Benetutti.

In data 9 agosto 1795 il Delegato Provinciale Serra  della contea del Goceano  comunica al maggiore di giustizia di Benetutti  i nomi di coloro che non hanno pagato i diritti  cioè i pastori segnalati sia de queso de peso ,sia nel paese che “ llevado a Orosey furtive” per non pagare i diritti dovut,attesa la “renitencia “Il suddelegato è Bonifacio Cocco notaio  che impone 50 scudi di penale ad ognuno per non aver pesato col peso reale  e procede ad  esecuzione nei beni “menos   danosos ,

Il notaio verbalizzante è Pau .

La nota dei pastori di Benetutti che non hanno pagato il diritto di peso sono  6 pastori per quintales  58 e valore lire 36.4.0;

quelli che  hanno portato furtivamente ad Orosei sono:

 6 pastori  per  9 viaggi,  quintali 28 , valore lire 17.10.

Il giorno 9 agosto 1795 Juan Unaly reggente officiale comunica che i  pastori  dichiarano che non intendono pagare cosa alcuna Il notaio Sequi  provvede a verbalizzare.

Bonifacio Cocco   nel maggio 1795 segnala  da Bono il pagamento del deghino pecore:

 Bono 31

 Botidda 3

Illorai 4(Gavino Lorenzo Carta, Pablo Todde , Josef  Ortu, Francisco Casu , Antonio Miguel Boninu, Pedro Demontis e Thomas Pisquedda)

 Burgo 3

Esporlatu 1

 Anela 5

Bultei 10

Benetutti14

 Orune 21.

Il 14-22 maggio 1795  lo stesso Bonifacio Cocco  presenta la  raccolta  degli affitti (arquileres) delle pecore dei villaggi, eccetto Bono ed Orune che secondo costume non pagano:

Anela 8

Bultei 16

Benetutti 40

Botidda 13( tra gli altri Quirigo Brundu, diversi Cocco, poi Leoni, Masedu, Fois , Gorropo)

Burgo 2

Esporlatu 3.

Per Illorai li elenchiamo:

una a testa Juan Maria Pintus

Pedro Nicolas Cabrolu

Juan Pedro Cilla e su hermano  Antonio Miguel

Juan Maria Dente

Francisco Andres Tiloca

Baingio Yiloca

Totoy Nieddu

Totoy Ruyu faghe die

Demetrio Marque

Salvador Gaya

Juan Pablo Uleres

 Pedro Josepe Urracha

Joan Maria Canu e Juan Piras

Ramon Bandu

 Totoy Corronca

Nicolas Cotu

Vimcente Cotu.

 In data 23 maggio  si presentano gli  affitti del villaggio  scomparso di Bortiocoro:

pecore di ogni 100 paridas, una parida e sono 7 pastori :Totoy Gaya Peibassu, diversi Gaya e Machony.

Il 25 maggio  vi sono gli affitti di pecore forestiere   di Bolotana e di Orotelli ,di ogni 70 pecore di mardiedu  una obeja parida:Battista Pasquale Pintus di Orotelli 3, Juan Dedola di Bolotana 12,

Pedro Juan Sulas di Bolotana 11.

Il 27 e 28 maggio si verbalizzano gli  arquileres delle pecore di Nughedu(15 pastori  come sopra).

In data  29 maggio   vi è l’asta di 258 pecore:

comprano la vedova Gavina Sanna di Bultei, Nicola Molochu, Pedro Josepe Dente di Bono a lire 3 e mezza ognuna, in tutto  sono lire 903.

  Il 10-16 luglio  a Bono per  “piessa de queso”( de cada quintal una piessa ed una piessa pequena di mezzo quintale) totale 63 piessas( tra grandi e piccole pesano un quintale e 50 libbre a 7 scudi ed un quartillo al quintal gruesso )sono lire 24.3.4

Benetutti  lire 128,2.6

Oruni 49 scudi lire 123 12.6;

Orune porqueros  lire 28.5.6 compreso il terzo  dello scrivano

Bultei queso lire 18.14.7 per un quintal gruesso e 5 libras

Anela peso lire 3.0.5

Botidda  queso de peso lire 5.1.6.

Un altro diritto è quello  per i maiali (cochinos)nel ghiandifero:

“Derechos delas suertes de los cochinos de compra “introdotti   nei “bellotaris” nell’ottobre 1795:

un “cochino  de suerte “di  Lorenzo Lisay di Bottydda comprato ad Uras il 9 ottbre 1795 “segun bolletin “nella curia i maiali  sono venduti a Juan Carta  macellaio(carenisserio )della citta di Cagliari lire 10 ognuno ;

un cochino de suerte di Pedro Bissiry di Botidda (conpra a Bonorva e vende a Juan Esquirru carniser di Cagliari  lire 10);

 un cochino di Juan Antonio Congiu di Bono( compra a Ghilarza e vende a Nicola Pinna di Nughedu a lire 10)

un cochino di Antonio de Fenu, Totoy Corda e Fedel Sole di Botidda (comprato a Sardara in data 11 ottobre e venduto a don Pedro Prunas di Bonorva a lire 10.5)

Il carico di Bonifacio Cocco nel 1795  ammonta a  lire 1211  e denari 4 secondo  il segretario Passiu

4.Il 14 giugno 1779 abbiamo lo Stato delle rendite della contea del Goceano  scritto da Mameli  di Olmediglia da Bono ; proviene da diverse memorie,  e da  don Pietro Corda e dalle denunce dei consigli comunitativi, registri della curia e liste dei maggiori di giustizia.Il documento è il seguente :

”Non esuberante ma moderato senza aggraviare gli abitanti ma nemmeno allettare  la loro pretensione: non si è potuto trovare libri , nè giornale di amministrazione, né liste: solo quelle del 1778 scorso anno e della curia i soli registri dell’ultimo e penultimo triennio ed anche difettoso per fare la comune di una serie di anni.

La villa, di Borgo pretende andare esente da ogni sorta di prestazione e peso per privilegio nel suo distretto ed ancorchè non sene abbia documento né memoria ne gode però osservanza

Feudo fisso lire  1040.10

 Bono  lire 210

Orune  lire  232.5

Benetutti   lire 167

Bultei  lire 138

 Bottidda   lire 135

 Illorai   lire  99.10

Sporlatu  lire 30

 Anela   lire 26.

Salari pel banditore detto misso e del carceriere fissi lire 45:

 Bono lire  9

Orune  lire 9

Benettutti  lire 9

Bultei   lire 6

Bottidda   lire 4.10

Illorai  lire 2.10

Sporlatu  lire 2.10

Anela  lire 2.10.

Per accordio si paga un tanto a testa di vassallo ( in alcune ville vi è un maggiore numero di esenti dal dritto).

In Bono sono esenti  gli ecclesiastici, i cavalieri, i principali, i notai gli scriventi, i ministri di giustizia il maggiore di giustizia ed il vice maggiore detto cambio di maggiore, i luogotenenti del salto, i figli di famiglia e coloro che servono altri in famiglia.

Si suol pagare in ragione di soldi 10 per testa ed annoverandone 462 vassalli  di cui 59 esenti rileva lire 201.10

In Orune sono esenti li medesimi  ma non vi sono cavalieri, ma vi sono di più il sindaco ed i giurati di giustizia, i padri di famiglia , che hanno figli vassalli sotto la lor potestà, pagano soldi  10 per se e per detti figli, pagando gli altri soldi 7 e mezzo, essendovi 366 vassalli , dedotti 105 con figli di famiglia  e domestici , rimangono 261 da pagar questo dritto ed aggiungendovi per 17 padri, che hanno figli vassalli nella loro famiglia, soldi 2.6 per ognun rileva a lire 100.

In Bultei sono esenti gli ecclesiastici, il censore, il sindaco, il capitano di cavalleria e  di infanteria miliziana , il maggiore di giustizia ed il cambio che sono 6 ed essendo  i vassalli tutti 212 rimangono 206 da pagare al comune ragione di  soldi 7.6 per testa rileva il pagamento a lire 77.5.

In Benetutti ove a riserva degli ecclesiastici ogni vassallo paga  soldi 7.6 senza che vi sia alcun esente ed essendovene 386 rileva lire 144.15.

In Botidda lo stesso per 209 vassalli lire  78.7.6;

 in Illorai lo stesso per 168 vassalli lire 63;

 in Sporlatu per 72 vassalli lire 27;

 in Anela per 52 vassalli lire 19.10.

totale lire 711.7.6

 (non si paga prestazione o pagamento in natura come nel regno per prodotti della terra, portatico, mezzo portatico, llaor di corte, vigne ed altri territori chiusi)

 Pel dritto di segno  si paga solo per le,vacche pecore e porci, sempre che vene sia 10 di madrigadu(età atta alla procreazione di un medesimo segno e marchio )per le vacche soldi 15,

 per le pecore soldi 11  e per i porci soldi 22, sia quanto si voglia numeroso il segno di una stessa greggia od armento e di uno stesso pastore e padrone; e se vi ha più pastori in una medesima greggia od armenti di uno stesso segno e padrone ed in vigore di un medesimo contratto , non pagano che un sol dritto; vi è però il lamento che da da due anni in qua si fa pagare questo dritto da ciascuno  dei suddetti pastori contro il costume.

Essendo il bestiame soggetto a diminuire e ad aumentare è incerto l’ammontare di triennio in triennio; il bestiame si denunzia alla curia in ogni terzo anno per essersi passato al registro, si paga questi dritto in conformità del medesimo registro pendenti tutti li tre anni , cresca o diminuisca  il bestiame registrato.

vacche

Burgos non paga;

 a Bono, Bottida ,Illorai sono esenti i luoghi pii ecclesiastici e cavalieri   rispetto alla lor metà o parte ,ma da due anni si fa il contrario dall’Amministratore e sene dolgono;

Bono 53 segni (diritto ducati 39.15), di cui 29 esenti, tolta la metà che sarebbe ducati 10.17.6 si riduce l’importare a lire 28.17.6;

Orune 46 segni (ducati 34.10) di cui nelle liste 12 esenti (ducati 9) anche se il comune non ha denunziato l’esenzione ,restano lire 25.10;

 Bottidda 7 segni (ducati 5.5) ,il consiglio denunzia l’esenzione di tre   e si toglie ducati 1.2.6 per la metà di questi ,resterebbero lire 4.2.6;

Illorai  vi sono 8 segni (ducati 6 ),ma avendovi pure il consiglio denunziato l’esenzione di 2  , toltine la metà di  soldi 15, si riduce a lire 5.5;

Benetutti 71 segni lire 53.5;

Bultei 28 segni  lire 21;

Sporlato 2 segni , di cui uno esente , lire 1.10;

Anela lire 1.10.

Nel Borgo non esservene di forestieri ,fuorchè uno di Luogo pio, non è stata esatta cosa alcuna secondo lista

lire 141.

Pecore

Bono 173 segni ,lire 95.3;

 Orune 102 segni ,lire 56.2;

Benetutti 101, lire 55.11;

Bultei 58 segni ,lire 31.18;

Bottidda  44 segni ,lire 24.4;

Illorai 25 segni, lire 13.15;

Sporlatu 17 segni, lire 9.7;

Anela 25 segni ,lire 13.5;

Borgo 26 segni ,di cui 11 padroni di estere ville che pagherebbero per la loro metà lire3.0.6

totale lire 302.15.6.

