Tre nomi, tre teste di cizzetta, tre sagrestani di Satana contro il Papa di Fulgenzio Saetta

Vista la libertà de nostro blog, una volta tanto, accettiamo anche questi pezzi agrodolci. Per conto nostro abbiamo una gran stima di Umberto Eco, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca: tre bei nomi, tre bei santi protettori, tre teste d’uovo, giornalisti, scrittori, teologi, filosofi, antropologi, semiologhi, italianisti, dialettologi (e chi ne ha più ne metta) tutti e tre docenti a tempo pieno o a contratto. Essi rappresentano nel bene e nel male quanto l’intellighetzia italiana abbia prodotto negli ultimi sessant’anni. Ci hanno solo un vizietto, quello di scherzare coi santi invece che coi fanti. Questi testoni sono fatti cosi e fortunati noi che ce li abbiamo. Si tratta di santi laici, con l’aureola di fuoco in testa  e una spada di canna nella mano destra. Dobbiamo stare attenti che i crucchi non ce li portino via. Come faremmo senza di loro, caro Fulgenzio Saetta? (Nota della Redazione).

Eco, Scalfari e Bocca, una c in ognuno, mancano solo le z per queste emerite teste. Tutt’e tre di tanto in tanto sbattacchiano la dentiera per dire che il papa non è un gran teologo, che non è un gran filosofo, non è un gran papa. In effetti queste cose, dette da queste tre teste in limina mortis, genuini cadaveri ambulanti, non ci meravigliano. I loro ragli, i loro gracidii, le loro superflazioni da bocca espandono solo cattivo odore e basta. Occorre turarsi il naso,nascondere  gli occhi e tapparsi le orecchie per non sentire, non udire, non vedere le scioccheze madornali che ogni tanto questi zombi vanno rutando contro la Chiesa, contro il papa e contro i cattolici. Si tratta di uomini che cominciano ad ammorbare l’aria così come avviene dei cadaveri grassi ambulanti. Questi presto, il più velocemente possibile, baroni (da bara) che andranno in pasto ai vermi, se non si faranno cremare, inquinando ancora l’aria dalla loro carnaccia putrida, fino all’ultimo ci romperanno le scatole. Dopo la loro defunzione, di loro non si parlerà più e quanto hanno scritto cadrà nell’oblio totale.

Immaginateveli tutt’e tre davanti a san Pietro: esclameranno: -Cribbio, perbacco, ma allora qualcosa c’è?- Risponderà san Pietro:- Si che c’é, ma voi teste di cipolla bollita non avete capito nulla e vi siete confusi, prendendo fischi per fiaschi, e ghiande per mandorle!- Accorreranno i loro santi protettori per difenderli e farli passare per matti e spedirli per mille anni a purificarsi tra le fiamme del Purgatorio. Loro non vorranno sentire parole e preso atto che sono stati sagrestani del diavolo vorranno unirsi alla puteolente schiera infernale bestemmiando  e maledicendo il loro nascimento. Per cui è giusto che a quell’esercizio vi si preparino in gran forma: hanno goduto fama, son  diventati grassi suini e ricchi come Cresi, specie in area cerebrale. Poveracci, non c’è da invidiarli, questi cadaveri in fieri. Ora cacano dal cerebro insano tutto quello che possono per dire le peggiori insanie contro il cattolicesimo. Vogliono subito lo sbattezzo e andranno sicuramente dal capo sbattezzatore, questi pezzi di combinazioni chimiche escrementizie. Noi purtroppo di tanto in tanto dobbiamo sentirci ammorbare dal loro fetore. Non basta la cronaca nera, non bastano le guerre, ci volevano pure questi buchi neri!

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