Bilanci, giudizi e salami di Costanza Miriano

“Come è difficile capirsi, mio caro” – ho detto ieri sera appunto al mio caro, dopo un banalissimo malinteso, indossando un sorriso da mogliettina anni ’50. “Cosa esattamente non capisci?” – mi ha stroncato lui, marito anni 2000 impermeabile a ogni moina (è un genio). E’ perché ho un marito che mi risponde così, e nonostante questo non volevo né andare in analisi né prendere a craniate la credenza lillà che mi sono risolta a scrivere un libro. Per imparare la lingua maschile. E’ evidente che non ci sono riuscita.

 E per di più la cosa ha avuto degli effetti collaterali, non tutti necessariamente positivi. Voglio dire, ventimila copie, sì, un sacco di riconoscimenti, inviti, attestati di stima, molte nuove amicizie preziosissime, alcune diventate fondamentali. Ma da un punto di vista spirituale, mi chiedo, cosa ha significato questo ciclone che è entrato nella mia, anzi nella nostra vita?

 A questo punto il bilancio diventa troppo intimo, quello che riguarda me, e troppo privato per quello che riguarda la famiglia, per poterne parlare qui. Mi sono accorta – sono lenta di comprendonio e ci ho messo un po’ a capirlo – che la rete esacerba gli animi, e che a volte fa sentire le persone libere di roteare la mazza chiodata ed emettere giudizi netti e severi e a volte anche cattivi, giudizi a cui non si azzarderebbero parlando con qualcuno in carne ed ossa, osservandone le movenze e gli accenti.

 Ma il cuore del ragionamento non è questo. E’ piuttosto il fatto stesso di giudicare. La Sapienza eterna ci dice di non farlo. Non perché non ci sbilanciamo, e neanche per una sorta di legge del taglione che ci permetta di non essere giudicati, né, infine, per ipocrisia, no di certo. Ma proprio, profondamente, veramente, perché non ne siamo capaci.

 Io personalmente sono certa di non essere in grado di giudicare neppure me stessa. Di certo non lo sono gli altri: mi rendo conto di godere di una stima esagerata, ma niente in me è cambiato rispetto a quando mi sono sentita incompresa e sottovalutata. Anzi, forse ci sono stati anni di servizio silenzioso ai figli piccoli, alle fatiche quotidiane (quelle di tutti, per carità) in cui, chissà, magari ero più vicina al Signore. Davvero non lo so.

 Penso che nessuna delle nostre azioni sia totalmente pura, neanche le più buone agli occhi degli altri (vanagloria, compiacimento, emulazione, perfezionismo, invidia, competizione possono sempre mettersi in mezzo). Senza lo Spirito Santo nulla è nell’uomo, nulla senza colpa. Per questo c’è tanto bisogno di pregare, anche quando ci sembra di stare a posto con le azioni.

Costanza Miriano Questo tempo quaresimale è propizio alla conversione profonda del cuore, alla consegna totale, alla resa. Sapendo che ci si arrende a Dio che è amore totalmente misericordioso, che ci aspetta paziente per anni, solo per dirci che ama ognuno di noi come un figlio unico. E’ questo il messaggio di alcune grandi sante degli ultimi anni: di santa Teresina di Lisieux, che ha tracciato la piccola via, di Madre Speranza, instancabile apostolo dell’amore misericordioso, di Santa Faustina Kowalska (Enrica, hai visto?: ho ascoltato il tuo consiglio…), tanto cara a Wojtyla che nella festa della Divina misericordia è salito al cielo. La festa cade la domenica dopo Pasqua, ma già quest’ultima parte di quaresima è propizia, molto propizia a riprendere in mano la coroncina e il Diario di Faustina (io amo in particolare i testi della Via crucis).

 L’insegnamento che traggo da tutti i testi di meditazione sulla divina misericordia, e sulla sproporzione con la nostra finitezza, è che nulla di solo umano è profondamente, veramente, totalmente buono. Nulla, chiaro, tranne il pane umbro sciapo cotto a legna, con il salame. (Ho pochi capisaldi di teologia, ma su quelli non ho dubbi).

Commenti

  1. Condivido quanto scrivi e sei fortunata che queste idee non te le abbiano messe all’aria i vari 1968 com’è capitato a me. Ora, a 75 anni, vado recuperando sulla tua linea, che pure potresti essermi figlia, già ne ho 4 figli compresa la figlia, oltre i quaranta tutti, Natascia avrà vent’anni ed è passata come una meteora per un mese tra noi, ora in Bielorussia non sappiamo come stia.
    Ai tuoi libri di mistici, in qusto periodo, aggiungerei l’ascolto delle letture della Valtorta fatta da Roberta di Radio Maria, guarda il secondo link sulla Valtorta oppure cerca qui la cattura di Gesù, ci sono anche le letture alle quali accenno.
    Io vedi, scrivo gialli, e li ubblico si internet, forse mi serviranno anche per la vita eterna. Chi lo sa. Buona Pasqua e grazie del pezzo che ti ho rubato!
    Angelino

    scriptor
    marzo 26th, 2012

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