Porci

Bono 61segni,  lire 67.2;

Orune 37 segni, lire 40.14;

Beneturti 70 segni, lire 77;

Bultei 34 segni, lire 37.8;

Bottidda 24 segni, lire 26.8;

Illorai 7 segni, lire 7.14;

Sporlatu 5 segni, lire 5.10;

Anela 9  segni,lire 9.18 ;

totale lire 271.14

pel dritto denominato delle teste pagano le pecore   denari 1 e mezzo l’una di madrigadu e le troie di madrigadu denari 6; sono esenti i luoghi pii , gli ecclesiastici ,i cavalieri ,sebbene nelle giunte dei consigli comunitativi di Anela,Bultei e Sporlato non sia stato denunziata una tale esenzione; l’attuale accensatore ha obbligato tutti i pastori anche degli  esenti  a pagarlo per intiero, di che  vi è lamento

pecore

Bono 13772  pecore (ducati 86.1.6) dedotta   l ducati 16.2.6 per la metà di 5160 di esenti resterebbe lire 69.19

Orune 7832 pecore ;non si può fare deduzione degli esenti perchè non appare (i registri  non vi hanno in questa curia e le liste del  maggiore non specificano se siano o no  comprese di detta quantità quelle degli esenti. Si è esatto lire 48.19;

Benetutti 6708(ducati 41.18.6) dedotti ducati  7.2.7.1/2 per la metà di 2282 di esenti ,si riduce a lire 34.15.10.1/2;

Bultei 5337(ducati 33.7.1.1/2),dedotti 3.6. ¾ per la metà di 377 di esenti, resta lire 32.3.6.3/4

Bottidda 3452 (ducati 21.11.6),dedotti ducati. 3.6.11..1/4 per la metà di 1055 di esenti, resta lire 18.5.6.3/4;

Illorai per 1549 (importo ducati 9.13.7.1/2) ,dedotti ducati 2.2.9. per la metà di 6870 di esenti, resterebbe lire 7.10.10 ½;

Sporlato 1260 (ducati 7.17.6 dedotte ducati 1.5.9 per la metà di ducati 412 di esenti rimane lire 6.11.9);

Anela per 1990( importo ducati 12.8.9), dedotti soldi 16.11.1/4 per la metà di 535 di esenti, resterebbe lire 10 15.3.3/4;

Borgo per 3218 (ducati 20 2.3),dedotti ducati 10.1.1.1/2 per la metà dei pastori di Burgos ,i quali pel preteso privilegio sarebbero esenti , a ducati 5.10.9 ¾ per la metà di 1773 di altri esenti padroni si ridurrebbe a lire 4.10.3.3/4.

Totale lire 233.11.3

Porci

Bono 896( esenti metà di 209) lire 19.15.9;

Orune 437(idem pecore) lire 10.18.6;

Benetutti 1209 (esenti metà di 316 )lire 26.5.6;

Bultei 670 (esenti metà di 233) lire 13.16.9;

Bottidda  500(esenti metà di 175) resta lire 10.6.3;

Illorai per 129 importerebbe lire 3.4.6 ,dedotti soldi 11.9 per la metà di 47 di esenti ,resterebbe lire 2.12.9;

Sporlato per 205(dedotti  soldi  2 per la metà di 160 di esenti )resta lire 3.2.6;

Anela per 312 dedotti metà di 108 resta lire 3.19.

Totale lire 90.17.0

Il diritto di deghino, ossia decima per cui di ogni 400 circa pecore di madrigadu che formano una gamma nella maniera specificata negli atti, si paga in cadun anno una pecora scelta colla sua leva; e così in proporzione per la metà ,quarto ed ottavo di gamma; e nell’anno del registro , che si fa ogni tre anni(come sopra si è accennato all’articolo  dei segni) un montone che abbia passata l’età di due anni ed in Orune, oltre il montone di ciascuna gamma ,da ogni pastore una sacaia non però scelta a titolo  di donativo ,forse  perchè essendo la villa di Orune troppo lontana da quella di Bono ,in cui risiede  la curia,  ve ne ha una subalterna.

Bono (liste dell’anno scorso) gamme 34.1//4 di pecore ,darà altrettante pecore scelte colle loro leve che ,in ragione almeno di uno scudo l’una ,sono ducati (sic) 85.12.6 l’anno  e per 3° dei montoni a ducati 1.15 l’uno ducati 19.19.7, renderà lire 105.12.1;

Orune gamme 19.1/2 ducati 48.15 pel 3° dei montoni ducati 11.7.6 e pel 3° di 91 sacaie per altrettanti pastori pecorai, in ragione almeno di una lira l’una ,ducati 30.6.8 in tutto lire 90.9.2;

Benetutti gamme 16.3/ e pel terzo dei montoni lire 51.12.11;

Bultei per gamme 13 e el terzo  dei montoni lire 40.1.8;

 Bottidda per gamme 8.1/2 e montoni lire 26.4.2;

Illorai per gamme  4  , ducati 10 e pel terzo dei montoni ducati 2.6.8.   lire 12.6.8;

Sporlato gamme 3 , e montoni lire 9.5;

Anela  per 5 gamme e terzo dei montoni lire 15.8.4;

Burgos gamme 2 e terzo  dei montoni lire 6.3.4;

totale lire 357.3.4

Porci uno solo per ogni cria di madrigadu

Bono 896 per lire 44.16.0

Orune 437 ,per lire 21.17;

benetutti  1209 ,per lire 60.9;

Bultei  670 ,per lire 33.10;

 Bottidda 500,per lire 25;

 Illorai 129 ,per lre 6.9.0;

Sporlato 205 , per lire 10.5.0;

Anela 212 ,per lire 10.12.0;

 totale lire 212.18.0

Vi sono abusi nelle denunce specie dei porci ,come ai tempi del Consultore Delegato della contea  don Lucifero mura(comprovato dal registro della curia del uso tempo).

Affitto vacui della  vidazzone un anno per l ‘altro

Benetutti 30 pecore scelte colle loro leve in ragione di ducati 2.10 almeno l’una ,lire 75

Bultei 22 pecore, lire 55

Bottidda 23 pecore , lire 57.10.0

 Illorai 30 pecore, lire 75

  Sporlato 5 pecore, lire 12.10.0

Anela 10 pecore, lire 25

Burgos 5 pecore, lire 12.10

totale lire 312.10.0

Affitti di paberile in bestiame  a calcolo a Bultei ed Anela

pecore una scelta colla sua leva per ogni 60 comprese le sacaie a ducati 1.16 essendo queste ancora scelte, lire 75

capre lo stesso ,lire 75

 porci in contante ,lire 100

vacche idem ,lire 75

 cavalle idem ,lire 12.10

per far legna e carbone ed archi da sella nei boschi dai forestieri ,lire 17.10

totale lire 355

 nel territorio di Illorai sul medesimo piede

pecore ducati 50

porci  ducati 25

 vacche di Bolotana e di Orotelli , ducati 50

terre da lavoro dei bolotanesi che le possiedono in ragione di  ducati 5 per ogni giogo  ,ducati 30

per far legna e carbone dai forestieri, lire 3.15

totale lire 158.15

lire 513.15.0

per  far legname , ciocche dai forestieri si ottiene con licenza in iscritto dalla reale Intendenza Generale ; non è stato solito pagarsi cosa alcuna e d’ordinario tanto per questo quanto per far legna , carbone ed archi i forestieri entrano di nascosto nei boschi della contea;

 il dritto del peso del formaggio si paga una pezza scelta di ogni cantaro di libbre 150 l’uno, da cui sono esenti i luoghi pii , gli ecclesiastici ed i cavalieri, renderà a calcolo un anno per l’altro

Bono cantara 15 in ragione di ducati 13.10 ogni cantaro ,lire 202.10

Orune idem, lire 2.02.10

Benetutti idem ,lire 202.10

 Bultei 3, lire 40.10

 Bottidda 3.1/2, lire 47.5

Illorai lire 13.10

Sporlato lire 13.10

Anela lire 27

totale lire 749.5.0

Il dritto della ghianda  per i porci forestieri ad ingrasso nelle selve nell’ultima annata scorsa avrà oltrepassato  le 2 mila lire, ma era straordinariamente abbondante potrà moderatamente calcolarsi un anno per l’altro in lire 500;

il dritto del rigalo detto presente :3 volte all ‘anno per carnevale, Natale e Pasqua le ville di Bono , Orune e Benetutti e Bultei un montone, 2 porchetti , 2 capretti e due galline computati in ducato 1.15 il montone , in soldi 10 i due porchetti e lo stesso i capretti e le galline,  sono lire 39;

Bottida ed Illorai un montone , un porchetto ,un capretto ed una gallina lire 15

Anela  il capretto di meno ,lire 6.15

Sporlato  solo il montone, lire 5.5.

totale lire 66.

La porzione di regalo di Callitennero si  importa almeno lire 6.10;

le tenture ed apprensione del bestiame colto in  contravvenzione e le machizie lire 400.

I prodotti delle bestie mostrenche lire 250.

Il territorio demaniale della villa distrutta di Bortiocoro per 4  pecore scelte  colle loro leve per i vacui della vidazzone ,lire 10

per affitto del paberili 20 dette ,lire 50

 12 sacaie pure scelte ,lire 15

 2 capre scelte colle leve , lire 5

per la stoppia fitto porci in contanti ,lire 25

 per la ghianda  detti ,lire 50

 fitto vacche per qualche mese all’anno ,lire 7.10.

Del territorio denominato Ortu de regnu con due orticelli da seminarvi canapa tutto aderente ,lire 20 ogni cosa a calcolo lire 182.10.

 totale  generale lire 6387.6.7.

Bono 14 giugno 1779

Mameli di Olmediglia

Medda Pani Proc. Fiscale Regio Patrimoniale

Manconi notaio.

Si certifica che essendosi portato più volte pendente la presente commissione l’infrascritto Proc. Fiscale  Patrimoniale per parte del Delegato a casa del  signore Reggidore della contea ed accensatore delle rendite di essa don Pietro Corda per affari concernenti la commissione..gli ha lo stesso don Pietro per due distinte volte dichiarato  che dette rendite gli erano valute  2800 scudi buoni, senza far conti dei regali di essa ed essendosi tutti tre  gli infrascritti Delegato , Procuratore e notaio  nel giorno 13 corrente recati a casa di don Pietro Corda per prendere  congedo si trattò per modo di conversazione della verificazione delle rendite ed  avendo Corda dimandato al Delegato  di quanto gli risultasse l’ammontare annuo delle rendite ,avutone risposta  lire 6 mila e  qualche  cosa in più , replico don Corda che stava bene;alla domanda per le ghiande,ultima annata abbondante lire 2 mila, ma la computava in 500 annue ,risponde don Corda che stava bene, presente la consorte di don Pietro Corda”.

In data 17 novembre 1801  vi è l’istruzione da Cagliari  a don Giacomo Fara accensatore  del Goceano, incaricato dall’Intendente  Generale dell’esazione di reliquati del 1795 e diritti interi del 1796 e 1797: egli deve tenere un libro dell’amministrazione per giorno(in natura  in denaro , i soggetti ed il villaggio);un libro da tale  la somma avendo pagato oppure  non ha pagato niente a Cocco ; il totale dovutosi  con trascritta la  copia delle ricevute da Cocco nel 1795;Fara deve versare nella cassa di Sassari ogni tre mesi;rimborsare Cocco di lire 987.10;se vi sono delle partite  inesigibili ,deve  giustificarlo coi certificati della curia vistati  dal Consultore delegato(di essere tali soggetti nullatenenti, dopo gli atti opportuni della curia);vendita del bestiame all’incanto ,presente il Consultore Delegato .

Per gli anni 1795 l’amministratore  non può dar conto di tutto.Per  l’anno 1795 ha reso i conti;per il

1796-1798 non può dar conti.

 A Bono  il 30 dicembre 1796 Bonifacio Cocco presenta la :lista  d’amministrazione delle rendite civili della contado del Goceano.

E’ interessante vedere la dinamica degli appalti , nei primi decenni del XIX secolo, con i problemi annessi.

Francesco Pinna   Bene  è factotum  di Pietro Tilocca ,amministratore del Goceano  ed esige i donativi ,lire sarde 82 mila ; Pinna Bene insiste verso Tilocca per fargli rendere i conti dei donativi incassati. A Pinna Bene il vice Intendente  Generale  Ricci Capriata fa ottenere il permesso di far convocare a Sassari tutti i sindaci del Partito di Bono( con le ricevute del Tilocca).Subentra poi un   nuovo accordo Bene -Tilocca(che è anche  appaltatore  della munizione delle truppe di Bono e dei  carcerati) : Tilocca portò  poi le carte a Sassari al Pinna Bene ( ”volanti  e che capivano in un fazzoletto ed in piccoli pezzettini”); Pinna Bene  nota come fossero  state sufficienti per spedire i mandati e così  le ritira e le consegna  al signor Officiale del Soldo(Commissario di Guerra in Sassari); Tilocca  porta le carte a Cagliari con raccomandazione  a certi sui amici impiegati che formassero  il conto al Tilocca ;e  così gli fecero spedire certi assegni sulla Regia Cassa; questi impiegati ricevettero  scudi 2 mila da Tilocca per rincompensa. Il signor Esperson  diede a Bene  un registro tra quelli della Vice Intendenza Generale : da cui risultano   i  pagamenti  .Secondo  Pinna Bene  la colpa è di don  Giovanni Sassu Spano  che non ha sollevato il caso al momento giusto per cui “ chi ha  avuto  ha avuto”.

Si rileva dai registri della Vice Intendenza di Sassari che :

Pietro Francesco Tilocca di Bono è stato appaltatore  dei redditi civili della Contea del Goceano ; “era anche impresaro della munizione per la truppa acquartierata   in Bono e vicinanza;era  anche  impresaro della somministranza dei viveri ai detenuti delle carceri di Bono ; Tilocca per ordine del giudice della Reale Udienza e di don Giovanni Sassu Spano(vice Intendente  Generale di Sassari) esige dai sindaci della Prefettura di Bono  i donativi  ordinario  e  straordinario, di ponti e strade e  della paglia;esigette dritti barrracellari in denaro ed in natura dai capitani  barracellari della Prefettura e di altri luoghi:La  contabilità è  complicata  e bisogna esaminare tre contratti  d’appalto ultimi e formare il carico di quanto dovea versare nella regia cassa ;per tal ragione, quindi in discarico notare tutti pagamenti fatti dal Tilocca per quell’oggetto, notandone le date rispettive e ciò per rilevarsi la lentezza o sollecitudine dei pagamenti e confrontar quello stato colli altri conti che dovranno pure formare.Sulla seconda poi deve  richiedersi dall’officio del signor Commissario di Guerra lo stato della Truppa esistente, pendente l’impresa del Tilocca nei distaccamenti di Bono, Macomer, Bitti , Nuoro ,di Orune, di quanto si doveva dare ai medesimi, se effettivamente il Tilocca vi abbia adempito e le livranze che saranno state spedite al medesimo e se queste siano o no state realizzate.Sulla terza bisogna ricercare in quest’officio d’Intendenza  Generale lo stato dei detenuti nelle carceri di Bono nelli anni in cui il Tilocca era appaltatore del Goceano; osservare se tutti erano per conto regio o baronale od anche se erano persone che potevano rimborsare l’azienda della manutenzione somministratagli, vedere se di questa circostanza se n’è fatto caso e se l’azienda od il Tilocca hanno avuto tal rimborso.Finalmente  tener conto dei mandati speditigli e se questi siano stati o no realizzati nella regia cassa.Sulla quarta il piu necessario sarebbe l’aversi in mano l’ordine del vice Intendente  Generale Sassu Spano, senza la dimostrazione del quale nessuno pagherebbe a mani del Tilocca. Da questo si rileverebbe ciò che poteva esigere e ,sapendo questo ,si potrebbe  facilmente formare il conto dell’esatto.Bisogna poi  ricercare in questa Intendenza Generale le note rimesse da Sassari dei donativi esatti dal Tilocca. Non rivenendosi né uno né le altre , destinarsi una persona che sul posto chiami tutti i sindaci di quei locali od i loro eredi e ,verificate le ricevute dei donativi,  rilevar quelle di Tilocca ,spedendone ad essi il duplicato per poi formare il carico corredato dalle medesime. Sulla quinta finalmente  occorre la stessa osservazione e si soggiunge che il sottoscritto venne informato che  ritirò dei grani fino  dai barrancellati di Tempio e che è necessario far rimandare  in Sassari tutti i conti barracellari per vedere se è possibile il totale esatto dal Tilocca.Confrontate tutte queste contabilità, l’ultima cifra darà il credito o debito del Tilocca.

 Ora rimane sempre  il dubbio che Tilocca abbia o no saldato le sue contabilità. Tanto il sottoscritto crede suo dovere render noto a questo Tribunale.

 Nel dicembre 1796 l’amministratore Bonifacio Cocco così scrive :

“Dritti dei redditi civili  del Goceano stabilito ab antiquo

feudo

Bono lire 210

 Bottidda lire 136

Benetutti lire 167

 Orune lire 237

Bultei lire 138

 Anela lire  26

 Sporlatu  lire 30

Illorai lire 99.10

Burgo non paga nulla per il privilegio del Castello

A Bono ogni vassallo per dritto di accordio paga soldi 10,nelle altre ville  soldi 7.denari 6;

 il Burgo non paga niente , come prima;

per ogni segno dei porci (ma non Burgo ) ogni pastore  che pastura  a consegna parte , 22 soldi

per ogni troya di cria  seguitando al segno che  si chiama volgarmente testa, pagano danari 6

per ogni troia di cria per dritto di deghino, denari 19

per ogni segno di pecore ,pagano soldi 1

per ogni 8 pecore di cria ,soldi 1

per ogni gama composta di 400 a 500 pecore di cria  ,si registrano per dritto baronale una pecora col suo agnello ed una chiamata secca (sic) per il signore

ogni tre anni si  forma il nuovo registro  per il bestiame rude ed il primo anno, a più del segno  delle pecore ,si paga per  ogni gama un montone detto di gamas noas

ad Orune ,oltre a questi ,il primo anno del nuovo registro si paga per ogni pastore di pecore una delle medesime chiamata secca (sic) al barone per dritto di regalo

i pastori di porci e di pecore che registrano il bestiame delle chiese , sacerdoti  e cavalieri  pagano la metà dei capi che registrano  ed i segni però interamente

pagano i pastori di chiese, sacerdoti e cavalieri per le vacche solo la metà dei segni che registreranno.

Non si paga nulla delle capre e cavalle che registrano ;solo per il curiale ogni segno mezzo reale

si affittano con permesso del signore vicerè i vacui della vidazzone   delle ville della contea,,secondo visita ;

vacui della vidazzone di Bono ed Orune per non essere di costume

per ogni cantaro grosso di formaggio, che si pesa per vendere ,si paga al barone una pezza o sia forma del medesimo che si pesa ad eccezione delle porcioni che spettano alle chiese , sacerdoti e cavalieri che non pagano nulla per la loro esenzione;

Il salto di Bortiocoro si affitta al bestiame rude, cioè porci,pecore ,capre e vacche.

Si affitta alle pecore la vidazzone di detto salto e si paga come sovra; nel paberile il medesimo si paga per ogni 100 pecore una delle medesime, col suo agnello scelta a piacere dell’amministratore, ed  un’altra secca per ogni pastore per fitto della stula ;della stessa maniera pagano le capre per dritto baronale.;

I porci e vacche si affittano al detto salto paberili ;i pastori pagano in denari come si possono aggiustare al detto amministratore;

Il bestiame rude forestiere pecore, porci, capre vacche  si sogliono affittare ai territori e limiti della contea e per ogni 60 pecore si paga una col suo agnello e, di altre tante  seche, una delle medesime a piacere dell’amministratore, così delle capre; i porci e vacche forestiere si affittano a…. e si pagano denaro  come pagano per Bortiocoro

Al tempo della ghianda, i vassalli della contea introducono porci forestieri  e si paga per ogni bollettino di porci di compra uno o più segni; per dritto baronale un porco grande scelto a piacere dall’amministratore  ed un aquisorgiu ,dove ve ne sono e dove non ve ne sono, uno scudo al signore;

dei porci forestieri  che si introducono  nel ghiandifero che si chiamano del pie  si paga per dritto baronale un porco grande per ogni segno ed un aquisorgiu al signore ;a più di quello per dritto baronale si paga per ogni 20 porci grandi uno di essi  e  per ogni 25 aquisorgius un altro, scelti tutti a piacere dell’amministratore.

A Burgos si deve pagare  il dritto dei porci ed affitto della vidazzone come gli altri.
Dritti di presente  per Pasqua ,. Natale e Carnevale. Il Borgo non paga nulla per privilegio di Castello. Bono, Bultei, Benetutti ed Orune, Bottidda  pagano ognuno un montone, due galline , 2 porchetti e 2 capretti per ogni dritto come sovra;

Anela Sporlatu ed Illorai pagano ognuno un montone, una gallina, un porchetto, un capretto.

Dritto di castarderia: si paga e si raccoglie dal maggiore di giustizia e devono dar conto  all’amministratore.

Le machizie che si accusano per il bestiame rude o sieno al medesimo per i ministro di giustizia di detta contea, si devono esigere dai medesmi che devono darne conto e la metà intera all’amministratore per essere dritto baronale.

Certifico io che non hanno voluto pagare verun dritto dei sovra espressi ,come certificano  i maggiori di giustizia .Dal maggiore di Orune Antonio Mazzette ha esatto lire 653.5.6(per feudo, accordio, segni di porci, pecore e vacche, capi dei porci, deghino porci, pecore col suo agnello per deghino, 6 cantari  e mezzo grossi di formaggio di peso, presente ).La somma di lire 653.5.6 è pagata  al Tesoriere di Cagliari. Negli altri paesi non si sono esatti per mancanza di braccio forte

26 dicembre .

Attesto io sottoscritto di come non possono unire al presente libro le liste e registri nè pezze annesse sopra i menzionati dritti per essersi  e trovarsi bruciate  dentro la casa e solita abitazione dell’infrascritto il giorno 20 luglio ultimo scorso e corrente anno ,tanto quelle dell’anno presente come anche quelle dell’anno scorso ,che fu il giorno che la regia armata entrò in questo villaggio  e mise il fuoco alle case e fra le quali restò bruciata quella del sottoscritto  ed a tal oggetto ne distendo il presente  sottosegnato del mio proprio pugno

Bono li 26 dicembre 1796 Bonifacio Cocco amministratore”.

In data 30 dicembrei 1796 entra amministratore  il notaio  Vincenzo Mameli di Olmediglia   e Cocco si astiene, per ordine del’Intendente Generale  don Vincenzo Cabras.

In data 8 marzo 1815 il notaio Gian Costantino Corda di Illorai richiede in affitto il territorio di Bortiocoro: “gli arrendatori lo affittano ai pastori di Burgo per scudi 116 annuali , a danno della Regia Azienda; non si vigila per la conserva. I pastori hanno reciso gli alberi ghiandiferi e gli abitanti di Sporlatu se ne stanno appropriando .Presentemente non potendo resistere alle predazioni dei foresciti e parentele di questi ,i quali  sotto la forza, per ben della giustizia e tranquillizzamento dei paesi, l’hanno rovinato nel sue tenue patrimonio di due branchi di vacche( 5 anni fa erano 300 capi ed oggi sono 60), come è noto ad Illorai e Bolotana;ha casa e grossa famiglia  e perciò chiede  Bortiocoro a vita, luogo poco esposto al furto  , ma pagando come  gli arrendatori;si lusinga l’oratore che in vista ai deboli serviggi prestati e che sta per prestare durante la sua vita a pro della sacra corona , si degnerà v.m. accordarli la grazia per l’occupamento del suddetto salto, che per la grazia non lasciarà di porgere indefesso e continue le su preghiere al cielo per la lunga conservazione e maggiore esaltazione di v.m. e sacra famiglia che Iddio feliciti”.

Dalla  Segreteria di  Stato li 8 marzo 1815,l’officiale regio Lomellini annota :

“Ricorra al tribunale del Regio Patrimonio ,da cui si i procederà come di ragione sull’esposto”

Altra contabilità feudale è del 1834, poco prima del riscatto dei feudi con Carta Reale del 19 dicembre 1835: “Conti del signor Pietro Lai amministratore della contea del Goceano

rimessi il 29 dicembre 1834 all’ufficio del Controllo Generale per l’opportuna verificazione.

Liste dei segni e capi del bestiame registrato in questa curia e che i sottoscritti propietari(sic) del villaggio di Illorai devono pagare per l ‘anno 1833

Illorai

porci

 Michele Ortu per segno e capi 5, lire 1.5

 fratelli Betti per segno e capi 15, lire 1.10

Maria Baingia Beccu per segno e capi 2 ,lire 1.3.6

Giuseppe Luigi Pischedda per segno e capi 5, lire 1.5

 Antioco Lisci per segno capi 2 ,lire 1.3.6

Michele Carta per segno e capi 8 ,lire 1.6.6

Gio Bardilio Demuru per segno e capi 7, lire 1.6

detto Demuru per segno e capi 5, lire 1.5

Mimmiu Pintus per segno e capi 6, lire 1.5.6

Giambattista Gregu per segno e capi 13, lire 1.9

Bachisio Carta per segno e capi 18 ,lire 1.11.6

Bachisioa Maria Carta per segno e capi 17, lire 1.8

 Antonio Leoni per segno e capi 10 ,lire 1.7.6

totale lire 17.6.0

notaio Lai colletore

pecore di Illorai

Michele Carta per segno e capi 100 ,lire 1.3.6

Gavino Carta per segno e capi 120 ,lire 1.6

Andrea Ulgheri per segno e capi 30 ,lire 0.15.10

Michele Ortu per segno e capiu 65, lire 0.19.2

Salvatire Ulgheri per segno e capi 50 ,soldi 17.4

Antonio Leoni per segno e capi 25 ,soldi 4.2

Francesco Cardu per segno e capi 120, lire 1.6

Salvatore Era per segno e capi 140, lire 1.8.6

 Girolamo Puddu per segno e capi 40, soldi 16

Lorenzo Mele per segno capi 200 ,lire 1.16

Baingio Mele per segno e capi 200 ,lire 1.16

fratelli Betti (sic) per segno e capi 400, lire 3.12.0

Bonifacio Pilu per segno e capi 250 ,lire 2.2.4

detto Pilu per segno e capi 10 3wsqa, soldi 16

  Billia Putzolu per segno e capi 9, soldi 12.2

Salvatire Pintus per segno e capi 100 ,lire 1.3.6

Giammaria Pintus per segno e capi 135, lire 1.6.6

Salvatore Are per segno e capi 45 ,soldi 16

Giovanni Soro per segno e capi 15, soldi 13

Bachisio Carta per segno e capi 200 ,lire 1.16

Salvatore Marras per segno e capi 300, lire 2.8.6

Tommaso Mameli per segno e capi 25, soldi 14.2

reverendo Cocco per segno e capi 20 ,soldi 13.6

Maoro Corda per segno e capi 43,soldi 16.3

 Francesco Satta per  segno e capi 80 ,lire 1

reverendo Oneddu per segno  e capi 125 ,lire 1.5.8

Maoro era per segno e capi 60 ,soldi 18.6

totale lire 33.3.7

notaio Lai colletore

vacche di Illorai

Gavino Carta per un segno, soldi 15

Francesco Corda per l’oratorio di Santa Croce, soldi 1.6

 Salvatore Era altro segno proprio, soldi 15

fratelli Betti altro segno , soldi 15

Pasquale Pitzolu altro segno, soldi 15

Antonio Bardilio Demuru altro segno ,soldi 15

 Gio Casu Spagnolu altro segno ,soldi 15

 Filippa Corda altro segno , soldi 15

Giomaria Pintus altro segno ,soldi 15

Pietro Sechi del signor rettore di Bolotana ,soldi 7.6

Gio Soro  con Salvatore Ulgheri altro segno ,soldi 15

 Maoro Corda altro segno ,soldi 15

 Martino Filia altro segno mannalite ,soldi 15

Maoro Era altro segno, soldi 15

totale lire 9.15.0

notaio Lai collettore

Lista del feudo di Illorai per il 1833 per scudi  42 da pagare dai seguenti vassalli:

Billia Pitzolu lire 0.12.6

Nicolo Boninu

Gio Antonio Latte

Mauro Galistu figlio

 Nicolo Galistu

Francisco Satta

Antonio Are

Paolo Are figlio

Baingio Are

Antonio Francesco Pilu

Baingio Mazzone

Pasquale Deiana

 Paolo Canu

Gio Cossa Galistu

Gio Canu figlio

Antonio Canu figlio

Giammaria Boninu

Lorenzo Boninu

Barore  Ulgheri

Tommaso Mameli

Leonardo Delogu

Battsita Chessa servo

Gio Battista Gregu

Marcello Nannu

Gio Congiu servo

Salvatore Congiu

Nanni Liscie servo

Gio Ruyu

Nanni Arile

Peppi Arile figlio

Peppi Pischedda figlio

Francisco Pischedda figlio

Paolo Pischedda figlio

Bachisio Pisano figlio

Bonifacio Pisano servo

Salvatore Bonino servo

Francisco Mureddu

(a)Peppi Michele Oggianu

Leonardo Manunta figlio

 Gaetano Filia servo

Tommaso Latte

 Peppi Bantino Latte figlio

Antonio Giuseppe Ortu figlio

Antonio Giuseppe Are

Pietro Seche

Pasquale Manca

Raimondo Casu

Domenico Pintus

Gio Casu Foi ?

Nicolo Manca

Pietro Gio Sula servo

Antonio Leone

Gio Latte

Giuseppe Zoroddu

Salvatore Corda

Baingiu Arile

Antonio Puddu Era

Gio Battista Galistu

Martino Mameli

Raimondo Boninu

Antonio Boninu figlio

Michele  Boninu

Gavino Dore figlio

Antonio Puddu Orune

Antiocco Lisci

Nanni Lisci figlio

Antonio Lisci figlio

Giuseppe Mazzone

Salvatire Marras

Salvatore Cossu

Giuseppe Maria Delogu

Gio Lisci

Emanulele Lisci figlio

Gio Casu Ortu

Francisco Sanna

 Pietro Pitalis

Bonifacio Pilu

Pietro  Cappai

Bachisio Lorenzo Gregu

Luca Mameli

Giamaria Galistu

Gio Gavino Latte

Gio Maoro Pilu

Giuseppe Sale

 Gio Sale figlio

 Gio Cossa Lai

Gasparo Lai

 Antonio Maria Pischedda

 Peppi Are

Gio Battista Mamneli

Salvatore Monte

Agostino Mameli

Barore Mameli

Barore Pintus

Gio Soro

Nanni Pintus

Domemnico Pisano servo

Salvatore Gavino Carta figlio

Giammaria Moro

Matteo Pilu

Lluigi Becciu

Battista Uda

Gio  Uda figlio

Gio Battista Ortu figlio

Michele Ortu

 Francisco Corda

Giacomo Pischedda

Giuseppe Canu figlio

Antioco Gregu

Gio Battista Busia

 Salvatore Cossa

Antonio  Bardilio Demuru

Gio Lorenzo de Muru

Francisco  Demuru

Maoro Demuru figlio

Raimondo Mele

Salvatore Casu

Antonio Michele Uda

Battista Mureddu

Salvatore Canu

Nanni Michele Leve (Lene?) figlio

Emanuele Lene figlio

Costantino Casu

Giuseppe Pinna

Maoro Pischedda

Antonio Pintus

Didaco Broca

Gio Battista Pintus

Salvatore Are

Michele Mameli

Giuseppe Oneddu

Baingio Carta

Gavino Cappai

 Antonio Cappai

Dionisio  Deidda

Pietro Deidda

Salvatore Era

 Nanni Maria Uda servo

Baingio Mele

Antonio Coco

Pietro Maria Deare

 Gio Satta

 Antonio Bosu

Peppe Ledda

 Mattia  Demontis

Paolo Pisanu figlio

 Appollinario Uda

Pasquale  Betti

Barore Galistu

Gio Raimondo Betti figlio

Gio Canu Spagnolu

 Maria Carta

Gio Pischedda

Giammaria Cocco

Salvatore Cabizosu

Gio Luigi Cabizosu

Andrea Ulgheri

 Gio Costantino Cabizosu Ulgheri

 Antonio Maria Uda

Gio Era figlio

Bachisio Era iglio

Giuseppe  Ruyu

Nicolo Mussone figlio

Giuseppe Margallu

Pietro Mussonefiglio

Michele Carta Ortu

Lorenzo Carta figlio

Michele Carta Meddighe figlio

Michele Filia figlio

Giuseppe Chessa

 Tottoi Carta

Antonio Gavino Pisanu

Agostino Bosu

Damiano Moro

Michele Boninu

Antonio  Tilloca figlio

 Michele  Sanna

Pietro Betti sindaco

Gio FFilia consigliere

 Lorenzo Mele consigliere

Michele Conca consigliere

 Antonio Casu consigliere

notaio Gio Raimondo Sanna

Illorai 30 ottobre 1833

Lista pubblicata, con  nessuna doglianza. oomma di scudi 40 che si corrisponde  al feudo.. Avanzano scudi 6 meno un quarto per il maggiore di giustizia secondo il solito in fede

notaio Sanna segretario.

v.a Mora.

Altre  liste sono presenti :

Benetutti

feudo ed accordio 1833;

Oruni

accordio 1833;

Bottidda  feudo ed accordio, segni e capi di bestiame;

Bono feudo , bestiame ;

Anela bestiame  feudo;

Bultei  feudo e segni di bestiame;

Sporlatu feudo, segni e capi di porci.

4. Nei documenti emergono alcuni problemi nell’amministrazione della giustizia negli anni 1731 1742:

24 dicembre 1731  si dichiarò una causa dal Consultore Reale condannando  in contumacia Bernardo Tola Mariani ed Antonio Mangia  a lire 25 di multa  ( istanza fulminata da  Clemente  Ruyu tutti di Orune);

 24 gennaio 1732 Francesco Angel Deus in contumacia deve pagare  lire 15 di machizia ad istanza di Cayetano  Ruyu di Orune;

16 gennaio 1732 si  pubblica la sentenza contro Juan Maria  Tica di Bultei condannato a lire 10 di machizia (istanza di Andres de Querqui per aver macellato un maiale  senza fede(cioè bolletino);

 1738 aprile sentenza ad istanza   di don Costantino Ledda di Bono  condanna a Francisco de Muru alias Fogueddu di Botidda e Francisco Madao di Bolotana a 5 anni di galera e 15 lire di machizia secondo fede;

1738 (maggio) incarica ad Orune ,multa di 50 scudi” por haverse  disparado un arcabusasso de noche a Francisco Monni di Orune;

altra incarica di 50 scudi ad Orune  per arcabusasso a Luca Juigue di Orune entrado en la cama;

dicembre  1741 condanna in contumacia a Juan Antonio Aquenza di Burgo a 200  frustate (azotes) e lire 15 di machizia , veniendo  “a manos della curia per urto de obejas a Baptista Pilu Querveddos di Esporlato

1739

marzo contumacia  contro Juan Antonio di Tiana “en pena de muerte  por haver muerto al marido de Maria Coco;

causa ad istanza di Antonio Fenu di Bultei contro  Pedro Pablo Mulas,, Martin y Calisto Mameli e Juan ìNurra di Bultei “por haverle tirado un balasso,” condanna in contumacia a 10 anni di galera e 50 scudi ognuno;

ottobre  contumacia  contro Juan Maria Era di Bolotana, ad istanza di Juan Gavino Mura ed Angelo Villa di Illorai per furto di 3 maiali  (c ochinos); era ottiene la   condanna a 200 frustate(azotes)  e a  lire 15 di machizia

1740

16 febbraio sentenza di encarga contro Juan Angel Nuli,Juan Antonio Dore,, Salvador Arca,, Juan Puddone,, Joseph  Rosa, Juan Maria Quirra,Joan Pozole,, Joseph Logias,, Angel Cuca tutti di Benetutti,sono  condannati in lire 25

giugno sentenza criminale contro Mauro  Angel Pisquedda di Burgoad istanza  di Juan Maria Politu o Lolitu di Bono, in conumacia  è condannato a restituire  10 pecore e  a 5 anni di galera e a  lire 15 di machizia;

 settembre incarica  ,ad istanza dell’officiale della curia, per la comunita di Orune che deve pagare il valore di un cavallo e lire 15 di machizia;

dicembre  Baquis  Mulas e Sisinnio Are di Samugheo devono pagare ognuno lire 25 di machizia

dicembre 1740 istanza  del procuratore della contea  del Goceano “por unos balassos “sparati alla finestra (ventana) del reverendo  rettore  e  condanna del paese di  Bono a 50 scudi;

1741 febbraio istanza  di Leonardo Mariani di Orune contro Antonio Nivoli, Tommaso ,  Juan  Nivoli ,Salvador  Sulis er Ananias  Meli e Pedro Pinna di Nuoro ;  Mele è condannato  a 10 anni di galera  e gli altri a  lire 15 di machizia;

;agosto sentenza in contumacia contro Juan Masala, Pedro Pablo Casu Fachadu di Botidda, Juan Antonio di Tiana alias Peicotu di Bono per vari delitti condannati a a morte e Casu , Masala e Pei cotu a lire 100 ognuno e Fachadau a lire 200;

 il 9 agosto  sentenza contro Jayme Murroni di Bottidda “por haver avenenado la laguna de Botidda”, è condannato   a 10 anni di galera “y no hay multa pecuniaria”;

dicembre 1741 causa di encarga per incendio ad istanza  del procuratore  del contado del Goceano per  l’ incendio del 6 luglio e gli encargados devono pagare ognuno lire 25;

1742 aprile  sentenza contro Leonardo Pisquedda di Burgo , mentre il maggiore di giustiza Antonio Sirigu lo aveva “executado en este acto le maltracto de palabras e Pisquedda è condannato a tre anni dei esilio ( de destierro) ed a pagare lire 25 di multa;

nello stesso giorno condanna   ad istanza  del procuratore  alle cause del contado  contro Mauro Angel Pisquedda di Burgo per avergli trovato  metà di un cuoio di vacca “un ladus de cuero de vaca” ed altri due in casa di Leonardo Antonio Deledda.; essi sono  condannati a tre anni di “destierro” e a lire 15 ognuno;

11 aprile   istanza di  di Juan Maria Sata di Benetutti contro Antonio Malochu, Pablo Manguela Asole, Juan Escanu di Nule per furto di pecore ; sono condannati a 10 anni di galera  e  a lire 15 di machizia  ognuno e  a pagare   alla parte il valore di 34 pecore ( obejas);

 21 agosto 1742 condanna di Michele Angelo Bissiri, Juan Estevan Chilla e Salvador Pedde tutti di Bono   a lire 15 di machizia ognuno per la querela di Pedro Cucu;

settembre condanna di Bernardo Carta a lire 25 di maquizia;

1743  marzo, condanna a Jorge Enna  Puddu Malungra di Benetutti a   lire 25 di machizia;

maggio encarga   di lire 15 per querela di Salvatore   Sulas Saragueddu ;

1743 settembre ,condanna in contumacia a Pasquale e a Juan Maria Cossu di Lula  a  tre anni di “destierro” e  a lire 50 di machizia:

 condanna   a Juan Maria de Tola di Oruni  a  5 anni di galera e  a lire 15 di machizia

0ttobre ,  Ludovico Masala di Oruni condonato a 300 scudi di machizia;

novembre ,Antonio Ladu pecoraio di Bono  è condannato  a 10 anni di galera e a lire 15 di machizia per furto di pecore;

Francesco Ignazio Ledda ed Ignazio Carta di Botidda sono condannati  per furto di pecore  a 10 anni di galera e a  lire 15 di machizia..

Nell’Archivio di Stato di Cagliari vi è il Fondo della Reale Udienza , Cause Criminali , classe III, serie seconda . Gli studiosi possono trovare utili elementi di conoscenza  sulla socioetà di Illorai nelle seguenti cause degli infelici “orrutus in giustissia”:

n.293 Oneddu Stefano ed altri di Illorai spari ad Illorai nel 1821 :

n.903-904 Gregu Pietro ed altri di illorai omicidio  nel 1822;

972-973Salis Luigi di Burgos furti di bestiame ed altri reati nel 1820;

n.869 Puddu Antonio di Illorai abigeato di vacche nel 1824;

n. 639-640 Delogu Baingio omicidio ed altri reati nel 1819;

n.1897 Manca Diego di Orotelli porto d’arma proibita nel 1830;

n. 2177 Corrai Giovanni Pietro di Bono, furto di una capra  nel 1831;

n.2066 ignoti , per grassazione di bestiame nel 1824;

n.2510 Casu Giovanni ed altri cattive qualità  nel 1820;

n-2731 Pilu Leonardo omicidio nel 1831;

n.2715 Mulas Antioco di Bottida peer calunnie nel  1833;

n.3038 Abis Cosimo di Lodine per incendio nel 1833;

n.3642 Manchinu Francesco di Bono per porto d’arma  proibita nel 1835;

n. 3812  Leoni Antonio per insulto con ferite nel 1836;

n. 4557 Gardu Francesco ed altri omicidio nel 1835;

n. 5012 Canu Salvatore per minacce con schioppo  nel 1836;

n.5012  Oggiana Giuseppe ed altri grassazione di maiali nel 1834;

n,5187 Salis Gavino ed altri di Burgos per furto di pecore nel 1836;

n. 5334 Carta  Salvatore ed altri arresto arbitrario nel 1837;

n. 6279 Concas Michele di Bolotana grassazione di maiali ed effetti vari nel 1840;

n.6288 atti sulla causa matrimoniale di Giovanna Deidda e Michele Oggianu di Illorai nel 1840

n.8260-8263 Ortu Pietro ed altri omicidio nel 1842;

n,8348 Ortu Michele ferite da arma da taglio ed adulterio nel 1842;

n. 9017 Puddu Michele contraffazione nella segnatura di pecore  nel 1847;

n.8842 Pala Battista di Orotelli omicidio nel 1841;

n. 10234-10237  Sannia Gavino di Sassari per furto di un maiale ed altri reati nel 1850;

n..10290 Carta Ortu Gavino ed altri ferite di arma da fuoco nel 1850;

n.10452 Manchinu Bua Gavino di Bono per grassazione di bestiame nel 1849;

n. 4908- 4909 Murru Gio Maria di Bono ed altri  per furti vari di maiali nel 1836 ad illorai ed altri luoghi ;

n. 9768. 9770 Canu Dore Pietro ed altri di Bultei per grassazione di maiali ed omicidio ad Illorai e Benetutti nel 1840;

n. 10132- 10134 Mereu Luigi ed altri di Orotelli per grassazione di merci e denaro ed altri reati ad Illorai ed a  Bono  nel  1848.

5.Una fonte importante per lo studio della comunità di villaggio di Illorai è presente nell’Archivio di Stato di Cagliari((Segreteria di Stato, seconda serie vol. 418). Tra l’altro troviamo inserito  il” “Libru de sas gamas  et sinos de sa villa de Illoray de porcos ,vacas et bervegues tocantes a sa recetoria de Nicolau Cosseddu  quales sun de su annu de 1668”.

Il primo settembre  1823  da Illorai il rev. Pasquale Putzolo scrive  al vicerè   : il rettore di Bolotana ,il rev Giuseppe Muredda, ,che si trova ora nella diocesi di Alghero   non vuole arrendersi a  rendere i conti della parrocchiale chiesa a cui trovasi sotto di 2400 e più lire e alla fine  monsignor vescovo di Bisarcio; se non si arrende esso Muredda , ne ricorre dall.EV. per soggiogarlo. I conti sono del Monte Granatico e del Monte Numario esistente nel villaggio di Illorai in cui il lodato signo rettor Muredda. ha governato  per  anni 17”,

In data  24 gennaio 1823  il rettore Giuseppe Muredda scrive che il comune di Illorai “tiene un salto chiamato Molia di circuito come dai Capucini al Carmelo di la a Bonaria indi a San Benedetto ritormando  al medesimo luogo  in questo luogo devono  vivere 12 cumoni  di vacche, . 16  di  pecore , 20 di porci  e 6 di capre . I pastori di Bono , Bottida.  E Burgo  o col pretesto   della promiscua , passando  tutti i salti di Sporlatu  , di Bottidas e Burgo   i pastori di Bono per venire  a   tal salto quale non basta per i bestiami naturali e pure i pastori sene passano a detto salto  e dopo  divorato coi loro bestiami se ne vanno lasciando i bestiami naturali a perire di pura fame, il che non può soffrire questo popolo e se non fosse stato pacificato da me a queste ore vi sarebbero accaduti non pochi omicidi.  per  obviare a tanto male sarebbe del caso se ne praticasse revista per vedere se il pascolo sopravanza il pascolo al bestiame naturale, Il popolo di Illorai , manca di pascolo  e  deve anche pagare i contributi regi sui  salti di Molia e Badde Riu di Illorai”.

In data 2  marzo  1823 su richiesta dell’Intendente Generale, a nome della Real Giunta Patrimoniale, si riuniscono i consigli comunitativi dei villaggi di Bono, Bottidda, Burgos ed Illorai. Compaiono a Bono don Costantino Angioi, don Tommaso Demartis , Salvatore Fois e Salvatore Nurra della Giunta comunitativa di Bono; Francesco Pedde, Antonio Esu, Pietro  Cuccu, Lorenzo Masedu, Salvatore Manca del consiglio comunitativo  di Bottidda; Fedele Mulas  e Salvatore  Frustigu, assente Diego Sanna ammalato in letto, del consiglio di Burgos; Giovanni Soro, Mauro Corda, Tottoi Carta e Giovanni Dettori del consiglio di Illorai. Il Consiglio di Iillorai  aveva presentato una supplica, ma Bono, Bottidda, Burgos rispondono: “ che i pastori di detti rispettivi villaggi da quando il Goceano è Goceano, sono stati nel pacifico posseso di tenere le rispettive capanne, ,come le hanno ,promiscuamente nei territori di Illorai,Sporlatu, Burgos, Bottidda, Bono e di piu villaggi di questa reale contea e di pascolare in conseguenza in tutti i rispettivi territori della medesima, come consta  non solo a tutti gli abitatori della stessa ma eziandio a tutti gli appaltatori ed amministratori dei redditi civili di detta contea. Che la strettezza poi del territorio sia tale, quale avrebbe esposto il comune di Illorai non possa in verità mentre li stessi Illoraesi hanno richiesto i pastori esteri per appaltare i loro  territori , come presentemente trovansi affittati ai mamoiadini nella somma di scudi 100, che volevano appropriarsi  ase , oltre il dritto  solito pagarsi in specie all’appaltatore per il pascolo del lor bestiame nei vacqui(sic) di quella vidazzoni, a più d’aver sempre affittato in quei stessi territori ai pastori di Bolotana, Orotelli, ed Orani, siccome lo sarebbero attualmente  per la vastità dei medesimi e come tale instano le suddette giunte comunitative  di Bono, Bottidda, Burgos d’esser  mantenute nel pacifico possesso che ne hanno avuto continuamente e ne hanno tuttora”. Illorai si riserva il dritto  di presentare al notaio  Salvatore Lebio entro 3-4 giorni le sue ragioni ed allegazioni in iscritto, ma il 29 marzo ancora non è pervenuto niente.: non ha curato presentare di presentare le sue ragioni”.

In data 12  aprile 1823  il Suddelegato Patrimoniale notaio Salvatore Lebio si impegna a far comparire i comuni per tranquillizzare circa le dispute tra loro insorte.

Il giorno 24 gennaio ad Illorai si riuniscono il  sindaco Giovani Soro,.  Il Consiglio comunitativo (Antonio Carta , Giovanni Dettori) Antonio Uda Maggiore di giustizia, la giunta locale( Nicolo Marras, Nanni Filia, Nanni Maria Pintor , Tommaso Pischedda, Lorenzo Mele tutti aggiunti) raddoppiate di classi  , Corda Lostia segretario.:

“ E stando in tal foggia propone detto sindaco e censore qualmente i pastori dell’istessa contea del Goceano d’ogni sorta  di bestiame non satolli di aversi  usurpato le montagne   di pertinennza di questa  ,scacciando i naturali pastori dalle loro capanne e cussorgie che   diariamente gemono  impauriti e spaventati con calde minaccie, saccheggi e rubaricci, ora più che mai in questi  precisi giorni, si fecero lecito vari pastori di Bono e del Burgos con grossi armenti transitare dalle loro consorgie distanti non meno di una giornata al salto di questa  parte limitrofe al Dipartimento Marghini, sito preciso per ricovero ed asilo di questi pastori naturali e con questo transito solcando la vidazoni  divastando tutto seminerio non che indi il comun prato dei bestiami domiti ; e giacche questo attuale signor delegato consultore di Bono, propenso piuttosto ai principali proprietari della detta di Bono , rallentò ed ommise di  provedere alle presentanze fatte dalli esponenti  si con voce che in supplica, giudicando opportuno farne intesa S.E. come capo della Regia Delegazione accio pria di succederne qualche eccesso irrimediabile tra li pastori esteri e naturali come altresi che l’amministratore  delle rendite civili , non possa senza  che si preveda di una visita di probi uomini dando pria quel necessario sostegno agli armenti  naturali tanto nella montagne che nel campo, venga vietato di affittare  pastori , ossiano armenti di diversi dipartimenti “.

E’  inserita una lettera del consiglio comunitativo di Illorai del 18 marzo 1823 firmata da Giovanni Soro sindaco, Mauro Corda , Antonio Carta , Giovanni Dettori consiglieri, Antonio Tiloca reggente ufficiale, notaio Corda segretario: “ il sindaco e consiglio comunitativo di Illorai in confronto all’interpellanza fatta dal suo Delegato Speciale notaio Salvatore Lebiu ,dimorante in Bono, circa l’insorta controversia e oppremimento (sic ) in cui soffre questo Comune dai pastori  d’ogni sorta di bestiame, che urtando alle veglianti leggi, si fan lecito non solo di usurparsi nella montagna di Illorai gli ovili, porcili e vaccili , scacciando  i naturali , privandoli della risorsa in annate ghiandifere e siccome per illuminare maggiormente la retta giustizia di V.S. Ill.ma si propone quanto in appresso:non intende questo comune vietare la promiscuità di pascere liberamente  dell’ìstessa Contea in questi territori, in quei siti precisi confinanti  si nella montagna che nel campo, trattandosi solamente del profitto del pascolo. Intende per questo Comune giacchè favorisce la legge, non che la mala condotta degli esteri pastori di Bono, BurgosSporlato e Bottidda formando  loro un corpo  non sazi di pascere e  appropriarsi quasi tutta la montagna ghiandaia pertinenza di questo comune, ma più che mai si fecero lecito di impossessarsi nel campo, mescolandosi coi naturali pastori formando loro rispettive capanne e ovili che a questo oggetto direttamente  questo comune si oppone, si per il detrimento del pascolo, alberi ghiandiferi, alberastri(sic), oleastri che per difendersi questi individui d’un simile opprimento  perendo il bestiame patrizio ne nacquero i seguenti eccessi a pregiudizio di questo comune e sono .

 Li Burghesi anno sono per aver rissato dai miriagri (sic) si sono uccisi ad invicem  Giuseppeddu Pinna di questa e un tal Procrabu Antonio di Burgos, nel campo detto su de Guanzu territorio di Illorai; già interfetti questi immediatamente si unirono tanti pastori Burghesi per perseguitare gli abitanti pastori e non avendo ritrovato che un solo ragazzo di anni 10, cioè dieci, e inerme appellato Martino Demuru restò vittima dei medesimi Burghesi a stilletate, pecoraio di questa e quindi un tal Antonio Bandu Mele

 per liberarsi dell’omicidio relazionò alla curia di Bono che l’interfetto Carta fu ucciso dal suo cognato essendo innocente ; si prescinde degli anteriori eccessi perpetratti  dalli enunciati Burghesi; ma segnatamente si fa sentire che ora circa un mese venne morsicato e storpio un poveretto ragazzo  nomato Antoneddu Sanna di questa villa, dai cani dei pastori Burghesi, che ora  trovansi in questo campo stazionati a ovili.

Li Bonesi distano da questa  Patria a passo di gregge una giornata a questo campo e per passare e inoltrare in questi campi li loro   armenti  solcano li due prati a vidazzoni e per averli sempre ripresi si son dichiarati ladri e nemici capitali contro questp comune con averli praticati i seguenti rubaricii. Anni sono prepotentemente derubarono 40 porci grassi al signor Raimondo Ortu dal luogo  detto sa bucca de Locula ,mezz’ora distante da questa villa e furono arrestati cinque  in fragranti (sic) bonesi nelle loro case dall’nfrascritto notaio Corda Lostia, che li prestò l’aiuto in allora comandante in Bono e ora comandante di Piazza il signor cavaliere Orrù. In altra occasione al principale Maoro Corda e Gio Casu di quests villa vennero  derubati 44  porci grassi di negozio  e si trovò il lardo in varie  case di quella di Bono , poi immediatament;  allo scrivente Maoro Era  li derubarono   52 porci grassi   e così a tanti  altri individui , massime a Giuseppe, Ortu lo ridussero  all’ultima miseria  che in due volte  che in due volte   li presero 150 porci..

Non sazzi di simili operazioni anni sono nella metà del mese di luglio nel golfo  (sic) di mietere le granaglia vari pastori della detta di Bono con grossi armenti  di porci passarono dai loro salti e si sono inoltrati entro la vidazoni , prendendo dalle mani dei contadini, che segarono le granaglia(sic) che  gettavano ai porci, intorbolendo (sic) le fonti, motulando (sic) quei che parlavano per difendersi e tanto che si unì questo misero popolo per scacciarli ed avendone arrestati due , il giorno immediato venne il fu don Andrea Rubata di questa di Bono con 35 uomini armati entro questo popolo e si restituirono gli arrestati con aver fatto fidanza detto nobile Rubatta del danno occorso  di misure 100 e più e non s’adempì il saldo.

Finalmente per non recar più tedio , si lascia di individuare i disordini , rubaricci , risse occorse dali abitanti al pari di Bottidda e di Sporlato. Per questi motivi ottenne questo comune dall’uffizio della Intendenza Generale una provvidenza favorevole che fu commessa al signor Avvocato Giacomo Fresco della città di Sassari, quali atti esistono nell’uffizio Patrimoniale dell illustrissimo giudice don Diego Podda , che unitamente alle più nozioni esperite in altre precedenti  pezze umiliate a s. e il signor vicere,si compiacerà unirle e indi decidere se detti esteri pastori così accaniti contro  un povero popolo possano piantare capanne e coerentemente  pare esser giusto che l’appaltatore delle rendite di  questo Goceano , in bona coscienza non possa affittare pastori di diversi dipartimenti  a questi territori, senza che pria si pratichi visita e risultando siano separati dai naturali, per evitare mille pericoli , che occorrono , che è quanto  pro nunc si contesta.

Detti Burghesi pastori di  pecore pernotavano in questo campo e sito nomato S’adula restò ucciso a palla Gavino Carta”.

In data 17 aprile 1823 il comune di Illorai sul salto di Molia ed altro  si riserva di dare risposta in iscritto e” nel mentre osava sperare che non vi sarebbe occorsa altra disputa , né si innoverebbe cosa alcuna  sull’oggetto di cui trattasi posto che non intende contendere la promiscuità dei terreni bensi si duole  semplicemente della insufficiente pascolo che tiene il bestiame naturale di  esso Comune, per causa di tanti terreni che si affittano all’estero da questo arrendatore “. Anche gli altri comuni si riservano di presentare le loro ragioni in iscritto.

Il giorno 18 aprile  1823  Giovanni Soro coll’assenso del consiglio comunitativo di Illorai, risponde : “ primieramente i motivi rilevanti per cui detti villaggi non hanno campo a quanto adducono, punto che V.S.Ill.ma fece il primo verbale sul proposito; questa parte per suoi giusti  motivi inoltrò le sue allegazioni il giorno immediato e a corso di posta in scriptis alla predetta Giunta Patrimoniale che indubitabilmente sarà a vista della medesima.

Pur non ostante questo Comune giammai ha inteso , né intende affittare a questi territori esteri pastori, anzi  è noto all’Uffizio   dell’Intendenza Generale   e Regia Segreteria di Stato de’ riccorsi sempre fatti contro l’arrendatore del Goceano, il quale senza misura  con detrimento notabile, si fa lecito senza pria praticar visita, ed assegnare distinti  limiti, affitta tanto nel paverile che nei vacui della vidazzone pastori esteri di diversi Dipartimenti di Bolotana, Orotelli e quest’anno di Mamoiada ai vacui della vidazoni, gorbellando(sic) questo comune che della mercede ne dava la metà per le urgenze comunali,, ed indi si cambiò d’aspetto e si ritirò a se un tutto l’attuale arrendatore Pietro Tilloca e da questo vennero i naturali pastori  di pecore  privati dui quel pascolo di detti vacui   e ne han sofferto eccessivo danno i contadini e detti pastori, oltre che di perire le greggi per mancanza di pascolo, non ricevettero quel frutto.Su quest’articolo addunque, si ripette ed insta che detto arrendatore venga per l’avvenire vietato l’abbuso di affittare simili grossi armenti, senza che ogni anno mediante periti imparziali si faccia visita dei salti, tanto nel ghiandaio (sic) che nel campo e vacui della vidazoni e risultando capacità, che non lo può essere;  non viveranno mescolati coi naturali pastori , che da tal  miscuglio ne nacquero risse  e diari  rubaricii,

Rapporto al ramo principale degli enunciati villaggi s’aderisce questa parte  a quanto precedentemente  hanno presentato come sovra, restando per ora  d’invigilare  e  rippetere  che stante son dell’istessa Contea, non intendono niegare la promiscuità di pascere tantum in quei luoghi limitrofi, che  precisamente corrispondono alle loro cussorgie, sia nel campo che nel ghiandaio, non pero sarebbe giusto d’oltre passare limiti, solcando vdazoni e prati , facendo lunga dimora stazionandosi, formando cappanne , rispingendo i naturali pastori a non plus ultra, recidendo gli alberi ghiandiferi; detrimento questo del pubblico e privato, convivendo  velis nolis coi naturali e da simili urtamenti , sono succeduti degli  omicidi e nimicizie; non che de saccheggi e rapine, come nella precedente si manifestò e rilevasi  le insorte discordie.!. Illorai chiede  che  vengano inseriti acclusi gli atti dell’avvocato Giacomo Fresco di Sassari e dell’Uffizio della Intendenza, che sono depistati nell’Ufficio Fiscale e Patrimoniale di don Diego Podda e presso il dottore Porcu Pintore e “ siccome questo comune è tenue di radunar  una prolissa lite con più popoli ed arrendatario dell’accensamento del Goceano, atteso l’adaggio (sic) nolite contendere cum viro potenti, si lascia alla saggia e retta giustizia di chi spetta di  provvedere efficacemente permettendo la promiscuità come sovra tantum e che l’arrendatore non possa permettere affitto ad esteri pastori , senza che si  pratichi visita per dare il bastevole  ai naturali pastori”.

Il giorno 6 maggio 1823 in una lettera indirizzata al Delegato Speciale della  Giunta Patrimoniale,  il notaio Salvatore Lebiu   ,i consigli di Bono, Bottidda, Burgos dicono che “basterebbero  per confondere il Consiglio di Illorai quanto contiene la sua  medesima comparsa delli 18 propassato aprile  presente anno  sulle frivole , irregolari  e mal fondate instanze  per  la tentata proibizione della promisquità del territorio , ma nulla di meno non lasciano di rispondere che stupiscono come ha  ardire persistere in voler privare il pacifico eredato (sic) dritto della promisquità del pascolo e formare capanne dei territori , avuto non solo dell’avversante Illorai, ma di questo Real Contado di Goceano tutto fin da quando il medesimo fu formato senza chè mai siavi passata  la più minima  interruzione  come non si dovea  né potea  passare  dalla suddetta comparsa del  Consilio di Illorai chiaramente rilevasi esser stato mosso di puntiglio per l’arrendatore , essendo questo  venuto meno al patto che dice avrebbe  fra essi avuto per divider l’affitto del territorio vastissimo , che esso comune tiene, onde contro l’arrendatore solamente avesse  intentato la domanda, se si credeva assistito di ragione e non contro le comunità, per impedire quanto di  promisquità han immemorialmente e pacificamente avuto con frivoli pretesti, le quali da prima che di nascer il piu vecchio che oggi vive ad Illorai ci pascero non solo ogni sorta di bestiame , ma ci  formarono eziandio le capanne, come attualmente  vi esistono , attesa la strettezza dei lor territori, e la vastità di quello contraddicente  d’Illorai, che ne ha  non solamente a sufficenza per il suo bestiame tutto ma per affitar a pastori d’altri partiti, come di Mamoida, Orani, Bolotana e Bonorva dei  quali luoghi s’abbonda di bestiame e da  toglierci questo immemoriale  dritto non sarebbe altro che obbligarli a spogliarsi tutti del bestiame unico sostegno delle loro povere famiglie” Per le insolenze, ma non consta , muova il pubblico e particolare di Illorai le sue instanze presso chi conviene..

In data 13 agosto 1828 vi è la copia del parere del’Avvocato Fiscale Patrimoniale sulla supplica di Dionigio Deidda  maggiore di vidazzone di Illorai, Il regio Prefetto di Nuoro aveva indicato che   bisognava uniformarsi alle leggi e consuetudini veglianti nel regno e nella Contea del Goceano: Ora  nel Goceano vi è la consuetudine sanzionata dalla regia Giunta  Patrimoniale  che tutte le multe e machizie che si  accusano ai pastori per  pascolo in luogo vietato si ripartiscano tra gli accusatori o machizianti e  tra gli appaltatori dei redditi civile e feudali..Il prefetto di Nuoro avvocato  Giuseppe Felice Medda aggiunge “poiche il Consultore Delegato non aveva né accusato , nè machiziato e neppure sotto dritto  alcuno  multato,  non può spettargliene ,in mio senso, porzione alcuna, come fanno fede gli atti sommari della curia di Bono.

Il giorno 6 settembre 1836 l’Intendente Provinciale dà un parere favorevole : Illorai e Bottidda “possono utilmente appaltare  le stoppie ed il prodotto serva di pubblica utilità; Bottida  può riedificare la chiesa di San Bonifacio”.

Il giorno 13 dicembre 1840 è accolta la richiesta di Illorai per affittare al pascolo delle pecore i vacui della vidazzone ed un distretto del prato per affrontare le spese dell’esercizio 1840.col permesso  dell’Intendente  Provinciale di Nuoro.

 La stessa licenza è rilasciata il  26 gennaioi 1842 per pagare le dirame comunali.

Il 19 luglio 1843 il vicere scrive all’Intendente  Provinciale di Nuoro di concedere ad Illorai il permesso di affittare le stoppie ,perchè  il prodotto serve al pagamento delle contribuzioni comunali,”previo  pero la dovuta licitazione e deliberamento in favore del miglior offerente, né siffatto prodotto venga altrimenti impiegato che all’uso suindicato”.. Il comune in data 4 luglio nella richiesta  aggiunge  che sarebbesi divisato di concedere per pascolo dei porci, mediante affitto di stoppie della vidazzone , onde preservare quella razza di bestiame dal deperimento di cui è minacciato dall’attuale siccità”.

Il 31 ottobre Illorai chiede anche di potere  affittare  un distretto del prato boinale.

In data 11 dicembre 1843   dalla Segreteria di Stato scrivono al Giudice di Bono, tramite  l’Intendente Provinciale di Nuoro, in merito al ricorso del Consiglio   di Illorai per “ottenere provvedimenti per far allontanare da quei territori  il bestiame dei vicini comuni, che vi si introduce con contratti  simulati e col pretesto di promiscua, stabilendosi anche gli ovili. A tal riguardo commetto  a Lei di provvedere efficacemente  a termini di legge  onde venga impedito qualunque abuso per contratti simulati e perchè nessuno possa tenere il bestiame  in questione oltre il tempo che per dritto possa competergli. Attendo riscontro  e desidero che il Signore..”.

Il giorno 29 ottobre si concede ad Illorai un altro permesso per affittare i vacui della vidazzone

.Il 15 gennaio 1844 , il 13 dicembre 1845 , 18 luglio 1846 la licenza    vien rilasciata a Bottida  per la domanda per fitto vacui di vidazoni per alleggerire col prodotto il peso delle pubbliche retribuzioni..

Il 9 luglio 1847 l’Intendente Provinciale di Nuoro scrive al vicerè  in merito al fitto delle stoppie nel comune di Illorai :fa presente “l’opportunità di introdurre i porci dopo ultimate le messi e ritirato il grano dal luogo in cui devesi pascolare.Il giorno 21 luglio 1847 Floris ,Avvocato Fiscale Generale Patrimonial  scrive al vicerè che i consigli di Burgos, Bottidda ed Anela “ non trovando equitativo che venga privato di quel pascolo l’altro bestiame e rimanga  esclusivo ai porci che lo devastano, sarebbe d’avviso di discutere l’oggetto in giunta raddoppiata con l’intervento dei primari pastori e proprietari di bestiame su dei quali anche gravita il peso delle comunali contribuzioni al pagamento delle quali intenderebbero impiegare il fitto del suddetto pascolo”. Il vicerè accoglie il ricorso.

 Il  29 luglio 1847 Illorai, in giunta doppia ,decide di affittare le stoppie della vidazzoni ai pastori porcari per 15 giorni: “è antica consuetudine in questo villaggio che appena ritirate le messi dalla vidazzone, le stoppie in essa rimaste vadano pascolate dal bestiame pubblico ,senza sorta alcuna di paga; siccome però i porci non hanno in questa stagione pascolo alcuno, per cui spesso suol  venirne meno la specie e non pascolano che le povere spighe cadute dai mietitori ed anche per  esser troppo misere dagli stessi trascurate e di pochi granelli in terra  di essersi  senzachè offendano il fine unico nutrimento dell’altro bestiame, vengono preferiti detti porci coll’introdursi alle dette stoppie prima dell’altro  bestiame per un tempo limitato  a seconda del maggiore o minore bisogno che tanto quelli che questo ha di quei pascoli, dopodichè si suole dar l’ingresso a tutto il rimanente bestiame ,domito ,sia rude, e con ciò si ottiene ogni anno un prodotto che suole  instruirsi a vantaggio della comunità, non rimanendo lesa l’altra parte la proprietà dei pastori del paese, che d’ordinario sogliono essere padroni di porci e padroni di altre specie di armenti, spiegando che quanto più si tardava negli anni andati affittare le suddette stoppie ai porci o non avea effetto l’affitto, o perdeva il pubblico vistose somme non offrendo i porcai che tenui somme all’uopo. Epperò anche quest’anno si implorava il permesso di siffatto affitto illimitatamente bensì , ma per indi fissarne il tempo di 15   o  20 giorni nei capitoli dell’appalto secondoche esigesse l’interesse comunale ed il bisogno del bestiame,anticipandone la  dimanda, perchè non rimanesse senza effetto dopo i ritardi che va a soffrire nelle informative e nel corso postale, come appunto presto andrà  rendersi senza effetto se più ritarda l’opportuno permesso.Sottoscrivono con  segno croce  il sindaco Salvatore Casu, i consiglieri Salvatore Bonu, Antonio Sanna Cocco, Demetrio Manca, Domenico Pianu,i pastori Antonio Leoni,Salvatore Manchinu, Francseco Pasquale  Cosseddu,Giuseppe  Moresa, Antonio Sebastiano Sanna, Gioachino Nieddu “.Il segretario è Maoro Giuseppe Era .

Il 24 giugno 1848 la vedova Corda di Illorai fa ricorso all’Intendente  della Provincuia per il pagamento  dello stipendio  del marito notaio  Giovanni Costantino Corda Lostia  in qualità di segretario di Illorai. Il notaio Antonio Pinna  subentra  provvisionalmente  su proposta del consiglio  ed ‘approvazione dell’Intendente Provinciale di Nuoro.  Entra poi in carica il notaio Luigi Ruyu di Bottida , dopo l’informativa del Delegato Consultore del Goceano sulle qualità morali lodevoli21.

A  Cagliari  il  9 settembre 1834 il vicerè scrive all Intendente   Generale del Regno  De Juge:la vedova Maria Caterina Aru di Illorai deve ricevere lire 15.soldi 6 e denari 8 per l’attendenza  inqualità di balia di uno spurio(bambino abbandonato ndr) di Illorai dal primo agosto 1833 al 27 giugno 1834, applicandola alla categoria  casuali del Dipartimento   Finanze.

In data 15 novembre  1834 l ‘Intendente Provinciale di Nuoro respinge la richiesta rassegnata  da Aurelio Mulas di Illorai:”mi risultò alieno totalmente dal vero quanto in esso s’enuncia: la famiglia del ricorrente è una delle prime possidenti di quel paese ed i beni che trovansi sotto sequestro per debiti e spese del magistrato non vennero compresi nella quota impostali per pagamento  di regie  e comunali imposte”.

Il  10 dicembre  1836  l’Intendente Generale  scrive  alla Segreteria di Stato:”  non viene accolta la richiesta di esenzione  dalle dirame comunali del Luogotenente di giustizia di Illorai Gianuario Are,  ad eccezione di quelle non privilegiate   cui solo potrebbe farsi luogo perchè munito di una patente ed esercente pubblico impiego.

In data 28 giugno 1836 il vicerè  scrive all’Intendente  Provinciale di Nuoro  : “: ben opportuna trovo nel concorso  della circostanza  di cui ella mi informò di conciliazione da lei  propostami tra il consiglio Comunitativo di Illorai ed il suo segretario Giovanni Raimondo Sanna.,tralasciando  io pertanto di provvedere  sulla domanda della dismessione da tal posto da quest’ultimo inoltrata , autorizzo Lei stessa ad ammonirlo efficacemente onde con maggior zelo ed esattezza  abbia ad adempiere per lo avvenire  ai propri doveri, ed a  mettere in avvertenza il consiglio di voler conservare  maggiore armonia  nel suo segretario, avendo soltanto in principale  vista il bene del servizio..Prego Dio”.A questo proposito ,il 25 giugno 1836  l’Intendente Provinciale  di  Nuoro scrive  al vicerè”  temendo di venire accusato d’indolenza si sarebbe anticipato  antivedendo il colpo ad implorare tale dismissione, malignando la condotta dei membri componenti il consiglio quale dalle  prese cognizioni  non  mi risultò irregolare”.Iin data 16 settembre 1842 poichè persiste l’indolenza del Sanna( non ha ancora trasmesso all’Intendente  Provinciale di Nuoro la lista dei riparti dei regi donativi e contributi del corrente esercizio non vi è operazione  che eseguisca regolarmente a motivo che di frequente si lascia dominare dal vino)  l’Intendente Generale  autorizza ala rimozione e lo fa sostituire di  rimpiazzo  dal maestro d’arti liberali Giusepe Era.

Il 17 novembre 1838   il vicerè scrive al l’Intendente Provinciale di Nuoro::” la autorizzo pertanto a concedere al Michele Concas l’implorato permesso per la costruzione delle due mandre pei buoi in quel villaggio a  di lui spese  con cinta a muro”, cessando i guasti  che ogni anno facevano nei boschi e “ porta bene all’agricoltura la concimazione e coltura alternativa di esse mandre”nel luogo   Osteddai,Luche, Curcurada ,dove esistono ma disfatte.”. L’Intendente di Nuoro  in data  25 maggio 1838  scrìive al vicerè:  non aumentare lo stipendio di scudi 15 annuali al sindaco, nè al segretario, è “ una popolazione poco agiata e poco numerosa in cui i lavori   non richiedono una mercede maggiore di quella fin qui goduta nella somma di scudi 15 rispettivamente  e se  si defferisce  per poco alla domanda di questi ricorrenti , l’esempio promoverebbe simili suppliche di tutti i sindaco e segretari i dei vicini villaggi”.

In data 30 ottobre 1843  scrive il vicerè all ‘Intendente Provinciale  di Nuoro  sulla nomina del prochirurgo Gio Maria Oggiano , flebotomo per prestare la sua opera ad Illorai: con un  contratto di assalariamentio: di  bassa chirurgia; un  altro permesso è  in data 6 ottobre 1846..

Nell’ottobre 1841 il  vicerè scrive all’Intendente Provinciale di   Nuoro::”  : sul foglio  del 28 settembre scorso il sindaco del consiglio comunitativo di Illorai è affine in  primo grado al segretario ed in secondo  al consigliere Giovanni Maria Moro ed in egual grado trovasi  parenti  uniti tutti gli altri consiglieri ;sarà di lei cura , onde mettere riparo ai  tanti abusi che da cotali consiglieri  si commettono a danno delle popolazioni  di farmi conoscere quali dei predetti membri devono esser  conservati in esso consiglio e quali dispensati come colpiti dalla legge. Attenderò   i coerenti di lei riscontri per gli ulteriori provvedimenti.”.

Il sindaco e consiglio di Illorai   fanno  riferimento che il 16 ottobre 1841 venne ad Illorai il regio esattore notaio  Giuseppe  Musiu  “per l’esazione dei regi contributi ed allo stesso tempo ha divulgato  che aveva una commessione per sbalzare di pianta tutto il consiglio comunitativo del posto informandosi in seguito della parentela  tra i membri dello stesso consiglio. Ha preso poi  informative da gente che ha sofferto pena infamante e che invidiano posti d’onore quali verrebbero nella popolazione più tosto discordie che pace e sono questi gli ex galeoti Aurelio Mulas  ed i fratelli Giovanni, Giuseppe  e Michele Ortu ed altri soggetti dello stesso calibro.. Il regio esattore  non doveva informarsi  da simile razza , né alloggiare in loro casa come si è alloggiato per far la minestra a loro modo , ma dal parroco , censore locale  ed altri uomini di buon senno  e costumi e zelanti per la pubblica pace e tranquillità. Se questa parentela  si opponesse ai regi regolamenti resterebbe sempre senza Consiglio comunitativo  questa  popolazione, mentre  tutti questi  abitanti  corrono in simile  modo di parentela  cagione che questo paese  è composto di un pugno di gente” .. Sottoscrivono sindaco  Salvatore Ulgheri , consiglieri Giovanni Maria Moro, Salvatore  Corda. Pietro Bette, Antonio Francesco Pilu “ tutti per altra mano eccetto il Corda”. Il prete Salvatore Fenu in data 11 settembre 1841 comunica i gradi di parentela.

 Il giorno 14 agosto 1841 a Bono il giudice del Mandamento Sannia: scrive :” alcuni fanno ricorso contro il consiglio comunitativo di  Illorai  onde avere  una qualche somma ,espongono alla penuria le intiere popolazioni:; prima del ricorso gli agricoltori  avevano fatto  doglianze nel mandamento ,ma, “ egli si  adoperò con tutto zelo per reprimere l’audacia dei pastori porcari che intrioducevano i lor porci per fino alle aie, non che fra  i seminati non per anco mietuti lasciandogli vagare senza custodia. Ha costituito una continua ronda campestre interessando anche il comnandante con uno o due Cavalleggeri.: Qualche pastore ha avuto contravvenzione , ma  non è riuscito di poter  contenere una immensa moltitudine di porci che in forza del permesso accordato ai pastori pel contratto di locazione introducono a pascolare nelle stoppie in piccolo ristretti vacui senza che  l’altro seminati attiguo od aderente a  quelli vacui sia tuttora mietuto;la comunità  stipola i contratti di locazione coinvolgendo solo il maggiore di giustizia e non il giudice locale” . Ha condannato al risarcimento danni i  principali obbligati e fittavoli delle vidazzoni, anche se il risarcimento è parziale. ;gli agricoltori devono andare in altri paesi per acquistare le derrate di provvista per la manutenzione delle loro famiglie ed il Monte Granatico  rimane sempre in credito perchè  vi sono certuni che non hanno  trovato nel loro seminerio se non le calpestate stoppie     in conseguenza  dei contratti stipolati allorquando vengono approvati senza che allora si possa ovviare agli inconvenienti  che ogni anno sopravvengono..Antonio Lisci, Antonio Casu, Francesco Lisci, Nicolo Galistu, Antonio Are, Maoro Galistu,Baingio Ara. Gio Maria Galistu , Antonio Leoni , Paolo Ara , Giacomo Pischedda , Emanuele Lisci, Agostino  Mameli ed altri di Illorai:: sono  i ricorrenti contro i porci che divorano le biade:”  porci intorbidano le acque rendendole perniciose con   pericolo di originarne un male contagioso. ,oltre i porci naturali hanno affittato a porci  esteri che divorano le biade e pascolano anche nel segato o prato pel domiti;aggiungono che i consiglieri e segretario hanno uno o due greggi di porci”..

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